Milan: si indaga anche su prezzo vendita. Tutte le news.

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Ansa: La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulla cessione del Milan da Elliott a RedBird, avvenuta formalmente per circa 1,2 miliardi di euro. Il prezzo è ritenuto troppo alto negli ambienti del calcio e gli inquirenti vogliono far luce sulla congruità del prezzo e sul motivo della presunta simulazione di compravendita. La Guardia di Finanza e i pm stanno esaminando le carte sequestrate ieri per accertare le ragioni dietro l'operazione.. Il Milan è stato comprato formalmente per circa 1,2 miliardi di euro, cifra che negli ambienti è da tempo ritenuta troppo alta. Le indagini puntano a far luce anche sul motivo della presunta simulazione di compravendita.

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GDS: t
erremoto a Casa Milan. Ieri la T Guardia di finanza si è presentata nella sede del club rossonero, forte del decreto di perquisizione firmato dai sostituti procuratori Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi. Contestualmente, la Procura di Milano ha notificato l’informazione di garanzia a quattro indagati: Giorgio Furlani, attuale amministratore delegato del Milan; Ivan Gazidis, a.d. del Diavolo dal 2018 al 2022; Daniela Italia e Jean Marc McLean, espressione di Elliott nel cda di Project Redblack, la società lussemburghese utilizzata ai tempi (2017) del prestito a Yonghong Li e successivamente detentrice delle azioni del club, almeno sino alla vendita a RedBird. Una cessione, secondo i magistrati milanesi, nebulosa e poco trasparente, tanto da ipotizzare che, a tutti gli effetti, «il fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale del Milan». E di cosa sarebbero accusati, in particolare, Furlani e Gazidis? Il capo d’imputazione è da ricercare nell’articolo 2638 del codice civile, in cui si fa riferimento all’ostacolo delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Nel caso specifico, la Federazione gioco calcio. In qualità di amministratori delegati, sempre secondo l’accusa, i due «esponevano fatti materiali non rispondenti al vero e comunque occultavano con mezzi fraudolenti, in tutto o in parte, fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione economica, patrimoniale e finanziaria relativa all’assetto proprietario della società». In pratica, nelle comunicazioni ufficiali alla Figc, firmate a loro tempo prima da Gazidis e poi da Furlani, non sarebbero state fornite informazioni complete e veritiere sulla proprietà del Milan, omettendo per esempio che ai vertici delle strutture societarie che controllerebbero il club non ci sarebbe RedBird o Gerry Cardinale, ma la società Rb Fc Holding Genpar Llc, avente sede nel medesimo indirizzo, nel Delaware (Usa), di King George Investments Llc e Genio Investments, socie di maggioranza in quota Elliott di Project Redblack. Su questo fatto, da Casa Milan fanno notare però che lo stesso indirizzo fa riferimento a un gigantesco polo di aziende differenti (tremila società), ovviamente non tutte riferibili alla galassia Elliott. Di chi è il club? Da Blue Skye alle perquisizioni La domanda di fondo resta sempre quella: di chi è davvero il Milan? Per la Procura di Milano, la risposta più che RedBird pare essere ancora Elliott, anche per la natura della cessione attraverso il cosiddetto “vendor loan” (il prestito dal venditore stesso) che «garantisce a quest’ultimo fondo d’investimento la proprietà di parte della società». Proprio da un esposto sulla vendita del Milan, presentato nel settembre del 2022 da Blue Skye, gli inquirenti hanno cominciato a mettere sotto la lente d’ingrandimento il passaggio da Elliott a RedBird. Blue Skye è la società lussemburghese che nel 2017 aveva concepito, unitamente a Elliott, l’operazione finanziaria per la concessione del prestito a Li, escutendo in seguito il Milan in pegno attraverso Project RedBlack. Al momento della cessione a RedBird, Blue Skye sarebbe stata estromessa, quale socio di minoranza di Project Redblack, senza delibera all’unanimità di tutti i membri del cda. Da qui l’esposto, cui la Procura di Milano ha fatto seguire l’indagine in corso, con la perquisizione a Casa Milan e l’ispezione dei dispositivi (telefoni, pc) e dei locali (uffici, residenza) a disposizione di Furlani e Gazidis. L’azione delle forze dell’ordine, come sottolineato nel decreto stesso, è stata particolarmente celere, sussistendo «particolari ragioni di urgenza dovute alla possibilità che le cose oggetto di reato o a essi pertinenti, vengano disperse anche in relazione a una possibile attività di cancellazione degli stessi». La difesa Dalla società a Elliott Naturalmente nella giornata di ieri sono arrivate anche le risposte sia del Milan che del fondo Elliott. «In merito alla perquisizione avvenuta in data odierna nella propria sede, la società Ac Milan risulta terza ed estranea al procedimento in corso che attiene all’acquisizione della stessa, perfezionata nell’agosto 2022». La difesa di Furlani verterà, comunque, sull’assoluta trasparenza e correttezza delle informazioni fornite alla Figc (anche nel caso, indicato nel decreto, in cui si fa riferimento a una non comunicata cessione del club nel maggio 2022, quando in realtà era stato solamente sottoscritto un preliminare di vendita). Mentre nella serata di ieri un portavoce di Elliott ha puntualizzato. «Prendiamo atto delle notizie che riportano indagini che riguardano l’attuale e l’ex amministratore delegato del Milan in relazione all’accusa secondo cui il club “appartiene ancora a Elliott e che questo è stato nascosto alla Federcalcio”. Questa accusa è falsa. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022. A partire da quella data, Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo su Ac Milan».

