San Siro: ristrutturare costa troppo. Cattedrale pochi posti. Lodo La Russa.

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Tuttosport: c’è anche l’impennata dei costi della ristrutturazione del Santiago Bernabeu tra i motivi che spingono Inter e Milan a ritenere non percorribile la strada del rifacimento di San Siro al posto della costruzione di un nuovo stadio. Il Real Madrid era partito con una stima di 575 milioni nel 2019 ed è già arrivato a 800 con il concreto rischio di andare oltre quota 900 alla fine dell'interven- Scaroni, presidente del Milan, e Antonello, ad dell’Inter to in programma nel 2023. Oltretutto potendo contare su lavori da svolgere in un impianto dove gioca una sola squadra, il Real, anziché due come succederebbe a Milano. È stato il tema alla base del secondo incontro del dibattito pubblico coordinato da Andrea Pillon, che si è svolto a Palazzo Reale. È stato il giorno delle proposte di chi suggerisce di ammodernare San Siro senza abbatterlo, in particolare dell’ingegnere Riccardo Aceti e dell’architetto Jacopo Mascheroni. Il primo pensa a una galleria sopraelevata multifunzionale al posto del terzo anello. Il secondo consiglia di ricavare nuovi spazi sotto il livello del terreno per aumentare le aree ospitalità. I residenti hanno fatto notare con fermezza che il nuovo stadio, voluto dai club, sarebbe troppo vicino alle loro abitazioni: dai 60 ai 100 metri, secondo la posizione dei palazzi interessati (il Meazza è a circa 200 metri di distanza dalle case). Chi è intervenuto ha annunciato esposti e ricorsi al Tar su questo aspetto. I club ricordano che il nuovo stadio avrà un’acustica molto meno invasiva rispetto a San Siro che ha una struttura aperta, mentre il nuovo impianto sarà chiuso e quindi conterrà molto meglio i decibel. «La questione di San Siro è un tema emozionale fortissimo – commenta Giancarlo Tancredi, assessore dalla rigenerazione urbana di Milano – ma segnalo che il Comune deve decidere anche in base alle esigenze di rigenerazione urbana di un’area cittadina». Ignazio La Russa ha presentato la sua proposta al sindaco Beppe Sala. L’esponente di Fratelli d’Italia ritiene che sia giusto mantenere San Siro e costruire il nuovo stadio al tempo stesso: «La nostra è la terza soluzione, cioè quella di mantenere in vita il Meazza e non deflettere sulla costruzione del nuovo stadio. Il sindaco ha detto che ne parlerà con le società. L’ho presentato adesso perché è il momento giusto, cioè fuori dalla campagna elettorale e prima della formazione del nuovo governo, in una zona neutra, perché fosse chiaro che l’unico interesse fosse quello di offrire una possibile soluzione per la nostra Milano. Inter e Milan potrebbero giocare a San Siro le partite in cui servono 70mila posti».

La GDS si concentra ancora sulla capienza ridotta della Cattedrale: Non si sa anccora quale forma avrà, ma il timore, oggi che il progetto avanza veloce, è che la Cattedrale, lo stadio che Inter e Milan puntano a inaugurare nel 2027- 2028, sarà troppo piccola. Basta guardare i numeri di oggi per immaginare che cosa possa succedere domani. Solo in Serie A dai tornelli del Meazza in questo inizio di stagione sono passate oltre 575 mila persone: una cifra impressionante, con il Milan che ha una media spettatori di 72mila a partita e l’Inter che segue a 71mila. Numero che più o meno i nerazzurri confermeranno anche stasera contro il Barcellona (perché i tifosi catalani non occuperanno tutto il terzo anello a loro riservato), dopo il sold out di sabato contro laRoma. SanSiro e i suoi 75mila posti, insomma, sembrano perfetti per il tifo rossonerazzurro, ma i 60-65mila del nuovo stadio? Nei giorni del dibattito pubblico, in cui i club spiegano le ragioni del maxiprogetto ma ancora si discute della possibilità di salvare il Meazza, si rilanciano i progetti di restauro (che i club non appoggiano), e addirittura il doppio stadio (di cui ieri il senatore e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa ha parlato col sindaco Sala) uno dei temi più caldi è proprio quello della capienza ridotta della Cattedrale. Meno spese Mentre all’estero le società che rifanno gli stadi o ne costruiscono di nuovi puntano ad aumentare le capienze, Inter e Milan fin dall’inizio hanno scelto la strada opposta. Scendere, garantendo un’occupazione media molto più alta, per non sprecare i posti invenduti. Mark Van Huuksloot, advisor dell’Inter, è stato chiaro: «Vogliamo riempiere lo stadio a ogni partita, cosa che ora non succede. La vendita media dei biglietti delle squadre dal 2015 a oggi a SanSiro è sempre stata sotto i 75mila posti». I club puntano a creare molti più biglietti executive a prezzi più alti, aumentando così i ricavi, stimati in 40 milioni a testa a stagione. Ma soprattutto non esagerando coni costi.Infatti il peso economico di un terzo anello nella Cattedrale sarebbe troppo alto. L’intero progetto San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi di euro, 600milioni il comparto stadio. Ma solamente se realizzato come pensato dai due club, quindi con due anelli, togliendo di fatto 10-15milapersone rispetto a oggi. Uno stadio da 75mila spettatori, quindi in linea con il Meazza, porterebbe Inter e Milan a spendere molto ma molto di più: almeno 200 milioni. La sceltaI club l’hanno spiegato nel corso del dibattito pubblico: il terzo anello alzerebbe lo stadio a 55 metri e tutta la struttura andrebbe rafforzata per sostenere il peso delle altre tribune. Spendendo, appunto, quella cifra extra. Anche per questo da subito si è scelto di ridurre i posti totali, alzando invece la quota dei biglietti executive: oggi sono il 4% del Meazza (3.000-3.500), nella Cattedrale sono 9.000 di base (circa il 15%) e possono diventare 13.500. E i tagliandi ordinari? I club hanno garantito che non ci sarà un aumento selvaggio dei prezzi, ma il 2027 è ancora lontano. Meglio fermarsi a oggi, sapendo che un terzo anello sarebbe ancora più “impossibile”: la Cattedrale sarà infatti ripensata rispetto al progetto originario immaginato da Populous, a causa dell’aumento dei costi post pandemia. Lo stadio squadrato, tutto a vetri, visto per la prima volta nel settembre 2019, oggi costerebbe 800milioni. Troppo per Inter e Milan, che nella fase esecutiva del progetto decideranno cosa potrà essere salvato di quella forma unica. Tenendo ben presente il portafoglio. Ma i tifosi?


