Zoe:"Theo si sarebbe venduto l'anima per il Milan".

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Zoe Cristofoli intervistata da un podcast, sull'addio di Theo al Milan:"L'episodio fuori campo? È stata una cosa pesante. Quando escono scoop e gossip c’è sempre chi li racconta, ma non sai mai se è romanzato, amplificato… Quindi le persone sanno questa versione, non la versione di chi c’era veramente in quel momento. Quando hai tanti soldi sei sempre circondato da questo genere di situazioni in cui cercano sempre di metterti in difficoltà. Quando è successo questo fatto, di questa cosa, è stato pesante. Ma i problemi c’erano già prima in campo, con la squadra… C’erano problemi… Non c’era più un clima sereno, non vedevo più la sua serenità a casa. Non lo vedevo più contento, lo vedevo triste. Vedevo che qualcosa era cambiato, non vedevo più quel Theo. È difficile quando vedi il tuo compagno che non vive più le cose come prima, che non scherza più, che non è più quella persona… Pesava. Ma ci sta, ci sono dei momenti sì e dei momenti no. Poi succede questa cosa qua ed esce questa cosa qua e diventa pesante. E ovviamente ti devi difendere. In un primo momento devi capire come difenderti. Devi decidere da che parte stare, io sono comunque la compagna… Io so come sono andate le cose, so la verità, non ho bisogno di sapere altro. Certo che ho avuto fiducia in lui. Ho saputo subito la verità, poi le persone possono credere a quello che vogliono. Io difendo la mia famiglia e lo farò sempre, a maggior ragione se so la verità. Ho preso le mie parti e ho detto che questa cosa poteva essere pesante, quindi bisognava risolverla con la testa. Gli ho detto che volevano una sua reazione, perché sanno che è una persona che se toccata in determinati punti allora avranno una reazione. È quello che volevano e lui non doveva darglielo. Mi ha ascoltato. Penso che alla fine siamo stati superiori a quello che è successo. Poi sono uscite tante cose che hanno ribaltato la situazione. Alla fine non c’è bisogno di dire niente, poi le cose vengono fuori. La storia poi è finita in tutt’altro modo. Le persone possono credere a quello che vogliono”.

"Noi Siamo stati uniti, perché in quel momento ci potevamo dividere. In quel momento potevo decidere di incazzarmi, di dirgli di arrangiarsi. Invece sono stata consapevole. Ho detto “Ok, cerchiamo di fare le cose fatte bene perché so la verità. Difendiamoci nelle sedi giuste”. Poi c’erano problemi più importanti di questo, come la sua cosa lavorativa”.

"Lui sarebbe rimasto a Milano per sempre. Sai cosa è stato? Mi viene anche un po’ da star male… Ho sempre visto lui innamorato del suo lavoro. Lui vive per giocare a calcio e lo dimostrano i fatti. Ci sono giocatori che fanno tante altre cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no, no, no. Anche altri lavori, altri guadagni… Lui voleva concentrarsi solo su quello. A Milano aveva trovato la sua dimensione, aveva trovato una famiglia. Si sarebbe venduto l’anima per stare qua, però a volte non dipende da te. Se non c’è la situazione e non ti vogliono, cosa devi fare? Perché lui sarebbe rimasto… Non c’era la stessa voglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male? Rimanere in una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto. Per noi è stato un trauma… Poi arrivano anche delle opportunità e le devi cogliere. Fai le tue scelte per la tua famiglia, per i tuoi figli. Alla fine è stata una bella scelta, lui è felice. Ma per lui qua è stata la sua casa, sarà sempre una parte di lui”.

