Serie A : il campionato degli esclusi

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Dopo la terribile pausa per le nazionali, con la terza esclusione di fila dell'Italia da un mondiale, ieri è ripreso il campionato nostrano e ho avuto una strana sensazione , come se fossi travolto da un'ondata di mediocrità.


Si sono giocate, al momento, sei partite e oggi il turno si concluderà con le restanti 4 , col big match della giornata in posticipo serale : Napoli-Milan.


Vedere gli stadi pieni o quasi pieni e poi un San Siro in stile 'bombonera' mi ha causato quasi disgusto, come se nemmeno il dolore sportivo che avremmo dovuto provare sia stato rispettato.
Ci ritroviamo soli tra le nostre mura a cantare , ballare ,urlare e piangere per un calcio che il mondo ha bocciato per l'ennesima volta.


Mi chiedevo e mi chiedo se i telecronisti e giornalisti sarebbero tornati a urlare coi loro toni sensazionalistici a ogni giocata dei 'campioni' o 'fenomeni' che solo noi riconosciamo come tali .
I campioni che non ci hanno portato al mondiale e che giocano nella lega degli esclusi.
E , a quanto pare , andrà proprio così.


Bastoni che esce tra gli applausi e il boato della sua gente , idealmente abbracciato, è solo l'ultima cartolina del nostro desolante campionato.
Avrebbero dovuto fischiarlo ?
Certo che no , ma questa cartolina dice tanto , forse dice tutto.


Da domani si comincerà coi soliti veleni , le solite polemiche, i soliti sondaggi per donare linfa a una pianta morente .
Lo si farà perché c'è un prodotto da vendere e grazie al carrozzone serie A c'è chi mangia e chi ingrassa.
Ma ci ritroviamo soli e ai margini del vero calcio.


Siccome in questi giorni tutti si sono lasciati andare ad analisi circa la situazione del nostro calcio, c'è chi ha sminuito il tutto, chi lo ha ingigantito e chi, addirittura, ha tirato fuori vecchi documenti che , se letti e presi in considerazione, forse avrebbero potuto evitarci di finire nel fango nel quale siamo piombati, anche io vorrei dire la mia.

Ma non voglio fare analisi ma solo raccontare il mio punto di vista , dato che posso dire di aver attraversato mano nella mano col calcio italiano tutto quel lasso di tempo che dalla grandezza ci ha portato all'oblio.


Chi come me è nato a fine anni 70 , inizi anni 80 ha senza dubbio avuto la fortuna di iniziare a seguire il calcio italiano all'apice della sua grandezza.
L'italia era la meta più ambita di ogni calciatore , gli stranieri migliori erano da noi , la nazionale era forte e al livello delle migliori.
Eppure io da bambino per sognare in azzurro e rivivere sogni azzurri custodivo delle vecchie vhs con partite iconiche come Italia-Germania 4-3 , Italia-Brasile 3-2 ,Italia-Germania 3-1.


Vincere un mondiale mi mancava anche se la nostra nazionale era sempre in prima linea con le migliori per vincere quel titolo.
Italia 90 è stata per la nostra nazionale ma anche per il nostro paese la giusta vetrina che meritavamo perché calcisticamente eravamo il centro del mondo.

Basti solo dire che pochi mesi prima l'inizio del torneo i nostri club erano stati capaci di portare a casa coppa campioni, coppa delle coppe e coppa uefa.
Tris d'assi e alle altre nemmeno le briciole.

Io da piccolo tifoso seguivo le coppe europee e tifavo in Europa anche il Cagliari, il Toro e poi sarebbe arrivato il Parma anziché il Vicenza.
Tutte squadre capaci di arrivare fino in fondo nei rispettivi tornei.
Erano queste il vero termometro della grandezza del nostro calcio, senza scomodare juve ,Inter e Milan che facevano incetta di coppe campioni e uefa.


Il primo sentore della crisi l'ho avuto a fine anni 90 , inizi anni 2000.
In quel preciso momento in cui le squadre spagnole hanno iniziato a portare avanti uno stile di gioco basato sulla qualità tecnica e il palleggio.
Di colpo il nostro calcio essenzialmente pratico ha iniziato a non bastare più e mi ricordo ancora, come fosse oggi, gli interrogativi se non fosse il caso di evolvere.

In Europa abbiamo iniziato a subire eliminazioni cocenti ma vi abbiamo dato poco peso e poca importanza, dopotutto il nostro campionato era ancora ricco e avevamo grossi campioni a giocare da noi.
La Nazionale era ancora forte perché avevamo grandi interpreti.
Abbiamo attraversato calciopoli e abbiamo perso l'ennesimo treno per fermarci a riflettere.


