Milan: Zirkzee, Sesko, Gimenez o David. I pro e contro.

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Come riportato dalla GDS, a giugno uno tra Giroud e Jovic lascerà il Milan, che prenderà un nuovo attaccante. Benjamin Sesko è in primissima fila, Joshua Zirkzee sabato a San Siro ha guadagnato punti, Jonathan David è in lista da mesi, Santiago Gimenez si fa vedere negli specchietti. Un confronto ha senso per capire chi ha più possibilità e quali sono le variabili. Spoiler: sono tutti cari e tutti nelle liste delle grandi squadre, quindi difficili da raggiungere. La coppia Leao-Zirkzee è per di- stacco la più creativa, per molti la più affascinante. Problema: Zirkzee deve ancora dimostrare di poter giocare ad alto livello e Rafa&Joshua devono aggiungere cinismo in area. Il 9 più continuo invece è Santiago Gimenez, che vive in area più di Zirkzee (e più di Jonathan David) e ha la rapidità di esecuzione per diventare un buon socio di Leao. Prego non sottovalutare il Feyenoord, che chiede 50 milioni, bonus compresi. Il meno caro rischia di essere Jonathan David, mentre Sesko vive un momento più grigio: gioca meno degli altri e fa parecchia panchina dopo il passaggio al Lipsia.

I pro e i contro:

Gimenez
: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
CONTRO:
prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
CONTRO
Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
CONTRO
David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.

—) Milan: tutte le news del 1 febbraio 2024.
 

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Come riportato dalla GDS, a giugno uno tra Giroud e Jovic lascerà il Milan, che prenderà un nuovo attaccante. Benjamin Sesko è in primissima fila, Joshua Zirkzee sabato a San Siro ha guadagnato punti, Jonathan David è in lista da mesi, Santiago Gimenez si fa vedere negli specchietti. Un confronto ha senso per capire chi ha più possibilità e quali sono le variabili. Spoiler: sono tutti cari e tutti nelle liste delle grandi squadre, quindi difficili da raggiungere. La coppia Leao-Zirkzee è per di- stacco la più creativa, per molti la più affascinante. Problema: Zirkzee deve ancora dimostrare di poter giocare ad alto livello e Rafa&Joshua devono aggiungere cinismo in area. Il 9 più continuo invece è Santiago Gimenez, che vive in area più di Zirkzee (e più di Jonathan David) e ha la rapidità di esecuzione per diventare un buon socio di Leao. Prego non sottovalutare il Feyenoord, che chiede 50 milioni, bonus compresi. Il meno caro rischia di essere Jonathan David, mentre Sesko vive un momento più grigio: gioca meno degli altri e fa parecchia panchina dopo il passaggio al Lipsia.

I pro e i contro:

Gimenez
: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
CONTRO:
prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
CONTRO
Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
CONTRO
David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.
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Come riportato dalla GDS, a giugno uno tra Giroud e Jovic lascerà il Milan, che prenderà un nuovo attaccante. Benjamin Sesko è in primissima fila, Joshua Zirkzee sabato a San Siro ha guadagnato punti, Jonathan David è in lista da mesi, Santiago Gimenez si fa vedere negli specchietti. Un confronto ha senso per capire chi ha più possibilità e quali sono le variabili. Spoiler: sono tutti cari e tutti nelle liste delle grandi squadre, quindi difficili da raggiungere. La coppia Leao-Zirkzee è per di- stacco la più creativa, per molti la più affascinante. Problema: Zirkzee deve ancora dimostrare di poter giocare ad alto livello e Rafa&Joshua devono aggiungere cinismo in area. Il 9 più continuo invece è Santiago Gimenez, che vive in area più di Zirkzee (e più di Jonathan David) e ha la rapidità di esecuzione per diventare un buon socio di Leao. Prego non sottovalutare il Feyenoord, che chiede 50 milioni, bonus compresi. Il meno caro rischia di essere Jonathan David, mentre Sesko vive un momento più grigio: gioca meno degli altri e fa parecchia panchina dopo il passaggio al Lipsia.