Ecco il progetto San Siro ristrutturato QUI -) https://www.milanworld.net/threads/san-siro-ristrutturato-foto-proposta-mascheroni.121050/unread
 
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Devono andare aff....tutti,sìa in comune sìa in società, perché chi vuole una cosa,ma veramente,prova in tutti i modi ad averla,e noi questo nuovo stadio non lo vogliamo,altrimenti saremmo a Sesto con le ruspe da mesi e mesi.
 

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La GDS si concentra ancora sulla capienza ridotta della Cattedrale: Non si sa anccora quale forma avrà, ma il timore, oggi che il progetto avanza veloce, è che la Cattedrale, lo stadio che Inter e Milan puntano a inaugurare nel 2027- 2028, sarà troppo piccola. Basta guardare i numeri di oggi per immaginare che cosa possa succedere domani. Solo in Serie A dai tornelli del Meazza in questo inizio di stagione sono passate oltre 575 mila persone: una cifra impressionante, con il Milan che ha una media spettatori di 72mila a partita e l’Inter che segue a 71mila. Numero che più o meno i nerazzurri confermeranno anche stasera contro il Barcellona (perché i tifosi catalani non occuperanno tutto il terzo anello a loro riservato), dopo il sold out di sabato contro laRoma. SanSiro e i suoi 75mila posti, insomma, sembrano perfetti per il tifo rossonerazzurro, ma i 60-65mila del nuovo stadio? Nei giorni del dibattito pubblico, in cui i club spiegano le ragioni del maxiprogetto ma ancora si discute della possibilità di salvare il Meazza, si rilanciano i progetti di restauro (che i club non appoggiano), e addirittura il doppio stadio (di cui ieri il senatore e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa ha parlato col sindaco Sala) uno dei temi più caldi è proprio quello della capienza ridotta della Cattedrale. Meno spese Mentre all’estero le società che rifanno gli stadi o ne costruiscono di nuovi puntano ad aumentare le capienze, Inter e Milan fin dall’inizio hanno scelto la strada opposta. Scendere, garantendo un’occupazione media molto più alta, per non sprecare i posti invenduti. Mark Van Huuksloot, advisor dell’Inter, è stato chiaro: «Vogliamo riempiere lo stadio a ogni partita, cosa che ora non succede. La vendita media dei biglietti delle squadre dal 2015 a oggi a SanSiro è sempre stata sotto i 75mila posti». I club puntano a creare molti più biglietti executive a prezzi più alti, aumentando così i ricavi, stimati in 40 milioni a testa a stagione. Ma soprattutto non esagerando coni costi.Infatti il peso economico di un terzo anello nella Cattedrale sarebbe troppo alto. L’intero progetto San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi di euro, 600milioni il comparto stadio. Ma solamente se realizzato come pensato dai due club, quindi con due anelli, togliendo di fatto 10-15milapersone rispetto a oggi. Uno stadio da 75mila spettatori, quindi in linea con il Meazza, porterebbe Inter e Milan a spendere molto ma molto di più: almeno 200 milioni. La sceltaI club l’hanno spiegato nel corso del dibattito pubblico: il terzo anello alzerebbe lo stadio a 55 metri e tutta la struttura andrebbe rafforzata per sostenere il peso delle altre tribune. Spendendo, appunto, quella cifra extra. Anche per questo da subito si è scelto di ridurre i posti totali, alzando invece la quota dei biglietti executive: oggi sono il 4% del Meazza (3.000-3.500), nella Cattedrale sono 9.000 di base (circa il 15%) e possono diventare 13.500. E i tagliandi ordinari? I club hanno garantito che non ci sarà un aumento selvaggio dei prezzi, ma il 2027 è ancora lontano. Meglio fermarsi a oggi, sapendo che un terzo anello sarebbe ancora più “impossibile”: la Cattedrale sarà infatti ripensata rispetto al progetto originario immaginato da Populous, a causa dell’aumento dei costi post pandemia. Lo stadio squadrato, tutto a vetri, visto per la prima volta nel settembre 2019, oggi costerebbe 800milioni. Troppo per Inter e Milan, che nella fase esecutiva del progetto decideranno cosa potrà essere salvato di quella forma unica. Tenendo ben presente il portafoglio. Ma i tifosi?
 