Il nostro calcio in Europa cominciava a dare l'idea di essere vecchio, se non nei concetti di certo nell'esasperazione degli stessi.
Erano i primi sentori ma abbiamo fatto finta di nulla.


La mazzata definitiva è arrivata con la fine dell'era del presidente mecenate : di colpo abbiamo finito di avere più soldi degli altri e con meno risorse non siamo stati capaci di avere idee e programmare.



Il governo non ha saputo cogliere il cambiamento che sarebbe sopraggiunto di lì a poco e non ha pensato in alcun modo a regalamentare/limitare le proprietà straniere/fondi.

E qui infatti arriviamo all'ultima mia riflessione: il campionato mediocre al quale assistiamo e la derivante nazionale mediocre è anche figlia dei Furlani, Comolli, Oaktree e compagnia cantante.
Gente che non ama minimamente il nostro calcio, non ne apprezza i valori e le origini e le peculiarità.


Se avessimo ancora i Galliani, Moratti, Agnelli, ecc ecc molto probabilmente oggi sarebbero in lega , figc a discutere della terribile situazione del calcio nostrano.
A Furlani invece del nostro calcio frega nulla perché del Milan, ancor prima , frega nulla.


Buona serie A a tutti.
Il campionato degli esclusi.
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Milanforever26

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Dopo la terribile pausa per le nazionali, con la terza esclusione di fila dell'Italia da un mondiale, ieri è ripreso il campionato nostrano e ho avuto una strana sensazione , come se fossi travolto da un'ondata di mediocrità.


Si sono giocate, al momento, sei partite e oggi il turno si concluderà con le restanti 4 , col big match della giornata in posticipo serale : Napoli-Milan.


Vedere gli stadi pieni o quasi pieni e poi un San Siro in stile 'bombonera' mi ha causato quasi disgusto, come se nemmeno il dolore sportivo che avremmo dovuto provare sia stato rispettato.
Ci ritroviamo soli tra le nostre mura a cantare , ballare ,urlare e piangere per un calcio che il mondo ha bocciato per l'ennesima volta.


Mi chiedevo e mi chiedo se i telecronisti e giornalisti sarebbero tornati a urlare coi loro toni sensazionalistici a ogni giocata dei 'campioni' o 'fenomeni' che solo noi riconosciamo come tali .
I campioni che non ci hanno portato al mondiale e che giocano nella lega degli esclusi.
E , a quanto pare , andrà proprio così.


Bastoni che esce tra gli applausi e il boato della sua gente , idealmente abbracciato, è solo l'ultima cartolina del nostro desolante campionato.
Avrebbero dovuto fischiarlo ?
Certo che no , ma questa cartolina dice tanto , forse dice tutto.


Da domani si comincerà coi soliti veleni , le solite polemiche, i soliti sondaggi per donare linfa a una pianta morente .
Lo si farà perché c'è un prodotto da vendere e grazie al carrozzone serie A c'è chi mangia e chi ingrassa.
Ma ci ritroviamo soli e ai margini del vero calcio.


Siccome in questi giorni tutti si sono lasciati andare ad analisi circa la situazione del nostro calcio, c'è chi ha sminuito il tutto, chi lo ha ingigantito e chi, addirittura, ha tirato fuori vecchi documenti che , se letti e presi in considerazione, forse avrebbero potuto evitarci di finire nel fango nel quale siamo piombati, anche io vorrei dire la mia.

Ma non voglio fare analisi ma solo raccontare il mio punto di vista , dato che posso dire di aver attraversato mano nella mano col calcio italiano tutto quel lasso di tempo che dalla grandezza ci ha portato all'oblio.


Chi come me è nato a fine anni 70 , inizi anni 80 ha senza dubbio avuto la fortuna di iniziare a seguire il calcio italiano all'apice della sua grandezza.
L'italia era la meta più ambita di ogni calciatore , gli stranieri migliori erano da noi , la nazionale era forte e al livello delle migliori.
Eppure io da bambino per sognare in azzurro e rivivere sogni azzurri custodivo delle vecchie vhs con partite iconiche come Italia-Germania 4-3 , Italia-Brasile 3-2 ,Italia-Germania 3-1.


Vincere un mondiale mi mancava anche se la nostra nazionale era sempre in prima linea con le migliori per vincere quel titolo.
Italia 90 è stata per la nostra nazionale ma anche per il nostro paese la giusta vetrina che meritavamo perché calcisticamente eravamo il centro del mondo.

Basti solo dire che pochi mesi prima l'inizio del torneo i nostri club erano stati capaci di portare a casa coppa campioni, coppa delle coppe e coppa uefa.
Tris d'assi e alle altre nemmeno le briciole.

