Amorim al Milan: a inizio settimana la firma.

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Anche stavolta ha deciso Mendes, insomma. In pratica è lui il nostro DT. Io lo scriverei nell'organigramma, così almeno un posto lo sistemiamo.
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fabri47

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Sarò onesto, a Lisbona mi piaceva e parecchio, aveva pure i giocatori ideali per lui sia chiaro, a Manchester caliamo un velo pietoso. Però leggo che fa parte della Scuderia mendes e inizio a sudare freddo
In Portogallo sono tutti fenomeni a casa loro, il vero banco di prova è quando cambiano nazione ed in quel caso, eccetto rare eccezioni, sono tutti ciessi clamorosi. Specie gli allenatori poi hanno una concezione della tattica totalmente diversa dal resto del calcio europeo.
 

Clarenzio

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Come riportato da Mediaset, che conferma tutte le news precedenti, il Milan ha scelto Amorim. Tranne colpi di scena, sarà il portoghese il nuovo allenatore della squadra rossonera. A inizio settimana la firma

News precedenti con cifre, moduli e nomi per AD e DS

La GDS in edicola conferma tutte le news che abbiamo riportato ieri e aggiunge:
Il Milan ha impresso un'improvvisa accelerata nella ricerca del nuovo allenatore a seguito di un ennesimo incontro avvenuto ieri, che fa seguito a quelli dei giorni scorsi a Londra. Ruben Amorim si è così portato in decisa pole position per la panchina rossonera, scavalcando gli altri candidati rimasti in corsa, ovvero Oliver Glasner, Matthias Jaissle e Mauricio Pochettino. Sebbene non ci sia ancora nulla di ufficiale — anche perché il Milan deve contemporaneamente risolvere i nodi societari legati alle nomine del nuovo capo dell’area tecnica, del direttore sportivo e del Ceo —, tra le parti esiste già una base d'intesa per un contratto biennale con opzione per il terzo anno, a un ingaggio di circa tre milioni di euro a stagione.

A differenza di altri profili come Jaissle, il tecnico portoghese sarebbe libero da subito. Persone a lui vicine lo descrivono come fortemente motivato all'idea di rilanciarsi a Milano dopo l'esperienza infruttuosa sulla panchina del Manchester United, avendo ormai superato le titubanze iniziali e sposato il progetto propostogli da Gerry Cardinale. La scelta di Amorim risponde alla volontà di Cardinale di inaugurare un nuovo ciclo basato su una filosofia di calcio moderna, giovane, frizzante e votata all'attacco. Amorim incarna questo identikit: prima di compiere 40 anni si era imposto come un'autentica rivelazione sulla panchina dello Sporting (squadra guidata dal 2020 al 2024, con cui ha vinto due campionati, una Coppa di Lega e una Supercoppa portoghese, che si aggiungono ai 7 titoli vinti in patria da calciatore). Nonostante l'attuale netta preferenza per l'ex United — confermata anche dalle valutazioni societarie in corso in questo weekend —, il portoghese non è stato una scelta immediata: per circa venti giorni il Milan ha vagliato diversi profili, tra cui Iraola, Xavi, Pochettino, Glasner e Jaissle.

A convincere la dirigenza, e in particolare Zlatan Ibrahimovic, è l'aspetto tattico del tecnico: il suo 3-4-3 si trasforma in fase di possesso palla in un 3-2-5 (mantenendo la difesa a tre con i centrali che avviano l'azione, i due mediani a protezione e gli esterni che si alzano sulla linea offensiva costringendo gli attaccanti esterni a stringere il campo per attaccare i mezzi spazi) o, nella versione più spregiudicata, addirittura in un 3-1-6 per riempire l'area e sfruttare le seconde palle. Cardinale è rimasto inoltre stregato dall'incredibile desiderio di rivincita del portoghese dopo il fallimento calcistico in Inghilterra.

