Mah, così di getto e senza voler approfondire, direi che SE riesce a dimostrare di avere acquistato lui il biglietto con i suoi soldi, vi sono buone possibilità di riavere la somma o, meglio, di ottenere dal Tribunale una sentenza di condanna della tizia a restituire la somma (cosa che rimarrà verosimilmente un pezzo di carta, dal momento che nel frattempo avrà fatto sparire fino all'ultimo centesimo).
Certo è un caso giuridico interessante...
Quella che chiamiamo "regalo" è giuridicamente una donazione e la donazione DEVE essere fatta per
atto pubblico (ovvero con atto di notaio o altro pubblico ufficiale), sotto pena di nullità.
Certo, ogni regola ha un'eccezione scrivevo pochi giorni fa in tema di referendum, ed infatti il codice civile prevede che questa regola generale non si applichi alle cosiddette "donazioni di modico valore", che sono valide anche se non fatte tramite atto pubblico.
La logica sottesa è evidente, dare una tutela giuridica agli innumerevoli atti di regalia di poco valore che si fanno nella vita reale...
Immaginate che gran caos sarebbe se ad ogni festina di compleanno tra i vostri figli ed i loro amichetti dovesse necessariamente presenziare un entusiasta notaio in doppiopetto a certificare il passaggio di proprietà del castello delle lego da Luigino al piccolo Anselmino (con quello che costano oggi, Oddio, "modico valore" mica tanto, ma vabbè...).
Fin qui tutto facile, no?
Ma è qui che si pone il gran problema...
La donazione di un gratta e vinci da 5 euro ma che in realtà risulta vincente e ne vale enormemente di più è di modico valore o no?
Si guarda al costo (modico) o alla vincita (non modica)?
Nel primo caso la donazione è perfettamente valida ed il tizio non può far altro che rammaricarsi per essersi messo con l'ennesima ******* avida arrivista che pensa solo ai soldi, me nel secondo la donazione è nulla ed ha tutto il diritto di riavere indietro i soldi...
Come dicevo pochi giorni fa, alla fine più della legge - che è sempre la stessa - potrà l'interprete, ovvero il giudice, visto che a seconda dell'interpretazione del concetto di "modico valore" si potranno avere due decisioni diametralmente opposte...
Se questo poveretto finirà davanti ad un giudice donna infarcita di woke e dottrina pd, ho pochi dubbi su come andrà a finire...
[Piccola digressione referendaria: E stiamo parlando di due articoletti consecutivi del codice civile, immaginatevi quando si tratta di un panorama giuridico più complesso con un incrociarsi di fonti nazionali di diverso livello, europee ed internazionali, qual è il potere discrezionale di un magistrato e di quante occasioni abbia per piegare lo spirito delle leggi alla sua personale ideologia... VOTATE SI AL REFERENDUM! - fine digressione]
Non vi tedio oltre - anche perché temo si entri un po' troppo nel tecnico - con altre possibili difese che mi sono venute in mente, tipo il chiedere la risoluzione del contratto (perché la donazione è pur sempre un contratto) per eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione (anche se temo che non sia applicabile alla donazione, ma solo ai contratti a esecuzione continuata o periodica, e comunque mai ai contratti aleatori, come - forse - si potrebbe valutare una donazione di un gratta e vinci) o la possibilità di chiedere la revocazione della donazione per ingratitudine (ma sono solo casi tassativi, tra i quali bisogna vedere se rientra il comportamento della tizia).