Io da piccolo tifoso seguivo le coppe europee e tifavo in Europa anche il Cagliari, il Toro e poi sarebbe arrivato il Parma anziché il Vicenza.
Tutte squadre capaci di arrivare fino in fondo nei rispettivi tornei.
Erano queste il vero termometro della grandezza del nostro calcio, senza scomodare juve ,Inter e Milan che facevano incetta di coppe campioni e uefa.


Il primo sentore della crisi l'ho avuto a fine anni 90 , inizi anni 2000.
In quel preciso momento in cui le squadre spagnole hanno iniziato a portare avanti uno stile di gioco basato sulla qualità tecnica e il palleggio.
Di colpo il nostro calcio essenzialmente pratico ha iniziato a non bastare più e mi ricordo ancora, come fosse oggi, gli interrogativi se non fosse il caso di evolvere.

In Europa abbiamo iniziato a subire eliminazioni cocenti ma vi abbiamo dato poco peso e poca importanza, dopotutto il nostro campionato era ancora ricco e avevamo grossi campioni a giocare da noi.
La Nazionale era ancora forte perché avevamo grandi interpreti.
Abbiamo attraversato calciopoli e abbiamo perso l'ennesimo treno per fermarci a riflettere.


Il nostro calcio in Europa cominciava a dare l'idea di essere vecchio, se non nei concetti di certo nell'esasperazione degli stessi.
Erano i primi sentori ma abbiamo fatto finta di nulla.


La mazzata definitiva è arrivata con la fine dell'era del presidente mecenate : di colpo abbiamo finito di avere più soldi degli altri e con meno risorse non siamo stati capaci di avere idee e programmare.



Il governo non ha saputo cogliere il cambiamento che sarebbe sopraggiunto di lì a poco e non ha pensato in alcun modo a regalamentare/limitare le proprietà straniere/fondi.

E qui infatti arriviamo all'ultima mia riflessione: il campionato mediocre al quale assistiamo e la derivante nazionale mediocre è anche figlia dei Furlani, Comolli, Oaktree e compagnia cantante.
Gente che non ama minimamente il nostro calcio, non ne apprezza i valori e le origini e le peculiarità.


Se avessimo ancora i Galliani, Moratti, Agnelli, ecc ecc molto probabilmente oggi sarebbero in lega , figc a discutere della terribile situazione del calcio nostrano.
A Furlani invece del nostro calcio frega nulla perché del Milan, ancor prima , frega nulla.


Buona serie A a tutti.
Il campionato degli esclusi.
L'unica cosa su cui mi sento di non essere d'accordo è sul motivo tattico del nostro declino..io credo l'opposto..inebetiti dal calcio estero, infastiditi dal sentirci dare dei catenacciari da chi invidiava le nostre vittorie ci siamo umiliati rincorrendo il calcio altrui e perdendo il nostro valore base..io godevo ogni volta che spagnoli pieni di boria ci insultavano per averli battuti 1-0 dopo aver passato una partita in area di rigore.. perché sapevo quanto era difficile reggere 90 minuti l'urto avversario in difesa (infatti oggi manco 1-0 con la Bosnia sappiamo difendere)..ma Ve la ricordate l'Inter del triplete al campo nou con Guardiola a schiumare? Lui è il suo Tiki taka di m€rd4?
Il nostro calcio era semplice ma tremendamente efficace basato su questi pilastri:
I migliori portieri
I migliori difensori
Terzini tutta corsa e grandi crossatori
Mediani instancabili
1-2 talenti cristallini
Tecnici iper preparati e tattica estrema

Oggi abbiamo portieri ridicoli, centrali che si perdono l'uomo, terzini che non sanno fare le due fasi, tutti dalla mediana in su che si credono fenomeni e vogliono giocare la palla.. allenatori che invece di studiare lippi e capello vogliono imitare Guardiola..
Risultato? A giocare il calcio degli altri facciamo ridere..

Il calcio è l'unico sport dove puoi vincere con un tiro in porta e 90 minuti a soffrire..quella era l'Italia..abbiamo perso il nostro DNA, ci odiavano perché rendevamo facile il calcio..hanno vinto loro
 

ROSSO NERO 70

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L'unica cosa su cui mi sento di non essere d'accordo è sul motivo tattico del nostro declino..io credo l'opposto..inebetiti dal calcio estero, infastiditi dal sentirci dare dei catenacciari da chi invidiava le nostre vittorie ci siamo umiliati rincorrendo il calcio altrui e perdendo il nostro valore base..io godevo ogni volta che spagnoli pieni di boria ci insultavano per averli battuti 1-0 dopo aver passato una partita in area di rigore.. perché sapevo quanto era difficile reggere 90 minuti l'urto avversario in difesa (infatti oggi manco 1-0 con la Bosnia sappiamo difendere)..ma Ve la ricordate l'Inter del triplete al campo nou con Guardiola a schiumare? Lui è il suo Tiki taka di m€rd4?
Il nostro calcio era semplice ma tremendamente efficace basato su questi pilastri:
I migliori portieri
I migliori difensori
Terzini tutta corsa e grandi crossatori
Mediani instancabili
1-2 talenti cristallini
Tecnici iper preparati e tattica estrema

Oggi abbiamo portieri ridicoli, centrali che si perdono l'uomo, terzini che non sanno fare le due fasi, tutti dalla mediana in su che si credono fenomeni e vogliono giocare la palla.. allenatori che invece di studiare lippi e capello vogliono imitare Guardiola..
Risultato? A giocare il calcio degli altri facciamo ridere..