GDS: il decreto e PIF che era pronto ad entrare col 47%: idea di un Milan globale, cioè con una proprietà divisa tra l’America e il Medio Oriente, non era un’indiscrezione giornalistica. Nel decreto di perquisizione a carico dei quattro indagati la realtà emerge nel dettaglio. Numeri nero su bianco, il fondo Pif indicato come l’investitore destinato a entrare nella proprietà del club. In un documento specifico («Ac Milan Investor Presentation») si fa riferimento a un finanziatore, Pif, a cui andrebbero «il 47,1% delle quote tramite il riacquisto dell’80% del Vendor Loan per 487,5 milioni di dollari». Servono due specifiche: Pif, fondo sovrano dell’Arabia Saudita, ha un patrimonio netto di 861 miliardi di dollari (10 quelli in gestione a RedBird) e l’obiettivo di raggiungere quota mille miliardi entro la fine del 2025 grazie a investimenti in diverse aree economiche del regno. Nel 2021 Pif ha rilevato il Newcastle per 350 milioni di euro e ha il controllo dei quattro grandi club della Saudi Pro League. Due: il Vendor Loan è un prestito da 550 milioni, rimborsabile in 3 anni con un tasso d’interesse del 7%, che RedBird ha ricevuto da Elliott; significa che Cardinale, entro fine 2025, dovrà restituire al fondo di Singer circa 665 milioni, interessi compresi. La quota che Pif avrebbe rilevato da Elliott sarebbe stata convertita in equity - possibilità questa che non compare negli atti -, facendo del gigante saudita il secondo azionista del Milan. Il fronte Figc Altre contestazioni presenti nell’atto di perquisizione che interessano i milanisti sono quelle che vedono Gazidis e Furlani interfacciarsi con Figc e Uefa. Istituzioni che verificano la solidità finanziaria di chi detiene il controllo delle società, e devono essere informate dei passaggi di proprietà. Il Milan non sarebbe stato così puntuale. «Il 27 maggio 2022 nella delibera di approvazione della relazione trimestrale di Ac Milan comunicata alla Figc non veniva menzionata la circostanza che appena il giorno precedente, 26 maggio, era stato sottoscritto un contratto preliminare di vendita». Inoltre la Procura «analizzava la struttura societaria dell’acquirente fornita al board Milan dopo il closing del 31 agosto 2022 e la confrontava con quella comunicata alla Figc il 15 settembre 2022 rivelando significative differenze». Per arrivare «all’ipotesi che il fondo Elliott conservi il controllo sostanziale della società laddove all’Autorità di vigilanza Figc sarebbe stata rappresentata l’effettiva cessione delle proAl vertice di Elliott Gordon Singer è il figlio di Paul, proprietario del fondo Elliott. Si vede spesso in tribuna a San Siro seduto vicino agli attuali dirigenti rossoneri. Tifoso del Milan e dell’Arsenal, è Equity partner e Managing partner del fondo americano di proprietà del padre. Prima di entrare in Elliott, Gordon ha lavorato in Lehman Brothers LAPRESSE prietà in favore di RedBird», in generale «con una non esaustiva e trasparente comunicazione alla Figc». E’ ciò che potrebbe portare a conseguenze come multa o penalità. Il fronte Uefa Circostanza che, se accertata, contrasterebbe con le norme Uefa. «Determinerebbe una situazione di conflitto di interesse dal momento che il fondo Elliott risulta avere un’influenza dominante su un’ulteriore società di calcio francese Lilla iscritta alle medesima competizioni europee del Milan. Il controllo sulle due società violerebbe quanto previsto dall’articolo 5 del regolamento Uefa sulle competizioni continentali che impedisce che uno stesso soggetto possa esercitare il controllo o l’influenza su più club iscritti alle competizioni europee». Di chi è il capitale? Ancora dall’ordinanza: «Le azioni del Milan sarebbero state acquistate tramite il Footballco Intermediate Cooperatief con capitale fornito da fondi gestiti da RedBird. Lo stesso RedBird aveva destinato 600 milioni circa all’operazione di acquisto delle azioni Milan e che di questo importo circa 200 milioni sarebbero stati forniti da Kaiser Permanente, consorzio americano del settore medico con sede in Oakland, California; la restante parte, 400 milioni, da un ulteriore private found gestito da RedBird... In altri termini sembrerebbe emergere la circostanza che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita di Ac Milan sia proveniente da un veicolo societario non riferibile a RedBird