Il nome di Amorim è stato inserito anche nei dialoghi per la rifondazione dell'area tecnica rossonera, in particolare con Markus Krösche. Il dirigente tedesco di 45 anni, attualmente legato all'Eintracht Francoforte fino al 2028, desidera una nuova esperienza ed è in costanti contatti con i vertici milanisti. Krösche — appartenente alla stessa scuola di pensiero di Ralf Rangnick, che lo indicò al Lipsia nel 2019 — rappresenta oggi il profilo più apprezzato da Cardinale e soci per la dirigenza dopo il passato stop alle trattative con lo stesso Rangnick. Krösche ha dato il suo totale gradimento alla candidatura di Amorim, mentre si è mostrato più restio all'ipotesi di ritrovare Oliver Glasner, da lui stesso portato all'Eintracht nel 2021. Sebbene i due abbiano trionfato in Europa League a Francoforte insieme a Timmo Hardung (altro nome oggi in orbita Milan per il ruolo di ds, insieme a Devin Ozek), il loro rapporto si era poi incrinato a causa di forti divergenze di vedute sul calciomercato. Proprio questi nuovi scenari legati all'area tecnica hanno provocato il rallentamento della pista Glasner, che pure fino a pochi giorni fa sembrava in vantaggio per la panchina.

Sempre la GDS ripercorre nel dettaglio la carriera calcistica e professionale di Ruben Filipe Marques Diogo Amorim, evidenziando inizialmente come l’ex centrocampista abbia appena nove giorni in più di Cristiano Ronaldo, suo ex compagno nella nazionale portoghese. A differenza di quest'ultimo, Amorim ha abbandonato il calcio giocato ben dieci anni fa, a soli 31 anni, a causa di ripetuti problemi fisici. All'epoca dichiarò: «Avrei potuto fare il manager d’azienda o il businessman. Ma ho scelto di allenare».

La scelta si è rivelata vincente in patria. Dopo essere stato una colonna del Benfica per nove anni (dal 2008 al 2017), ha ottenuto i suoi più grandi successi calcistici sulla panchina dei rivali cittadini dello Sporting Lisbona. Con i Leões ha conquistato due titoli nazionali: il primo nel 2021, interrompendo un digiuno che durava da ben 19 anni (l'ultimo trionfo dello Sporting risaliva infatti al 2002, proprio poco prima del debutto professionistico di un giovanissimo Cristiano Ronaldo), e il secondo nel 2024, prima di trasferirsi al Manchester United, club alle prese con l'ennesima ricostruzione.

La sua parabola da tecnico era iniziata a un livello decisamente inferiore: nel 2018, a soli 33 anni, Amorim siede sulla panchina del Casa Pia di Lisbona, in terza serie, squadra che trascina verso l'alto e che otterrà la promozione. Tuttavia, è costretto a lasciare la guida del club a gennaio 2019 a causa di una squalifica inflitta dalla federazione (successivamente revocata) per aver fornito istruzioni a bordo campo senza possedere ancora il necessario patentino da allenatore. Questa esperienza lo mette comunque in luce, spingendo il presidente del Braga, Salvador, ad affidargli la squadra B, militante in Serie C. In questa veste ottiene un impressionante ruolino di marcia di 8 vittorie in 11 partite. Il rendimento convince il patron del Braga a licenziare Sá Pinto, allora tecnico della prima squadra all'ottavo posto, e a promuovere Amorim alla fine di dicembre.

Il debutto con la prima squadra del Braga avviene a gennaio 2020 con un travolgente 7-1 sul campo del Belenenses, che era stato il suo primo club da calciatore. Il 25 gennaio successivo conquista la Coppa di Lega battendo il Porto e, in un totale di 13 partite, colleziona 10 successi, sconfiggendo tutte e tre le grandi del calcio portoghese e risalendo fino al terzo posto in classifica. Una traiettoria fulminea che spinge il presidente dello Sporting, Varandas, a muoversi con decisione solo due mesi dopo, a marzo 2020, pagando una clausola di 10 milioni di euro al Braga per portarlo a Lisbona. L'esordio sulla panchina biancoverde avviene con un 2-0 ai danni dell'Aves, match in cui schiera il 3-4-2-1, da quel momento suo autentico marchio di fabbrica tattico. Nello spazio di 11 giornate aggancia proprio il "suo" ex Braga al terzo posto, convincendo l'intero ambiente.

