- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 260,410
- Reaction score
- 52,326
L'inchiesta sulla frode sportiva che coinvolge Gianluca Rocchi delinea un sistema arbitrale segnato da favoritismi e discriminazioni, dove la distinzione tra "amici" e "nemici" influenzava carriere e guadagni, con differenze economiche che potevano raggiungere i 170 mila euro annui per gli internazionali mentre chi veniva dismesso restava senza impiego. Una fonte anonima ha riferito all'Agi di circa venti "amici" del cosiddetto "circolino di Rocchi" che beneficiavano di suggerimenti illeciti tramite bussate sulla vetrata della sala Var o sguardi rivolti al supervisore, definito il "gobbo". Pasquale De Meo, assistente uscito dall'Aia nel 2024, ha descritto un vero e proprio "clima di terrore" e "atteggiamenti di Rocchi non consoni al suo ruolo", aggiungendo di essere stato affrontato duramente da Gervasoni e minacciato telefonicamente da Orsato. Nonostante l'ex designatore abbia dichiarato con sicurezza dopo l'autosospensione "uscirò indenne", la sua carriera dirigenziale appare compromessa e l'interrogatorio previsto è stato disertato. Le denunce di ex arbitri come Rocca, Minelli, De Meo e Gavillucci (autore del libro "L’uomo nero") parlano di valutazioni alterate, promesse mancate e segnali in codice come "pugno-carta-forbice" utilizzati per indirizzare i varisti durante i raduni. Un episodio emblematico riguarderebbe Inter-Roma del 2025, dove il varista Di Bello avrebbe risposto al suo assistente Piccinini, che segnalava un fallo su Bisseck, con un secco "fatti i fatti tuoi", agendo secondo le testimonianze su indicazione di Gervasoni. L'ex varista Abbattista ha parlato apertamente di "epurazioni" e "fazioni", mentre l'avvocato Grassani ha definito la situazione una "faida interna". Il fulcro del potere risiede nelle valutazioni post-partita (voti da 8,70 a 8,20) che determinano stop forzati fino a due mesi e pesanti perdite economiche, dato che i gettoni variano dai 4.000 euro per l'arbitro ai 1.400 per gli assistenti; l'ex guardalinee Rocca ha denunciato in una lettera del 2025 l'assenza di criteri oggettivi e la violazione dei principi di lealtà. Minelli ha spiegato che le interferenze in sala Var, come avvenuto in Udinese-Parma, servivano a garantire valutazioni positive che alteravano le graduatorie interne e l'accesso ai compensi. In questo contesto, l'Aia viene descritta come un "mondo marcio" dominato da rivalità e colpi bassi, dove Rocchi era percepito come un "uomo forte" vicino a Gravina e lo spettro della dismissione appariva come una minaccia totale, aggravata dal fatto che gli arbitri non godono di tfr o tutele professionali, la cui riforma è stata bloccata dal recente caos in Figc. CorSera.