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CorSera: al primo giugno il Milan si presenta in una situazione di totale azzeramento e caos, sia a livello dirigenziale che di spogliatoio. Dopo i recenti licenziamenti in blocco di Massimiliano Allegri, Igli Tare, Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, il club affronta ora una smobilitazione della rosa, a partire dal suo uomo simbolo Rafael Leao. Dal ritiro del Portogallo, il ventiseienne attaccante ha infatti annunciato pubblicamente la volontà di trasferirsi in un altro campionato per una cifra stimata intorno ai 50-60 milioni di euro, escludendo però la pista turca del Fenerbahçe, il cui candidato presidenziale Hakan Safi lo ha scartato dopo un breve colloquio. L'addio di Leao minaccia di innescare una reazione a catena: anche la permanenza del portiere Mike Maignan, che era legatissimo ad Allegri e percepisce 5 milioni di euro più bonus, è fortemente in dubbio, con la proprietà intenzionata a ricostruire la squadra attorno a Tomori, Saelemaekers, Pulisic e Pavlovic. Destinati ai saluti sembrano anche Adrien Rabiot, tentato dal Napoli per ricongiungersi con Allegri, e il quarantunenne Luka Modric, il quale ha pubblicato un messaggio di ringraziamento ai tifosi che sa di addio, con le indiscrezioni spagnole che ipotizzano un suo ritiro dopo il Mondiale per entrare nello staff di José Mourinho al Real Madrid. Sullo sfondo di questa rivoluzione, il giornale evidenzia l'imminente incontro con l'allenatore Oliver Glasner, reduce dai successi con il Crystal Palace, e i piani per affidare la guida tecnica a un profilo tedesco o austriaco. Tuttavia, permangono profonde divergenze interne sulla ricostruzione societaria: da un lato Zlatan Ibrahimovic, che seguirà i Mondiali come opinionista televisivo per Fox, spinge per nominare Ramon Planes come direttore sportivo con la collaborazione di Rafaela Pimenta, preferendo per la panchina profili come Arne Slot o Mauricio Pochettino; dall'altro lato, Massimo Calvelli e il patron Gerry Cardinale vogliono affidare pieni poteri a Ralf Rangnick nel ruolo di direttore tecnico, il quale deciderà a breve il suo futuro con la nazionale austriaca e valuta come tecnici Glasner o Matthias Jaissle dell'Al-Ahli
Tuttosport: al 1 giugno il Milan ancora non c'è. Il primo giugno segna l'inizio di una settimana cruciale per il futuro del Milan, attesa dai tifosi dopo sette giorni surreali in cui la dirigenza composta da Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e il consigliere d'amministrazione Calvelli — pronto a ricevere le deleghe operative dell'ormai ex amministratore delegato Giorgio Furlani — ha tenuto una serie di fitti colloqui tra Vienna, Londra, Parigi e New York per ridefinire l'assetto del club, lasciando nel frattempo la sede milanese e i calciatori in un limbo operativo e di mercato. I giorni della verità per la scelta del nuovo allenatore si concentrano tra oggi e domani, con la società mossa principalmente su due macro-fronti strategici. La prima opzione porta a Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell'Austria atteso dal Mondiale 2026, al quale verrebbe affidato l'intero controllo dell'area tecnica rossonera; il sessantasette nne tedesco ha però avanzato richieste imponenti pretendendo carta bianca, la gestione del settore giovanile e l'inserimento di una ventina di collaboratori di fiducia. Questa centralizzazione dei poteri non convince del tutto Ibrahimovic, il quale preferirebbe una linea societaria più tradizionale che risponda direttamente ai vertici della proprietà e che si concentri su profili come Mauricio Pochettino, impegnato con la nazionale degli Stati Uniti, o sul fresco ex tecnico del Liverpool Arne Slot, assistito da Rafaela Pimenta, per il quale andrebbe però superato l'ostacolo economico legato all'alto ingaggio percepito in Inghilterra. La giornata odierna prevede il confronto decisivo tra Rangnick e la federazione austriaca in merito alla proposta di rinnovo contrattuale, un appuntamento da cui emergeranno le reali intenzioni del tecnico di chiudere il proprio ciclo in nazionale, a patto che il Milan gli abbia confermato nel weekend la volontà di assecondare le sue pesanti richieste gestionali. Il secondo passaggio chiave è fissato per domani, quando l'establishment milanista incontrerà Oliver Glasner, il candidato principale caldeggiato dallo stesso Rangnick per la panchina in quanto attualmente libero da vincoli dopo l'esperienza al Crystal Palace, a differenza di Matthias Jaissle che è legato all'Al-Ahli da una clausola rescissoria di 6 milioni di euro. L'eventuale colloquio con Glasner, che sta già studiando la rosa del Milan, servirà anche a chiarire le linee guida tattiche, poiché i vertici societari desiderano abbandonare il 3-5-2 utilizzato da Massimiliano Allegri per tornare a moduli spiccatamente offensivi a quattro difensori tipici della filosofia calcistica di Rangnick, mentre l'allenatore austriaco ha storicamente prediletto assetti con la difesa a tre come il 3-4-2-1 o il 3-4-3 nelle sue precedenti e vincenti avventure professionali.
