i team di lavoro è una cosa tipica della finanza e degli hedge fund. Ma non funziona nel calcio, un team di lavoro che analizza dati attraverso i computer non riesce a comprendere veramente il potenziale di un giocatore come invece il fiuto di un direttore sportivo UNICO con autonomia, che vedendo giocare uno dal vivo può vedere tutti i cosiddetti “intangibles” che non compaiono nei dati: l’intelligenza calcistica di un calciatore, come tocca il pallone, se fa le cose giuste, se i dribbling che fa sono veramente utili o sono fini a se stessi come magari risultano dagli algoritmi (come infatti i dribbling che faceva Chukwueze), se un giocatore corre tanto per fare vero box to box utile o corre a vuoto (come infatti faceva Musah, solo che sull’algoritmo risultava probabilmente che faceva molti km a partita).
questa è una delle tante cose che mi fanno imbestialire di Furlani: la saccenza, la spocchia e l’ignoranza del portare un modello di lavoro tipico del suo mondo (finanza), e una dinamica che magari li funziona, credendo funzionasse di sicuro anche in un mondo totalmente diverso come il calcio, in cui le fortune delle società e i loro successi sono sempre venuti dal fiuto di una persona sola: il fiuto dei Braida, dei Moggi, dei Sartori, eccetera
torna in finanza Furlani. Lascia il calcio a chi voglia e umiltà di capirlo.