Al suo primo anno completo alla guida dello Sporting conquista il campionato, potendo contare sulla miglior difesa del torneo (con soli 20 gol subiti) e sul capocannoniere Pedro Gonçalves, detto Pote. In merito a quel trionfo, Amorim ha sottolineato in seguito: «E non eravamo certo noi i favoriti, per i molti cambi fatti in estate e per i tanti giovani in rosa». Parlando dei propri riferimenti professionali, il tecnico ha riconosciuto l'enorme impatto avuto da Jorge Jesus, suo allenatore al Belenenses e poi a lungo al Benfica, definendolo come «quello che mi ha influenzato di più. Anche se è un tecnico che stanca a volte: perché ti riempie di informazioni tattiche ed è un perfezionista». Un altro suo grande idolo è José Mourinho, del quale anni fa dichiarò al quotidiano Expresso: «Gran gestore di uomini, capace di creare legami unici con i giocatori. Amo la sua capacità di analisi dei rivali e sa adattarsi a loro per vincere». Nella stessa circostanza ha spiegato chiaramente che Pep Guardiola e l'idea del “futebol bonito” non fanno per lui, sebbene da spettatore e appassionato amasse seguire «il Milan di Maldini, Gullit, Savicevic e il Napoli di Sarri».

Chiamato d'urgenza sulla panchina del Manchester United nel novembre 2024 – dietro il pagamento di un'altra clausola di 10 milioni di euro versata allo Sporting Lisbona – Amorim non è riuscito a replicare in Inghilterra i successi ottenuti in Portogallo. Ingaggiato per risollevare le sorti della squadra dopo la gestione ad interim di Van Nistelrooij e il fallimento di Ten Hag, ha fatto registrare una percentuale di vittorie di appena il 38%, vincendo solo 24 partite su 63 complessive. Nonostante un avvio promettente nella stagione 2024-2025, la sua avventura in Premier League si è conclusa nello scorso mese di gennaio, con la squadra distante tre punti dal Liverpool quarto in classifica, sebbene nel 2025 fosse comunque riuscito a raggiungere la finale di Europa League, poi persa contro il Tottenham. A Manchester l'allenatore ha riproposto il suo impianto di gioco basato sul 3-4-2-1 o sul 3-4-3, moduli che però i calciatori dello United – storicamente legati al 4-2-3-1 o al 4-3-3 – non hanno saputo interpretare al meglio, impedendo la nascita di un feeling immediato tra il tecnico e lo spogliatoio.

A seguito della fine dell'esperienza inglese, Amorim è tornato a dedicarsi alla famiglia e alla moglie Maria João Diogo, sposata nel 2013 a Coimbra. La donna è sorella di Antero Henrique, potentissimo ex direttore sportivo di Porto e Paris Saint-Germain, attualmente attivo in Qatar. Tale legame di parentela aveva inizialmente spinto alcuni scettici in Portogallo a sostenere che Amorim fosse stato raccomandato e favorito dal cognato agli inizi della carriera, un'ombra che Ruben Amorim ha però spazzato via sul campo dimostrando subito di saper vincere. Ora l'allenatore deve soltanto ritrovare il filo del discorso, e il testo si chiude con l'interrogativo se questo riscatto avverrà sulla panchina di una squadra a Milano.

CorSera: la pista che portava a Ralf Rangnick è definitivamente saltata, dato che il tecnico ha rinnovato il suo contratto con la nazionale austriaca fino al 2028, e parallelamente stanno scendendo anche le quotazioni di Oliver Glasner. Per quanto riguarda la panchina, in questo momento Rúben Amorim si trova in netto vantaggio rispetto a Matthias Jaissle, una pista quest'ultima più complessa poiché per liberarlo andrebbe pagato un indennizzo alla sua attuale squadra, l'Al-Ahli. Sul fronte societario, invece, per il ruolo di direttore sportivo Johannes Özek è attualmente in pole position, avendo superato nelle preferenze Markus Krösche. Nel frattempo, a causa di questa situazione di totale stallo dirigenziale e tecnico, anche il mercato della squadra resta completamente fermo.