I pro e i contro:

Gimenez
: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
CONTRO:
prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
CONTRO
Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
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David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.
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I pro e i contro:

Gimenez
: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
CONTRO:
prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
CONTRO
Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
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David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.
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: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
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prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
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Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
CONTRO
David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.

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io per l'immediato prediligo per Gimenez
poi non storcerei il naso per zirkzee ma credo che andrà al napoli alla fine post oshimen
 

7AlePato7

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Come riportato dalla GDS, a giugno uno tra Giroud e Jovic lascerà il Milan, che prenderà un nuovo attaccante. Benjamin Sesko è in primissima fila, Joshua Zirkzee sabato a San Siro ha guadagnato punti, Jonathan David è in lista da mesi, Santiago Gimenez si fa vedere negli specchietti. Un confronto ha senso per capire chi ha più possibilità e quali sono le variabili. Spoiler: sono tutti cari e tutti nelle liste delle grandi squadre, quindi difficili da raggiungere. La coppia Leao-Zirkzee è per di- stacco la più creativa, per molti la più affascinante. Problema: Zirkzee deve ancora dimostrare di poter giocare ad alto livello e Rafa&Joshua devono aggiungere cinismo in area. Il 9 più continuo invece è Santiago Gimenez, che vive in area più di Zirkzee (e più di Jonathan David) e ha la rapidità di esecuzione per diventare un buon socio di Leao. Prego non sottovalutare il Feyenoord, che chiede 50 milioni, bonus compresi. Il meno caro rischia di essere Jonathan David, mentre Sesko vive un momento più grigio: gioca meno degli altri e fa parecchia panchina dopo il passaggio al Lipsia.

I pro e i contro:

Gimenez
: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
CONTRO:
prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
CONTRO
Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
CONTRO
David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.

—) Milan: tutte le news del 1 febbraio 2024.
Ho come l'impressione che di questi non ne arriverà manco mezzo, ma andranno a prendere un parametro zero dal campionato cipriota.
 
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Come riportato dalla GDS, a giugno uno tra Giroud e Jovic lascerà il Milan, che prenderà un nuovo attaccante. Benjamin Sesko è in primissima fila, Joshua Zirkzee sabato a San Siro ha guadagnato punti, Jonathan David è in lista da mesi, Santiago Gimenez si fa vedere negli specchietti. Un confronto ha senso per capire chi ha più possibilità e quali sono le variabili. Spoiler: sono tutti cari e tutti nelle liste delle grandi squadre, quindi difficili da raggiungere. La coppia Leao-Zirkzee è per di- stacco la più creativa, per molti la più affascinante. Problema: Zirkzee deve ancora dimostrare di poter giocare ad alto livello e Rafa&Joshua devono aggiungere cinismo in area. Il 9 più continuo invece è Santiago Gimenez, che vive in area più di Zirkzee (e più di Jonathan David) e ha la rapidità di esecuzione per diventare un buon socio di Leao. Prego non sottovalutare il Feyenoord, che chiede 50 milioni, bonus compresi. Il meno caro rischia di essere Jonathan David, mentre Sesko vive un momento più grigio: gioca meno degli altri e fa parecchia panchina dopo il passaggio al Lipsia.

I pro e i contro:

Gimenez
: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
CONTRO:
prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
CONTRO
Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
CONTRO
David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.

—) Milan: tutte le news del 1 febbraio 2024.
Sesko per me è la punta con prospettive più alte e con un bagaglio di soluzioni complessivo più variegato, Zirkzee è più collaudato dello sloveno, l'attaccante con più classe e genio del pacchetto, ma non è (ancora) un realizzatore, non è scontato lo diventi; Gimenez è attualmente il più cecchino ma anche quello meno bello da vedere, la squadra deve giocare per lui e non viceversa. Li ho messi in ordine di personale preferenza.

David non lo vorrei, il Milan non è il suo.
 

