Questo lo escludo perchè proprio pochi giorni fa è uscita la notizia di Krosche ormai lontano dal Milan in quanto non disponibile a lavorare con il nuovo team integrato pretendendo di avere l'ultima parola sulla gestione tecnica del club. Di fatto le stesse richieste di Maldini che hanno sortito il medesimo effetto.
Ed è qui che non riesco proprio a comprendere dove sia l'ambizione di Cardinale. O lo consideriamo un completo idiota, che non è in grado di capire che Gardiner e Almastadt non sono dirigenti e non hanno credibilità, esperienza e carisma per gestire un club di alto livello, oppure dobbiamo necessariamente giungere alla conclusione che RedBird punti sempre su persone estranee al mondo del calcio o outsider per evitare di avere "teste calde" e gente di un certo peso che vada a rompere le scatole per la loro delirante gestione societaria. Vogliono avere le mani libere e non dover rispondere a nessuno, esternamente (perchè ha saltato il Festival di Trento preferendo come al solito Bloomberg?) ed internamente.
E non sono complotti, basta leggere cosa hanno detto Rangnick e Paratici sui loro incontri con la proprietà rossonera. Non è fisica quantistica. Se vuoi provare a vincere, se sei ambizioso, cerchi di assicurarti i migliori dirigenti di quel settore. I fondi private equity fanno così: se acquistano un'azienda di food retail, vanno a prendersi il dirigente di una grande multinazionale in modo da portare know-how e competenza per far crescere la società. Cardinale ha sempre optato per la scelta più economica e addomesticata nella selezione di dirigenti e allenatori.
Se cacci via Maldini perché sei ambizioso, il giorno dopo prendi un dirigente top (fate voi il nome) e vedi come vai a spaccare la tifoseria rossonera, tra quelli che avrebbero detto "Paolo non si tocca" e chi invece avrebbe sostenuto la decisione "Maldini grande bandiera ma ha preso Origi, XYZ lavora da anni come dirigente". Invece lo mandi via, deliri su fantomatici concetti di money ball, al suo posto promuovi un anonimo esperto di scouting e un uomo di finanza e dai pieni poteri ad un allenatore a fine ciclo e già inviso a tutta la piazza e corri a vendere la bandiera (Tonali) di fronte ad un'offerta non proprio irrinunciabile. In quale universo parallelo questa si chiamerebbe ambizione?
Delle tue due alternative, io sono davvero più dell'idea che sia un completo idiota.
O meglio, per non esagerare nel liquidarlo per quello che non è in assoluto, sono convinto che Cardinale sia il classico prodotto di successo americano, con curriculum studentesco strepitoso (Harvard, lode, borsa di studio prestigiosissima, master in qualsiasi ramo che nemmeno Leonardo da Vinci), rafforzato dall'esperienza ventennale nella bolla di Goldman Sachs che ti aliena dal mondo reale, sicuramente imprenditore con intuito nel contesto sportivo statunitense, arrivato in un mondo a lui completamente estraneo (combinazione fatale "calcio + Europa") con l'arroganza di chi pensa che in un modo o nell'altro il successo gli sia dovuto ed arriverà a prescindere.
Ed invece sta prendendo solo bastonate sportive, umane e mediatiche, proprio perché si è fidato del "tocco magico" senza sapere cosa diamine stava toccando.
In quella serie di eventi che riassumi benissimo io continuo a non vedere mancanza di ambizione, anche perché lui è esattamente quel prodotto che si nutre di ambizione.
Io vedo confusione, ignoranza, impreparazione, autoreferenza, egoriferimento.
Non manda via Maldini perché non è ambizioso, ma manda via Maldini perché è davvero convinto che basti lui coi suoi collaboratori americani dal tablet infuocato e con gli algoritmi infallibili.
E lo stesso Rangnick non parla di poca ambizione, che manco ha potuto valutare, ma parla di "poca chiarezza", ed infatti poi nella più drammatica navigazione a vista manco arriva più un DS ma entra in scena direttamente lo showman Gerry in prima persona, obbedendo di fatto ad Amorim.
Poi sì, come dite in molti, quando guarda i conti ed il fatturato in aumento o i cheeseburger a San Siro si crede comunque ancora il più figo di tutti e forse non ha quel focus ossessivo e famelico per la vittoria sul campo.
Su questo sono d'accordo, ha interessi ramificati ed in parte è un problema.
Ma Gerry non è così stupido, e sa benissimo che se non porta le vittorie ed i risultati sul campo anche quei conti in ordine e quel marketing che oggettivamente ha rivitalizzato (a modo suo) prima o poi finiranno in stallo e manderanno a donne di facili costumi tutti i suoi piani sulla piattaforma, sulla galassia industriale attorno al Milan e sulla nuova Serie A by Cardinale.