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Le nuove Dietary Guidelines USA 2025–2030, sostenute da Robert F. Kennedy Jr., segnano una rottura politica e scientifica con il passato, puntando su un approccio "evidence-based" per combattere le malattie croniche. Tuttavia, l’epidemiologo Franco Berrino ne evidenzia forti criticità e contraddizioni:
Eccesso proteico: Le linee guida raccomandano proteine a ogni pasto (1,2–1,6 g/kg), dose definita da Berrino "doppia rispetto al fabbisogno" e correlata, paradossalmente, all'aumento di peso.
Latticini e Grassi: Viene riabilitato il consumo di latticini interi (fino a 3 volte al giorno) e grassi animali. Berrino, citando Walter Willett (Harvard), ritiene questa enfasi scientificamente ingiustificata.
Contraddizioni grafiche: Pur raccomandando i cereali integrali, la nuova piramide li relega visivamente in alto (zona di basso consumo), creando un "corto circuito" comunicativo.
Lotta agli ultra-processati: È il punto più apprezzato (evitare zuccheri e farine raffinate), anche se giudicato di difficile applicazione pratica nel contesto alimentare statunitense.
Alcol: La posizione è meno severa rispetto all'OMS, mancando di rigore sui rischi oncologici differenziati tra uomini e donne.
In sintesi, per Berrino il documento contiene spunti validi sulla qualità del "cibo vero", ma l'impostazione iper-proteica rischia di fallire l'obiettivo di migliorare la salute pubblica.
Eccesso proteico: Le linee guida raccomandano proteine a ogni pasto (1,2–1,6 g/kg), dose definita da Berrino "doppia rispetto al fabbisogno" e correlata, paradossalmente, all'aumento di peso.
Latticini e Grassi: Viene riabilitato il consumo di latticini interi (fino a 3 volte al giorno) e grassi animali. Berrino, citando Walter Willett (Harvard), ritiene questa enfasi scientificamente ingiustificata.
Contraddizioni grafiche: Pur raccomandando i cereali integrali, la nuova piramide li relega visivamente in alto (zona di basso consumo), creando un "corto circuito" comunicativo.
Lotta agli ultra-processati: È il punto più apprezzato (evitare zuccheri e farine raffinate), anche se giudicato di difficile applicazione pratica nel contesto alimentare statunitense.
Alcol: La posizione è meno severa rispetto all'OMS, mancando di rigore sui rischi oncologici differenziati tra uomini e donne.
In sintesi, per Berrino il documento contiene spunti validi sulla qualità del "cibo vero", ma l'impostazione iper-proteica rischia di fallire l'obiettivo di migliorare la salute pubblica.