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La GDS si concentra ancora sulla capienza ridotta della Cattedrale: Non si sa anccora quale forma avrà, ma il timore, oggi che il progetto avanza veloce, è che la Cattedrale, lo stadio che Inter e Milan puntano a inaugurare nel 2027- 2028, sarà troppo piccola. Basta guardare i numeri di oggi per immaginare che cosa possa succedere domani. Solo in Serie A dai tornelli del Meazza in questo inizio di stagione sono passate oltre 575 mila persone: una cifra impressionante, con il Milan che ha una media spettatori di 72mila a partita e l’Inter che segue a 71mila. Numero che più o meno i nerazzurri confermeranno anche stasera contro il Barcellona (perché i tifosi catalani non occuperanno tutto il terzo anello a loro riservato), dopo il sold out di sabato contro laRoma. SanSiro e i suoi 75mila posti, insomma, sembrano perfetti per il tifo rossonerazzurro, ma i 60-65mila del nuovo stadio? Nei giorni del dibattito pubblico, in cui i club spiegano le ragioni del maxiprogetto ma ancora si discute della possibilità di salvare il Meazza, si rilanciano i progetti di restauro (che i club non appoggiano), e addirittura il doppio stadio (di cui ieri il senatore e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa ha parlato col sindaco Sala) uno dei temi più caldi è proprio quello della capienza ridotta della Cattedrale. Meno spese Mentre all’estero le società che rifanno gli stadi o ne costruiscono di nuovi puntano ad aumentare le capienze, Inter e Milan fin dall’inizio hanno scelto la strada opposta. Scendere, garantendo un’occupazione media molto più alta, per non sprecare i posti invenduti. Mark Van Huuksloot, advisor dell’Inter, è stato chiaro: «Vogliamo riempiere lo stadio a ogni partita, cosa che ora non succede. La vendita media dei biglietti delle squadre dal 2015 a oggi a SanSiro è sempre stata sotto i 75mila posti». I club puntano a creare molti più biglietti executive a prezzi più alti, aumentando così i ricavi, stimati in 40 milioni a testa a stagione. Ma soprattutto non esagerando coni costi.Infatti il peso economico di un terzo anello nella Cattedrale sarebbe troppo alto. L’intero progetto San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi di euro, 600milioni il comparto stadio. Ma solamente se realizzato come pensato dai due club, quindi con due anelli, togliendo di fatto 10-15milapersone rispetto a oggi. Uno stadio da 75mila spettatori, quindi in linea con il Meazza, porterebbe Inter e Milan a spendere molto ma molto di più: almeno 200 milioni. La sceltaI club l’hanno spiegato nel corso del dibattito pubblico: il terzo anello alzerebbe lo stadio a 55 metri e tutta la struttura andrebbe rafforzata per sostenere il peso delle altre tribune. Spendendo, appunto, quella cifra extra. Anche per questo da subito si è scelto di ridurre i posti totali, alzando invece la quota dei biglietti executive: oggi sono il 4% del Meazza (3.000-3.500), nella Cattedrale sono 9.000 di base (circa il 15%) e possono diventare 13.500. E i tagliandi ordinari? I club hanno garantito che non ci sarà un aumento selvaggio dei prezzi, ma il 2027 è ancora lontano. Meglio fermarsi a oggi, sapendo che un terzo anello sarebbe ancora più “impossibile”: la Cattedrale sarà infatti ripensata rispetto al progetto originario immaginato da Populous, a causa dell’aumento dei costi post pandemia. Lo stadio squadrato, tutto a vetri, visto per la prima volta nel settembre 2019, oggi costerebbe 800milioni. Troppo per Inter e Milan, che nella fase esecutiva del progetto decideranno cosa potrà essere salvato di quella forma unica. Tenendo ben presente il portafoglio. Ma i tifosi?