Il calcio è l'unico sport dove puoi vincere con un tiro in porta e 90 minuti a soffrire..quella era l'Italia..abbiamo perso il nostro DNA, ci odiavano perché rendevamo facile il calcio..hanno vinto loro
Il calcio di tutti gli altri
Tutti giocano propositivi ormai pure la Bosnia in 11vs11 ci stava dominando
Non facciamoci illudere da allegri che lui si propone un calcio anacronistico e risultati alla mano pure perdente
 
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Dopo la terribile pausa per le nazionali, con la terza esclusione di fila dell'Italia da un mondiale, ieri è ripreso il campionato nostrano e ho avuto una strana sensazione , come se fossi travolto da un'ondata di mediocrità.


Si sono giocate, al momento, sei partite e oggi il turno si concluderà con le restanti 4 , col big match della giornata in posticipo serale : Napoli-Milan.


Vedere gli stadi pieni o quasi pieni e poi un San Siro in stile 'bombonera' mi ha causato quasi disgusto, come se nemmeno il dolore sportivo che avremmo dovuto provare sia stato rispettato.
Ci ritroviamo soli tra le nostre mura a cantare , ballare ,urlare e piangere per un calcio che il mondo ha bocciato per l'ennesima volta.


Mi chiedevo e mi chiedo se i telecronisti e giornalisti sarebbero tornati a urlare coi loro toni sensazionalistici a ogni giocata dei 'campioni' o 'fenomeni' che solo noi riconosciamo come tali .
I campioni che non ci hanno portato al mondiale e che giocano nella lega degli esclusi.
E , a quanto pare , andrà proprio così.


Bastoni che esce tra gli applausi e il boato della sua gente , idealmente abbracciato, è solo l'ultima cartolina del nostro desolante campionato.
Avrebbero dovuto fischiarlo ?
Certo che no , ma questa cartolina dice tanto , forse dice tutto.


Da domani si comincerà coi soliti veleni , le solite polemiche, i soliti sondaggi per donare linfa a una pianta morente .
Lo si farà perché c'è un prodotto da vendere e grazie al carrozzone serie A c'è chi mangia e chi ingrassa.
Ma ci ritroviamo soli e ai margini del vero calcio.


Siccome in questi giorni tutti si sono lasciati andare ad analisi circa la situazione del nostro calcio, c'è chi ha sminuito il tutto, chi lo ha ingigantito e chi, addirittura, ha tirato fuori vecchi documenti che , se letti e presi in considerazione, forse avrebbero potuto evitarci di finire nel fango nel quale siamo piombati, anche io vorrei dire la mia.

Ma non voglio fare analisi ma solo raccontare il mio punto di vista , dato che posso dire di aver attraversato mano nella mano col calcio italiano tutto quel lasso di tempo che dalla grandezza ci ha portato all'oblio.


Chi come me è nato a fine anni 70 , inizi anni 80 ha senza dubbio avuto la fortuna di iniziare a seguire il calcio italiano all'apice della sua grandezza.
L'italia era la meta più ambita di ogni calciatore , gli stranieri migliori erano da noi , la nazionale era forte e al livello delle migliori.
Eppure io da bambino per sognare in azzurro e rivivere sogni azzurri custodivo delle vecchie vhs con partite iconiche come Italia-Germania 4-3 , Italia-Brasile 3-2 ,Italia-Germania 3-1.


Vincere un mondiale mi mancava anche se la nostra nazionale era sempre in prima linea con le migliori per vincere quel titolo.
Italia 90 è stata per la nostra nazionale ma anche per il nostro paese la giusta vetrina che meritavamo perché calcisticamente eravamo il centro del mondo.

Basti solo dire che pochi mesi prima l'inizio del torneo i nostri club erano stati capaci di portare a casa coppa campioni, coppa delle coppe e coppa uefa.
Tris d'assi e alle altre nemmeno le briciole.

