Rosada:"Murales Baresi, è accanimento. Pronto a rifarlo".

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Luca Rosada, autore del Murales di Baresi, intervistato dalla GDS sul nuovo sfregio all'opera:

C’è dell’accanimento…

“E’ una ferita al cuore, mi spiace per questo ennesimo atto vandalico, che di certo non è opera di un vero tifoso. Un vero tifoso non fa una cosa del genere, dai veri tifosi ho ricevuto solidarietà, anche da parte di altre tifoserie. Sono amareggiato e deluso ancora più della prima volta perché non si tratta solo di toccare l’uomo e il campione, ma la sua famiglia. Non oso immaginare cosa stiano pensando i suoi familiari, vedendo di nuovo deturpata l’immagine di Franco. Qualcuno vuole violentarla. Il lutto poi è molto fresco, è ancora attuale”.

E’ in contatto col Milan?
“Mi avevano contattato dopo il primo episodio, adesso vedremo se si potranno prendere provvedimenti, e quali”.
C’è qualche sospetto?
“Che io sappia no, immagino che ci si stia lavorando ma non è una cosa che mi compete. A quanto capisco, pare si tratti di un solo individuo”.
Pare strano possa capitare a Milano, dove la rivalità fra le due tifoserie è da tempo ben al di sotto del livello di guardia, una sorta di esempio virtuoso per le altre città con due squadre.
“Infatti non capisco davvero questo accanimento. Non so se questa persona si stia in qualche modo divertendo, o sia una sfida. Di certo è un individuo che vuole creare danno e scompiglio. A pochi metri da lì hanno imbrattato più volte anche le targhe della rotatoria intitolata a Kilpin (il fondatore del Milan, ndr). Parliamo di gente repressa. Faccio fatica a pensare al gesto di un tifoso. Magari è una persona talmente perfida che si alimenta dello sdegno pubblico”.
Rimetterà nuovamente mano al murale?
“Sì, lo riparerò ancora, stavolta mantenendo quello già presente. Sistemerò solo i punti danneggiati. Ma non ho ancora una data ben chiara in mente”.
L’idea di questo murale è sua o glielo avevano suggerito?
“Tutta mia. Economicamente non mi sostiene nessuno, anzi: mi assumo rischi e responsabilità su quello che faccio. Vorrei anche sottolineare che sono trasversale, per esempio ho fatto lavori anche su Giacinto Facchetti. O su Valentino Mazzola”.
Possiamo dire per chi fa il tifo?
“Sono milanista, ma il mio progetto artistico non ha mai voluto fermarsi al Milan. L’arte non ha solo due colori, ma colori infiniti”.
Quanto tempo le aveva preso la prima opera su Baresi?
“Circa una settimana, il lavoro vero è la progettazione e la realizzazione, che avviene in separata sede. Poi arrivo sul posto e ci metto poco a collocarlo. Il primo rifacimento invece mi aveva preso due ore e mezza”.
C’è qualcosa che vorrebbe dire al deturpatore seriale?

“La prima volta lo avevo invitato ad aiutarmi nella posa del nuovo murale. Era un modo per perdonare. Stavolta basta, l’altra guancia non la porgo più. Questo è solo accanimento, non ci sono più parole da spendere. È un individuo imperdonabile e irrecuperabile”.

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Luca Rosada, autore del Murales di Baresi, intervistato dalla GDS sul nuovo sfregio all'opera:

C’è dell’accanimento…

“E’ una ferita al cuore, mi spiace per questo ennesimo atto vandalico, che di certo non è opera di un vero tifoso. Un vero tifoso non fa una cosa del genere, dai veri tifosi ho ricevuto solidarietà, anche da parte di altre tifoserie. Sono amareggiato e deluso ancora più della prima volta perché non si tratta solo di toccare l’uomo e il campione, ma la sua famiglia. Non oso immaginare cosa stiano pensando i suoi familiari, vedendo di nuovo deturpata l’immagine di Franco. Qualcuno vuole violentarla. Il lutto poi è molto fresco, è ancora attuale”.

