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Franco Ordine dal Il Giornale in edicola evidenzia una netta differenza nella gestione delle crisi societarie tra la Juventus e il Milan, pur accomunate dal fallimento sportivo della mancata qualificazione in Champions League e dal conseguente scivolamento in Europa League, che complicherà i calendari della prossima stagione. Di fronte ai dissidi interni insostenibili alla Juventus tra l'allenatore Spalletti e l'amministratore delegato Comolli, John Elkann ha applicato un metodo drastico e immediato: ha sollevato Comolli dall'incarico ma ha contestualmente annunciato il sostituto, Giovanni Carnevali, figura stimata nel calcio italiano nonostante le diffidenze di una parte della tifoseria per i suoi legami con Marotta. Al contrario, il Milan si trova in una situazione di totale stallo operativo. Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero, aveva promesso una soluzione per ridefinire la linea di comando entro 7-10 giorni, ma ha ampiamente superato questa scadenza senza riuscire a coprire i quattro ruoli chiave necessari a ridare funzionalità alla società. Questo ritardo mette in luce le difficoltà di Cardinale, il quale, privo di una profonda competenza calcistica diretta, si trova costretto a muoversi e a cercare alleanze in un contesto calcistico italiano che gli si dimostra ostile. Nel frattempo, di fronte al vuoto di potere e stimolati dal ribaltone torinese, i tifosi del Milan si sono scatenati proponendo soluzioni alternative. Tra i suggerimenti della piazza spicca proprio il nome dell'ormai ex juventino Comolli, il cui approccio basato sugli algoritmi si adatterebbe perfettamente alla filosofia societaria rossonera e che vanta già passate collaborazioni in Francia con il network di Cardinale. Accanto a questa ipotesi aziendalista, emerge anche una suggestione più nostalgica e romantica caldeggiata dai sostenitori: il ritorno di Ivan Gazidis, l'ex dirigente dell'era Elliott che era stato capace di risanare i bilanci del club e di porre le basi tecniche per la conquista dello scudetto nel 2022.