Io da piccolo tifoso seguivo le coppe europee e tifavo in Europa anche il Cagliari, il Toro e poi sarebbe arrivato il Parma anziché il Vicenza.
Tutte squadre capaci di arrivare fino in fondo nei rispettivi tornei.
Erano queste il vero termometro della grandezza del nostro calcio, senza scomodare juve ,Inter e Milan che facevano incetta di coppe campioni e uefa.


Il primo sentore della crisi l'ho avuto a fine anni 90 , inizi anni 2000.
In quel preciso momento in cui le squadre spagnole hanno iniziato a portare avanti uno stile di gioco basato sulla qualità tecnica e il palleggio.
Di colpo il nostro calcio essenzialmente pratico ha iniziato a non bastare più e mi ricordo ancora, come fosse oggi, gli interrogativi se non fosse il caso di evolvere.

In Europa abbiamo iniziato a subire eliminazioni cocenti ma vi abbiamo dato poco peso e poca importanza, dopotutto il nostro campionato era ancora ricco e avevamo grossi campioni a giocare da noi.
La Nazionale era ancora forte perché avevamo grandi interpreti.
Abbiamo attraversato calciopoli e abbiamo perso l'ennesimo treno per fermarci a riflettere.


Il nostro calcio in Europa cominciava a dare l'idea di essere vecchio, se non nei concetti di certo nell'esasperazione degli stessi.
Erano i primi sentori ma abbiamo fatto finta di nulla.


La mazzata definitiva è arrivata con la fine dell'era del presidente mecenate : di colpo abbiamo finito di avere più soldi degli altri e con meno risorse non siamo stati capaci di avere idee e programmare.



Il governo non ha saputo cogliere il cambiamento che sarebbe sopraggiunto di lì a poco e non ha pensato in alcun modo a regalamentare/limitare le proprietà straniere/fondi.

E qui infatti arriviamo all'ultima mia riflessione: il campionato mediocre al quale assistiamo e la derivante nazionale mediocre è anche figlia dei Furlani, Comolli, Oaktree e compagnia cantante.
Gente che non ama minimamente il nostro calcio, non ne apprezza i valori e le origini e le peculiarità.


Se avessimo ancora i Galliani, Moratti, Agnelli, ecc ecc molto probabilmente oggi sarebbero in lega , figc a discutere della terribile situazione del calcio nostrano.
A Furlani invece del nostro calcio frega nulla perché del Milan, ancor prima , frega nulla.


Buona serie A a tutti.
Il campionato degli esclusi.
Solo un unico appunto ,se avessimo ancora i galliani , moratti e agnelli starebbero a fare compagnia ai vari cairo e lotito a distruggere il calcio italiano pur di mantenere le loro posizioni di rendita e di potere
 
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L'unica cosa su cui mi sento di non essere d'accordo è sul motivo tattico del nostro declino..io credo l'opposto..inebetiti dal calcio estero, infastiditi dal sentirci dare dei catenacciari da chi invidiava le nostre vittorie ci siamo umiliati rincorrendo il calcio altrui e perdendo il nostro valore base..io godevo ogni volta che spagnoli pieni di boria ci insultavano per averli battuti 1-0 dopo aver passato una partita in area di rigore.. perché sapevo quanto era difficile reggere 90 minuti l'urto avversario in difesa (infatti oggi manco 1-0 con la Bosnia sappiamo difendere)..ma Ve la ricordate l'Inter del triplete al campo nou con Guardiola a schiumare? Lui è il suo Tiki taka di m€rd4?
Il nostro calcio era semplice ma tremendamente efficace basato su questi pilastri:
I migliori portieri
I migliori difensori
Terzini tutta corsa e grandi crossatori
Mediani instancabili
1-2 talenti cristallini
Tecnici iper preparati e tattica estrema

Oggi abbiamo portieri ridicoli, centrali che si perdono l'uomo, terzini che non sanno fare le due fasi, tutti dalla mediana in su che si credono fenomeni e vogliono giocare la palla.. allenatori che invece di studiare lippi e capello vogliono imitare Guardiola..
Risultato? A giocare il calcio degli altri facciamo ridere..

Il calcio è l'unico sport dove puoi vincere con un tiro in porta e 90 minuti a soffrire..quella era l'Italia..abbiamo perso il nostro DNA, ci odiavano perché rendevamo facile il calcio..hanno vinto loro
Fin quando hai i migliori forse lo puoi fare.
Dove non arrivano le risorse devono arrivare le idee.
 
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Solo un unico appunto ,se avessimo ancora i galliani , moratti e agnelli starebbero a fare compagnia ai vari cairo e lotito a distruggere il calcio italiano pur di mantenere le loro posizioni di rendita e di potere
Compagnia a Lotito non credo proprio: con galliani in lega lotito al massimo avrebbe potuto portare i caffè.

Oggi comanda, questo è il dramma.