Tuttosport: attualmente, i due nomi più forti per la panchina rossonera sono Ruben Amorim e Matthias Jaissle. Entrambi hanno profili tecnici differenti ma risultano in linea con l'idea di calcio di Markus Krösche, il quarantacinquenne dirigente e attuale capo dell'area sportiva dell'Eintracht Francoforte che è balzato in pole position per assumere la direzione tecnica dell'intera area sport del Milan; Krösche, inoltre, potrebbe portare con sé dall'Eintracht anche l'attuale direttore sportivo Timmo Hardung. Questa accelerazione è scaturita dal "no" definitivo di Ralf Rangnick, il quale ha deciso di non attendere oltre i prolungati silenzi del club rossonero, che ha tardato a fornirgli una risposta chiara, sia essa positiva o negativa. Rangnick si è così chiamato fuori per focalizzarsi sulla Coppa del Mondo e ha ufficialmente rinnovato il proprio contratto con la federazione austriaca fino al 30 giugno 2028. All'interno del club, comunque, c'è chi ritiene che il modus operandi di Rangnick non sarebbe stato ideale per il nuovo ciclo. Parallelamente al rifiuto di Rangnick, si è registrato il crollo quotidiano delle quotazioni di Oliver Glasner, ex allenatore del Crystal Palace, che si sentiva ormai a un passo dalla panchina milanista ma che, proprio come il suo mentore, è rimasto sospeso in attesa di comunicazioni definitive dalla proprietà, mai arrivate poiché i casting e i colloqui con altri tecnici sono proseguiti. In questa corsa a due per la panchina, Ruben Amorim – reduce da quattordici mesi turbolenti all'Old Trafford e attualmente libero dopo l'esonero dal Manchester United avvenuto a gennaio – ha ricevuto l'offerta di un contratto biennale da 4 milioni di euro d'ingaggio con opzione per il terzo anno; il portoghese è svincolato e adotta una difesa a tre. La medesima offerta sulla durata verrebbe sottoposta a Matthias Jaissle, ma in questo caso la situazione è decisamente più complessa, poiché il tecnico è sotto contratto con l'Al-Ahli, dove percepisce 11 milioni di stipendio annui, e presenta una clausola risolutoria da 6 milioni a cui il club arabo non intende rinunciare. Il modus operandi adottato dalla dirigenza rossonera con tutti i profili contattati per le varie posizioni aperte si è rivelato sempre lo stesso: un primo contatto, un colloquio di persona o in videoconferenza, e successivamente il silenzio. Questo atteggiamento ha causato anche il rifiuto di Miguel Angel Tena del Villarreal, il quale ha declinato la proposta dopo due incontri. Per quanto riguarda la carica di direttore sportivo, resta in lista il profilo di Devin Ozek, ma la sensazione predominante è che il tempo stringa e che Cardinale e Ibrahimovic abbiano sottovalutato la portata di una rivoluzione così massiccia. L'aspetto ritenuto più grave è la mancanza di una squadra operativa già pronta a subentrare a Furlani, Tare, Moncada e ad Allegri, per il quale non ci sono novità sulla risoluzione contrattuale, dato che Scaroni si trova all'estero e non ha avuto incontri in settimana. I rifiuti iniziali di Begiristain e ora di Rangnick hanno rappresentato i primi campanelli d'allarme di uno scenario molto complicato, mentre il senso di frustrazione quotidiana dei tifosi riflette fedelmente il sentiment negativo della piazza. Il tempo scorre e sta per iniziare la quarta settimana effettiva di lavori per cercare di costruire la nuova struttura societaria.

