Come riportato da Tuttosport in edicola oggi, 10 giugno 2018, Rino Gattuso vuole Calhanoglu al centro del nuovo Milan. Il turco può giocare in diversi ruoli nei moduli che il tecnico ha in testa.
Nel 4-3-3 può fare l'attaccante esterno e la mezzala, nel 4-2-3-1 può fare la mezzapunta centale mentre nel 4-3-1-2 il trequartista puro.
Sinceramente non credo abbia mostrato rendimento e soprattutto costanza per meritare di essere così insignito.
Non vorrei si facesse l'errore, come già successo qualche anno fa con Bonaventura, di considerare come parte centrale del programma giocatori nei pressi della normalità, che hanno solo il merito di eccellere nella mediocrità generale.
Calhanoglu per quello che si è visto può essere un lusso solo se nella rosa ci sono almeno 3-4 stelle sopra di lui che giocano 90 minuti in 38 partite ad un certo livello. Se invece è chiamato ad essere la guida spirituale in campo, non ci siamo proprio.
Ha segnato solo a Fiorentina, veronesi e Bologna, e sinceramente tenere per significativi i 3 gol e 4 assist delle ultime 4 giornate con avversarie in vacanza sarebbe preoccupante.
Anche questa duttilità tanto celebrata al momento deve ancora passare dal vaglio del campo: per esempio nel discorso mezzala, una cosa è l'impegno che ci mette lui da esterno offensivo nel recupero difensivo correndo a ritroso e nell'andare senza un domani in pressione sul portatore di palla, tutt'altra cosa è l'insieme delicatissimo di posizioni, rotazioni e scalate da imparare in fase difendente coi reparti schierati, cosa per cui è stato imbarazzante nei primi tentativi fatti da Montella (ma con gli alibi che sappiamo).
E sulla fase offensiva, a me pare che si sia caduti in un tale stato di depressione tecnica sia di squadra che riguardo le sue prestazioni, da far passare come sontuose delle gare che un giocatore offensivo di una squadra deve garantire come minimo sindacale.
Ci mancherebbe pure che un ala di un tridente non salti ogni tanto l'uomo o non sappia trattare il pallone, cosa che il turco per altro non sempre riesce a fare coordinato e sincronizzato coi compagni. Ma allora il miglior Suso tanto bistrattato in ogni commento odierno non è forse stato ancora più determinante per periodi molti più lunghi delle ultime stagioni?