A inizio anni 2000 mi ricordo benissimo la guerra tra le 3 big e quelle che sgomitavano sotto per la spartizione dei proventi dei diritti tv.
Le 3 big facevano leva sul loro status e il loro seguito.

Quando il Milan era il Milan galliani in lega contava eccome.
Certo, galliani senza i soldi di peperone si è dimostrato incapace come tutti...
 
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Compagnia a Lotito non credo proprio: con galliani in lega lotito al massimo avrebbe potuto portare i caffè.

Oggi comanda, questo è il dramma.

A inizio anni 2000 mi ricordo benissimo la guerra tra le 3 big e quelle che sgomitavano sotto per la spartizione dei proventi dei diritti tv.
Le 3 big facevano leva sul loro status e il loro seguito.

Quando il Milan era il Milan galliani in lega contava eccome.
Certo, galliani senza i soldi di peperone si è dimostrato incapace come tutti...
Galliani , Berlusconi ,moratti e agnelli hanno contribuito al declino ,visto che l hanno iniziato loro .calciopoli è opera di agnelli e la triade ,gli scudetti di cartone ,guido rossi ,la tim di tronchetti provera che spiava i Vieri ecc l ha fatto moratti ,lo spinga meani spinga lo ha fatto galliani ,il ds non serve ,i camerrieri di giannino diventati potenti procuratori ,gli intrallazzi con i raiola e i bronzetti ,la benter era con i vari brocchi ,seedorf ecc in panchina per non parlare della sfilza di bidoni in campo ,il lascerò il milan in buone mani ,yogurt li ,dame bianche , il gancicof ,mister lee ecc ,moratti che vende l inter ad un affarista come thoir ecc la lista è lunga.quando questi signori facevano casino Furlani faceva lo stagista in qualche banca a portare i caffe :asd:
 
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Dopo la terribile pausa per le nazionali, con la terza esclusione di fila dell'Italia da un mondiale, ieri è ripreso il campionato nostrano e ho avuto una strana sensazione , come se fossi travolto da un'ondata di mediocrità.


Si sono giocate, al momento, sei partite e oggi il turno si concluderà con le restanti 4 , col big match della giornata in posticipo serale : Napoli-Milan.


Vedere gli stadi pieni o quasi pieni e poi un San Siro in stile 'bombonera' mi ha causato quasi disgusto, come se nemmeno il dolore sportivo che avremmo dovuto provare sia stato rispettato.
Ci ritroviamo soli tra le nostre mura a cantare , ballare ,urlare e piangere per un calcio che il mondo ha bocciato per l'ennesima volta.


Mi chiedevo e mi chiedo se i telecronisti e giornalisti sarebbero tornati a urlare coi loro toni sensazionalistici a ogni giocata dei 'campioni' o 'fenomeni' che solo noi riconosciamo come tali .
I campioni che non ci hanno portato al mondiale e che giocano nella lega degli esclusi.
E , a quanto pare , andrà proprio così.


Bastoni che esce tra gli applausi e il boato della sua gente , idealmente abbracciato, è solo l'ultima cartolina del nostro desolante campionato.
Avrebbero dovuto fischiarlo ?
Certo che no , ma questa cartolina dice tanto , forse dice tutto.


Da domani si comincerà coi soliti veleni , le solite polemiche, i soliti sondaggi per donare linfa a una pianta morente .
Lo si farà perché c'è un prodotto da vendere e grazie al carrozzone serie A c'è chi mangia e chi ingrassa.
Ma ci ritroviamo soli e ai margini del vero calcio.


Siccome in questi giorni tutti si sono lasciati andare ad analisi circa la situazione del nostro calcio, c'è chi ha sminuito il tutto, chi lo ha ingigantito e chi, addirittura, ha tirato fuori vecchi documenti che , se letti e presi in considerazione, forse avrebbero potuto evitarci di finire nel fango nel quale siamo piombati, anche io vorrei dire la mia.

Ma non voglio fare analisi ma solo raccontare il mio punto di vista , dato che posso dire di aver attraversato mano nella mano col calcio italiano tutto quel lasso di tempo che dalla grandezza ci ha portato all'oblio.


Chi come me è nato a fine anni 70 , inizi anni 80 ha senza dubbio avuto la fortuna di iniziare a seguire il calcio italiano all'apice della sua grandezza.
L'italia era la meta più ambita di ogni calciatore , gli stranieri migliori erano da noi , la nazionale era forte e al livello delle migliori.
Eppure io da bambino per sognare in azzurro e rivivere sogni azzurri custodivo delle vecchie vhs con partite iconiche come Italia-Germania 4-3 , Italia-Brasile 3-2 ,Italia-Germania 3-1.