CorSport: sorpasso Amorim sugli altri candidati. I colloqui infiniti del Milan hanno portato in pole position per la panchina Ruben Amorim, portoghese di 41 anni, reduce da un fallimento con il Manchester United ma forte di una buona esperienza allo Sporting Lisbona dove ha vinto due campionati. L'incontro delle scorse ore tra Amorim e il club rossonero è andato bene, con il tecnico che si è detto prontissimo a sbarcare in Italia mostrando un'apertura totale; per lui è pronto un contratto biennale con opzione sul terzo anno a cifre attorno ai 3,5 milioni di euro più bonus, un segnale importante per la società visti i molti rifiuti incassati in questi giorni di ricostruzione. Amorim è favorito anche perché è libero sul mercato a differenza del suo principale rivale, il 38enne tedesco Matthias Jaissle, il quale sarebbe felice di allenare il Diavolo ma è legato all'Al-Ahli fino al 2027 con cifre importanti e richiederebbe un indennizzo di almeno sei milioni di euro per la clausola inserita nel suo contratto con la società araba. Appare invece molto più staccato l'austriaco Oliver Glasner, che una settimana fa aveva avuto un lungo colloquio con Ibra e Cardinale ma non ha più ricevuto risposte dai rossoneri. Amorim rappresenta una delle primissime scelte di Zlatan Ibrahimovic, sempre più al centro delle decisioni del club poiché il proprietario Gerry Cardinale, non avendo la cultura calcistica europea per scegliere, si affida al suo consigliere per individuare le figure giuste. Ibrahimovic vorrebbe puntare sull'ex centrocampista di Benfica e Braga, noto per aver iniziato subito a vincere alla guida dello Sporting con una squadra giovane e uno stile riconoscibile basato su ritmo, pressione, occupazione razionale degli spazi e sull'adozione preferenziale del sistema di gioco 3-4-2-1 negli ultimi anni. Nella giornata di ieri è stato inoltre ufficializzato il prolungamento di Ralf Rangnick con la nazionale austriaca fino al 2028; il manager tedesco ha deciso di interrompere il dialogo con il Milan 48 ore prima, stufo di attendere i tempi lunghi di Cardinale e Ibrahimovic e non avendo ricevuto le giuste garanzie dal club rossonero. Saltato Rangnick, il Milan andrà a caccia di altri dirigenti e attualmente ballano almeno due nomi. Sulla scrivania di Cardinale c'è il dossier di Markus Krosche, attualmente all'Eintracht Francoforte, con un passato al Lipsia proprio come collaboratore di Rangnick e dove aveva lavorato anche con Glasner; Krosche è famoso in Germania per le tante plusvalenze realizzate in carriera, con casi eclatanti come Kolo Muani, Omar Marmoush, Jesper Lindstrom, Willian Pacho e Hugo Larsson che hanno portato 240 milioni nelle casse del club tedesco, oltre ad aver valorizzato e ceduto a peso d'oro in passato giocatori come Nkunku, Olmo e Szoboszlai. L'altro profilo valutato dal Diavolo è Devin Ozek, partito dal Bayer Leverkusen, passato poi al Fenerbahçe e ora libero, il quale risulta contrattualmente più semplice da ingaggiare rispetto a Krosche.