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Vabbè dai, la storia la conosciamo bene. Theo ci ha messo del suo, tanto, per mandare a donnine la sua storia in rossonero ma alla base ci sono due anni terrificanti, l'ultimo di Pioli e quello di Fonseca/Conceicao con una squadra allo sbando, in tutti i sensi, ed una dirigenza indefinibile senza usare parolacce e termini offensivi. Insomma, da quando è stato cacciato Maldini, quel nano ha fatto danni incredibili ma nonostante ciò è ancora al suo posto insieme ai suoi compari.
 

bobbylukr

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Zoe Cristofoli intervistata da un podcast, sull'addio di Theo al Milan:"L'episodio fuori campo? È stata una cosa pesante. Quando escono scoop e gossip c’è sempre chi li racconta, ma non sai mai se è romanzato, amplificato… Quindi le persone sanno questa versione, non la versione di chi c’era veramente in quel momento. Quando hai tanti soldi sei sempre circondato da questo genere di situazioni in cui cercano sempre di metterti in difficoltà. Quando è successo questo fatto, di questa cosa, è stato pesante. Ma i problemi c’erano già prima in campo, con la squadra… C’erano problemi… Non c’era più un clima sereno, non vedevo più la sua serenità a casa. Non lo vedevo più contento, lo vedevo triste. Vedevo che qualcosa era cambiato, non vedevo più quel Theo. È difficile quando vedi il tuo compagno che non vive più le cose come prima, che non scherza più, che non è più quella persona… Pesava. Ma ci sta, ci sono dei momenti sì e dei momenti no. Poi succede questa cosa qua ed esce questa cosa qua e diventa pesante. E ovviamente ti devi difendere. In un primo momento devi capire come difenderti. Devi decidere da che parte stare, io sono comunque la compagna… Io so come sono andate le cose, so la verità, non ho bisogno di sapere altro. Certo che ho avuto fiducia in lui. Ho saputo subito la verità, poi le persone possono credere a quello che vogliono. Io difendo la mia famiglia e lo farò sempre, a maggior ragione se so la verità. Ho preso le mie parti e ho detto che questa cosa poteva essere pesante, quindi bisognava risolverla con la testa. Gli ho detto che volevano una sua reazione, perché sanno che è una persona che se toccata in determinati punti allora avranno una reazione. È quello che volevano e lui non doveva darglielo. Mi ha ascoltato. Penso che alla fine siamo stati superiori a quello che è successo. Poi sono uscite tante cose che hanno ribaltato la situazione. Alla fine non c’è bisogno di dire niente, poi le cose vengono fuori. La storia poi è finita in tutt’altro modo. Le persone possono credere a quello che vogliono”.

"Noi Siamo stati uniti, perché in quel momento ci potevamo dividere. In quel momento potevo decidere di incazzarmi, di dirgli di arrangiarsi. Invece sono stata consapevole. Ho detto “Ok, cerchiamo di fare le cose fatte bene perché so la verità. Difendiamoci nelle sedi giuste”. Poi c’erano problemi più importanti di questo, come la sua cosa lavorativa”.

"Lui sarebbe rimasto a Milano per sempre. Sai cosa è stato? Mi viene anche un po’ da star male… Ho sempre visto lui innamorato del suo lavoro. Lui vive per giocare a calcio e lo dimostrano i fatti. Ci sono giocatori che fanno tante altre cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no, no, no. Anche altri lavori, altri guadagni… Lui voleva concentrarsi solo su quello. A Milano aveva trovato la sua dimensione, aveva trovato una famiglia. Si sarebbe venduto l’anima per stare qua, però a volte non dipende da te. Se non c’è la situazione e non ti vogliono, cosa devi fare? Perché lui sarebbe rimasto… Non c’era la stessa voglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male? Rimanere in una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto. Per noi è stato un trauma… Poi arrivano anche delle opportunità e le devi cogliere. Fai le tue scelte per la tua famiglia, per i tuoi figli. Alla fine è stata una bella scelta, lui è felice. Ma per lui qua è stata la sua casa, sarà sempre una parte di lui”.

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Boh se voleva restare accettava lo stipendio che gli davano e restava. Non è che gli proponessero di andare a lavorare in miniera, ma milioni di euro. Non quanto il suo "valore"? E allora non è vero che si sarebbe venduto l' anima. Poi se non volevano rinnovargli lo stipendio, manco a 50.000 euro all' anno, allora alzo le mani e ha ragione lei.
 
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Boh se voleva restare accettava lo stipendio che gli davano e restava. Non è che gli proponessero di andare a lavorare in miniera, ma milioni di euro. Non quanto il suo "valore"? E allora non è vero che si sarebbe venduto l' anima. Poi se non volevano rinnovargli lo stipendio, manco a 50.000 euro all' anno, allora alzo le mani e ha ragione lei.
Gli hanno proposto un rinnovo seppur a cifre più basse?
Non mi risulta.