CorSport: con l'inizio del mese di giugno, il Milan accelera le grandi manovre per pianificare la prossima stagione attraverso il nuovo progetto guidato da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, lavorando su più tavoli per definire le cariche operative dopo i licenziamenti della scorsa settimana. Al centro dei piani rossoneri c'è la figura del tedesco Ralf Rangnick, il quale deve definire con la federazione austriaca la fattibilità di un doppio incarico che gli permetta di assumere il ruolo di direttore tecnico del Milan pur mantenendo la guida della nazionale in vista dell'imminente Mondiale; lo stesso Rangnick, alla vigilia dell'amichevole contro la Tunisia, ha preferito non commentare pubblicamente le voci, rimandando ogni discussione ai colloqui privati con la propria federazione. In parallelo, la dirigenza milanista, rappresentata da Ibrahimovic e Calvelli, ha pianificato un contatto diretto con l'allenatore austriaco Oliver Glasner, reduce dal trionfo in Conference League con il Crystal Palace e già legato storicamente a Rangnick dai tempi della comune esperienza nella galassia Red Bull a Salisburgo, configurando così una coppia dirigenziale e tecnica già collaudata e con una forte identità progettuale. Accanto a questo scenario resta viva la pista che porta all'olandese Arne Slot, profilo appena liberatosi dal Liverpool e fortemente gradito a Ibrahimovic per il suo spessore internazionale e le sue idee di gioco; la candidatura di Slot è stata veicolata dall'agente Rafaela Pimenta e rappresenterebbe una scelta prettamente tecnica, differente e meno ingombrante rispetto all'opzione Rangnick, il quale richiederebbe invece pieni poteri decisionali. L'obiettivo immediato della società è quello di scremare la lista dei candidati, accantonando le piste ormai impraticabili come quelle che portano a Matthias Jaissle, a causa del suo oneroso ingaggio da circa 10 milioni di euro all'Al-Ahli, e a Mauricio Pochettino, focalizzato sul suo impegno come commissario tecnico degli Stati Uniti. L'orientamento di Cardinale e Ibrahimovic è rivolto verso una guida tecnica capace di valorizzare i giovani e di esprimere un gioco propositivo senza dipendere da budget di mercato faraonici, una necessità resa ancora più stringente dall'assenza degli introiti della Champions League nella prossima stagione e dai passati investimenti societari che non hanno fruttato i risultati sperati; per completare questo riassetto societario il tempo stringe, anche perché a breve Ibrahimovic sarà impegnato negli Stati Uniti come opinionista televisivo per Fox Sports durante le partite del Mondiale.