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Comprendo l' aumento del costo delle materie prime, è fattuale.

Ma non usassero più la frase "il miglior stadio del mondo", allora... perchè non può ovviamente esserlo
 

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Tuttosport: c’è anche l’impennata dei costi della ristrutturazione del Santiago Bernabeu tra i motivi che spingono Inter e Milan a ritenere non percorribile la strada del rifacimento di San Siro al posto della costruzione di un nuovo stadio. Il Real Madrid era partito con una stima di 575 milioni nel 2019 ed è già arrivato a 800 con il concreto rischio di andare oltre quota 900 alla fine dell'interven- Scaroni, presidente del Milan, e Antonello, ad dell’Inter to in programma nel 2023. Oltretutto potendo contare su lavori da svolgere in un impianto dove gioca una sola squadra, il Real, anziché due come succederebbe a Milano. È stato il tema alla base del secondo incontro del dibattito pubblico coordinato da Andrea Pillon, che si è svolto a Palazzo Reale. È stato il giorno delle proposte di chi suggerisce di ammodernare San Siro senza abbatterlo, in particolare dell’ingegnere Riccardo Aceti e dell’architetto Jacopo Mascheroni. Il primo pensa a una galleria sopraelevata multifunzionale al posto del terzo anello. Il secondo consiglia di ricavare nuovi spazi sotto il livello del terreno per aumentare le aree ospitalità. I residenti hanno fatto notare con fermezza che il nuovo stadio, voluto dai club, sarebbe troppo vicino alle loro abitazioni: dai 60 ai 100 metri, secondo la posizione dei palazzi interessati (il Meazza è a circa 200 metri di distanza dalle case). Chi è intervenuto ha annunciato esposti e ricorsi al Tar su questo aspetto. I club ricordano che il nuovo stadio avrà un’acustica molto meno invasiva rispetto a San Siro che ha una struttura aperta, mentre il nuovo impianto sarà chiuso e quindi conterrà molto meglio i decibel. «La questione di San Siro è un tema emozionale fortissimo – commenta Giancarlo Tancredi, assessore dalla rigenerazione urbana di Milano – ma segnalo che il Comune deve decidere anche in base alle esigenze di rigenerazione urbana di un’area cittadina». Ignazio La Russa ha presentato la sua proposta al sindaco Beppe Sala. L’esponente di Fratelli d’Italia ritiene che sia giusto mantenere San Siro e costruire il nuovo stadio al tempo stesso: «La nostra è la terza soluzione, cioè quella di mantenere in vita il Meazza e non deflettere sulla costruzione del nuovo stadio. Il sindaco ha detto che ne parlerà con le società. L’ho presentato adesso perché è il momento giusto, cioè fuori dalla campagna elettorale e prima della formazione del nuovo governo, in una zona neutra, perché fosse chiaro che l’unico interesse fosse quello di offrire una possibile soluzione per la nostra Milano. Inter e Milan potrebbero giocare a San Siro le partite in cui servono 70mila posti».

La GDS si concentra ancora sulla capienza ridotta della Cattedrale: Non si sa anccora quale forma avrà, ma il timore, oggi che il progetto avanza veloce, è che la Cattedrale, lo stadio che Inter e Milan puntano a inaugurare nel 2027- 2028, sarà troppo piccola. Basta guardare i numeri di oggi per immaginare che cosa possa succedere domani. Solo in Serie A dai tornelli del Meazza in questo inizio di stagione sono passate oltre 575 mila persone: una cifra impressionante, con il Milan che ha una media spettatori di 72mila a partita e l’Inter che segue a 71mila. Numero che più o meno i nerazzurri confermeranno anche stasera contro il Barcellona (perché i tifosi catalani non occuperanno tutto il terzo anello a loro riservato), dopo il sold out di sabato contro laRoma. SanSiro e i suoi 75mila posti, insomma, sembrano perfetti per il tifo rossonerazzurro, ma i 60-65mila del nuovo stadio? Nei giorni del dibattito pubblico, in cui i club spiegano le ragioni del maxiprogetto ma ancora si discute della possibilità di salvare il Meazza, si rilanciano i progetti di restauro (che i club non appoggiano), e addirittura il doppio stadio (di cui ieri il senatore e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa ha parlato col sindaco Sala) uno dei temi più caldi è proprio quello della capienza ridotta della Cattedrale. Meno spese Mentre all’estero le società che rifanno gli stadi o ne costruiscono di nuovi puntano ad aumentare le capienze, Inter e Milan fin dall’inizio hanno scelto la strada opposta. Scendere, garantendo un’occupazione media molto più alta, per non sprecare i posti invenduti. Mark Van Huuksloot, advisor dell’Inter, è stato chiaro: «Vogliamo riempiere lo stadio a ogni partita, cosa che ora non succede. La vendita media dei biglietti delle squadre dal 2015 a oggi a SanSiro è sempre stata sotto i 75mila posti». I club puntano a creare molti più biglietti executive a prezzi più alti, aumentando così i ricavi, stimati in 40 milioni a testa a stagione. Ma soprattutto non esagerando coni costi.Infatti il peso economico di un terzo anello nella Cattedrale sarebbe troppo alto. L’intero progetto San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi di euro, 600milioni il comparto stadio. Ma solamente se realizzato come pensato dai due club, quindi con due anelli, togliendo di fatto 10-15milapersone rispetto a oggi. Uno stadio da 75mila spettatori, quindi in linea con il Meazza, porterebbe Inter e Milan a spendere molto ma molto di più: almeno 200 milioni. La sceltaI club l’hanno spiegato nel corso del dibattito pubblico: il terzo anello alzerebbe lo stadio a 55 metri e tutta la struttura andrebbe rafforzata per sostenere il peso delle altre tribune. Spendendo, appunto, quella cifra extra. Anche per questo da subito si è scelto di ridurre i posti totali, alzando invece la quota dei biglietti executive: oggi sono il 4% del Meazza (3.000-3.500), nella Cattedrale sono 9.000 di base (circa il 15%) e possono diventare 13.500. E i tagliandi ordinari? I club hanno garantito che non ci sarà un aumento selvaggio dei prezzi, ma il 2027 è ancora lontano. Meglio fermarsi a oggi, sapendo che un terzo anello sarebbe ancora più “impossibile”: la Cattedrale sarà infatti ripensata rispetto al progetto originario immaginato da Populous, a causa dell’aumento dei costi post pandemia. Lo stadio squadrato, tutto a vetri, visto per la prima volta nel settembre 2019, oggi costerebbe 800milioni. Troppo per Inter e Milan, che nella fase esecutiva del progetto decideranno cosa potrà essere salvato di quella forma unica. Tenendo ben presente il portafoglio. Ma i tifosi?


