Boban:"Il Milan americano non è più il Milan. Amorim...".

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L'inter ha fatto triplete e mondiale per club dopo di noi.
Certo, e pure la Juve ha fatto due finali di CL.

Ma non erano certo considerate squadre tipo il Milan 2005 ( seppure non vinse, era temuta da tutti, era una squadra da playstation)

Infatti l' Inter dopo è implosa, la Juve non ce l' ha più fatta.

Parlo di pura potenza, quando tutto il mondo dice "Madonna, che squadrone il Milan"

Nemmeno all' Inter del triplete è successo.
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Alla fine anche la Juventus è stata una dinastia importante pure a livello internazionale, pur col loro solito vizio capitale di abbaiare maggiormente a livello nazionale.

Il punto è: si può tornare a vincere in Italia e puntare ad essere protagonisti in Champions mantenendo i conti in ordine (che non vuol dire affatto non investire, anzi!)?
O si può e si deve fare solo come Berlusconi ed il delirio italiano in quegli anni, o magari portando al default la continuità aziendale come successo a Milan, Inter e Juventus in questi 10 anni?

La colpa di Cardinale è enorme, proprio perché con la sua incompetenza e tra un Jashari ed un Estupinan fa pensare erroneamente ai tifosi che valga solo lo schema Berlusconi, per altro del tutto inattuabile a prescindere oggi. Ed allora partono le sciocchezze sull'ambizione ed il voler perdere.

E talmente Gerry sbaglia nel fare gli acquisti, le scelte degli uomini e nella programmazione sportiva, da far dimenticare la quantità di milioni che ha buttato nel gabinetto in questi tre anni, che se davvero non è ambizioso vorrei che qualcuno mi argomentasse come mai non ha fatto prima a tenerseli in saccoccia.

Io posso garantire che si può benissimo essere competitivi senza arrivare ad un passo dal fallimento, perché il Milan è potenzialmente ancora grandissimo, immenso, come dimostrato dal fatto che non precipita nel fatturato anche in questi anni bui (ma ovviamente guai a dare meriti a Cardinale almeno per questo, anzi addirittura viene usato il valore crescente della produzione come strumento per dimostrare che non fa perdite e quindi non caccia il grano).

E se non credete a me che rappresento solo parole logorroiche in uno sfigato forum di tifosi, credete almeno a Paolo e Gazidis che ve l'hanno dimostrato.
Se l'italia non è più il centro di gravità calcistico del mondo, se in italia arrivano solo fondi... la colpa non può certo essere del cardinale di turno.

Le colpe sono da dividere equamente tra il governo e la politica del calcio.
Chi avrebbe dovuto leggere e anticipare il cambiamento non lo ha fatto.

E ancora oggi anzichè resettare e ripartire si preferisce prendere scorciatoie e riciclare dinosauri.
L'italia è questa e per quale motivo il calcio dovrebbe esprimere un qualcosa di diverso??
 
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Se l'italia non è più il centro di gravità calcistico del mondo, se in italia arrivano solo fondi... la colpa non può certo essere del cardinale di turno.

Le colpe sono da dividere equamente tra il governo e la politica del calcio.
Chi avrebbe dovuto leggere e anticipare il cambiamento non lo ha fatto.

E ancora oggi anzichè resettare e ripartire si preferisce prendere scorciatoie e riciclare dinosauri.
L'italia è questa e per quale motivo il calcio dovrebbe esprimere un qualcosa di diverso??
infatti io ho raggiunto la conclusione che per risollevare il calcio italiano serva.... [sedetevi, respirate con calma, aspettate con gli insulti, aspettate con le querele].... gente come Cardinale. Magari però più competente ed intelligente del nostro caprone.
Nel senso che se ogni squadra di A venisse gestita da un investitore straniero il cui intento è fare soldi, non si può sfuggire dal fatto che la Serie A debba essere un prodotto di successo, vendibile e quindi bello da vedere.
La serie A va demolita e poi ricostruita da 0. La demolizione penso purtroppo che non ci sarà, ma comunque si sta sgretolando comunque e quindi si arriverà prima o poi alle sole macerie su cui ricostruire. La ricostruzione deve appunto venire da una comunione di intenti di 20-30 nuovi imprenditori che vogliano qualcosa di bello, nuovo e commerciabile.

