Quindi, per lo stesso principio per cui “certa gente capisce solo le maniere forti”, si può augurare a chi si esalta per la morte di un uomo(cosa che a me fa sempre rabbrividire) di essere vittima di un intervento sproporzionato con esito fatale da parte delle forze dell’ordine? No perché mi sembra che il concetto di proporzione tra azione e reazione sia totalmente ignorato da molti e non sarebbe male se venisse spiegato in modo comprensibile.
Intervento sproporzionato? No dai per favore.
Bloccare un altro individuo in qualità di agente non è mai semplice. I motivi sono ovvi:
- il soggetto da bloccare è quasi sempre non collaborativo. In questo specifico caso è totalmente non collaborativo; anzi aggressivo, pericoloso e fuori controllo;
- al netto della difficoltà al punto 1, l'agente di polizia lo deve bloccare.. senza fargli male.
Riassumendo, l'agente deve usare la quantità minima di forza necessaria per bloccarlo, restando però sotto il livello di forza tale da provocargli danni (probabilmente non deve causargli nemmeno danni temporanei se è possibile).
E' evidente come non di rado questo compromesso di fatto non esiste dato che, ripeto, il soggetto è non collaborativo e sta usando tutta la sua forza (magari anche per fare danni, se fuori controllo). Quindi:
1) o usi talmente poca forza da non fargli male.. ma non riesci a bloccarlo;
2) o ne usi a sufficienza per bloccarlo.. ma per fare ciò gli hai dovuto fare male.
La dinamica ufficiale e definitiva non la conosco, ma pare sia vero che i due agenti si siano fatti aiutare da un civile, che gli teneva ferme le gambe. Questa informazione mi fa ipotizzare che i due agenti stavano operando con l'opzione 1 (pochissima forza, tanto da non riuscire a tenerlo fermo in 2).
A chi cerca somiglianze con gli americani: voi ce li vedete due poliziotti USA che si fanno aiutare da un passante?
Facendomi ispirare dal pacifismo incondizionato, forse gli agenti avrebbero dovuto offrirgli un fiore, magari si sarebbe calmato e li avrebbe seguito zitto zitto in caserma. Ma dai