Youssef Siher: è guerra tra Governo e Giudici.

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La mancata convalida del fermo di Youssef Siher, trentenne ricercato e ritenuto l'amministratore del canale Telegram «Movimento 17 ottobre» collegato alle devastazioni e ai saccheggi avvenuti a Milano, ha innescato un duro scontro istituzionale tra il governo e la magistratura. La decisione della gip Tiziana Landoni ha provocato la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale ha definito la scarcerazione «vergognosa» e un'insopportabile mortificazione per il lavoro delle forze dell'ordine e del Ministero dell'Interno, arrivando a mettere in dubbio come uno Stato normale possa difendere le persone perbene di fronte a tali provvedimenti di una certa magistratura. La linea dura della premier è stata immediatamente sostenuta dai vicepremier: Matteo Salvini ha definito la liberazione incredibile, ricordando la gravità dei reati contestati dalla Procura come l'istigazione a delinquere aggravata dal terrorismo e il pericolo di reiterazione, mentre Antonio Tajani ha sottolineato che tale decisione mette in pericolo la sicurezza del Paese e demotiva le forze dell'ordine, invocando maggiore cautela e senso di responsabilità. A stretto giro è arrivata la replica dei vertici del Tribunale di Milano, Fabio Roia ed Ezia Maccora, che hanno giudicato le critiche istituzionali irricevibili e sintomatiche di una scarsa conoscenza degli istituti giuridici di uno Stato di diritto, ribadendo che il giudice si limita ad applicare i principi costituzionali di civiltà giuridica. Sulla stessa lunghezza d'onda si è mossa la Giunta esecutiva centrale dell'Anm, che ha bollato come «scomposta» la reazione della premier e ha denunciato un insopportabile esercizio di intimidazione volto a delegittimare i magistrati, ricordando che le decisioni giudiziarie si contestano esclusivamente nel merito all'interno dei procedimenti e che trasformare l'ordine giudiziario in un nemico pubblico danneggia la credibilità democratica delle istituzioni.
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È leggermente OT ma vedo che nella Spagna del tanto amato (dalla sinistra) Pedron , per disperdere una manifestazione usano idranti e . . . PROIETTILI DI GOMMA
Ad oggi, se succedesse da noi, le zecche partono con il coro "deriva fassista"
 
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È leggermente OT ma vedo che nella Spagna del tanto amato (dalla sinistra) Pedron , per disperdere una manifestazione usano idranti e . . . PROIETTILI DI GOMMA
Ad oggi, se succedesse da noi, le zecche partono con il coro "deriva fassista"

Hanno sempre usato questi metodi, specialmente i proiettili di gomma che usavano già 10 anni fa contro i barchini di clandestini.
E l'europa è sempre stata muta, comprese le ONG.
Ma guai a farlo noi...
 
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Hanno sempre usato questi metodi, specialmente i proiettili di gomma che usavano già 10 anni fa contro i barchini di clandestini.
E l'europa è sempre stata muta, comprese le ONG.
Ma guai a farlo noi...
Sì, ma anche quello dice poco, questi hanno da mesi Ceuta piena di migliaia di clandestini e non muovono un dito per ripulirla. Ormai hanno sdoganato l'invasione diretta, non basta nemmeno vedere migliaia di maschi in età militare che ti sfondano i muri per chiamarla per quello che è, siamo un continente finito.
 
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La mancata convalida del fermo di Youssef Siher, trentenne ricercato e ritenuto l'amministratore del canale Telegram «Movimento 17 ottobre» collegato alle devastazioni e ai saccheggi avvenuti a Milano, ha innescato un duro scontro istituzionale tra il governo e la magistratura. La decisione della gip Tiziana Landoni ha provocato la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale ha definito la scarcerazione «vergognosa» e un'insopportabile mortificazione per il lavoro delle forze dell'ordine e del Ministero dell'Interno, arrivando a mettere in dubbio come uno Stato normale possa difendere le persone perbene di fronte a tali provvedimenti di una certa magistratura. La linea dura della premier è stata immediatamente sostenuta dai vicepremier: Matteo Salvini ha definito la liberazione incredibile, ricordando la gravità dei reati contestati dalla Procura come l'istigazione a delinquere aggravata dal terrorismo e il pericolo di reiterazione, mentre Antonio Tajani ha sottolineato che tale decisione mette in pericolo la sicurezza del Paese e demotiva le forze dell'ordine, invocando maggiore cautela e senso di responsabilità. A stretto giro è arrivata la replica dei vertici del Tribunale di Milano, Fabio Roia ed Ezia Maccora, che hanno giudicato le critiche istituzionali irricevibili e sintomatiche di una scarsa conoscenza degli istituti giuridici di uno Stato di diritto, ribadendo che il giudice si limita ad applicare i principi costituzionali di civiltà giuridica. Sulla stessa lunghezza d'onda si è mossa la Giunta esecutiva centrale dell'Anm, che ha bollato come «scomposta» la reazione della premier e ha denunciato un insopportabile esercizio di intimidazione volto a delegittimare i magistrati, ricordando che le decisioni giudiziarie si contestano esclusivamente nel merito all'interno dei procedimenti e che trasformare l'ordine giudiziario in un nemico pubblico danneggia la credibilità democratica delle istituzioni.
Ma nessuno che organizzi una bella manifestazione di piazza contro la magistratura? Bisogna che prima o poi anche sti maledetti giudici si rendano conto di non essere delle semi divinità e che anche loro scontino i loro sbagli (senza trincerarsi sempre dietro la scusa ormai patetica del “applico soltanto la legge, cambiate quella”)
 

Toby rosso nero

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Ma nessuno che organizzi una bella manifestazione di piazza contro la magistratura? Bisogna che prima o poi anche sti maledetti giudici si rendano conto di non essere delle semi divinità e che anche loro scontino i loro sbagli (senza trincerarsi sempre dietro la scusa ormai patetica del “applico soltanto la legge, cambiate quella”)

Il referendum non avrebbe risolto il problema, ma avrebbe quantomeno abbassato le orecchie a sta gente e mandato un messaggio: attenti, non siete onnipotenti.

Con il no è come se avessero ricevuto un mandato dal popolo, e ora sono in pieno delirio di onnipotenza.
 

Andris

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in prima pagina ora la notizia è l'arresto di un 22enne a Milano che faceva il saluto a Hitler in cameretta
subito arrestato per presunti piani in moschea e sinagoga

secondo me questi soggetti sono su una lista della polizia postale da tempo, quando c'è qualche rogna nel dibattito pubblico subito ne arrestano uno a caso per spostare l'attenzione
succede praticamente sempre
 

Toby rosso nero

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L'ala di Forza Italia vicina a Marina Berlusconi (Craxi e Moratti) favorevole alla scarcerazione del filoterrorista e spacca la Forza Italia di governo vicina a Tajani: "No alla gogna mediatica su Youssef. Scarcerazione è la forza della democrazia."
 

Stanis La Rochelle

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Il referendum non avrebbe risolto il problema, ma avrebbe quantomeno abbassato le orecchie a sta gente e mandato un messaggio: attenti, non siete onnipotenti.

Con il no è come se avessero ricevuto un mandato dal popolo, e ora sono in pieno delirio di onnipotenza.

Il no al referendum ha dato carta bianca alla magistratura e al loro delirio di onnipotenza, ma allo stesso tempo il si al referendum avrebbe aiutato a intrallazzare i politici e non sarebbe servito a nulla lato pratico per cittadini normali e governo del paese.

Potevano fare e possono fare molto di più senza referendum, ma ormai è tardi, vedremo al prossimo giro.
 
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