Theo ha esplicitamente detto che Furlani gli ha riferito che o accetta la cessione o è fuori rosa.
 
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Zoe Cristofoli intervistata da un podcast, sull'addio di Theo al Milan:"L'episodio fuori campo? È stata una cosa pesante. Quando escono scoop e gossip c’è sempre chi li racconta, ma non sai mai se è romanzato, amplificato… Quindi le persone sanno questa versione, non la versione di chi c’era veramente in quel momento. Quando hai tanti soldi sei sempre circondato da questo genere di situazioni in cui cercano sempre di metterti in difficoltà. Quando è successo questo fatto, di questa cosa, è stato pesante. Ma i problemi c’erano già prima in campo, con la squadra… C’erano problemi… Non c’era più un clima sereno, non vedevo più la sua serenità a casa. Non lo vedevo più contento, lo vedevo triste. Vedevo che qualcosa era cambiato, non vedevo più quel Theo. È difficile quando vedi il tuo compagno che non vive più le cose come prima, che non scherza più, che non è più quella persona… Pesava. Ma ci sta, ci sono dei momenti sì e dei momenti no. Poi succede questa cosa qua ed esce questa cosa qua e diventa pesante. E ovviamente ti devi difendere. In un primo momento devi capire come difenderti. Devi decidere da che parte stare, io sono comunque la compagna… Io so come sono andate le cose, so la verità, non ho bisogno di sapere altro. Certo che ho avuto fiducia in lui. Ho saputo subito la verità, poi le persone possono credere a quello che vogliono. Io difendo la mia famiglia e lo farò sempre, a maggior ragione se so la verità. Ho preso le mie parti e ho detto che questa cosa poteva essere pesante, quindi bisognava risolverla con la testa. Gli ho detto che volevano una sua reazione, perché sanno che è una persona che se toccata in determinati punti allora avranno una reazione. È quello che volevano e lui non doveva darglielo. Mi ha ascoltato. Penso che alla fine siamo stati superiori a quello che è successo. Poi sono uscite tante cose che hanno ribaltato la situazione. Alla fine non c’è bisogno di dire niente, poi le cose vengono fuori. La storia poi è finita in tutt’altro modo. Le persone possono credere a quello che vogliono”.

"Noi Siamo stati uniti, perché in quel momento ci potevamo dividere. In quel momento potevo decidere di incazzarmi, di dirgli di arrangiarsi. Invece sono stata consapevole. Ho detto “Ok, cerchiamo di fare le cose fatte bene perché so la verità. Difendiamoci nelle sedi giuste”. Poi c’erano problemi più importanti di questo, come la sua cosa lavorativa”.

"Lui sarebbe rimasto a Milano per sempre. Sai cosa è stato? Mi viene anche un po’ da star male… Ho sempre visto lui innamorato del suo lavoro. Lui vive per giocare a calcio e lo dimostrano i fatti. Ci sono giocatori che fanno tante altre cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no, no, no. Anche altri lavori, altri guadagni… Lui voleva concentrarsi solo su quello. A Milano aveva trovato la sua dimensione, aveva trovato una famiglia. Si sarebbe venduto l’anima per stare qua, però a volte non dipende da te. Se non c’è la situazione e non ti vogliono, cosa devi fare? Perché lui sarebbe rimasto… Non c’era la stessa voglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male? Rimanere in una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto. Per noi è stato un trauma… Poi arrivano anche delle opportunità e le devi cogliere. Fai le tue scelte per la tua famiglia, per i tuoi figli. Alla fine è stata una bella scelta, lui è felice. Ma per lui qua è stata la sua casa, sarà sempre una parte di lui”.
viva Theo..

Ma tu vai a stirare...
 
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qui si vuole ribaltare la situazione. Theo ha staccato la testa gli ultimi 2 anni e si è deciso di venderlo.
questo indipendentemente dalle critiche giustissime alla società
I vecchi , gli uomini di 'maldini' , concedimi questa espressione, hanno tutti staccato.

Ha giocato da cani theo, come mike, come tomori, leao.
Tutti indistintamente hanno risentito del cambio dirigenziale perchè hanno percepito 'mediocrità'.