Tuttosport: al 1 giugno il Milan ancora non c'è. Il primo giugno segna l'inizio di una settimana cruciale per il futuro del Milan, attesa dai tifosi dopo sette giorni surreali in cui la dirigenza composta da Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e il consigliere d'amministrazione Calvelli — pronto a ricevere le deleghe operative dell'ormai ex amministratore delegato Giorgio Furlani — ha tenuto una serie di fitti colloqui tra Vienna, Londra, Parigi e New York per ridefinire l'assetto del club, lasciando nel frattempo la sede milanese e i calciatori in un limbo operativo e di mercato. I giorni della verità per la scelta del nuovo allenatore si concentrano tra oggi e domani, con la società mossa principalmente su due macro-fronti strategici. La prima opzione porta a Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell'Austria atteso dal Mondiale 2026, al quale verrebbe affidato l'intero controllo dell'area tecnica rossonera; il sessantasette nne tedesco ha però avanzato richieste imponenti pretendendo carta bianca, la gestione del settore giovanile e l'inserimento di una ventina di collaboratori di fiducia. Questa centralizzazione dei poteri non convince del tutto Ibrahimovic, il quale preferirebbe una linea societaria più tradizionale che risponda direttamente ai vertici della proprietà e che si concentri su profili come Mauricio Pochettino, impegnato con la nazionale degli Stati Uniti, o sul fresco ex tecnico del Liverpool Arne Slot, assistito da Rafaela Pimenta, per il quale andrebbe però superato l'ostacolo economico legato all'alto ingaggio percepito in Inghilterra. La giornata odierna prevede il confronto decisivo tra Rangnick e la federazione austriaca in merito alla proposta di rinnovo contrattuale, un appuntamento da cui emergeranno le reali intenzioni del tecnico di chiudere il proprio ciclo in nazionale, a patto che il Milan gli abbia confermato nel weekend la volontà di assecondare le sue pesanti richieste gestionali. Il secondo passaggio chiave è fissato per domani, quando l'establishment milanista incontrerà Oliver Glasner, il candidato principale caldeggiato dallo stesso Rangnick per la panchina in quanto attualmente libero da vincoli dopo l'esperienza al Crystal Palace, a differenza di Matthias Jaissle che è legato all'Al-Ahli da una clausola rescissoria di 6 milioni di euro. L'eventuale colloquio con Glasner, che sta già studiando la rosa del Milan, servirà anche a chiarire le linee guida tattiche, poiché i vertici societari desiderano abbandonare il 3-5-2 utilizzato da Massimiliano Allegri per tornare a moduli spiccatamente offensivi a quattro difensori tipici della filosofia calcistica di Rangnick, mentre l'allenatore austriaco ha storicamente prediletto assetti con la difesa a tre come il 3-4-2-1 o il 3-4-3 nelle sue precedenti e vincenti avventure professionali.
CorSport: con l'inizio del mese di giugno, il Milan accelera le grandi manovre per pianificare la prossima stagione attraverso il nuovo progetto guidato da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, lavorando su più tavoli per definire le cariche operative dopo i licenziamenti della scorsa settimana. Al centro dei piani rossoneri c'è la figura del tedesco Ralf Rangnick, il quale deve definire con la federazione austriaca la fattibilità di un doppio incarico che gli permetta di assumere il ruolo di direttore tecnico del Milan pur mantenendo la guida della nazionale in vista dell'imminente Mondiale; lo stesso Rangnick, alla vigilia dell'amichevole contro la Tunisia, ha preferito non commentare pubblicamente le voci, rimandando ogni discussione ai colloqui privati con la propria federazione. In parallelo, la dirigenza milanista, rappresentata da Ibrahimovic e Calvelli, ha pianificato un contatto diretto con l'allenatore austriaco Oliver Glasner, reduce dal trionfo in Conference League con il Crystal Palace e già legato storicamente a Rangnick dai tempi della comune esperienza nella galassia Red Bull a Salisburgo, configurando così una coppia dirigenziale e tecnica già collaudata e con una forte identità progettuale. Accanto a questo scenario resta viva la pista che porta all'olandese Arne Slot, profilo appena liberatosi dal Liverpool e fortemente gradito a Ibrahimovic per il suo spessore internazionale e le sue idee di gioco; la candidatura di Slot è stata veicolata dall'agente Rafaela Pimenta e rappresenterebbe una scelta prettamente tecnica, differente e meno ingombrante rispetto all'opzione Rangnick, il quale richiederebbe invece pieni poteri decisionali. L'obiettivo immediato della società è quello di scremare la lista dei candidati, accantonando le piste ormai impraticabili come quelle che portano a Matthias Jaissle, a causa del suo oneroso ingaggio da circa 10 milioni di euro all'Al-Ahli, e a Mauricio Pochettino, focalizzato sul suo impegno come commissario tecnico degli Stati Uniti. L'orientamento di Cardinale e Ibrahimovic è rivolto verso una guida tecnica capace di valorizzare i giovani e di esprimere un gioco propositivo senza dipendere da budget di mercato faraonici, una necessità resa ancora più stringente dall'assenza degli introiti della Champions League nella prossima stagione e dai passati investimenti societari che non hanno fruttato i risultati sperati; per completare questo riassetto societario il tempo stringe, anche perché a breve Ibrahimovic sarà impegnato negli Stati Uniti come opinionista televisivo per Fox Sports durante le partite del Mondiale.