GDS: COSA RISCHIA IL MILAN a domanda che rimbalzava nelle chat rossonere così come sui social o nei bar, ieri è stata più o meno sempre la stessa: che cosa succede adesso al Milan? La prima cosa che occorre precisare quando ci si avventura in questo tipo di risposte è che siamo soltanto all’inizio di una storia che - sia per la giustizia ordinaria sia per quella sportiva - sarà lunga e che al momento non ci sono certezze. Ma è vero pure che le conseguenze “sul campo” dell’inchiesta della Procura di Milano su Gazidis e Furlani rischiano di essere pesanti. I due, ex e attuale a.d. del club rossonero, sono accusati di «ostacolo all’esercizio delle funzioni pubbliche dell’autorità di vigilanza», ovvero - come specificato anche dal decreto di perquisizione firmato dai sostituti Cavalleri e Polizzi - la Figc. La Procura federale aprirà dunque un fascicolo e chiederà subito di ottenere gli atti da Milano, per poi stabilire se ci siano gli estremi per procedere. Vediamo dunque le possibili contestazioni e le conseguenti sanzioni che i rossoneri rischiano in Italia e in Europa. In campionato L’eventuale alterazione di informazioni sulla proprietà da parte del club comporterebbe la violazione dell’articolo 32 comma 5 del Codice di giustizia sportiva che punisce «la società che non adempie agli obblighi di comunicazione e di deposito nei termini fissati dalle disposizioni federali in materia di controllo delle società professionistiche o di ammissione ai campionati professionistici o di rilascio delle licenze Figc». Le possibili sanzioni, che come noto lasciano ampio margine di manovra a Procura e giudici, vanno dall’ammenda ai punti di penalizzazione in classifica. A questo potrebbe essere affiancato o contestato in alternativa l’articolo 31 comma 1 sulle violazioni in materia gestionale ed economica: «Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (Covisoc) e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze Uefa e Figc, ovvero il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali». Anche qui le sanzioni vanno dalla multa alla penalizzazione. Il procuratore capo Giuseppe Chinè, una volta studiate con la massima attenzione tutte le carte acquisite dalla Procura milanese, potrebbe anche contestare l’articolo 4, quello che obbliga anche società e dirigenti a osservare «i principi della lealtà, della correttezza e della probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva», mentre il Milan, in base all’articolo 6, può essere accusato per responsabilità diretta, visto che parliamo di due amministratori delegati: gli effetti sulle sanzioni potrebbero essere dunque i più pesanti. Direttamente collegato all’eventuale illecito in questione è anche l’articolo 20 bis delle Noif, che regola le «Acquisizioni e cessioni di partecipazioni societarie in ambito professionistico». Qui emerge anche il ruolo di controllo della Co.A.P.S. - Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie, organo senza valore pubblicistico (al contrario della Covisoc) deputato a verificare i requisiti dei nuovi acquirenti. Le sanzioni per un’alterazione di questo tipo di documentazione si rifanno espressamente al già citato articolo 32 del Codice di giustizia sportiva: i commi dal bis all’octies in base a come si declina la violazione definiscono il numero di punti di penalizzazione da assegnare che tra l’altro possono essere anche cumulabili. Insomma, la sintesi di questo lungo elenco di articoli e norme è semplice: il rischio penalizzazione è molto alto, ma in questa fase è meglio essere prudenti.