Gli unici che hanno fatto benino sono stati quelli arrivati dopo che forse qualche motivazione hanno trovato.

E' una giustificazione?
No, non lo è.

Ma se un preside viene chiamato perchè in classe tutti hanno 4 in matematica si deduce subito che sono tutti capre o forse ,per primo, si mette in duscussione il docente?
 
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Zoe Cristofoli intervistata da un podcast, sull'addio di Theo al Milan:"L'episodio fuori campo? È stata una cosa pesante. Quando escono scoop e gossip c’è sempre chi li racconta, ma non sai mai se è romanzato, amplificato… Quindi le persone sanno questa versione, non la versione di chi c’era veramente in quel momento. Quando hai tanti soldi sei sempre circondato da questo genere di situazioni in cui cercano sempre di metterti in difficoltà. Quando è successo questo fatto, di questa cosa, è stato pesante. Ma i problemi c’erano già prima in campo, con la squadra… C’erano problemi… Non c’era più un clima sereno, non vedevo più la sua serenità a casa. Non lo vedevo più contento, lo vedevo triste. Vedevo che qualcosa era cambiato, non vedevo più quel Theo. È difficile quando vedi il tuo compagno che non vive più le cose come prima, che non scherza più, che non è più quella persona… Pesava. Ma ci sta, ci sono dei momenti sì e dei momenti no. Poi succede questa cosa qua ed esce questa cosa qua e diventa pesante. E ovviamente ti devi difendere. In un primo momento devi capire come difenderti. Devi decidere da che parte stare, io sono comunque la compagna… Io so come sono andate le cose, so la verità, non ho bisogno di sapere altro. Certo che ho avuto fiducia in lui. Ho saputo subito la verità, poi le persone possono credere a quello che vogliono. Io difendo la mia famiglia e lo farò sempre, a maggior ragione se so la verità. Ho preso le mie parti e ho detto che questa cosa poteva essere pesante, quindi bisognava risolverla con la testa. Gli ho detto che volevano una sua reazione, perché sanno che è una persona che se toccata in determinati punti allora avranno una reazione. È quello che volevano e lui non doveva darglielo. Mi ha ascoltato. Penso che alla fine siamo stati superiori a quello che è successo. Poi sono uscite tante cose che hanno ribaltato la situazione. Alla fine non c’è bisogno di dire niente, poi le cose vengono fuori. La storia poi è finita in tutt’altro modo. Le persone possono credere a quello che vogliono”.

"Noi Siamo stati uniti, perché in quel momento ci potevamo dividere. In quel momento potevo decidere di incazzarmi, di dirgli di arrangiarsi. Invece sono stata consapevole. Ho detto “Ok, cerchiamo di fare le cose fatte bene perché so la verità. Difendiamoci nelle sedi giuste”. Poi c’erano problemi più importanti di questo, come la sua cosa lavorativa”.

"Lui sarebbe rimasto a Milano per sempre. Sai cosa è stato? Mi viene anche un po’ da star male… Ho sempre visto lui innamorato del suo lavoro. Lui vive per giocare a calcio e lo dimostrano i fatti. Ci sono giocatori che fanno tante altre cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no, no, no. Anche altri lavori, altri guadagni… Lui voleva concentrarsi solo su quello. A Milano aveva trovato la sua dimensione, aveva trovato una famiglia. Si sarebbe venduto l’anima per stare qua, però a volte non dipende da te. Se non c’è la situazione e non ti vogliono, cosa devi fare? Perché lui sarebbe rimasto… Non c’era la stessa voglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male? Rimanere in una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto. Per noi è stato un trauma… Poi arrivano anche delle opportunità e le devi cogliere. Fai le tue scelte per la tua famiglia, per i tuoi figli. Alla fine è stata una bella scelta, lui è felice. Ma per lui qua è stata la sua casa, sarà sempre una parte di lui”.