Lineker10

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Come riportato dalla GDS, a giugno uno tra Giroud e Jovic lascerà il Milan, che prenderà un nuovo attaccante. Benjamin Sesko è in primissima fila, Joshua Zirkzee sabato a San Siro ha guadagnato punti, Jonathan David è in lista da mesi, Santiago Gimenez si fa vedere negli specchietti. Un confronto ha senso per capire chi ha più possibilità e quali sono le variabili. Spoiler: sono tutti cari e tutti nelle liste delle grandi squadre, quindi difficili da raggiungere. La coppia Leao-Zirkzee è per di- stacco la più creativa, per molti la più affascinante. Problema: Zirkzee deve ancora dimostrare di poter giocare ad alto livello e Rafa&Joshua devono aggiungere cinismo in area. Il 9 più continuo invece è Santiago Gimenez, che vive in area più di Zirkzee (e più di Jonathan David) e ha la rapidità di esecuzione per diventare un buon socio di Leao. Prego non sottovalutare il Feyenoord, che chiede 50 milioni, bonus compresi. Il meno caro rischia di essere Jonathan David, mentre Sesko vive un momento più grigio: gioca meno degli altri e fa parecchia panchina dopo il passaggio al Lipsia.

I pro e i contro:

Gimenez
: se ne facciamo una questione di numeri, un grande candidato. Due su tutti. Santiago Gimenez, messicano, 22 anni, tira in porta 2 volte a partita in Olanda. Nessuno tra Sesko, Zirkzee e David arriva a 1,2. Altro: gli expected goals a partita di Gimenez sono 0,93. Nessuno degli altri arriva a 0,4. Clamoroso. Se guardate dove giocano i quattro, vedrete che solo lui vive in area, dove è reattivo, sveglio, trova soluzioni anche nello stretto. L’età è decisamente con lui: ha segnato 15 gol nell’ultima Eredivisie con il Feyenoord e in questi mesi è già a19. Tantissimi. Può ancora crescere.
CONTRO:
prima incognita: l’Olanda. L’Eredivisie a volte gonfia i numeri e, sì, quei 19 gol vanno messi in rapporto al livello del campionato. Seconda incognita: il costo. Il Feyenoord chiede 50 milioni, bonus compresi, e c’è il caso che in primavera - gol dopo gol -la cifra salga ulteriormente. Tra le quattro soluzioni (ma attenzione, ne spunteranno altre) è la meno affascinante: Gimenez non è appariscente, supera di poco il metro e 80, in Italia è ancora relativamente conosciuto e in Champions ha giocato solo 4 partite. La pressione di San Siro per lui potrebbe essere più complessa

Zirkzee: Rafa Leao a novembre ha messo un like a un articolo che parlava di Zirkzee come obiettivo del Milan. Vale quasi come una dichiarazione di voto. La coppia 9-10 sarebbe iper-divertente, un concentrato di classe e colpi. Zirkzee si sposta per il campo, facilita l’inserimento dei centrocampisti (pronto, Loftus-Cheek?) e conosce il linguaggio del calcio. Anche più di Leao. Joshua è cresciuto tantissimo con Thiago Motta e dà l’impressione di avere margini enormi. In più conosce il calcio italiano, ha il fisico per farsi rispettare e a San Siro ha dimostrato - contro Inter e Milan - di non soffrire la pressione. Anzi,di esaltarsi con le sfide. Un numero anche per lui: Zirkzee crea 1,3 occasioni a partita, molto più dei concorrenti. E, con quella Z, è già perfetto per il marketing: l’erede di Zlatan.
CONTRO
Joshua è andato in doppia cifra solo una volta nella vita, con l’Anderlecht in Belgio: nei prossimi mesi raddoppierà - magari già dal weekend - ma insomma, il suo cinismo in area è un tema. Altra questione: l’adattamenteo a un calcio diverso da quello di Thiago Motta. TM è un potenziale candidato anche per un Milan post-Pioli ma è nella lista di tante squadre, in Italia e all’estero. Zirkzee con un nuovo allenatore andrebbe testato: al Milan dovrebbe giocare più in area, con difese più chiuse, con molta più pressione addosso. A margine ma non troppo, il trasferimento, decisamente complesso. Il Bayern può acquistarlo per 40 milioni e quella cifra vale come base d’asta. Con la Premier interessata, è legittimo considerare i tedeschi e le squadre inglesi come favorite. La partita è lunga...

