Ambrosini su Maldini:"E'molto facile parlare di Paolo. Quello che c'è da dire secondo me in più di Paolo è che ha imparato a fare questa cosa qui, cioè tutto quello che si porta dietro Paolo Maldini non gli è stato sufficiente all'inizio. Paolo ha imparato da Leonardo, lui arriva e si mette a guardare perché una cosa che non dice Leo è che quando Paolo è arrivato ha detto a Leo "Io questa cosa non riesco a farla". E lui ha detto "Aspetta, mettiti qui e magari scopri che ti piace". Ha avuto un'autonomia intellettuale che gli ha permesso di crescere di credibilità. Io non penso che un ex giocatore in automatico possa essere un buon dirigente. Se hai la capacità e metti la tua autorevolezza, la tua personalità, la tua conoscenza, la tua appartenenza che è la cosa più scontata da dire, che poi ritrovi secondo me nel tuo percorso, trovi il modo di trasferirlo. I giocatori misurano non solo il dirigente anche la persona e secondo me Paolo ha avuto anche la capacità di migliorare un lato empatico che da un certo punto di vista non era la sua caratteristica principale. Lo vedevo come si relazionava, come parlava come ascoltava. C'è solo una condizione per far si che Paolo rientri: deve cambiare la proprietà. Dopo quello che han fatto liquidandolo in maniera indecente nel giro di 10 minuti, chiude questa possibilità Che lui abbia voglia di tornare, che abbia da dare tanto al calcio si, che lui abbia una preferenza è abbastanza evidente".
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L'argomento Maldini torna sempre e cosi sarà per molti anni ancora.
La sua cacciata (vergognosa e infame) la considero la morte di AC Milan come lo abbiamo conosciuto per decenni, e allo stesso tempo la nascita del Circo Milan.
Parlo di identità, appartenenza, conoscenza della storia, rispetto per i tifosi, soprattutto stile.
Sul ritorno di Maldini è capitato di parlare tante volte.
Io la vedo cosi: per me non tornerà mai e non deve piu tornare.
Il Circo Milan è l'inizio di qualcosa di nuovo, una lunga banter era che porterà il Milan ad essere infine un club anonimo di metà classifica, dimenticato da tutti, una specie di cadavere ambulante, pallida imitazione di se stesso, succube e invidioso dei successi dell'Inter. Acquisteremo piano piano anche un certo sapore vintage che i tifosi stranieri apprezzeranno, quella sorta di club del passato da esporre nelle foto sui social, piu cool e alternativo dell'Inter. Questo diventeremo anno dopo anno con la gestione Redbird, una specie di incrocio tra Udinese e Torino.
Certo qualche Champions anonima la giocheremo, magari qualche derby lo vinceremo, qualche bella Coppa Italia la giocheremo pure, ma si ferma qui.
Arriverà anche il giorno in cui Cardinale smetterà di raccontare minkiate sulla voglia di vincere, e inizierà ad accampare scuse dando colpe al sistema, all'Italia, alla pioggia.
Questo è il destino che ci aspetta da qui a 10-15 anni, almeno finche Redbird è in sella.
Poi chi erediterà tutto questo vedremo cosa farà, se potrà davvero concretamente fare qualcosa per resuscitarci. Ma sarà durissima.
Ora cosa c'entra Maldini con tutto questo? Secondo me nulla di nulla, non c'entra ne come uomo ne come manager ne come simbolo, dunque è bene che stia alla larga il piu possibile.