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Non è un santo dai. Ovviamente più forte (nel suo prime) dei nostri presenti e futuri terzini, ma non mi è sufficiente per rimpiangerlo
 
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Zoe Cristofoli intervistata da un podcast, sull'addio di Theo al Milan:"L'episodio fuori campo? È stata una cosa pesante. Quando escono scoop e gossip c’è sempre chi li racconta, ma non sai mai se è romanzato, amplificato… Quindi le persone sanno questa versione, non la versione di chi c’era veramente in quel momento. Quando hai tanti soldi sei sempre circondato da questo genere di situazioni in cui cercano sempre di metterti in difficoltà. Quando è successo questo fatto, di questa cosa, è stato pesante. Ma i problemi c’erano già prima in campo, con la squadra… C’erano problemi… Non c’era più un clima sereno, non vedevo più la sua serenità a casa. Non lo vedevo più contento, lo vedevo triste. Vedevo che qualcosa era cambiato, non vedevo più quel Theo. È difficile quando vedi il tuo compagno che non vive più le cose come prima, che non scherza più, che non è più quella persona… Pesava. Ma ci sta, ci sono dei momenti sì e dei momenti no. Poi succede questa cosa qua ed esce questa cosa qua e diventa pesante. E ovviamente ti devi difendere. In un primo momento devi capire come difenderti. Devi decidere da che parte stare, io sono comunque la compagna… Io so come sono andate le cose, so la verità, non ho bisogno di sapere altro. Certo che ho avuto fiducia in lui. Ho saputo subito la verità, poi le persone possono credere a quello che vogliono. Io difendo la mia famiglia e lo farò sempre, a maggior ragione se so la verità. Ho preso le mie parti e ho detto che questa cosa poteva essere pesante, quindi bisognava risolverla con la testa. Gli ho detto che volevano una sua reazione, perché sanno che è una persona che se toccata in determinati punti allora avranno una reazione. È quello che volevano e lui non doveva darglielo. Mi ha ascoltato. Penso che alla fine siamo stati superiori a quello che è successo. Poi sono uscite tante cose che hanno ribaltato la situazione. Alla fine non c’è bisogno di dire niente, poi le cose vengono fuori. La storia poi è finita in tutt’altro modo. Le persone possono credere a quello che vogliono”.

"Noi Siamo stati uniti, perché in quel momento ci potevamo dividere. In quel momento potevo decidere di incazzarmi, di dirgli di arrangiarsi. Invece sono stata consapevole. Ho detto “Ok, cerchiamo di fare le cose fatte bene perché so la verità. Difendiamoci nelle sedi giuste”. Poi c’erano problemi più importanti di questo, come la sua cosa lavorativa”.

"Lui sarebbe rimasto a Milano per sempre. Sai cosa è stato? Mi viene anche un po’ da star male… Ho sempre visto lui innamorato del suo lavoro. Lui vive per giocare a calcio e lo dimostrano i fatti. Ci sono giocatori che fanno tante altre cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no, no, no. Anche altri lavori, altri guadagni… Lui voleva concentrarsi solo su quello. A Milano aveva trovato la sua dimensione, aveva trovato una famiglia. Si sarebbe venduto l’anima per stare qua, però a volte non dipende da te. Se non c’è la situazione e non ti vogliono, cosa devi fare? Perché lui sarebbe rimasto… Non c’era la stessa voglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male? Rimanere in una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto. Per noi è stato un trauma… Poi arrivano anche delle opportunità e le devi cogliere. Fai le tue scelte per la tua famiglia, per i tuoi figli. Alla fine è stata una bella scelta, lui è felice. Ma per lui qua è stata la sua casa, sarà sempre una parte di lui”.

1080
La fortuna di questa dirigenza è che, nonostante aver scazzato totalmente il suo sostituto, è emerso Bartesaghi che toccando ferro non ci sta facendo rimpiangere Theo. Per il resto, in questa situazione ci vedo un concorso di colpe. Di certo Theo non è innocente.
 

bobbylukr

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Gli hanno proposto un rinnovo seppur a cifre più basse?
Non mi risulta.

Theo ha esplicitamente detto che Furlani gli ha riferito che o accetta la cessione o è fuori rosa.

Beh questo non si sa, credo che Furlani intendesse se vuoi andare a via a zero finisci fuori rosa tutto l'
anno, ma magari sbaglio io. Attenzione io non voglio minimamente difendere quegli incapaci che poi hanno preso Estupinian, ma mi sembra un po' romanzata dalla signora la vicenda...
 
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