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Tuttosport: c’è anche l’impennata dei costi della ristrutturazione del Santiago Bernabeu tra i motivi che spingono Inter e Milan a ritenere non percorribile la strada del rifacimento di San Siro al posto della costruzione di un nuovo stadio. Il Real Madrid era partito con una stima di 575 milioni nel 2019 ed è già arrivato a 800 con il concreto rischio di andare oltre quota 900 alla fine dell'interven- Scaroni, presidente del Milan, e Antonello, ad dell’Inter to in programma nel 2023. Oltretutto potendo contare su lavori da svolgere in un impianto dove gioca una sola squadra, il Real, anziché due come succederebbe a Milano. È stato il tema alla base del secondo incontro del dibattito pubblico coordinato da Andrea Pillon, che si è svolto a Palazzo Reale. È stato il giorno delle proposte di chi suggerisce di ammodernare San Siro senza abbatterlo, in particolare dell’ingegnere Riccardo Aceti e dell’architetto Jacopo Mascheroni. Il primo pensa a una galleria sopraelevata multifunzionale al posto del terzo anello. Il secondo consiglia di ricavare nuovi spazi sotto il livello del terreno per aumentare le aree ospitalità. I residenti hanno fatto notare con fermezza che il nuovo stadio, voluto dai club, sarebbe troppo vicino alle loro abitazioni: dai 60 ai 100 metri, secondo la posizione dei palazzi interessati (il Meazza è a circa 200 metri di distanza dalle case). Chi è intervenuto ha annunciato esposti e ricorsi al Tar su questo aspetto. I club ricordano che il nuovo stadio avrà un’acustica molto meno invasiva rispetto a San Siro che ha una struttura aperta, mentre il nuovo impianto sarà chiuso e quindi conterrà molto meglio i decibel. «La questione di San Siro è un tema emozionale fortissimo – commenta Giancarlo Tancredi, assessore dalla rigenerazione urbana di Milano – ma segnalo che il Comune deve decidere anche in base alle esigenze di rigenerazione urbana di un’area cittadina». Ignazio La Russa ha presentato la sua proposta al sindaco Beppe Sala. L’esponente di Fratelli d’Italia ritiene che sia giusto mantenere San Siro e costruire il nuovo stadio al tempo stesso: «La nostra è la terza soluzione, cioè quella di mantenere in vita il Meazza e non deflettere sulla costruzione del nuovo stadio. Il sindaco ha detto che ne parlerà con le società. L’ho presentato adesso perché è il momento giusto, cioè fuori dalla campagna elettorale e prima della formazione del nuovo governo, in una zona neutra, perché fosse chiaro che l’unico interesse fosse quello di offrire una possibile soluzione per la nostra Milano. Inter e Milan potrebbero giocare a San Siro le partite in cui servono 70mila posti».