GDS: L'OPERAZIONE FINANZARIA, LA VALUTAZIONE ALTA E I DUBBI SULLA VENDITA: dalla Fininvest allo sconosciuto imprenditore cinese Li Yonghong, dall’escussione del pegno da parte del fondo Elliott al passaggio di quote all’altro fondo RedBird. Il Milan, una volta tramontata l’epopea berlusconiana, è salito sulle montagne russe della globalizzazione e della finanziarizzazione del calcio e non è più sceso. Nella primavera del 2022 i rossoneri stavano per passare a Investcorp, fondo del Bahrain che negli anni Novanta aveva rilanciato Gucci. Poi il blitz a sorpresa di RedBird. Quando, il 31 agosto 2022, venne annunciato ufficialmente il closing dell’operazione, due circostanze balzarono all’occhio: la valutazione data al club rossonero, cioè 1,2 miliardi di euro, e il vendor loan da 550 milioni concesso da Elliott a RedBird che, prima di concludere l’affare, gestiva un patrimonio di 6 miliardi di dollari (oggi saliti a 10). Calcoli È vero che il Milan era stato risanato, con l’Ebitda in territorio positivo e i debiti finanziari sostanzialmente azzerati, ma il prezzo della transazione esprimeva pur sempre un multiplo dei ricavi superiore a 4,5, al livello dei club più ricchi al mondo nonostante mancassero grandi asset patrimoniali. Non a caso l’algoritmo della società di consulenza Football Benchmark assegnava, a quel tempo, un enterprise value di 578 milioni al Milan. D’altra parte, quasi metà del valore ufficiale della transazione era generato da un prestito dello stesso venditore, a un tasso di interesse del 7% annuo che dovrà essere rimborsato da RedBird entro il 2025. A fronte di tale finanziamento Elliott si è assicurata il pegno sul 99,93% delle azioni cedute ad Acm Bidco (il veicolo olandese utilizzato da Gerry Cardinale per rilevare il Milan), «quale credito garantito, in forza del contratto denominato Pledge Agreement over Shares». Per la verità, in base a un comunicato del giugno 2022, l’accordo prevedeva che Elliott mantenesse una partecipazione finanziaria di minoranza nel club. Successivamente, a closing avvenuto, si è chiarito come il passaggio di quote riguardasse la totalità del pacchetto detenuto da Elliott. Si è comunque materializzata una delle clausole previste a garanzia del prestito: il mantenimento, da parte del fondo gestito da Paul Singer, di propri rappresentanti nel consiglio d’amministrazione. Uomini Così a settembre 2022, quando s’insediò il nuovo board, si sedettero al loro posto Gordon Singer, cioè il figlio del fondatore di Elliott, Giorgio Furlani e Stefano Cocirio, per anni rispettivamente portfolio manager e associate portfolio manager di Elliott. Ruoli poi abbandonati. Nel giro di qualche mese, infatti, Furlani è stato nominato amministratore delegato del Milan e Cocirio ha assunto la carica di chief financial officer. Dirà Cardinale al Financial Times: «Ho un enorme rispetto per Paul e Gordon Singer. Ho detto loro: “Quando faremo questa cosa, voglio che voi continuiate a essere coinvolti e quindi vi metteremo in una parte diversa della struttura del capitale”. Abbiamo preso due dei loro uomini migliori di loro spontanea volontà. Non l’ho fatto io. Hanno alzato la mano. Li abbiamo esaminati insieme a tutti gli altri e, sorpresa delle sorprese, sono ottimi, sia come Ceo che come Cfo». Adesso, a distanza di un po’ di tempo, da Elliott fanno notare come nel cda rossonero sia rimasto un solo rappresentante, perché Furlani e Cocirio sono diventati dipendenti del Milan. Resta, dunque, soltanto Gordon Singer, ma la sua è una presenza per nulla marginale: coinvolto nel dossier rossonero sin dagli inizi dell’avventura di Elliott, è un consigliere ascoltatissimo che Cardinale consulta sicuramente per tutte le decisioni strategiche. Va ricordato, poi, come Paolo Scaroni, presidente del Milan dal 2018 e deputy chairman di Rothschild ai tempi in cui la banca era advisor di Li Yonghong, sia stato nominato di recente da Cardinale presidente di RedBird International. Nomi che ricorrono, intrecci inestricabili.

