- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 266,220
- Reaction score
- 55,711
Il piano della FIFA guidato dal presidente Gianni Infantino — che prevede il trasferimento dei diritti commerciali e televisivi del Mondiale alla nuova società Fifa Forward Enterprise e la successiva cessione di una quota di circa il 20% a investitori esterni, tra cui la Thrive Eternal (società di investimento del fratello di Jared Kushner) — sta incontrando una durissima opposizione globale. Infantino ha fissato per il 19 settembre la scadenza entro la quale le 211 federazioni affiliate dovranno accettare l'offerta di partecipazione da 20 milioni di dollari ciascuna. Questa mossa ha scatenato la reazione contraria delle principali istituzioni, leghe e associazioni calcistiche, che accusano la FIFA di voler svalutare e "vendere al miglior offerente" il patrimonio del calcio mondiale.
L'UEFA, guidata da Aleksander Čeferin, ha espresso profonda contrarietà definendo inaccettabile l'ultimatum e accusando la FIFA di voler arricchire se stessa a scapito del movimento, lasciando persino ipotizzare un boicottaggio del torneo da parte delle sue 55 nazioni. Anche la Serie A, la European Leagues e Javier Tebas (presidente della Liga) si sono schierati in prima linea, ribadendo che la Coppa del Mondo non è un asset di private equity di proprietà del presidente della FIFA e che il suo valore deriva dal lavoro quotidiano di club, campionati, calciatori e tifosi. Sulla stessa linea si è espressa l'Associazione dei Club Europei (EFC), presieduta da Nasser Al-Khelaifi.
La protesta ha travalicato i confini europei: la Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi) e la Confederazione asiatica (AFC) hanno espresso seria preoccupazione e delusione per la mancanza di trasparenza e di consultazione. Infine, dure critiche sono giunte anche dalle istituzioni politiche e dai sostenitori: il Commissario UE per lo Sport, Glenn Micallef, ha denunciato una commercializzazione corrosiva (con l'UE pronta a valutare il profilo antitrust della vicenda), il primo ministro inglese Burnham ha ribadito l'inviolabilità della competizione e l'Associazione dei Tifosi Europei ha chiesto apertamente le dimissioni di Infantino.
L'UEFA, guidata da Aleksander Čeferin, ha espresso profonda contrarietà definendo inaccettabile l'ultimatum e accusando la FIFA di voler arricchire se stessa a scapito del movimento, lasciando persino ipotizzare un boicottaggio del torneo da parte delle sue 55 nazioni. Anche la Serie A, la European Leagues e Javier Tebas (presidente della Liga) si sono schierati in prima linea, ribadendo che la Coppa del Mondo non è un asset di private equity di proprietà del presidente della FIFA e che il suo valore deriva dal lavoro quotidiano di club, campionati, calciatori e tifosi. Sulla stessa linea si è espressa l'Associazione dei Club Europei (EFC), presieduta da Nasser Al-Khelaifi.
La protesta ha travalicato i confini europei: la Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi) e la Confederazione asiatica (AFC) hanno espresso seria preoccupazione e delusione per la mancanza di trasparenza e di consultazione. Infine, dure critiche sono giunte anche dalle istituzioni politiche e dai sostenitori: il Commissario UE per lo Sport, Glenn Micallef, ha denunciato una commercializzazione corrosiva (con l'UE pronta a valutare il profilo antitrust della vicenda), il primo ministro inglese Burnham ha ribadito l'inviolabilità della competizione e l'Associazione dei Tifosi Europei ha chiesto apertamente le dimissioni di Infantino.
