Ordine:"Cardinale, le incomprensioni e Silvio...".

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Ordine sul CorSport in edicola:"Ma Cardinale doveva parlare proprio a poche ore dalla partita con la Lazio?». «Dichiarare l’insoddisfazione dei risultati è un modo intelligente di galvanizzare lo spogliatoio?». «Promettere cambiamenti futuri per far evolvere i propri collaboratori non signifi ca forse depotenziare il ceo Furlani?». Messi in fila ecco una sintesi delle prime reazioni - travestiti da quesiti ingenui - partorite dal mondo Milan subito dopo la pubblicazione dell’intervento fi rmato da Gerry Cardinale durante il summit del Financial Times al quale ha partecipato insieme con Ibrahimovic, eletto a “suo delegato” per i rapporti con Pioli e il gruppo squadra. Anche il «non commento» rispettoso di Stefano Pioli, successivo alla partita con la Lazio, è sembrato nascondere, almeno nell’espressione del viso, una qualche sorpresa per il messaggio complessivo. È un classico, a dire il vero, del calcio italiano appena si ritrova a confrontarsi con il metodo americano di conduzione di un’azienda moderna che prevede cifre consistenti di denaro proveniente, nel caso specifi co, non dal patrimonio personale ma dalla raccolta di investimenti che devono poi essere retribuiti. Sarebbe un grave errore immaginare che quei concetti abbiano influito positivamente sul risultato dell’Olimpico - la cifra tecnica dell’esibizione rossonera non è stata delle più gratificanti - ma occorre analizzare il disagio avvertito in tutti i suoi risvolti. Primo spunto sulla tempistica: poteva Cardinale far slittare il convegno organizzato dal Financial Times? Evidentemente no. Quando c’è un evento così prestigioso, si parla e si spiega la propria mission. Secondo spunto: con l’eliminazione dal girone di Champions, il terzo posto in classifica a distanza siderale dall’Inter e quel numero industriale di infortuni registrati nel primo semestre del torneo, il proprietario del Milan può dirsi per caso soddisfatto? La risposta anche qui è decisamente no. Terzo e ultimo spunto: all’inizio della sua avventura rossonera Gerry Cardinale, come fanno tutti gli imprenditori che assumono il controllo di un’azienda risanata nei conti, si è affidato ai manager protagonisti di quel risultato. Poi ha fatto dell’altro: ha schierato al suo fianco Ibra quale “traduttore simultaneo” delle vicende calcistiche, ha chiamato il presidente del Milan Paolo Scaroni a presiedere RedBird international e si è fatto scortare da Giorgio Furlani in Arabia a caccia di nuovi investitori (magari per la costruzione dello stadio). Uno che vuole mandare a casa l’attuale management rossonero si comporterebbe così? Nessuna meraviglia, allora. Le stesse “incomprensioni” furono registrate all’inizio della sua strepitosa e trentennale esperienza calcistica sul conto di Silvio Berlusconi. Uno dei suoi comandamenti fu: «Chiedere 10 per ottenere almeno 7-8!».


Altre news di giornata:


—) Leao:"Futuro? Solo Milan. Pioli, Cardinale, razzismo, moda e musica...".


—)—) Giroud: solo 2 gol in casa in 6 mesi. Ora la svolta.


—) Milan: summit con WeBuild. San Donato: mistero costi.


—) Milan: i big con lo Slavia. La formazione.


—) https://www.milanworld.net/threads/milan-guler-si-ma-solo-se.136976/


—) Milan: tutti disponibili e rotazioni al completo.


—) Milan in EL: soldi, Pioli per restare e gli uomini chiave.


—) Rocchi e co su Di Bello e gli episodi di Lazio Milan.
 

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