Vincere un mondiale mi mancava anche se la nostra nazionale era sempre in prima linea con le migliori per vincere quel titolo.
Italia 90 è stata per la nostra nazionale ma anche per il nostro paese la giusta vetrina che meritavamo perché calcisticamente eravamo il centro del mondo.

Basti solo dire che pochi mesi prima l'inizio del torneo i nostri club erano stati capaci di portare a casa coppa campioni, coppa delle coppe e coppa uefa.
Tris d'assi e alle altre nemmeno le briciole.

Io da piccolo tifoso seguivo le coppe europee e tifavo in Europa anche il Cagliari, il Toro e poi sarebbe arrivato il Parma anziché il Vicenza.
Tutte squadre capaci di arrivare fino in fondo nei rispettivi tornei.
Erano queste il vero termometro della grandezza del nostro calcio, senza scomodare juve ,Inter e Milan che facevano incetta di coppe campioni e uefa.


Il primo sentore della crisi l'ho avuto a fine anni 90 , inizi anni 2000.
In quel preciso momento in cui le squadre spagnole hanno iniziato a portare avanti uno stile di gioco basato sulla qualità tecnica e il palleggio.
Di colpo il nostro calcio essenzialmente pratico ha iniziato a non bastare più e mi ricordo ancora, come fosse oggi, gli interrogativi se non fosse il caso di evolvere.

In Europa abbiamo iniziato a subire eliminazioni cocenti ma vi abbiamo dato poco peso e poca importanza, dopotutto il nostro campionato era ancora ricco e avevamo grossi campioni a giocare da noi.
La Nazionale era ancora forte perché avevamo grandi interpreti.
Abbiamo attraversato calciopoli e abbiamo perso l'ennesimo treno per fermarci a riflettere.


Il nostro calcio in Europa cominciava a dare l'idea di essere vecchio, se non nei concetti di certo nell'esasperazione degli stessi.
Erano i primi sentori ma abbiamo fatto finta di nulla.


La mazzata definitiva è arrivata con la fine dell'era del presidente mecenate : di colpo abbiamo finito di avere più soldi degli altri e con meno risorse non siamo stati capaci di avere idee e programmare.



Il governo non ha saputo cogliere il cambiamento che sarebbe sopraggiunto di lì a poco e non ha pensato in alcun modo a regalamentare/limitare le proprietà straniere/fondi.

E qui infatti arriviamo all'ultima mia riflessione: il campionato mediocre al quale assistiamo e la derivante nazionale mediocre è anche figlia dei Furlani, Comolli, Oaktree e compagnia cantante.
Gente che non ama minimamente il nostro calcio, non ne apprezza i valori e le origini e le peculiarità.


Se avessimo ancora i Galliani, Moratti, Agnelli, ecc ecc molto probabilmente oggi sarebbero in lega , figc a discutere della terribile situazione del calcio nostrano.
A Furlani invece del nostro calcio frega nulla perché del Milan, ancor prima , frega nulla.


Buona serie A a tutti.
Il campionato degli esclusi.
Quello che dici è giusto e condivisibile, il problema che noi come popolo siamo così. In tutto.non solo nel calcio. Essendo cresciuto in ambienti nordeuropei non capivo è mi meravigliavo.oggi mi fa schifo ma non mi meraviglio più.
 

Djici

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Dopo la terribile pausa per le nazionali, con la terza esclusione di fila dell'Italia da un mondiale, ieri è ripreso il campionato nostrano e ho avuto una strana sensazione , come se fossi travolto da un'ondata di mediocrità.


Si sono giocate, al momento, sei partite e oggi il turno si concluderà con le restanti 4 , col big match della giornata in posticipo serale : Napoli-Milan.


Vedere gli stadi pieni o quasi pieni e poi un San Siro in stile 'bombonera' mi ha causato quasi disgusto, come se nemmeno il dolore sportivo che avremmo dovuto provare sia stato rispettato.
Ci ritroviamo soli tra le nostre mura a cantare , ballare ,urlare e piangere per un calcio che il mondo ha bocciato per l'ennesima volta.


Mi chiedevo e mi chiedo se i telecronisti e giornalisti sarebbero tornati a urlare coi loro toni sensazionalistici a ogni giocata dei 'campioni' o 'fenomeni' che solo noi riconosciamo come tali .
I campioni che non ci hanno portato al mondiale e che giocano nella lega degli esclusi.
E , a quanto pare , andrà proprio così.


Bastoni che esce tra gli applausi e il boato della sua gente , idealmente abbracciato, è solo l'ultima cartolina del nostro desolante campionato.
Avrebbero dovuto fischiarlo ?
Certo che no , ma questa cartolina dice tanto , forse dice tutto.


Da domani si comincerà coi soliti veleni , le solite polemiche, i soliti sondaggi per donare linfa a una pianta morente .
Lo si farà perché c'è un prodotto da vendere e grazie al carrozzone serie A c'è chi mangia e chi ingrassa.
Ma ci ritroviamo soli e ai margini del vero calcio.


