Amorim: giro di telefonate salva big disorientati.

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Tuttosport descrive la figura di Ruben Amorim come il nuovo punto di riferimento fondamentale per il Milan, sia per i tifosi esasperati sia per i calciatori stessi. A causa della mancanza di referenti societari diretti attuali (come lo erano Tare, Furlani e Moncada) e dell'assenza sul campo di Ibrahimovic — impegnato come opinionista televisivo per i Mondiali — il tecnico portoghese, appena ufficializzato, si trova a svolgere il ruolo di vero e garantire del progetto del club. Amorim si sta già muovendo a distanza attraverso contatti continui con la dirigenza rimasta a Casa Milan per pianificare il lavoro e, parallelamente, ha iniziato a chiamare singolarmente i membri della rosa per presentarsi, illustrare le proprie idee tattiche e valutare la loro permanenza. Questo confronto è cruciale, poiché molti elementi considerano concluso il proprio ciclo in rossonero. Tra i partenti certi sembra esserci Leao, desideroso di una nuova esperienza e ritenuto poco incline allo spirito e alle caratteristiche del gioco del nuovo allenatore, il quale non si opporrà all'addio. Anche il futuro di Modric appare lontano da Milano: deluso dalla mancata qualificazione in Champions League e legatissimo alle figure di Tare e Allegri, il croato valuterà dopo il Mondiale se ritirarsi per intraprendere una carriera dirigenziale al Real Madrid o nello staff di Mourinho, oppure se giocare ancora un anno, sebbene a 41 anni sia difficile considerarlo funzionale al calcio di Amorim. Al contrario, l'allenatore portoghese si concentrerà strenuamente sul tentativo di trattenere tre big considerati fondamentali. Il primo è Rabiot, arrivato a Milano su forte input di Allegri e ora tentato di seguirlo a Napoli; pur non essendo il mediano ideale per Amorim, la sua caratura internazionale lo renderebbe un titolare indiscusso, anche se il Milan potrebbe vacillare di fronte a un'offerta importante tra i 15 e i 20 milioni di euro. Il secondo è il capitano Maignan, tornato a livelli altissimi e blindato da un rinnovo, ma attratto dalla Champions League; per via della sua straordinaria abilità con i piedi, il portiere francese viene reputato perfetto per gli schemi del tecnico, che dovrà quindi spendersi per trattenerlo come fece Allegri l'anno precedente bloccandone il passaggio al Chelsea. Infine c'è Pavlovic, reduce da un'ottima stagione che ha attirato l'interesse di diversi club; sebbene il difensore si trovi bene a Milano, l'assenza degli introiti della Champions potrebbe costringere il Milan a sacrificare un big per fare cassa e finanziare i numerosi acquisti necessari, lasciando ad Amorim il difficile compito di convincere la società a non cederlo.

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Ma una squadra che OTTAVA e QUINTA in questa serie A, eliminata del Feyenoord nell’ultima Champions quali big ha?

