Ordine:"Sala che ne sa di San Siro e del Bernabeu...".

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Ordine sulla questione San Siro e sulla polemica di ieri tra Barbara Berlusconi e Sala: spinto dalla sua maggioranza a trazione Monguzzi, il sindaco Beppe Sala è finito in un vicolo cieco nella gestione dell’affare stadio San Siro, diventato ormai il nervo scoperto del suo secondo mandato, persino più doloroso delle piste ciclabili. Lo si può capire: nella storia cittadina verrà ricordato per il sindaco che ha provocato la partenza di Inter e Milan da San Siro. Per questo motivo ogni volta che c’è qualche intervento sul tema, il sindaco ha un soprassalto nervoso, uno scatto d’ira. È accaduto anche dopo l’intervista di Barbara Berlusconi che ha, con argomenti documentati, giudicato inutile e dannoso l’ultima trovata, cioè il progetto di ristrutturazione dello stadio al costo di 300 milioni. La sua risposta piccata, che in qualche altro circolo avrebbe fatto scattare l’accusa di misogino, è stata la seguente: «Che ne sa lei...». Ignorando nella fattispecie, i diversi dossier curati da Barbara Berlusconi nel periodo in cui ha ricoperto il ruolo di ad del club rossonero. Il punto debole dell’ultima trovata di Sala e della sua maggioranza per uscire dalle curve è un altro, spesso ignorato dai commentatori oltre che dai firmatari di quel progetto. «Anche lo stadio Bernabeu di Madrid è stato ristrutturato completamente» hanno continuato a ripetere durante la presentazione, con i televisori spenti, dei disegni approntati per San Siro. Chi amministra una città come Milano e si avventura in paragoni arditi dovrebbe avere il dovere d’informarsi prima di citare esempi virtuosi. A Madrid, i lavori per quello stadio ricostruito a impatto zero e diventato un autentico gioiello, iniziarono infatti in piena pandemia, tanto che il Real riprese a giocare presso il proprio centro di allenamento in assenza di pubblico. E solo per qualche settimana fu costretto a «emigrare» prima di rientrare nella sua cattedrale restaurata con un solo settore chiuso a causa dei lavori in corso. Ve lo immaginate voi San Siro trasformato in un cantiere con Inter e Milan che devono giocare ogni 3 giorni con 70 mila spettatori? Ma che ne sanno Beppe Sala e i suoi...

—) Milan: tutte le news del 7 febbraio 2024
 

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Ordine sulla questione San Siro e sulla polemica di ieri tra Barbara Berlusconi e Sala: spinto dalla sua maggioranza a trazione Monguzzi, il sindaco Beppe Sala è finito in un vicolo cieco nella gestione dell’affare stadio San Siro, diventato ormai il nervo scoperto del suo secondo mandato, persino più doloroso delle piste ciclabili. Lo si può capire: nella storia cittadina verrà ricordato per il sindaco che ha provocato la partenza di Inter e Milan da San Siro. Per questo motivo ogni volta che c’è qualche intervento sul tema, il sindaco ha un soprassalto nervoso, uno scatto d’ira. È accaduto anche dopo l’intervista di Barbara Berlusconi che ha, con argomenti documentati, giudicato inutile e dannoso l’ultima trovata, cioè il progetto di ristrutturazione dello stadio al costo di 300 milioni. La sua risposta piccata, che in qualche altro circolo avrebbe fatto scattare l’accusa di misogino, è stata la seguente: «Che ne sa lei...». Ignorando nella fattispecie, i diversi dossier curati da Barbara Berlusconi nel periodo in cui ha ricoperto il ruolo di ad del club rossonero. Il punto debole dell’ultima trovata di Sala e della sua maggioranza per uscire dalle curve è un altro, spesso ignorato dai commentatori oltre che dai firmatari di quel progetto. «Anche lo stadio Bernabeu di Madrid è stato ristrutturato completamente» hanno continuato a ripetere durante la presentazione, con i televisori spenti, dei disegni approntati per San Siro. Chi amministra una città come Milano e si avventura in paragoni arditi dovrebbe avere il dovere d’informarsi prima di citare esempi virtuosi. A Madrid, i lavori per quello stadio ricostruito a impatto zero e diventato un autentico gioiello, iniziarono infatti in piena pandemia, tanto che il Real riprese a giocare presso il proprio centro di allenamento in assenza di pubblico. E solo per qualche settimana fu costretto a «emigrare» prima di rientrare nella sua cattedrale restaurata con un solo settore chiuso a causa dei lavori in corso. Ve lo immaginate voi San Siro trasformato in un cantiere con Inter e Milan che devono giocare ogni 3 giorni con 70 mila spettatori? Ma che ne sanno Beppe Sala e i suoi...

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Gunnar67

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Infatti la soluzione più razionale e rispettosa di tutte le esigenze, ambiente compreso, sarebbe costruire uno stadio nuovo, con il concorso di tutti, nel territorio del comune di Milano, mentre Milan e Inter restano a San Siro. A stadio nuovo ultimato, Milan e Inter andrebbero a giocare li, mentre si mette mano alla ristrutturazione di San Siro. A ristrutturazione finita, una delle due resta nello stadio nuovo e l'altra torna a San Siro, a seconda degli accordi. Meglio due stadi dentro al comune di Milano, senza demolire San Siro, che fare due stadi nelle nebbia fuori cittá e abbandonare San Siro per sempre.
 
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