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Un ventiduenne marocchino (italiano di origini marocchine per i media del patronato) è stato arrestato a Reggio Emilia con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo, anche internazionale; il giovane, armato di coltello e monitorato dal 2024 dopo essere stato espulso dalla Germania dove «si era dichiarato più volte sostenitore dello Stato islamico», è stato fermato in un centro cittadino affollatissimo dove, secondo la procura, era pronto a colpire i passanti dopo aver accettato la proposta di un presunto affiliato all'Isis di istruirlo e finanziarlo. Questo fermo segue di cinque giorni quello avvenuto a Firenze di un quindicenne tunisino per lo stesso reato, già precedentemente monitorato e ridefinito dal gip del tribunale per i minorenni un «soggetto pericoloso» che non avrebbe «mutato le proprie convinzioni ideologiche», in quanto trovato in possesso di immagini di noti terroristi e attivo in chat dove «si era dichiarato pronto ad agire», chiedendo indicazioni e mostrando interesse per le armi. Sullo sfondo di questi eventi rimane la recente strage di Modena provocata dal trentunenne Salim El Koudri; secondo quanto riferito dalla trasmissione "Fuori dal Coro" e ripreso da alcune testate, «nel cellulare di El Koudri sarebbero stati trovati video dal contenuto violento», mentre secondo l'Ansa, al contrario, «nell'ultimo periodo El Koudri si era interessato ad attentati commessi in Europa, con ricerche web su piattaforme generaliste e scaricando contenuti», ma per l'agenzia «non risulterebbero video di scene violente e pare confermata l'assenza di legami con gruppi organizzati», con la procura che al momento non conferma la matrice terroristica.