CORRIERE DELLA SERA: otto inedite circostanze — nel raffronto tra dati forniti alla Sec e alla Federcalcio, in sequestri in Lussemburgo, e in un recentissimo documento interno al Milan rivolto a possibili investitori arabi — hanno spinto ieri la Procura di Milano a coltivare «l’ipotesi che il fondo Elliott» del finanziere americano Paul Singer «conservi attualmente il controllo sostanziale del Milan, laddove all’autorità di vigilanza Federcalcio sarebbe invece stata rappresentata l’effettiva cessione della proprietà in favore del fondo RedBird» del connazionale Gerry Cardinale, apparente acquirente il 31 agosto 2022 per quasi 1,2 miliardi di euro: 600 milioni con soldi propri e 560 milioni con soldi prestatigli proprio dal venditore Elliott tramite emissione di prodotti finanziari (vendor loan). Il che ha portato ieri il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri a perquisire la sede del Milan e indagare l’amministratore delegato dal 2022, Giorgio Furlani, e il suo predecessore, dal 2018 al 2022, Ivan Gazidis, per l’ipotesi di ostacolo all’attività della Federazione italiana giuoco calcio, ente pubblicistico nella vigilanza sui requisiti di legge dei titolari di club di calcio. «È falso — reagisce Elliott —. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022, da allora non abbiamo più alcuna partecipazione o controllo». Tra gli indizi d’accusa c’è la relazione trimestrale del Milan il 27 maggio 2022 alla Figc, silente sul preliminare di vendita sottoscritto appena 24 ore prima, per di più senza la parte di verbale d’assemblea in cui il socio di minoranza Blue Skye chiedeva lumi sulle voci di vendita. Un documento nello studio «Legance Associati» (consulente di RedBird) mostrerebbe che, quando Gordon Singer (figlio del fondatore di Elliott) giurava non ci fossero trattative di vendita del Milan, non diceva il vero a Blue Skye, perché invece almeno già da fine 2021 stava contrattando con RedBird l’affare concluso il 31 agosto 2022 da Cardinale. Che peraltro in cima alla propria catena di società ne issava una collocata nel Delaware allo stesso indirizzo di due società che per Elliott avevano controllato la società usata per rilevare il Milan, «Project RedBlack». In più, mentre RedBird nelle comunicazioni alla Figc attesta che la metà di pagamento del Milan (in soldi) venga da un certo proprio fondo, in quelle alla Sec (che vigila sulla Borsa americana) «sembra emergere che la maggior parte del capitale usato per la compravendita venga da un veicolo societario non riferibile» a RedBird. E poi c’è il documento più nuovo, finito in mano agli inquirenti non si sa come: una «presentazione» dell’attuale assetto rossonero preparata dalla dirigenza del Milan per i colloqui avuti a fine 2023 con «investitori del mondo arabo», e che al Nucleo di polizia valutaria GdF fa concludere «che il vendor loan», cioè il controverso prestito fatto nel 2022 dal venditore Elliott al compratore RedBird, tutt’oggi «garantisca a Elliott la proprietà di parte del Milan». E questo perché, nello schema proposto dal Milan agli arabi, RedBird (100% del Milan con 679,5 milioni al 31 dicembre 2023) scenderebbe al 58,2% (ma a fronte di un investimento che rimarrebbe immutato) nel caso in cui un nuovo investitore acquisisse il 41,7% del Milan ricomprando per 487,5 milioni l’80% del famoso prestito, di cui resterebbe una parte pari a 121,9 milioni. Le omissioni alla Federcalcio, se provate, potrebbero fare scattare sanzioni sportive per il Milan, come pure il «conflitto di interessi» di Elliott per la sua «influenza dominante» (a detta dei pm sempre tramite un prestito) già sulla squadra francese del Lille: intreccio vietato dall’Uefa in caso di squadre iscritte alle medesime competizioni europee (cosa però in concreto non verificatasi nei tornei 2022-2024). Ma questi elementi nuovi si aggiungono comunque alla già rilevata permanenza al vertice (anche dopo l’apparente vendita) dei dirigenti in quota Elliott (Furlani divenuto ad, Paolo Scaroni rimasto presidente e oggi non indagato perché le comunicazioni alla Figc spettano per legge all’ad). Inoltre nel 2022, per consentire la vendita a RedBird, il pegno sulle azioni del Milan fu cancellato dagli uomini di Elliott senza informarne (come previsto dalle intese) il socio minoritario Blue Skye. E resta la singolarità tempistica dello spostamento (poche ore dopo le prime perquisizioni ordinate dai pm il 26 gennaio 2023) alle Isole Cayman e in Delaware, nel patrimonio di altre due società riconducibili sempre al fondo Elliott, di 515 milioni di euro in denaro e di altri 541 milioni in obbligazioni

