Odissea - Christopher Nolan

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Ribadisco il mio parere spassionato: se vi rifiutate di andare a vederlo pensando che si tratti di un film di propaganda WOKE o robe simili, dal mio modestissimo punto di vista fate un errore gigantesco. Sono tre ore di Cinema con la C maiuscola, opera di una cineasta innamorato del suo lavoro come ne stanno rimanendo pochissimi o nessuno. Nemmeno per un secondo ho pensato che fosse un film di propaganda o robe del genere. Poi, se uno è ossessionato, in un senso o nell'altro, dai messaggi politici, dai complotti, potrà trovare riferimenti WOKE anche in un bicchiere d'acqua. Ma, per come la vedo io, parliamo di paranoie che nulla hanno a che vedere con un'opera monumentale come questa. Pertanto, vi consiglio eccome di andare a vederlo.
Il problema non è la propaganda woke, è che per molti non è il capolavoro di cui si dice. A me è proprio questa rilettura dell'Odissea che lascia molto perplesso e non incontra il mio gusto.
Non mi piace un'odissea con ambientazioni fredde e nordiche, non mi piace un'odissea in cui Odisseo è un triste reduce con PTSD, non mi piace un'odissea in cui per moralismo si seppelliscono le frequentazioni di Odisseo con le donne, non mi piace il volerci azzeccare le teorie sulla fine dell'età del bronzo per mano dei popoli del mare, non mi piace un'Odissea dove Polifemo è una specie di alieno che a malapena mugugna e ha una vagina in fronte, non mi piacciono le scene pseudohorror piazzate a caso nel mezzo, non mi piace il cast talmente hollywoodiano da togliere spessore ai personaggi etc. e potrei andare avanti.
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Dave90

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Il problema non è la propaganda woke, è che per molti non è il capolavoro di cui si dice. A me è proprio questa rilettura dell'Odissea che lascia molto perplesso e non incontra il mio gusto.
Non mi piace un'odissea con ambientazioni fredde e nordiche, non mi piace un'odissea in cui Odisseo è un triste reduce con PTSD, non mi piace un'odissea in cui per moralismo si seppelliscono le frequentazioni di Odisseo con le donne, non mi piace il volerci azzeccare le teorie sulla fine dell'età del bronzo per mano dei popoli del mare, non mi piace un'Odissea dove Polifemo è una specie di alieno che a malapena mugugna e ha una vagina in fronte, non mi piacciono le scene pseudohorror piazzate a caso nel mezzo, non mi piace il cast talmente hollywoodiano da togliere spessore ai personaggi etc. e potrei andare avanti.
Ci mancherebbe altro, i gusti non si discutono e infatti non stavo discutendo di quello. Per me può essere anche il più grande capolavoro della storia del cinema ma comprenderei se qualcuno, dopo averlo visto, la pensasse diversamente. Certo, aldilà delle valutazioni soggettive, tutte legittime, credo non si possa disconoscere il lavoro monumentale che è stato fatto.
I miei rilievi erano riferiti a quelli che hanno scritto che non andranno neppure a vederlo perchè è un film di propaganda: qui mi permetto di dissentire, trovo che si tratti di una posizione totalmente insensata.
 
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Il problema non è la propaganda woke, è che per molti non è il capolavoro di cui si dice. A me è proprio questa rilettura dell'Odissea che lascia molto perplesso e non incontra il mio gusto.
Non mi piace un'odissea con ambientazioni fredde e nordiche, non mi piace un'odissea in cui Odisseo è un triste reduce con PTSD, non mi piace un'odissea in cui per moralismo si seppelliscono le frequentazioni di Odisseo con le donne, non mi piace il volerci azzeccare le teorie sulla fine dell'età del bronzo per mano dei popoli del mare, non mi piace un'Odissea dove Polifemo è una specie di alieno che a malapena mugugna e ha una vagina in fronte, non mi piacciono le scene pseudohorror piazzate a caso nel mezzo, non mi piace il cast talmente hollywoodiano da togliere spessore ai personaggi etc. e potrei andare avanti.
che non ti piaccia è legittimo, è questione di gusti. Un conto è dire non mi piace perche non incontra i miei gusti, un conto è difinire americana quando oggettivamente non lo è, perche dietro c'è una ricerca, uno studio, c'è la visione artistica del regista, poi per carità pure nolan è stato costretto a scendere ad un minimo di compromessi con la produzione e ha dovuto infilarci gente per l'inclusività.
 
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che non ti piaccia è legittimo, è questione di gusti. Un conto è dire non mi piace perche non incontra i miei gusti, un conto è difinire americana quando oggettivamente non lo è, perche dietro c'è una ricerca, uno studio, c'è la visione artistica del regista, poi per carità pure nolan è stato costretto a scendere ad un minimo di compromessi con la produzione e ha dovuto infilarci gente per l'inclusività.
parlo assolutamente a titolo personale, ovvio.
Non è l'americanata cafona alla Troy, chiaramente. C'è un pensiero dietro. Poi certo, gli americani ce lo hanno un po' il vizietto di maneggiare senza troppa cura il patrimonio culturale altrui. La storia del reduce traumatizzato è praticamente un topos del cinema a stelle e strisce. Da questo punto di vista è un film molto americano.
 
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visto ieri, mi è piaciuto, darei un buon 7-8 come voto. Parlo da italiano medio che non conosce l'Odissea di Omero nè è un gran esperto di cinema.
 

Duncandg

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Visto.
Non è un brutto film, anzi, su questo non ci piove. Il problema è il titolo, il lettore classico storce il naso per diverse libertà che Nolan si è preso. Si fosse chiamato “i viaggi di Ulisse” avrebbe avuto maggiori consensi.
 

