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Comunque, quando a Sanremo c'è in gara un napoletano è impossibile competere. Si mobilita tutto il popolo, pure quelli che vivono in Papua Nuova Guinea, per supportarlo.
Iniziato il delirio sinistroide: per vari esponenti sinistrati è "simbolo del regime che il festival sia vinto da un etero italiano non di seconda generazione con una canzone che esalta la famiglia tradizionale" fino a perle tipo quella di tale Lorenzo Manzin, il quale sentenzia che il titolo della canzone "Per sempre SI" è un chiaro endorsement per il referendum. Giuro che non ci avevo pensato... Da oggi e fino alla chiusura delle urne sarà meglio stare attenti a rispondere affermativamente con frasi tipo "Certo", "Affermativo" "Confermo" ecc... e mettere in quarantena per 3 settimane la parola "SI".
Comunque, quando a Sanremo c'è in gara un napoletano è impossibile competere. Si mobilita tutto il popolo, pure quelli che vivono in Papua Nuova Guinea, per supportarlo.
Oltre al fatto di Napoli ha contato molto il successo di "Rossetto e Caffè", grazie a TikTok due anni fa. Ci hanno fracassato le pa.lle con quella canzone.
Andrea Scanzi indignato per la vittoria di Sal Da Vinci riporta sui social un commento di un utente su YouTube: "È perfettamente "normale" che nel Festival del vecchiume e della mediocrità vinca la canzone peggiore in assoluto, un brano che sarebbe parso dozzinale a una festa di paese del '74. Siamo nell'Italia meloniana delle “pastarelle" e del "recupero della tradizione", non c'è alcuno spazio per l'innovazione e la complessità, meno che mai per il merito artistico. Buon inizio '900 a tutti".