La GDS si concentra ancora sulla capienza ridotta della Cattedrale: Non si sa anccora quale forma avrà, ma il timore, oggi che il progetto avanza veloce, è che la Cattedrale, lo stadio che Inter e Milan puntano a inaugurare nel 2027- 2028, sarà troppo piccola. Basta guardare i numeri di oggi per immaginare che cosa possa succedere domani. Solo in Serie A dai tornelli del Meazza in questo inizio di stagione sono passate oltre 575 mila persone: una cifra impressionante, con il Milan che ha una media spettatori di 72mila a partita e l’Inter che segue a 71mila. Numero che più o meno i nerazzurri confermeranno anche stasera contro il Barcellona (perché i tifosi catalani non occuperanno tutto il terzo anello a loro riservato), dopo il sold out di sabato contro laRoma. SanSiro e i suoi 75mila posti, insomma, sembrano perfetti per il tifo rossonerazzurro, ma i 60-65mila del nuovo stadio? Nei giorni del dibattito pubblico, in cui i club spiegano le ragioni del maxiprogetto ma ancora si discute della possibilità di salvare il Meazza, si rilanciano i progetti di restauro (che i club non appoggiano), e addirittura il doppio stadio (di cui ieri il senatore e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa ha parlato col sindaco Sala) uno dei temi più caldi è proprio quello della capienza ridotta della Cattedrale. Meno spese Mentre all’estero le società che rifanno gli stadi o ne costruiscono di nuovi puntano ad aumentare le capienze, Inter e Milan fin dall’inizio hanno scelto la strada opposta. Scendere, garantendo un’occupazione media molto più alta, per non sprecare i posti invenduti. Mark Van Huuksloot, advisor dell’Inter, è stato chiaro: «Vogliamo riempiere lo stadio a ogni partita, cosa che ora non succede. La vendita media dei biglietti delle squadre dal 2015 a oggi a SanSiro è sempre stata sotto i 75mila posti». I club puntano a creare molti più biglietti executive a prezzi più alti, aumentando così i ricavi, stimati in 40 milioni a testa a stagione. Ma soprattutto non esagerando coni costi.Infatti il peso economico di un terzo anello nella Cattedrale sarebbe troppo alto. L’intero progetto San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi di euro, 600milioni il comparto stadio. Ma solamente se realizzato come pensato dai due club, quindi con due anelli, togliendo di fatto 10-15milapersone rispetto a oggi. Uno stadio da 75mila spettatori, quindi in linea con il Meazza, porterebbe Inter e Milan a spendere molto ma molto di più: almeno 200 milioni. La sceltaI club l’hanno spiegato nel corso del dibattito pubblico: il terzo anello alzerebbe lo stadio a 55 metri e tutta la struttura andrebbe rafforzata per sostenere il peso delle altre tribune. Spendendo, appunto, quella cifra extra. Anche per questo da subito si è scelto di ridurre i posti totali, alzando invece la quota dei biglietti executive: oggi sono il 4% del Meazza (3.000-3.500), nella Cattedrale sono 9.000 di base (circa il 15%) e possono diventare 13.500. E i tagliandi ordinari? I club hanno garantito che non ci sarà un aumento selvaggio dei prezzi, ma il 2027 è ancora lontano. Meglio fermarsi a oggi, sapendo che un terzo anello sarebbe ancora più “impossibile”: la Cattedrale sarà infatti ripensata rispetto al progetto originario immaginato da Populous, a causa dell’aumento dei costi post pandemia. Lo stadio squadrato, tutto a vetri, visto per la prima volta nel settembre 2019, oggi costerebbe 800milioni. Troppo per Inter e Milan, che nella fase esecutiva del progetto decideranno cosa potrà essere salvato di quella forma unica. Tenendo ben presente il portafoglio. Ma i tifosi?


Ecco il progetto San Siro ristrutturato QUI -) https://www.milanworld.net/threads/san-siro-ristrutturato-foto-proposta-mascheroni.121050/unread

