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CorSport: Massimiliano Allegri emerge come l'unico vero pilastro del Milan attuale, un allenatore-manager capace di trascinare la squadra al secondo posto nonostante una cronica confusione societaria e l'assenza di supporto da parte della dirigenza. Definito un "aziendalista" nel senso più nobile del termine, Allegri ha gestito con estrema professionalità e silenzio le lacune di un club che spesso scivola nel pressapochismo, evitando polemiche pubbliche e caricandosi sulle spalle il peso di una difesa non eccelsa e di un attacco falcidiato dagli infortuni di Leao e Pulisic. Questa sua straordinaria capacità di gestione ha riacceso l'interesse di Florentino Perez, che vorrebbe affidargli il Real Madrid; tuttavia, il futuro del tecnico livornese è strettamente legato alle sorti del presidente dei Blancos, attualmente alle prese con seri problemi finanziari derivanti dai mancati introiti dei concerti nel nuovo stadio. Nel frattempo, il Milan si prepara a un derby decisivo contro l'Inter di Chivu, che in caso di vittoria volerebbe a +13 rendendo il campionato ormai chiuso: la sfida di San Siro farà registrare l'ennesimo record di pubblico, con oltre 72.000 spettatori, a conferma del viscerale legame dei tifosi nonostante i prezzi e le difficoltà. Sullo sfondo della stracittadina resta il progetto del nuovo impianto condiviso tra Milan e Inter, con un investimento stimato tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro e un orizzonte temporale fissato al 2031, frutto di una collaborazione sempre più stretta tra Scaroni e Marotta. Se il futuro societario del Milan appare ancora nebuloso, con Allegri che non sembra disposto ad affrontare un altro anno in totale solitudine strategica, il presente dice che solo la sua competenza tattica e comunicativa tiene viva una flebile speranza scudetto, mentre il club cerca di cautelarsi sul mercato con l'imminente acquisto di André dal Corinthians per 17 milioni di euro.