Saelemakers e Leao? Poveri noi
 

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Tuttosport descrive la figura di Ruben Amorim come il nuovo punto di riferimento fondamentale per il Milan, sia per i tifosi esasperati sia per i calciatori stessi. A causa della mancanza di referenti societari diretti attuali (come lo erano Tare, Furlani e Moncada) e dell'assenza sul campo di Ibrahimovic — impegnato come opinionista televisivo per i Mondiali — il tecnico portoghese, appena ufficializzato, si trova a svolgere il ruolo di vero e garantire del progetto del club. Amorim si sta già muovendo a distanza attraverso contatti continui con la dirigenza rimasta a Casa Milan per pianificare il lavoro e, parallelamente, ha iniziato a chiamare singolarmente i membri della rosa per presentarsi, illustrare le proprie idee tattiche e valutare la loro permanenza. Questo confronto è cruciale, poiché molti elementi considerano concluso il proprio ciclo in rossonero. Tra i partenti certi sembra esserci Leao, desideroso di una nuova esperienza e ritenuto poco incline allo spirito e alle caratteristiche del gioco del nuovo allenatore, il quale non si opporrà all'addio. Anche il futuro di Modric appare lontano da Milano: deluso dalla mancata qualificazione in Champions League e legatissimo alle figure di Tare e Allegri, il croato valuterà dopo il Mondiale se ritirarsi per intraprendere una carriera dirigenziale al Real Madrid o nello staff di Mourinho, oppure se giocare ancora un anno, sebbene a 41 anni sia difficile considerarlo funzionale al calcio di Amorim. Al contrario, l'allenatore portoghese si concentrerà strenuamente sul tentativo di trattenere tre big considerati fondamentali. Il primo è Rabiot, arrivato a Milano su forte input di Allegri e ora tentato di seguirlo a Napoli; pur non essendo il mediano ideale per Amorim, la sua caratura internazionale lo renderebbe un titolare indiscusso, anche se il Milan potrebbe vacillare di fronte a un'offerta importante tra i 15 e i 20 milioni di euro. Il secondo è il capitano Maignan, tornato a livelli altissimi e blindato da un rinnovo, ma attratto dalla Champions League; per via della sua straordinaria abilità con i piedi, il portiere francese viene reputato perfetto per gli schemi del tecnico, che dovrà quindi spendersi per trattenerlo come fece Allegri l'anno precedente bloccandone il passaggio al Chelsea. Infine c'è Pavlovic, reduce da un'ottima stagione che ha attirato l'interesse di diversi club; sebbene il difensore si trovi bene a Milano, l'assenza degli introiti della Champions potrebbe costringere il Milan a sacrificare un big per fare cassa e finanziare i numerosi acquisti necessari, lasciando ad Amorim il difficile compito di convincere la società a non cederlo.
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Tuttosport descrive la figura di Ruben Amorim come il nuovo punto di riferimento fondamentale per il Milan, sia per i tifosi esasperati sia per i calciatori stessi. A causa della mancanza di referenti societari diretti attuali (come lo erano Tare, Furlani e Moncada) e dell'assenza sul campo di Ibrahimovic — impegnato come opinionista televisivo per i Mondiali — il tecnico portoghese, appena ufficializzato, si trova a svolgere il ruolo di vero e garantire del progetto del club. Amorim si sta già muovendo a distanza attraverso contatti continui con la dirigenza rimasta a Casa Milan per pianificare il lavoro e, parallelamente, ha iniziato a chiamare singolarmente i membri della rosa per presentarsi, illustrare le proprie idee tattiche e valutare la loro permanenza. Questo confronto è cruciale, poiché molti elementi considerano concluso il proprio ciclo in rossonero. Tra i partenti certi sembra esserci Leao, desideroso di una nuova esperienza e ritenuto poco incline allo spirito e alle caratteristiche del gioco del nuovo allenatore, il quale non si opporrà all'addio. Anche il futuro di Modric appare lontano da Milano: deluso dalla mancata qualificazione in Champions League e legatissimo alle figure di Tare e Allegri, il croato valuterà dopo il Mondiale se ritirarsi per intraprendere una carriera dirigenziale al Real Madrid o nello staff di Mourinho, oppure se giocare ancora un anno, sebbene a 41 anni sia difficile considerarlo funzionale al calcio di Amorim. Al contrario, l'allenatore portoghese si concentrerà strenuamente sul tentativo di trattenere tre big considerati fondamentali. Il primo è Rabiot, arrivato a Milano su forte input di Allegri e ora tentato di seguirlo a Napoli; pur non essendo il mediano ideale per Amorim, la sua caratura internazionale lo renderebbe un titolare indiscusso, anche se il Milan potrebbe vacillare di fronte a un'offerta importante tra i 15 e i 20 milioni di euro. Il secondo è il capitano Maignan, tornato a livelli altissimi e blindato da un rinnovo, ma attratto dalla Champions League; per via della sua straordinaria abilità con i piedi, il portiere francese viene reputato perfetto per gli schemi del tecnico, che dovrà quindi spendersi per trattenerlo come fece Allegri l'anno precedente bloccandone il passaggio al Chelsea. Infine c'è Pavlovic, reduce da un'ottima stagione che ha attirato l'interesse di diversi club; sebbene il difensore si trovi bene a Milano, l'assenza degli introiti della Champions potrebbe costringere il Milan a sacrificare un big per fare cassa e finanziare i numerosi acquisti necessari, lasciando ad Amorim il difficile compito di convincere la società a non cederlo.

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Poveretto, per me si è già pentito di aver scelto questo letamaio di situazione, chissà Mendes con che ricatto lo avrà costretto ad accettare
 

iceman.

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Ma una squadra che OTTAVA e QUINTA in questa serie A, eliminata del Feyenoord nell’ultima Champions quali big ha?

Saelemakers e Leao? Poveri noi
Forti ci sono Maignan e Rabiot.
Il resto è tutta feccia, del resto se non li vogliono manco in Turchia ..
 

J&B

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Poveretto, per me si è già pentito di aver scelto questo letamaio di situazione, chissà Mendes con che ricatto lo avrà costretto ad accettare
Ha ufficiosamente accettato il ruolo di capro espiatorio, c'è poco da dire.
Nel caso remotissimo poi andasse bene, tutti i meriti al Bosssssssssssss...
E' il Milan americano ragazzi...., prendere o lasciare ( uff..., ma poi che c*zzo pretendono sti tifosi.....)
 

malos

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Poveretto, per me si è già pentito di aver scelto questo letamaio di situazione, chissà Mendes con che ricatto lo avrà costretto ad accettare
4 milioni per 3 anni. Mi sembra sufficiente per uno che era a casa dimenticato da tutti pure da sua madre. Se va bene avrà pensato ho fatto un miracolo sennò chissene sono pieno di grana.
 

Super_Lollo

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Qui la situzione è molto piu preoccupante di quello che sembra da fuori, provate ad immaginare.
Sono mesi che vi dico una cosa che piano piano che passa il tempo sta trovando sempre più conferme, non c'è piu nessuno, siamo diventati una scatola vuota. Non ci sono più persone, riferimenti, nulla, zero, chi è andato via non è mai stato sostituito.

Un disastro biblico, perchè tu puoi ridurre i costi ma c'è un limite strutturale che non puoi superare ed è stato superato da anni e aggi siamo alla fase successiva lo svuotamento totale.
 
Ultima modifica:

numero 3

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Qui la situzione è molto piu preoccupante di quello che sembra da fuori, provate ad immaginare.
Sono mesi che vi dico una cosa che piano piano che passa il tempo sta trovando sempre più conferme, non c'è piu nessuno, siamo diventati una scatola vuota. Non ci sono più persone, riferimenti, nulla, zero, chi è andato via non è mai stato sostituito.

Un disastro biblico, perchè tu puoi ridurre i costi ma c'è un limite strutturale che non puoi superare ed è stato superato da anni e aggi siamo alla fase successiva lo svuotamento totale.

Non a caso il logo sulle magliette negli ultimi anni è trasparente
 
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