Siccome in questi giorni tutti si sono lasciati andare ad analisi circa la situazione del nostro calcio, c'è chi ha sminuito il tutto, chi lo ha ingigantito e chi, addirittura, ha tirato fuori vecchi documenti che , se letti e presi in considerazione, forse avrebbero potuto evitarci di finire nel fango nel quale siamo piombati, anche io vorrei dire la mia.

Ma non voglio fare analisi ma solo raccontare il mio punto di vista , dato che posso dire di aver attraversato mano nella mano col calcio italiano tutto quel lasso di tempo che dalla grandezza ci ha portato all'oblio.


Chi come me è nato a fine anni 70 , inizi anni 80 ha senza dubbio avuto la fortuna di iniziare a seguire il calcio italiano all'apice della sua grandezza.
L'italia era la meta più ambita di ogni calciatore , gli stranieri migliori erano da noi , la nazionale era forte e al livello delle migliori.
Eppure io da bambino per sognare in azzurro e rivivere sogni azzurri custodivo delle vecchie vhs con partite iconiche come Italia-Germania 4-3 , Italia-Brasile 3-2 ,Italia-Germania 3-1.


Vincere un mondiale mi mancava anche se la nostra nazionale era sempre in prima linea con le migliori per vincere quel titolo.
Italia 90 è stata per la nostra nazionale ma anche per il nostro paese la giusta vetrina che meritavamo perché calcisticamente eravamo il centro del mondo.

Basti solo dire che pochi mesi prima l'inizio del torneo i nostri club erano stati capaci di portare a casa coppa campioni, coppa delle coppe e coppa uefa.
Tris d'assi e alle altre nemmeno le briciole.

Io da piccolo tifoso seguivo le coppe europee e tifavo in Europa anche il Cagliari, il Toro e poi sarebbe arrivato il Parma anziché il Vicenza.
Tutte squadre capaci di arrivare fino in fondo nei rispettivi tornei.
Erano queste il vero termometro della grandezza del nostro calcio, senza scomodare juve ,Inter e Milan che facevano incetta di coppe campioni e uefa.


Il primo sentore della crisi l'ho avuto a fine anni 90 , inizi anni 2000.
In quel preciso momento in cui le squadre spagnole hanno iniziato a portare avanti uno stile di gioco basato sulla qualità tecnica e il palleggio.
Di colpo il nostro calcio essenzialmente pratico ha iniziato a non bastare più e mi ricordo ancora, come fosse oggi, gli interrogativi se non fosse il caso di evolvere.

In Europa abbiamo iniziato a subire eliminazioni cocenti ma vi abbiamo dato poco peso e poca importanza, dopotutto il nostro campionato era ancora ricco e avevamo grossi campioni a giocare da noi.
La Nazionale era ancora forte perché avevamo grandi interpreti.
Abbiamo attraversato calciopoli e abbiamo perso l'ennesimo treno per fermarci a riflettere.


Il nostro calcio in Europa cominciava a dare l'idea di essere vecchio, se non nei concetti di certo nell'esasperazione degli stessi.
Erano i primi sentori ma abbiamo fatto finta di nulla.


La mazzata definitiva è arrivata con la fine dell'era del presidente mecenate : di colpo abbiamo finito di avere più soldi degli altri e con meno risorse non siamo stati capaci di avere idee e programmare.



Il governo non ha saputo cogliere il cambiamento che sarebbe sopraggiunto di lì a poco e non ha pensato in alcun modo a regalamentare/limitare le proprietà straniere/fondi.

E qui infatti arriviamo all'ultima mia riflessione: il campionato mediocre al quale assistiamo e la derivante nazionale mediocre è anche figlia dei Furlani, Comolli, Oaktree e compagnia cantante.
Gente che non ama minimamente il nostro calcio, non ne apprezza i valori e le origini e le peculiarità.


Se avessimo ancora i Galliani, Moratti, Agnelli, ecc ecc molto probabilmente oggi sarebbero in lega , figc a discutere della terribile situazione del calcio nostrano.
A Furlani invece del nostro calcio frega nulla perché del Milan, ancor prima , frega nulla.


Buona serie A a tutti.
Il campionato degli esclusi.
Quando parli delle proprietà stranieri hai troppo ragione.
Io ricordo Gaucci nel 2002 che schiuma perché ci segna il suo giocatore (Ahn) al mondiale e ci manda a casa.
Quello perde la testa e dice che non ha bisogno di tornare in Italia 😄

Allora mica dico che dobbiamo copiare Gaucci il furioso 😄
Ma ci metteva passione. E tifava Italia.
 

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