Purtroppo ora siamo ancora nella fase ibrida tra nuovi imprenditori e vecchi proprietari. Il grosso freno è e sarà sempre la Juve. Figlia di un calcio e un'Italia che non c'è più o comunque per il bene di tutti, non dovrebbe esserci più. L'Italia del furbo o del potente che fa quello che vuole.
Oggi ci sono le visioni strampalate di Cardinale e i giochini provincialotti alla Lotito. Gli imprenditori misteriosi alla Oaktree e i magheggi del signorotto alla Elkann. E quindi non si capisce niente, ognuno dà il peggio di se perchè ognuno va per la sua strada che non coincide con quella degli altri appartenenti al calcio italiano. Ognuno tira l'acqua al proprio mulino, in serie A ci sono 20 mulini invece di un mulino unico. E finchè c'erano i magnati che se ne fregavano di perdere soldi, il giochino reggeva. Ora che i costi nel calcio sono decuplicati, il magnate che butta via i soldi decuplicati, non lo trovi quasi più e il giochino si è rotto.
 
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infatti io ho raggiunto la conclusione che per risollevare il calcio italiano serva.... [sedetevi, respirate con calma, aspettate con gli insulti, aspettate con le querele].... gente come Cardinale. Magari però più competente ed intelligente del nostro caprone.
Nel senso che se ogni squadra di A venisse gestita da un investitore straniero il cui intento è fare soldi, non si può sfuggire dal fatto che la Serie A debba essere un prodotto di successo, vendibile e quindi bello da vedere.
La serie A va demolita e poi ricostruita da 0. La demolizione penso purtroppo che non ci sarà, ma comunque si sta sgretolando comunque e quindi si arriverà prima o poi alle sole macerie su cui ricostruire. La ricostruzione deve appunto venire da una comunione di intenti di 20-30 nuovi imprenditori che vogliano qualcosa di bello, nuovo e commerciabile.

Purtroppo ora siamo ancora nella fase ibrida tra nuovi imprenditori e vecchi proprietari. Il grosso freno è e sarà sempre la Juve. Figlia di un calcio e un'Italia che non c'è più o comunque per il bene di tutti, non dovrebbe esserci più. L'Italia del furbo o del potente che fa quello che vuole.
Oggi ci sono le visioni strampalate di Cardinale e i giochini provincialotti alla Lotito. Gli imprenditori misteriosi alla Oaktree e i magheggi del signorotto alla Elkann. E quindi non si capisce niente, ognuno dà il peggio di se perchè ognuno va per la sua strada che non coincide con quella degli altri appartenenti al calcio italiano. Ognuno tira l'acqua al proprio mulino, in serie A ci sono 20 mulini invece di un mulino unico. E finchè c'erano i magnati che se ne fregavano di perdere soldi, il giochino reggeva. Ora che i costi nel calcio sono decuplicati, il magnate che butta via i soldi decuplicati, non lo trovi quasi più e il giochino si è rotto.
E' una discussione molto interessante e delicata che un giorno dovremo aprire ed affrontare.

Purtroppo se lasci il calcio in mano ai lotito o cairo arriveremo al livello del burundi, altri imprenditori grossi italiani non vogliono investire ma se lasci il calcio italiano in mano ai cardinale te lo trasformano in un luna park.

Io credo, come dicono gli chef bravi, che serve assolutamente tradizione da fondere con l'innovazione.
Il vecchio brand italiano nella cultura, conoscenza, valori,religione non andrebbe mai combattuto e distrutto ma andrebbe arricchito con l'innovazione e coi soldi stranieri.

Il governo purtroppo ha steccato su tutta la linea.

Arriveremo a perdere il calcio italiano come abbiamo perso aziende, città , origini.
E' tutto scritto ed inevitabile.
L'italianità morirà.
 
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E' una discussione molto interessante e delicata che un giorno dovremo aprire ed affrontare.

Purtroppo se lasci il calcio in mano ai lotito o cairo arriveremo al livello del burundi, altri imprenditori grossi italiani non vogliono investire ma se lasci il calcio italiano in mano ai cardinale te lo trasformano in un luna park.

Io credo, come dicono gli chef bravi, che serve assolutamente tradizione da fondere con l'innovazione.
Il vecchio brand italiano nella cultura, conoscenza, valori,religione non andrebbe mai combattuto e distrutto ma andrebbe arricchito con l'innovazione e coi soldi stranieri.

Il governo purtroppo ha steccato su tutta la linea.