CORSERA: ECCO COSA RISCHIA IL MILAN: poche righe di commento, a sottolineare che il Milan è l’oggetto della transazione tra Elliott e RedBird — e quindi oggi dell’inchiesta che ne mette in discussione la veridicità —, e di conseguenza la società risulta «terza ed estranea al procedimento». Nessuno del club ha partecipato, come ovvio, al passaggio di proprietà, nemmeno i due dirigenti (uno del passato, Ivan Gazidis, e uno di oggi, Giorgio Furlani, al lavoro a Casa Milan ostentando una certa serenità), oggi indagati perché hanno firmato i documenti che comunicavano il cambio di proprietà alla Figc. Quello che invece al Milan è successo è che il consiglio, essendoci una clausola di gradimento da esprimere per approvare l’acquisizione (non sempre prevista), è entrato in tutti i dettagli della vendita. Ed è soprattutto per questo che, anche se rigorosamente off the records, si respira una buona dose di stupore verso l’inchiesta che ha portato ieri alle perquisizioni in società. E anche perché l’impressione comune è che Gerry Cardinale, che ha appena versato 40 milioni per comprare i terreni dello stadio, si comporti da proprietario vero e proprio e non da prestanome. In serata, è un portavoce di Elliott a fornire una smentita secca rispetto «all’accusa che il club “appartiene ancora a Elliott, e che questo è stato nascosto alla Federcalcio”. Questa accusa è falsa. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022. A partire da quella data, Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo su Ac Milan». Alle tesi dell’accusa si obietta poi che il vendor loan (il prestito di Elliott) è pratica comune nelle operazioni di private equity, i cui accordi consentono a Elliott di nominare due amministratori (a oggi ce n’è uno solo, Gordon Singer). Quanto al fatto che i due fondi condividano lo stesso indirizzo nel Delaware (1209 North Orange Street, Delaware), è perché è la sede del Corporation Trust Center, un centro che fornisce servizi alle imprese e che funge da indirizzo registrato di molte migliaia di società. Detto tutto ciò, è chiaro che un’inchiesta simile non possa far bene al club, anche solo per la confusione mediatica. Se poi invece l’accusa fosse dimostrata, allora il Milan rischierebbe anche sul piano della giustizia sportiva. Oggi la procura Figc chiederà gli atti. Quando c’è un cambio di proprietà le informazioni vanno inviate alla Commissione consultiva Co.A.P.S. (Commissione acquisizione partecipazioni societarie) di cui si avvale la Figc: chi compra deve rispettare requisiti di onorabilità. Gli articoli 31 («Violazioni in materia gestionale ed economica») e 32 («Doveri e divieti in materia di tesseramenti, trasferimenti, cessioni e controlli societari») comma 5, normano la materia: «Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva» e poi «la società che non adempie agli obblighi di comunicazione e di deposito nei termini fissati (...) è punita, con le sanzioni previste ovvero, in mancanza, con quelle dell’ammenda o della penalizzazione di uno o più punti in classifica». Potrebbe essere contestato poi l’articolo 4 che impone la lealtà sportiva. C’è infine la questione delle norme Uefa che vietano le multiproprietà per squadre che partecipano alle competizioni europee, la cui violazione può portare all’esclusione dalle Coppe: in questo caso, bisognerebbe dimostrare, oltre che Elliott è proprietario del Milan, che lo sia mai stato del Lille (al precedente presidente, Elliott e Jp Morgan avevano prestato nel 2018 140 milioni, ma la proprietà è cambiata nel 2020, prima dell’acquisto del Milan da parte di RedBird).

TUTTOSPORT: IL MILAN ORA RISCHIA GROSSO: Casa Milan perquisita, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis indagati. È il risultato di una giornata che potrebbe produrre conseguenze dirompenti per il club rossonero: la Guardia di Finanza si è presentata nel primo pomeriggio nella sede di Via Aldo Rossi (e presso uffici e abitazioni delle persone coinvolte) per cercare documenti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano, condotta dai pubblici ministeri Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi. Sono stati portati via computer e telefoni: non sono mancati momenti di tensione. L’ipotesi di reato è quella di «ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza», prevista dall’articolo 2638 del codice civile. La norma sanziona gli amministratori che «espongono fatti materiali non rispondenti al vero, occultano con altri mezzi fraudolenti fatti che avrebbero dovuto comunicare» ostacolando l’attività di controllo. In questo caso della Figc, anche se potrebbe esserci ricadute anche a livello Uefa. Le sanzioni previste vanno da uno a quattro anni di reclusione. Il reato si configura in capo ai dirigenti che hanno la responsabilità di effettuare le comunicazioni. Per questo motivo sono indagati l’attuale a.d. rossonero Giorgio Furlani e il suo predecessore Ivan Gazidis. Non lo è invece il presidente rossonero Paolo Scaroni che non ha questi poteri, pur essendo protagonista di questa vicenda fin dall’inizio (era stato advisor del fantomatico Yonghong Li da vice-presidente della banca d’affari Rothschild nel 2017). L’ipotesi investigativa, contenuta nel decreto di perquisizione eseguito dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, è che il reale proprietario del Milan sia ancora il fondo Elliott, non RedBird, nonostante la cessione di agosto 2022. Dall’analisi dei documenti visionati dagli agenti «sembrerebbe emergere la circostanza che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita sia proveniente da un veicolo societario non