Ordine:"Cardinale solo al comando. Distanza con Ibra".

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Il solito Franco Ordine, dal CorSport in edicola:

In un momento di profonda incertezza per l'inizio della nuova stagione del Milan, Gerry Cardinale ha deciso di prendere in mano le redini del club come uomo solo al comando, adottando una strategia decisionale netta e dal forte stampo americano. Il numero uno di RedBird si è assunto la piena responsabilità della rifondazione societaria, rompendo con il passato e abbandonando la linea della delega che aveva caratterizzato la sua gestione fin dai tempi di Maldini. Questa svolta radicale è iniziata all'indomani della sconfitta con il Cagliari e della conseguente retrocessione in Europa League, quando Cardinale ha promosso una vera e propria "piazza pulita", ufficializzando il duro licenziamento di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Allegri. Subito dopo, accompagnato inizialmente da Ibrahimović, si è recato prima a Vienna per incontrare Rangnick e poi a Londra, hub strategico per la ricerca dei nuovi profili necessari a completare l'organigramma dirigenziale. L'attivismo in prima persona del patron si è manifestato anche nei contatti diretti con i calciatori impegnati al Mondiale, tra cui Leão, e soprattutto nella forte scommessa tecnica ed economica su Ruben Amorim, al quale è stato offerto un ricco contratto triennale con opzione per il quarto anno, una fiducia a lungo termine mai concessa ai precedenti allenatori come Fonseca, Conceição o Allegri. Questa totale centralizzazione del potere segna inoltre un progressivo allontanamento da Ibrahimović, attualmente negli Stati Uniti e bersagliato dalle critiche dei media americani per il suo ruolo di commentatore televisivo. La distanza tra i due è confermata dal fatto che Cardinale sta cercando nuovi direttori tecnici e sportivi escludendo la candidatura di Kirovski, l'uomo di fiducia scelto proprio dallo svedese due anni prima per gestire il Milan Futuro. Nel frattempo, Cardinale è stato anche avvistato a Roma, visibilmente nervoso al telefono, in occasione della sua partecipazione al forum di Castelgandolfo alla presenza di papa Leone XIV, un episodio che ha scatenato l'ironia dei tifosi e le polemiche dei critici calcistici. L'intero scenario delinea una gestione in cui il proprietario del Milan è pronto a vincere o a sbagliare unicamente secondo le proprie idee, mettendo Ibrahimović davanti a un bivio definitivo sul suo reale coinvolgimento e sulle sue responsabilità all'interno del club.

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A questi lecchini probabilmente mettono in bocca pure le "critiche" che devono fare.
 

vicky3464

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Cardinale, risparmia soldi e tempo, te lo diciamo noi gratis: stai sbagliando tutto.
 
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Il solito Franco Ordine, dal CorSport in edicola:

In un momento di profonda incertezza per l'inizio della nuova stagione del Milan, Gerry Cardinale ha deciso di prendere in mano le redini del club come uomo solo al comando, adottando una strategia decisionale netta e dal forte stampo americano. Il numero uno di RedBird si è assunto la piena responsabilità della rifondazione societaria, rompendo con il passato e abbandonando la linea della delega che aveva caratterizzato la sua gestione fin dai tempi di Maldini. Questa svolta radicale è iniziata all'indomani della sconfitta con il Cagliari e della conseguente retrocessione in Europa League, quando Cardinale ha promosso una vera e propria "piazza pulita", ufficializzando il duro licenziamento di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Allegri. Subito dopo, accompagnato inizialmente da Ibrahimović, si è recato prima a Vienna per incontrare Rangnick e poi a Londra, hub strategico per la ricerca dei nuovi profili necessari a completare l'organigramma dirigenziale. L'attivismo in prima persona del patron si è manifestato anche nei contatti diretti con i calciatori impegnati al Mondiale, tra cui Leão, e soprattutto nella forte scommessa tecnica ed economica su Ruben Amorim, al quale è stato offerto un ricco contratto triennale con opzione per il quarto anno, una fiducia a lungo termine mai concessa ai precedenti allenatori come Fonseca, Conceição o Allegri. Questa totale centralizzazione del potere segna inoltre un progressivo allontanamento da Ibrahimović, attualmente negli Stati Uniti e bersagliato dalle critiche dei media americani per il suo ruolo di commentatore televisivo. La distanza tra i due è confermata dal fatto che Cardinale sta cercando nuovi direttori tecnici e sportivi escludendo la candidatura di Kirovski, l'uomo di fiducia scelto proprio dallo svedese due anni prima per gestire il Milan Futuro. Nel frattempo, Cardinale è stato anche avvistato a Roma, visibilmente nervoso al telefono, in occasione della sua partecipazione al forum di Castelgandolfo alla presenza di papa Leone XIV, un episodio che ha scatenato l'ironia dei tifosi e le polemiche dei critici calcistici. L'intero scenario delinea una gestione in cui il proprietario del Milan è pronto a vincere o a sbagliare unicamente secondo le proprie idee, mettendo Ibrahimović davanti a un bivio definitivo sul suo reale coinvolgimento e sulle sue responsabilità all'interno del club.