Repubblica: a metà giugno il Milan si trova ancora in una situazione di forte incertezza, definita come un personalissimo buco nero con il tempo che scorre inesorabile, ma inizia finalmente a intravedere la luce per il proprio futuro. Il casting per la panchina rossonera si presenta particolarmente ampio e caratterizzato da ipotesi molto distanti tra loro per idee e percorsi, come i profili di Glasner, Jaissle e Amorim. Tra le incongruenze del momento spicca il fatto che il raduno della squadra sia già stato fissato per il prossimo 12 luglio (con due giorni di test fisici per i giocatori) senza ancora sapere chi sarà l'allenatore alla guida del Diavolo, così come è già stata programmata gran parte delle amichevoli estive — tra cui la prima il 25 luglio a Glasgow contro il Celtic, l'ultima il 15 agosto a Breslavia contro il Manchester United, e una tournée in Australia e Indonesia. Attualmente, il candidato principe e in testa alla corsa per la panchina è Ruben Amorim, reduce da un recente incontro proficuo con la dirigenza rossonera. Il tecnico portoghese convince la società in quanto "giochista" e con idee chiare, nonostante sia reduce da un flop al Manchester United; per lui è pronta una proposta di contratto biennale con opzione per un'ulteriore stagione e il tecnico spinge per definire gli accordi, entusiasta di ripartire da Milano. La sua candidatura è fortemente sostenuta da Zlatan Ibrahimovic, la cui voce è assai ascoltata dal patron Gerry Cardinale, anche a distanza da Los Angeles. Amorim si trova in vantaggio rispetto a Matthias Jaissle, tecnico tedesco attualmente all'Al-Ahli, anche per ragioni economiche: il portoghese è libero, mentre per liberare Jaissle occorrerebbe versare 6 milioni di euro al club saudita. Nel frattempo, dopo aver detto di no al Milan, Ralf Rangnick ha firmato ieri il rinnovo del contratto con la nazionale dell'Austria fino al 2028, una decisione che ha fatto crollare parallelamente anche le quotazioni di Oliver Glasner. Per quanto riguarda la dirigenza, le chiavi del club potrebbero essere affidate a Markus Krösche, attuale direttore sportivo e responsabile dell'area sportiva dell'Eintracht Francoforte; la trattativa con lui si trova in una fase promettente grazie a dialoghi intensi e positivi avvenuti in questi giorni. Krösche è un dirigente che costruisce sul lungo periodo, abituato a valutare i calciatori sia tramite l'analisi di dati e numeri sia guardandone l'aspetto caratteriale, e la sua candidatura è preferita rispetto a quelle di Özek e Planes, considerati direttori sportivi più classici e meno totalizzanti.

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Non seguirò neppure una partita.

A dicembre saremo in zona retrocessione.
 

Cm Punk

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Penso che neanche impegnandosi si poteva fare una scelta migliore
Assolutamente l’allenatore peggiore accostatoci, questo stava per far retrocedere il Manchester utd
Davvero una scelta vergognosa
 

fabri47

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Penso che neanche impegnandosi si poteva fare una scelta migliore
Assolutamente l’allenatore peggiore accostatoci, questo stava per far retrocedere il Manchester utd
Davvero una scelta vergognosa
Prendiamo tutti i disperati. Lo scorso anno ci è andata bene che Allegri era rimasto senza contendenti e se non si accasava a noi rimaneva senza squadra.

A questo punto era più """dignitoso""" puntare su un Mancini (che sempre schifo faceva)...
 
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Un altro del circo Mendes.
Praticament 3 allenatori su 4 che sono arrivati nel Milan nell'ultimi due anni fanno parte dei suoi maghecci.

La mia sensazione è che il DS come conosciamo non ci sarà.. ci saranno i vari agenti che svolgeranno da consulenti a proporci giocatori.. ecco il nuovo modello
in realtà amorin è procuratore di se stesso visto che con bruno fernandes hanno fondato l'agenzia AS1, e non a caso fernandes lo porto allo united, quindi non mi meraviglierei se il buon amorin ci appiopasse bidoni sotto la sua procura :asd:
 
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A dicembre saremo in zona retrocessione.
Secondo me già a fine ottobre saremo messi malissimo in classifica in piena zona retrocessione.
Il disperato in panchina non ci arriva a dicembre ma chiunque fallirebbe in questo troiaio!
Questi incapaci hanno distrutto il Milan che di fatto non esiste più.
I pochi giocatori vendibili saranno presto venduti, ci ritroveremo con cessi abominevoli in rosa privi di alcuna motivazione.ed assolutamente inadeguati all'idea tecnica e tattica dell'allenatore.
Senza alcun progetto sportivo ed in un caos societario senza precedenti quale risultato potrà mai produrre?
Io me ne sto facendo una ragione con la speranza che il prossimo totale fallimento, porti questi miserabili a vendere le macerie che resteranno e a liberare finalmente l'Ac Milan.
 

Ringhio8

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In Portogallo sono tutti fenomeni a casa loro, il vero banco di prova è quando cambiano nazione ed in quel caso, eccetto rare eccezioni, sono tutti ciessi clamorosi. Specie gli allenatori poi hanno una concezione della tattica totalmente diversa dal resto del calcio europeo.

Si é vero, era solo una constatazione, lo Sporting era bello da vedere, però appunto come dici tu apena fuori dal Portogallo il nulla cosmico
 

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