- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 254,709
- Reaction score
- 50,018
Sheva intervistato da Luca Toni:"Nel 2008 ero al 50% dello Sheva di prima. Mi aveva chiamato anche Spalletti per andare alla Roma, un signore. Ma per me tornare in Italia significava solo il Milan. Nel 2002 e nel 2003 mi cercarono, ma rassicurai Berlusconi dicendogli che sentivo di non aver ancora fatto niente per il Milan. Per me l’obiettivo era vincere e dare tutto con il Milan. Il Chelsea? Fu una sfida. In quel momento il calcio inglese stava arrivando ai livelli di oggi. Ricordo che guardai Milan-Roma dalla curva con i tifosi, tutto lo stadio cantò per me chiedendomi di restare e io piansi insieme a loro. È stata una decisione difficile, ma volevo provare un’esperienza nuova. I compagni mi sono stati molto vicini in quel momento. L’anno dopo il Milan vinse la Champions, ma non ho rimpianti, so di aver dato loro l’anima”.
Il rigore a Buffon,a Manchester? Lo avevo osservato in tutti i rigori precedenti. Dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione, non cambiare la decisione”, perché sapevo già dove calciarlo, ma non come. Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro, per questo come si vede dalle immagini continuavo a girarmi guardando lui e Gigi alternativamente. Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo”.
Il rigore a Buffon,a Manchester? Lo avevo osservato in tutti i rigori precedenti. Dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione, non cambiare la decisione”, perché sapevo già dove calciarlo, ma non come. Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro, per questo come si vede dalle immagini continuavo a girarmi guardando lui e Gigi alternativamente. Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo”.