E’ in contatto col Milan?
“Mi avevano contattato dopo il primo episodio, adesso vedremo se si potranno prendere provvedimenti, e quali”.
C’è qualche sospetto?
“Che io sappia no, immagino che ci si stia lavorando ma non è una cosa che mi compete. A quanto capisco, pare si tratti di un solo individuo”.
Pare strano possa capitare a Milano, dove la rivalità fra le due tifoserie è da tempo ben al di sotto del livello di guardia, una sorta di esempio virtuoso per le altre città con due squadre.
“Infatti non capisco davvero questo accanimento. Non so se questa persona si stia in qualche modo divertendo, o sia una sfida. Di certo è un individuo che vuole creare danno e scompiglio. A pochi metri da lì hanno imbrattato più volte anche le targhe della rotatoria intitolata a Kilpin (il fondatore del Milan, ndr). Parliamo di gente repressa. Faccio fatica a pensare al gesto di un tifoso. Magari è una persona talmente perfida che si alimenta dello sdegno pubblico”.
Rimetterà nuovamente mano al murale?
“Sì, lo riparerò ancora, stavolta mantenendo quello già presente. Sistemerò solo i punti danneggiati. Ma non ho ancora una data ben chiara in mente”.
L’idea di questo murale è sua o glielo avevano suggerito?
“Tutta mia. Economicamente non mi sostiene nessuno, anzi: mi assumo rischi e responsabilità su quello che faccio. Vorrei anche sottolineare che sono trasversale, per esempio ho fatto lavori anche su Giacinto Facchetti. O su Valentino Mazzola”.
Possiamo dire per chi fa il tifo?
“Sono milanista, ma il mio progetto artistico non ha mai voluto fermarsi al Milan. L’arte non ha solo due colori, ma colori infiniti”.
Quanto tempo le aveva preso la prima opera su Baresi?
“Circa una settimana, il lavoro vero è la progettazione e la realizzazione, che avviene in separata sede. Poi arrivo sul posto e ci metto poco a collocarlo. Il primo rifacimento invece mi aveva preso due ore e mezza”.
C’è qualcosa che vorrebbe dire al deturpatore seriale?

“La prima volta lo avevo invitato ad aiutarmi nella posa del nuovo murale. Era un modo per perdonare. Stavolta basta, l’altra guancia non la porgo più. Questo è solo accanimento, non ci sono più parole da spendere. È un individuo imperdonabile e irrecuperabile”.

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Ma toglietelo e basta.
 

malos

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Luca Rosada, autore del Murales di Baresi, intervistato dalla GDS sul nuovo sfregio all'opera:

C’è dell’accanimento…

“E’ una ferita al cuore, mi spiace per questo ennesimo atto vandalico, che di certo non è opera di un vero tifoso. Un vero tifoso non fa una cosa del genere, dai veri tifosi ho ricevuto solidarietà, anche da parte di altre tifoserie. Sono amareggiato e deluso ancora più della prima volta perché non si tratta solo di toccare l’uomo e il campione, ma la sua famiglia. Non oso immaginare cosa stiano pensando i suoi familiari, vedendo di nuovo deturpata l’immagine di Franco. Qualcuno vuole violentarla. Il lutto poi è molto fresco, è ancora attuale”.

E’ in contatto col Milan?
“Mi avevano contattato dopo il primo episodio, adesso vedremo se si potranno prendere provvedimenti, e quali”.
C’è qualche sospetto?
“Che io sappia no, immagino che ci si stia lavorando ma non è una cosa che mi compete. A quanto capisco, pare si tratti di un solo individuo”.
Pare strano possa capitare a Milano, dove la rivalità fra le due tifoserie è da tempo ben al di sotto del livello di guardia, una sorta di esempio virtuoso per le altre città con due squadre.
“Infatti non capisco davvero questo accanimento. Non so se questa persona si stia in qualche modo divertendo, o sia una sfida. Di certo è un individuo che vuole creare danno e scompiglio. A pochi metri da lì hanno imbrattato più volte anche le targhe della rotatoria intitolata a Kilpin (il fondatore del Milan, ndr). Parliamo di gente repressa. Faccio fatica a pensare al gesto di un tifoso. Magari è una persona talmente perfida che si alimenta dello sdegno pubblico”.
Rimetterà nuovamente mano al murale?
“Sì, lo riparerò ancora, stavolta mantenendo quello già presente. Sistemerò solo i punti danneggiati. Ma non ho ancora una data ben chiara in mente”.
L’idea di questo murale è sua o glielo avevano suggerito?
“Tutta mia. Economicamente non mi sostiene nessuno, anzi: mi assumo rischi e responsabilità su quello che faccio. Vorrei anche sottolineare che sono trasversale, per esempio ho fatto lavori anche su Giacinto Facchetti. O su Valentino Mazzola”.
Possiamo dire per chi fa il tifo?
“Sono milanista, ma il mio progetto artistico non ha mai voluto fermarsi al Milan. L’arte non ha solo due colori, ma colori infiniti”.
Quanto tempo le aveva preso la prima opera su Baresi?
“Circa una settimana, il lavoro vero è la progettazione e la realizzazione, che avviene in separata sede. Poi arrivo sul posto e ci metto poco a collocarlo. Il primo rifacimento invece mi aveva preso due ore e mezza”.
C’è qualcosa che vorrebbe dire al deturpatore seriale?

“La prima volta lo avevo invitato ad aiutarmi nella posa del nuovo murale. Era un modo per perdonare. Stavolta basta, l’altra guancia non la porgo più. Questo è solo accanimento, non ci sono più parole da spendere. È un individuo imperdonabile e irrecuperabile”.

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Cardinale tira fuori 50 euro e installa una telecamera, spilorcio.
 
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