Arriveremo a perdere il calcio italiano come abbiamo perso aziende, città , origini.
E' tutto scritto ed inevitabile.
L'italianità morirà.
ovviamente la mia era una provocazione. Infatti avevo specificato più competente ed intelligente. Però comunque Cardinale che è un fesso, fa la figura ancor di più del fesso perchè è in un sistema che ad oggi c'entra lo zero assoluto con la sua visione di calcio. Già fosse in premier, sembrerebbe meno fesso di quello che sembra da noi. Se ci fossero altri 20-30 imprenditori stranieri seri che volessero fare soldi col calcio italiano, anche il Cardinale di turno sarebbe più guidato dagli intenti degli altri imprenditori nel mettere in pratica le sue visioni in una sorta appunto di comunione di intenti. Con un Oaktree, anche uno come Cardinale può lavorare. Con un Lotito o un Cairo o Elkan no, è impossibile. Ad oggi per il bene del calcio italiano sono molto più credibili e utili gente come cardinale e oaktree che sanno zero di calcio, rispetto a vecchi volponi come Lotito o Cairo che il calcio lo hanno fatto essiccare. Ovvio che se tu oggi mi parli di "piattaforma" e dall'altra parte ci sono presidenti che fanno i magheggi per far giocare la loro squadra magari alla sera e avere 10 ore più di riposo dell'avversario, tu che mi parli di piattaforma sei un fesso e fai la figura del superfesso e ti meriti gli insulti.
E pure noi tifosi di calcio italiano (non parlo quindi del solo Milan), dobbiamo metterci l'anima in pace che non ci saranno più i berlusconi, i moratti, i tanzi, i cragnotti, i sensi, i cecchi gori, ecc.. Quindi bisognerà trovare una alternativa per risollevare il calcio, avendo però la consapevolezza che quel tipo di sistema calcio degli anni 90 non tornerà mai più. Questa è la base di partenza.
 

Djerry

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ovviamente la mia era una provocazione. Infatti avevo specificato più competente ed intelligente. Però comunque Cardinale che è un fesso, fa la figura ancor di più del fesso perchè è in un sistema che ad oggi c'entra lo zero assoluto con la sua visione di calcio. Già fosse in premier, sembrerebbe meno fesso di quello che sembra da noi. Se ci fossero altri 20-30 imprenditori stranieri seri che volessero fare soldi col calcio italiano, anche il Cardinale di turno sarebbe più guidato dagli intenti degli altri imprenditori nel mettere in pratica le sue visioni in una sorta appunto di comunione di intenti. Con un Oaktree, anche uno come Cardinale può lavorare. Con un Lotito o un Cairo o Elkan no, è impossibile. Ad oggi per il bene del calcio italiano sono molto più credibili e utili gente come cardinale e oaktree che sanno zero di calcio, rispetto a vecchi volponi come Lotito o Cairo che il calcio lo hanno fatto essiccare.
E pure noi tifosi di calcio italiano (non parlo quindi del solo Milan), dobbiamo metterci l'anima in pace che non ci saranno più i berlusconi, i moratti, i tanzi, i cragnotti, i sensi, i cecchi gori, ecc.. Quindi bisognerà trovare una alternativa per risollevare il calcio, avendo però la consapevolezza che quel tipo di sistema calcio degli anni 90 non tornerà mai più. Questa è la base di partenza.

Più avanti andrebbe tirato fuori un topic su misura, perché qui iniziano a fischiare le orecchie al nostro amico Zorro :lol:

Però la soluzione c'è, e persino un modello ibrido e pionieristico con la NBA è possibile.

In pillole, partendo dall'affermazione di concetti inderogabili tra cui sostenibilità, trasparenza (ogni fondo deve essere tracciato) e regole precise per fare debito e rientrare dall'investimento (servono algoritmi economici di base e tre contabili chiusi in ufficio a Roma che seguono ogni operazione giornaliera di tutte le squadre di calcio), si deve arrivare ad un numero chiuso di squadre professionistiche italiane sulla base di parametri ben definiti, tra cui in primis il bacino di utenza.

Tradotto: non solo non possono entrare nel professionismo il Renate, il Lumezzane, l'Arzignano, il Vado Ligure, il Pineto, il Bra, il Monterosi, il Picerno, coi loro 300 spettatori a partita. Ma nemmeno Chievo e Sassuolo, per capirci.

Se Mapei vuole una franchigia calcistica emiliana, compra il Modena, la Reggiana, il Piacenza. E sottoscrive le regole di trasparenza e sostenibilità, non crea il giocattolino Sassuolo per riciclare il nero.
Se Campedelli vuole fare le sue porcherie coi panettoni, compra il Verona, il Padova, il Vicenza. E pazienza se viene meno la favola Chievo, che poi proprio favola col senno di poi non si è rivelata affatto essere.
Preziosi, Zamparini, Cellino e Spinelli non potrebbero più fare le loro delinquenze parassite saltando da una squadra all'altra in giro per l'Italia.

Le franchigie professionistiche devono essere 100, basate sui capoluoghi di provincia ed i mercati maggiori che attraggono il business, sotto ogni profilo.
Perché se tu dai al tifoso calabrese il mitico derby Castrovillari-Rossanese in Serie C, vanno 300 persone a vederlo magari anche stando al parcheggio in macchina dietro la porta che si vede tutto aggratise. E lo sponsor della partita è il bar di Ciccio in Corso Roma.
Ma se gli dai per un'intera stagione Cosenza-Catanzaro, Reggina-Crotone, Crotone-Cosenza, Catanzaro-Reggina, toh, guarda caso allo stadio vanno almeno in 5000 se non il doppio, con tutte le conseguenze economiche che si possono immaginare.