riferibile» a RedBird. La Procura sostiene che «nonostante il passaggio di proprietà, i componenti del board del Milan in quota a Elliott sono rimasti immutati nelle rispettive cariche sociali», mentre all’autorità di vigilanza della Figc «sarebbe stata rappresentata l’effettiva cessione della proprietà in favore di RedBird». In questo scenario, secondo gli inquirenti, l’operazione di compravendita non sarebbe stata corredata da una «esaustiva e trasparente comunicazione alla Figc» con un’omissione di «circostanze rilevanti circa la effettiva proprietà della società». Inoltre emergerebbe una identità di indirizzo tra il veicolo a monte della catena di controllo attuale del Milan con la sede di società riconducibili a Elliott nel Delaware, uno degli stati Usa con la legislazione più favorevole alle società. Da ultimo gli ufficiali della Finanza hanno rintracciato un documento interno al Milan dal quale la situazione proprietaria verrebbe raffigurata in modo differente a quella di un pieno controllo di RedBird nel corso dei colloqui con gli investitori arabi portati avanti da Gerry Cardinale. La Procura, secondo quanto rivela Radiocor, cita un documento denominato «Ac Milan Investor Presentation» che spiegherebbe come Redbird con l’ingresso di un nuovo investitore scenderebbe dall’attuale 99,9% al 58,2% del club, mentre il nuovo soggetto entrerebbe con il 41,7% tramite il riacquisto per 487,5 milioni dell’80% del citato `vendor loan´ - cioé il finanziamento che la stessa Elliott aveva concesso a Redbird per rilevare il club. «In conclusione - scrive la procura - l’analisi del documento sembrerebbe confermare che il ´vendor loan’ sottoscritto tra Redbird e Elliott garantisca a quest’ultimo fondo d’investimento la proprietà di parte della società». Per questo «le informazioni fornite alla Figc da parte delle società coinvolte nell’intera operazione devono ritenersi non corrispondenti al vero». L’inchiesta si incrocia con gli accertamenti effettuati in seguito alla denuncia di Blue Skye, la società che aveva assunto un notevole potere nel Milan nel 2017 perdendolo con la cessione da Elliott a RedBird. Pur essendo molto piccola rispetto a un colosso come Elliott, esprimeva due componenti del Cda e addirittura il consigliere delegato, Gianluca D’Avanzo, in pratica il terzo in grado dopo Scaroni e Gazidis. Figura piuttosto misteriosa, è uscito di scena dopo un’inchiesta di Report. Ma insieme all’altro consigliere di amministrazione Salvatore Cerchione ha avviato una causa contro Elliott in Italia e Lussemburgo, sostenendo di essere stato tenuto all’oscuro della cessione da Elliott a RedBird. Non a caso sono indagati anche Daniela Italia e Jean Marc Mclean, amministratori della società lussemburghese Project Redblack, che controlla la Rossoneri Sport Investment, il veicolo creato fin dal 2017 e che ha registrato tutti i cambiamenti di questa girandola di vendite del Milan negli ultimi sette anni. Elliott aveva definito le azioni legali di BlueSkye come futili e temerarie, volte solo a ottenere risarcimenti non dovuti, ma queste cause hanno azionato l’inchiesta che ha portato alle perquisizioni di ieri. Saranno i prossimi passaggi a dire se l’ipotesi di reato può reggere per fatti simili, visto che l’impianto legale intende proteggere risparmiatori e investitori da danni economici. Qui lo scenario sembra differente. Resta il fatto che siamo di fronte all’ennesima puntata controversa di una storia piena di ambiguità fin dall’inizio, da quando Fininvest ha ceduto il Milan a un faccendiere cinese di fatto privo di un patrimonio riconoscibile. Fino a questo ultimo passaggio caratterizzato dall’ingente prestito del venditore Elliott al compratore RedBird, un fondo che ha comprato il Milan per 1,2 miliardi di euro, pur gestendo all’epoca asset per 8,6 miliardi di dollari. Con la nomina alla carica di a.d. del Milan di Giorgio Furlani, manager di Elliott.


TUTTOSPORT: COSA RISCHIA IL MILAN: difficile rimanere freddi e tranquilli. I tifosi rossoneri ovviamente si sono molto allarmati, sui social e non solo, per quanto accaduto ieri. Il fulmine che ha squarciato il pomeriggio milanese, però, non ha - almeno pubblicamente - agitato il club rossonero che intorno alle 17.30 ha reso nota la propria posizione: «In merito alla perquisizione avvenuta in data odierna nella propria sede, la società Ac Milan risulta terza ed estranea al procedimento in corso che attiene all’acquisizione della stessa, perfezionata nell’agosto 2022. L’indagine, che coinvolge anche i legali rappresentanti con potere di firma, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis, attuale e precedente ad del club, ipotizza non corrette comunicazioni alla competente autorità di vigilanza. La società sta prestando piena collaborazione all’autorità inquirente». Da Casa Milan ritengono di non rischiare a livello sportivo; mentre Furlani e Gazidis potrebbero incorrere nelle sanzioni previste dall’art. 2638 del codice civile (in caso di accertamento, si può essere puniti anche con la reclusione da uno a quattro anni). Per capire, però, se il Milan sarà davvero escluso da