Sesko: al netto delle difficoltà, è l’attaccante preferito dal Milan. Il mondo parla di lui da anni perché le qualità sono fin troppo evidenti: ha fisico e tecnica, può far gol in tutti i modi, sembra costruito per il calcio del 2030. Un anno fa, al Salisburgo, ha segnato 16 gol, esultava in Champions già nel 2021, con la nazionale ha fatto gol a Svezia, Norvegiae Serbia. Per stare vicino a Leao pare decisamente adatto: può riempire l’area ma anche arretrare per giocare con la squadra. Una volta ha detto: «Quando vedo un giocatore come Ibra, mi sento davvero felice. Mi piaceva guardarlo». Ecco, se lo chiamasse lui...
CONTRO
Big Ben è l’unico essere umano presente in queste due pagine a non essere titolare. Al Lipsia, in Bundesliga, ha giocato solo 6 partite da titolare e in Champions va poco meglio: 2 partite dall’inizio. Le punte del Lipsia sono di livello ma insomma, non è un grande segnale. Altri dubbi? Pochini, sinceramente. Qua e là ha avuto qualche infortunio muscolare ma a preoccupare sono soprattutto costo e concorrenza. Sesko al momento non si prende per meno di 40 milioni, l’universo Red Bull non ha fretta di cederlo e, se appena aprisse all’eventualità, avrebbe la coda.

David: nel rapporto età-esperienza, batte tutti saltellando. Ha 24 anni ma gioca al Lilla dal 2020, è stato al Mondiale, gioca Champions ed Europa League dal 2018. Non solo, ha un vantaggio enorme: il contratto in scadenza nel 2025, che non rinnoverà. Per un club interessato, significa due cose: prezzo di acquisizione basso, stipendio molto alto. E allora? E allora il Milan, che ha provato a prenderlo già un’estate fa, resterà all’orizzonte, pronto a parlare con il Lilla e il suo agente. I 24 gol segnati nell’ultima Ligue 1 sono la prima riga del curriculum. Può bastare.
CONTRO
David in stagione ha segnato solo 6 gol in campionato, 2 in Conference, 3 in coppa di Francia. Pochi. Tra agosto e novembre, in campionato, non ha mai timbrato e qualcuno a Lilla si è preoccupato. Altro. La struttura fisica è particolare: Jonathan non arriva al metro e ottanta, va in contropiede con piacere ma non è una colonna d’area. La coppia con Leao da un lato incuriosisce, dall’altro lascia qualche dubbio: David ama giocare sul centro-sinistra, dove Leao si allarga e costruisce la sua reputazione. Bisognerebbe fare una prova... ma il Milan, come tutti, deve decidere con la teoria, non con la pratica.

—) Milan: tutte le news del 1 febbraio 2024.
Discorsi un po' cosi...

Prima di tutto bisognerà vedere chi sarà l'allenatore, poi di conseguenza viene il resto. Ma non mi aspetto nulla di buono.

Comunque questi della lista costano troppo per i parametri dei nostri cialtroni, sono tutti fuori portata, inutile illudersi.
 

Route66

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Discorsi un po' cosi...

Prima di tutto bisognerà vedere chi sarà l'allenatore, poi di conseguenza viene il resto. Ma non mi aspetto nulla di buono.

Comunque questi della lista costano troppo per i parametri dei nostri cialtroni, sono tutti fuori portata, inutile illudersi.
Teoricamente con la vendita certa di Osimhen(e sicuramente di altri ancora) l'Aurelio furioso ne può acquistare un paio di quella lista... :sisi:
 
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