Maurizio91

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Il problema non è la propaganda woke, è che per molti non è il capolavoro di cui si dice. A me è proprio questa rilettura dell'Odissea che lascia molto perplesso e non incontra il mio gusto.
Non mi piace un'odissea con ambientazioni fredde e nordiche, non mi piace un'odissea in cui Odisseo è un triste reduce con PTSD, non mi piace un'odissea in cui per moralismo si seppelliscono le frequentazioni di Odisseo con le donne, non mi piace il volerci azzeccare le teorie sulla fine dell'età del bronzo per mano dei popoli del mare, non mi piace un'Odissea dove Polifemo è una specie di alieno che a malapena mugugna e ha una vagina in fronte, non mi piacciono le scene pseudohorror piazzate a caso nel mezzo, non mi piace il cast talmente hollywoodiano da togliere spessore ai personaggi etc. e potrei andare avanti.

parlo assolutamente a titolo personale, ovvio.
Non è l'americanata cafona alla Troy, chiaramente. C'è un pensiero dietro. Poi certo, gli americani ce lo hanno un po' il vizietto di maneggiare senza troppa cura il patrimonio culturale altrui. La storia del reduce traumatizzato è praticamente un topos del cinema a stelle e strisce. Da questo punto di vista è un film molto americano.
Concordo sostanzialmente con te.
Nel senso che le due componenti problematiche (1-scarsa fedeltà all'opera e 2-piccole parti woke) non fanno certo bene al film, ma non sono il problema principale.

Sono fresco di lettura del libro (un anno fa), ma non ho mai guardato il film pretendendo fedeltà; mi sento quindi di dire che il film non mi è piaciuto come film a se stante.

Gli americani mi sa che sanno solamente leggere e filtrare le cose con il DSM in mano (il manuale dei disturbi mentali). Per loro sembra esiste solamente la psicologia e la psichiatria. Ma nella vita c'è, e sicuramente in passato c'è stato, altro, ovvero culture, usanze, tradizioni e modi di pensare.

Nolan dimostra di non essere un genio, un talento superiore in grado di approcciare con successo qualsiasi ambito. E in effetti se guardate la filmografia ha sì trattato temi diversi (dai supereroi ai viaggi spaziali) ma tutti accomunati dall'essere argomenti estremamente americani.
Quindi avrà letto l'Odissea ma ha una sola lente per interpretarla, quella hollywoodiana. La conseguenza è stata quella che hai detto: Ulisse di Nolan è un reduce del Vietnam con il disturbo post-traumatico da stress. E sottolineo che non è una sfumatura, una smussata al personaggio, ma è proprio questo e basta, e il film ruota attorno a questo perno. Nolan lo ufficializza con il lunghissimo (e per me assai noioso) racconto finale dell'assalto a *****.

Questa scelta l'ho trovata tremendamente noiosa. Mi sta bene si allontani dal vero Ulisse (che sarebbe stato fantastico) ma se è questo l'inserto "creativo" di Nolan il film si arena nelle acque del "solito film", addirittura nelle acque dei cliché. Di capolavoro in questo film non c'è davvero nulla, siamo al classico buono vs cattivo, con Robert Pattinson bravino a farsi odiare dal pubblico; cose che vediamo da quando eravamo bambini. La componente interessante è solamente di natura tecnica. Ma se al film togli lo schermo e l'audio dolby atmos del cinema cosa resta?
 

Maurizio91

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La scelta del cast è stata tremenda.

Non solo hanno dovuto inserire vari personaggi terziari qua e là per poter spuntare le caselle-requisiti per partecipare agli oscar, ma anche le scelte "libere" le ho trovate orribili.

Anche il Signore degli anelli aveva una dozzina di grandi attori, ma ognuno era davvero dentro il personaggio.
In Odissea è mancata sia la prestazione individuale sia la chimica tra gli attori.

Prendiamo Charlize Theron: chiamata per farla sfilare sull'acqua. Le hanno praticamente chiesto di riproporre lo spot J'ador Dior, non ho visto differenze. Il suo personaggio è pressoché inesistente, non ha intenzioni, non è tridimensionale, nulla. Serve solo come mezzo per far avvenire l'evento macro (Ulisse bloccato). Non ho mai visto un personaggio (Calipso) ma Charlize Theron. In Mad Max per dirne uno è un vero personaggio.

Stessa delusione per Athena, l'unica divinità mostrata nel film dovrebbe bucare lo schermo, atterrire sia Ulisse che lo spettatore. Peccato che la sua presenza e l'interpretazione di Zendaja sia di un piatto incredibile, non si ricorda una sola scena di lei; come spettatori quasi la ignoriamo, anche quando compare dal nulla a Ulisse.

Ma il peggiore, da farmi gridare al degrado (in un film di Nolan), e aver preso John Berthal e avergli detto "questo è Menelao, interpretalo come hai sempre interpretato gli spaccini del ghetto".
Qui a Nolan è sfuggito qualcosa. Non è pensabile una scelta tanto cringe.

Tom Holland lo considero un cane di attore qualunque cosa faccia, figurarsi se è chiamato ad un compito così arduo.

E vi dirò, non benissimo neanche Matt Damon. Ma dov'è l'ingegno di Ulisse? Meglio Sean Bean in Troy, anche come fisionomia.

Salvo Anne Hathaway che è come un calciatore che fa la sua prestazione anche se la squadra perde 0-3. Il suo lo fa sempre, sa piangere e si sa disperare, il mestiere lo conosce.
 
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