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7AlePato7

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Tuttosport: c’è anche l’impennata dei costi della ristrutturazione del Santiago Bernabeu tra i motivi che spingono Inter e Milan a ritenere non percorribile la strada del rifacimento di San Siro al posto della costruzione di un nuovo stadio. Il Real Madrid era partito con una stima di 575 milioni nel 2019 ed è già arrivato a 800 con il concreto rischio di andare oltre quota 900 alla fine dell'interven- Scaroni, presidente del Milan, e Antonello, ad dell’Inter to in programma nel 2023. Oltretutto potendo contare su lavori da svolgere in un impianto dove gioca una sola squadra, il Real, anziché due come succederebbe a Milano. È stato il tema alla base del secondo incontro del dibattito pubblico coordinato da Andrea Pillon, che si è svolto a Palazzo Reale. È stato il giorno delle proposte di chi suggerisce di ammodernare San Siro senza abbatterlo, in particolare dell’ingegnere Riccardo Aceti e dell’architetto Jacopo Mascheroni. Il primo pensa a una galleria sopraelevata multifunzionale al posto del terzo anello. Il secondo consiglia di ricavare nuovi spazi sotto il livello del terreno per aumentare le aree ospitalità. I residenti hanno fatto notare con fermezza che il nuovo stadio, voluto dai club, sarebbe troppo vicino alle loro abitazioni: dai 60 ai 100 metri, secondo la posizione dei palazzi interessati (il Meazza è a circa 200 metri di distanza dalle case). Chi è intervenuto ha annunciato esposti e ricorsi al Tar su questo aspetto. I club ricordano che il nuovo stadio avrà un’acustica molto meno invasiva rispetto a San Siro che ha una struttura aperta, mentre il nuovo impianto sarà chiuso e quindi conterrà molto meglio i decibel. «La questione di San Siro è un tema emozionale fortissimo – commenta Giancarlo Tancredi, assessore dalla rigenerazione urbana di Milano – ma segnalo che il Comune deve decidere anche in base alle esigenze di rigenerazione urbana di un’area cittadina». Ignazio La Russa ha presentato la sua proposta al sindaco Beppe Sala. L’esponente di Fratelli d’Italia ritiene che sia giusto mantenere San Siro e costruire il nuovo stadio al tempo stesso: «La nostra è la terza soluzione, cioè quella di mantenere in vita il Meazza e non deflettere sulla costruzione del nuovo stadio. Il sindaco ha detto che ne parlerà con le società. L’ho presentato adesso perché è il momento giusto, cioè fuori dalla campagna elettorale e prima della formazione del nuovo governo, in una zona neutra, perché fosse chiaro che l’unico interesse fosse quello di offrire una possibile soluzione per la nostra Milano. Inter e Milan potrebbero giocare a San Siro le partite in cui servono 70mila posti».

La GDS si concentra ancora sulla capienza ridotta della Cattedrale: Non si sa anccora quale forma avrà, ma il timore, oggi che il progetto avanza veloce, è che la Cattedrale, lo stadio che Inter e Milan puntano a inaugurare nel 2027- 2028, sarà troppo piccola. Basta guardare i numeri di oggi per immaginare che cosa possa succedere domani. Solo in Serie A dai tornelli del Meazza in questo inizio di stagione sono passate oltre 575 mila persone: una cifra impressionante, con il Milan che ha una media spettatori di 72mila a partita e l’Inter che segue a 71mila. Numero che più o meno i nerazzurri confermeranno anche stasera contro il Barcellona (perché i tifosi catalani non occuperanno tutto il terzo anello a loro riservato), dopo il sold out di sabato contro laRoma. SanSiro e i suoi 75mila posti, insomma, sembrano perfetti per il tifo rossonerazzurro, ma i 60-65mila del nuovo stadio? Nei giorni del dibattito pubblico, in cui i club spiegano le ragioni del maxiprogetto ma ancora si discute della possibilità di salvare il Meazza, si rilanciano i progetti di restauro (che i club non appoggiano), e addirittura il doppio stadio (di cui ieri il senatore e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa ha parlato col sindaco Sala) uno dei temi più caldi è proprio quello della capienza ridotta della Cattedrale. Meno spese Mentre all’estero le società che rifanno gli stadi o ne costruiscono di nuovi puntano ad aumentare le capienze, Inter e Milan fin dall’inizio hanno scelto la strada opposta. Scendere, garantendo un’occupazione media molto più alta, per non sprecare i posti invenduti. Mark Van Huuksloot, advisor dell’Inter, è stato chiaro: «Vogliamo riempiere lo stadio a ogni partita, cosa che ora non succede. La vendita media dei biglietti delle squadre dal 2015 a oggi a SanSiro è sempre stata sotto i 75mila posti». I club puntano a creare molti più biglietti executive a prezzi più alti, aumentando così i ricavi, stimati in 40 milioni a testa a stagione. Ma soprattutto non esagerando coni costi.Infatti il peso economico di un terzo anello nella Cattedrale sarebbe troppo alto. L’intero progetto San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi di euro, 600milioni il comparto stadio. Ma solamente se realizzato come pensato dai due club, quindi con due anelli, togliendo di fatto 10-15milapersone rispetto a oggi. Uno stadio da 75mila spettatori, quindi in linea con il Meazza, porterebbe Inter e Milan a spendere molto ma molto di più: almeno 200 milioni. La sceltaI club l’hanno spiegato nel corso del dibattito pubblico: il terzo anello alzerebbe lo stadio a 55 metri e tutta la struttura andrebbe rafforzata per sostenere il peso delle altre tribune. Spendendo, appunto, quella cifra extra. Anche per questo da subito si è scelto di ridurre i posti totali, alzando invece la quota dei biglietti executive: oggi sono il 4% del Meazza (3.000-3.500), nella Cattedrale sono 9.000 di base (circa il 15%) e possono diventare 13.500. E i tagliandi ordinari? I club hanno garantito che non ci sarà un aumento selvaggio dei prezzi, ma il 2027 è ancora lontano. Meglio fermarsi a oggi, sapendo che un terzo anello sarebbe ancora più “impossibile”: la Cattedrale sarà infatti ripensata rispetto al progetto originario immaginato da Populous, a causa dell’aumento dei costi post pandemia. Lo stadio squadrato, tutto a vetri, visto per la prima volta nel settembre 2019, oggi costerebbe 800milioni. Troppo per Inter e Milan, che nella fase esecutiva del progetto decideranno cosa potrà essere salvato di quella forma unica. Tenendo ben presente il portafoglio. Ma i tifosi?


