Esatto... verranno accusati di sessismo e maschilismo quando in realtà si tratta di pura e semplice genetica.
Non so se vi ricordate fino agli anni '90 le partite di basket, dove le donne gicavano con lo stesso pallone degli uomini: un obbrobrio. Quelle povere figliole dovevano spesso ricorrere (soprattutto nei tiri dalla distanza) al lancio della palla a due mani da sopra la testa, una cosa inguardabile. E' stato introdotto il pallone più piccolo ed il basket rosa non solo è migliorato, ma è diventato veramente spettacolare. E ancora oggi ci si ostina, nel nome della lotta al sessismoh a far giocare le ragazze 90 minuti e nel campo di 110x65 come gli uomini, con il risultato di vederle arrancare dal 70.mo in poi come delle povere disperate.
E' un bel tema, perché per esempio sull'obiettivo di offrire le pari opportunità, nel senso di arrivare a dare lo stesso involucro e gli stessi strumenti a maschi e femmine, io sono invece abbastanza favorevole.
Perché sono le pari condizioni che rendono più efficace da un lato la visualizzazione delle differenze, ma dall'altro un target più ambizioso per colmarle.
Ma quel percorso è come dici pieno di ostacoli, contraddizioni o diciamo disfunzionalità, come il pallone di basket che giustamente citi o gli attrezzi dei vari lanci in atletica leggera.
Ed io non sono certo un femminista a tutto tondo, ma il ruolo delle donne nello sport paga uno scotto micidiale non solo per l'ovvia biologia, ma anche per una componente storico-culturale-pratica del tutto sfavorevole, se si pensa per esempio che non potevano partecipare alle prime Olimpiadi moderne.
Poi se ci sono 66 sport olimpici e se, escludendo gli unici due sport solo al femminile (ritmica e, in parte, nuoto artistico), solo in 4 specialità le femmine registrano risultati simili o superiori ai maschi, qualcosa vorrà pur sempre dire.