Promozioni e retrocessioni all'europea, magari con estensione dei playout/playoff, ma nessuna retrocessione dall'ultima serie. Per capirci, nessuna di quelle 100 franchigie può scomparire, nessuna può finire nell'attuale Serie D e perdere lo status professionista, è garantita la continuità salvo casi realmente eccezionali. Con tutte le conseguenze stavolta in termini politici e di stabilità, penso per esempio agli stadi di proprietà, in accordo con la politica centrale e locale anche per agevolazioni e facilitazioni.
Caso mai dal campionato inferiore, una sorta di serbatoio amatoriale su base regionale un po' a metà tra l'attuale Serie D e l'Eccellenza in cui si giocano lo "Scudetto Campanile" (altro possibile mercato), si possono pescare franchigie emergenti con determinati requisiti, anche per espandere quelle 100 franchigie professionistiche.

E poi, con quelle premesse regolamentari, tutto arriva naturalmente, perché di colpo quelle franchigie diventano in un sistema sano asset che compri a 100 e rivendi a 120 se sei bravo. Alla Cardinale, ma in un contesto sistemico globale.

Poi mi sveglio e vedo Malagò commissario di Malagò.... ed evidentemente va bene così. :lol:
 
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Ancora Boban contro il Milan di oggi:"Ci siamo adattati al non avere ambizione. Allora questo non è il Milan. Se l'ambizione del Milan è solo quella di andare in Champions League, allora non abbiamo capito nulla. Nulla ha più senso. Vale per noi come per la Juventus o per l'Inter". Quasi il Napoli ha forse maggior coscienza e ambizione di vincere o di dover vincere rispetto a noi. Se soffro a vedere il Milan ridotto così? Con tutto il rispetto, e io amo profondamente Napoli, ma il Milan è il Milan".

Boban a Radio Rai:Non ho capito cosa avrei detto di così speciale sul Milan al Festival di Trento. Ho detto che il Milan dovrebbe ambire a vincere, eppure leggo di 'veleno di Boban'. Non capisco quanto sia cambiata l'idea di cosa dovrebbero essere il Milan e i suoi tifosi: non possiamo essere mediocri. Se si accetta che l'ambizione massima sia ogni anno la qualificazione in Champions, allora non ho capito nulla di quello che mi hanno insegnato in Italia e di ciò che mi ha trasmesso mio padre guardando Rivera e sperando che io un giorno potessi ripetere da calciatore ciò che faceva lui. Per adesso il Milan tiene duro, anche se il gioco non sembra promettere grandi cose. Questo sistema 3-5-2, che diventa un 5-2-3 o un 3-4-3, alla fine si trasforma in una difesa a cinque con i giocatori sulle fasce che si massacrano: è un po' illogico. Se Amorim riuscirà, con il buon spirito che ha portato, ad andare fino in fondo in Europa League pur con una rosa non profonda, saremo tutti felici. Io ne dubito, come ne dubita gran parte dell'Italia calcistica che analizza la situazione con più profondità e qualità. Amorim mi convince? È ancora presto. Come ho detto, non amo il gioco a tre dietro: le corse diventano lunghe e faticose, le distanze si spaccano e i collegamenti diventano difficili da mantenere nei 90 minuti. Serve grande capacità nei cambi per mantenere la qualità sui fluidificanti, sui terzini e a centrocampo. Col Lecce è andata meglio rispetto alle partite in cui il Milan ha subito tanto, ma siamo solo all'inizio del processo. Anche se ogni partita sembra portarsi dietro anni di discussioni - dato il mondo in cui viviamo, dove si parla e si legge tantissimo -, bisogna lasciargli tempo. Deve convincere con i risultati tutti noi, ed è normale che gli serva continuità e tempo per lavorare".

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Grazie Zorro.
Milanista di titanio.

A chi dice che abbiamo vinto pochi scudetti anche quando non eravamo con Cardinale, vorrei ricordare come quest'uomo, con la sua inossidabile coerenza, criticava proprio il degrado che stava percorrendo l'ultimo Milan di Berlusconi.
Non dimentico le sue parole e le critiche a Galliani o a Inzaghi allenatore.
Come allora è incredibile che ora si leggano le stesse cose su Boban: Boban è ripetitivo, Boban è negativo.

Che lo dica all'infinito, fino all'estremo. È ancora una volta ha ragione lui. Si può parlare di incompetenza, di speculazione, tutto quello che volete ed è vero. Ma dipende tutto da lì, dalla mancata voglia di vincere con la conseguenza di non avere un vero obiettivo sportivo.

E le parole di Cardinale testimoniano ancora una volta come non voglia vincere, ma fare business sul calcio.
 

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