Ecco il progetto San Siro ristrutturato QUI -) https://www.milanworld.net/threads/san-siro-ristrutturato-foto-proposta-mascheroni.121050/unread
Sto stadio serve solo a ingrossare le tasche a Idiott, perché per come è concepito non è la migliore soluzione per i tifosi, ma semplicemente quella che consente il maggior profitto per Idiott e Uccello rosso. Stadio piccolo, prezzi alti e condivisione con l’Inter: il tifoso del Milan sceglierebbe questo? Certo che no.
 
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La GDS si concentra ancora sulla capienza ridotta della Cattedrale: Non si sa anccora quale forma avrà, ma il timore, oggi che il progetto avanza veloce, è che la Cattedrale, lo stadio che Inter e Milan puntano a inaugurare nel 2027- 2028, sarà troppo piccola. Basta guardare i numeri di oggi per immaginare che cosa possa succedere domani. Solo in Serie A dai tornelli del Meazza in questo inizio di stagione sono passate oltre 575 mila persone: una cifra impressionante, con il Milan che ha una media spettatori di 72mila a partita e l’Inter che segue a 71mila. Numero che più o meno i nerazzurri confermeranno anche stasera contro il Barcellona (perché i tifosi catalani non occuperanno tutto il terzo anello a loro riservato), dopo il sold out di sabato contro laRoma. SanSiro e i suoi 75mila posti, insomma, sembrano perfetti per il tifo rossonerazzurro, ma i 60-65mila del nuovo stadio? Nei giorni del dibattito pubblico, in cui i club spiegano le ragioni del maxiprogetto ma ancora si discute della possibilità di salvare il Meazza, si rilanciano i progetti di restauro (che i club non appoggiano), e addirittura il doppio stadio (di cui ieri il senatore e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa ha parlato col sindaco Sala) uno dei temi più caldi è proprio quello della capienza ridotta della Cattedrale. Meno spese Mentre all’estero le società che rifanno gli stadi o ne costruiscono di nuovi puntano ad aumentare le capienze, Inter e Milan fin dall’inizio hanno scelto la strada opposta. Scendere, garantendo un’occupazione media molto più alta, per non sprecare i posti invenduti. Mark Van Huuksloot, advisor dell’Inter, è stato chiaro: «Vogliamo riempiere lo stadio a ogni partita, cosa che ora non succede. La vendita media dei biglietti delle squadre dal 2015 a oggi a SanSiro è sempre stata sotto i 75mila posti». I club puntano a creare molti più biglietti executive a prezzi più alti, aumentando così i ricavi, stimati in 40 milioni a testa a stagione. Ma soprattutto non esagerando coni costi.Infatti il peso economico di un terzo anello nella Cattedrale sarebbe troppo alto. L’intero progetto San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi di euro, 600milioni il comparto stadio. Ma solamente se realizzato come pensato dai due club, quindi con due anelli, togliendo di fatto 10-15milapersone rispetto a oggi. Uno stadio da 75mila spettatori, quindi in linea con il Meazza, porterebbe Inter e Milan a spendere molto ma molto di più: almeno 200 milioni. La sceltaI club l’hanno spiegato nel corso del dibattito pubblico: il terzo anello alzerebbe lo stadio a 55 metri e tutta la struttura andrebbe rafforzata per sostenere il peso delle altre tribune. Spendendo, appunto, quella cifra extra. Anche per questo da subito si è scelto di ridurre i posti totali, alzando invece la quota dei biglietti executive: oggi sono il 4% del Meazza (3.000-3.500), nella Cattedrale sono 9.000 di base (circa il 15%) e possono diventare 13.500. E i tagliandi ordinari? I club hanno garantito che non ci sarà un aumento selvaggio dei prezzi, ma il 2027 è ancora lontano. Meglio fermarsi a oggi, sapendo che un terzo anello sarebbe ancora più “impossibile”: la Cattedrale sarà infatti ripensata rispetto al progetto originario immaginato da Populous, a causa dell’aumento dei costi post pandemia. Lo stadio squadrato, tutto a vetri, visto per la prima volta nel settembre 2019, oggi costerebbe 800milioni. Troppo per Inter e Milan, che nella fase esecutiva del progetto decideranno cosa potrà essere salvato di quella forma unica. Tenendo ben presente il portafoglio. Ma i tifosi?
ma che schifo vogliono partorire ahahahahahahhahahahahah
vai almeno ha i posti corporate per la gioia di qualche forumista.
 
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