cardinale-ibrahimovic-690x362.jpg
A chi diceva " One man show" ?
 

malos

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In un momento di profonda incertezza per l'inizio della nuova stagione del Milan, Gerry Cardinale ha deciso di prendere in mano le redini del club come uomo solo al comando, adottando una strategia decisionale netta e dal forte stampo americano. Il numero uno di RedBird si è assunto la piena responsabilità della rifondazione societaria, rompendo con il passato e abbandonando la linea della delega che aveva caratterizzato la sua gestione fin dai tempi di Maldini. Questa svolta radicale è iniziata all'indomani della sconfitta con il Cagliari e della conseguente retrocessione in Europa League, quando Cardinale ha promosso una vera e propria "piazza pulita", ufficializzando il duro licenziamento di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Allegri. Subito dopo, accompagnato inizialmente da Ibrahimović, si è recato prima a Vienna per incontrare Rangnick e poi a Londra, hub strategico per la ricerca dei nuovi profili necessari a completare l'organigramma dirigenziale. L'attivismo in prima persona del patron si è manifestato anche nei contatti diretti con i calciatori impegnati al Mondiale, tra cui Leão, e soprattutto nella forte scommessa tecnica ed economica su Ruben Amorim, al quale è stato offerto un ricco contratto triennale con opzione per il quarto anno, una fiducia a lungo termine mai concessa ai precedenti allenatori come Fonseca, Conceição o Allegri. Questa totale centralizzazione del potere segna inoltre un progressivo allontanamento da Ibrahimović, attualmente negli Stati Uniti e bersagliato dalle critiche dei media americani per il suo ruolo di commentatore televisivo. La distanza tra i due è confermata dal fatto che Cardinale sta cercando nuovi direttori tecnici e sportivi escludendo la candidatura di Kirovski, l'uomo di fiducia scelto proprio dallo svedese due anni prima per gestire il Milan Futuro. Nel frattempo, Cardinale è stato anche avvistato a Roma, visibilmente nervoso al telefono, in occasione della sua partecipazione al forum di Castelgandolfo alla presenza di papa Leone XIV, un episodio che ha scatenato l'ironia dei tifosi e le polemiche dei critici calcistici. L'intero scenario delinea una gestione in cui il proprietario del Milan è pronto a vincere o a sbagliare unicamente secondo le proprie idee, mettendo Ibrahimović davanti a un bivio definitivo sul suo reale coinvolgimento e sulle sue responsabilità all'interno del club.

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Tu non nominare Maldini leccaculo.
 
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In un momento di profonda incertezza per l'inizio della nuova stagione del Milan, Gerry Cardinale ha deciso di prendere in mano le redini del club come uomo solo al comando, adottando una strategia decisionale netta e dal forte stampo americano. Il numero uno di RedBird si è assunto la piena responsabilità della rifondazione societaria, rompendo con il passato e abbandonando la linea della delega che aveva caratterizzato la sua gestione fin dai tempi di Maldini. Questa svolta radicale è iniziata all'indomani della sconfitta con il Cagliari e della conseguente retrocessione in Europa League, quando Cardinale ha promosso una vera e propria "piazza pulita", ufficializzando il duro licenziamento di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Allegri. Subito dopo, accompagnato inizialmente da Ibrahimović, si è recato prima a Vienna per incontrare Rangnick e poi a Londra, hub strategico per la ricerca dei nuovi profili necessari a completare l'organigramma dirigenziale. L'attivismo in prima persona del patron si è manifestato anche nei contatti diretti con i calciatori impegnati al Mondiale, tra cui Leão, e soprattutto nella forte scommessa tecnica ed economica su Ruben Amorim, al quale è stato offerto un ricco contratto triennale con opzione per il quarto anno, una fiducia a lungo termine mai concessa ai precedenti allenatori come Fonseca, Conceição o Allegri. Questa totale centralizzazione del potere segna inoltre un progressivo allontanamento da Ibrahimović, attualmente negli Stati Uniti e bersagliato dalle critiche dei media americani per il suo ruolo di commentatore televisivo. La distanza tra i due è confermata dal fatto che Cardinale sta cercando nuovi direttori tecnici e sportivi escludendo la candidatura di Kirovski, l'uomo di fiducia scelto proprio dallo svedese due anni prima per gestire il Milan Futuro. Nel frattempo, Cardinale è stato anche avvistato a Roma, visibilmente nervoso al telefono, in occasione della sua partecipazione al forum di Castelgandolfo alla presenza di papa Leone XIV, un episodio che ha scatenato l'ironia dei tifosi e le polemiche dei critici calcistici. L'intero scenario delinea una gestione in cui il proprietario del Milan è pronto a vincere o a sbagliare unicamente secondo le proprie idee, mettendo Ibrahimović davanti a un bivio definitivo sul suo reale coinvolgimento e sulle sue responsabilità all'interno del club.

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È nervoso perché ha finito gli sghei, anche l'ingresso di Ibra in società non ha portato risorse fresche.
 
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