potenziali sanzioni a livello sportivo, bisognerà attendere lo sviluppo dell’indagine. Figc (tramite la Procura federale) e Uefa (con i suoi organi preposti) prima di muoversi attendono gli atti. Cosa potrebbe rischiare il Milan nel caso in cui venisse invece ritenuto parte in causa? In Italia, dal punto di vista della giustizia sportiva al Milan potrebbe essere contestata la violazione dell’art. 32 comma 5 del codice di giustizia sportiva (“Doveri e divieti in materia di tesseramenti, trasferimenti, cessioni e controlli societari”; in cui si parla di società che devono adempiere agli obblighi di comunicazione alla Figc) e pure l’art. 4 (“Lealtà sportiva”): in entrambi i casi le azioni variano da un’ammenda a una penalizzazione di uno o più punti in classifica. Per quanto concerne la Uefa, invece, nel caso in cui fosse certificato che dietro al club rossonero c’è ancora l'influenza diretta di Elliott, potrebbe essere riaperto il faldone legato al Lille e la questione multiproprietà (art. 5). Qualche anno fa la Uefa aveva infatti ipotizzato che Elliott esercitasse indirettamente un potere decisionale sul club francese visto che la società della famiglia Singer era uno dei maggiori creditori di Merlyn Partners, fondo di investimento che aveva rilevato il Lille nel dicembre 2020 da Gerard Lopez, a cui lo stesso Elliott aveva prestato 140 milioni. Con il passaggio al Milan da Elliott e RedBird e la mancata partecipazione del Lille alle coppe europee nel ’22-23, il dossier era stato congelato. La Uefa dunque attenderà per aprire un'inchiesta e l'eventuale sanzione potrebbe essere quella dell’esclusione del Milan (e del Lille) dalle coppe europee. Questa la replica di Elliott: «Prendiamo atto di notizie che riportano su indagini che riguardano l’attuale e l’ex ad del Milan in relazione all’accusa secondo cui il club “appartiene ancora a Elliott, e che questo è stato nascosto alla Federcalcio". Questa accusa è falsa. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022. A partire da quella data, Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo su Ac Milan».

CorSport: sanzioni, carte e tempi dell'indagine: «Violazioni in materia gestionale ed economica». In due pagine del codice di giustizia sportiva della Federcalcio è tratteggiato il rischio al quale va incontro il Milan, qualora fossero rintracciate anomalie sul passaggio da Elliott a RedBird. Fornire informazioni «mendaci, reticenti o parziali» in merito a una cessione di proprietà spalanca gli orizzonti punitivi tratteggiati nell’articolo 31 e approfonditi nell’articolo 8, dalla penalizzazione di uno o più punti in classifi ca (sanzione minima) alla retrocessione, fi no all’esclusione dal campionato. A tutto questo bisognerebbe poi includere quanto prevede l’art. 4 che impone «lealtà, probità e correttezza». Insomma, lo scenario è complesso e ricco di sfaccettature normative. Il sospetto degli inquirenti è che il club possa aver in qualche modo ostacolato l’esercizio delle funzioni dell’autorità di vigilanza, nel caso del pallone professionistico affi date alla Covisoc per la gestione ordinaria e, quando c’è un cambio di proprietà, pure alla Coaps, la commissione che stabilisce se i nuovi investitori posseggano determinati requisiti di onorabilità e di solidità fi nanziaria. LE CARTE. I sostituti Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi ipotizzano «che il Fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale della società Ac Milan, laddove all’autorità di vigilanza Figc sarebbe, invece, stata rappresentata l’eff ettiva cessione della proprietà in favore del Fondo Redbird» di Cardinale nel 2022. Tale circostanza determinerebbe pure «un confl itto di interesse» dal momento che il fondo Elliott risulta avere «un’infl uenza pure sul Lille, iscritta alle medesime competizioni europee» dei rossoneri. La fattispecie è prevista dall’art.5 del regolamento Uefa sulle competizioni continentali. Alcuni sono scenari apocalittici, eppure previsti dalle norme. La procura della Figc richiederà nelle prossime ore a quella della Repubblica l’atto di perquisizione e gli altri materiali probatori una volta analizzati i documenti e i dispositivi elettronici sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. È quanto avvenne pure nel caso plusvalenze della Juventus, che ha portato al -10 in classifica. TEMPI. Carte alla mano, il procuratore federale Chiné potrà valutare se ci siano state “false comunicazioni” tali da eludere i controlli finanziari e, in caso di risposta affermativa, aprire un’indagine con possibilità di deferimento per i soggetti coinvolti. I tempi non saranno brevi. Finché non arriverà il plico da Milano, Chiné potrebbe comunque attendere. Questo, almeno, suggerisce la prassi. La giustizia sportiva sarà anche celere, ma la fretta in casi simili è se

REPUBBLICA: RISCHIO PENALIZZAZIONE, ARABI E RUOLO DI BLUE SKYE: quali possono essere le conseguenze dell’indagine penale della Procura di Milano sull’intricato e nebuloso passaggio azionario che nel 2022 ha trasferito il controllo del Milan dal fondo anglo-statunitense Elliott della famiglia Singer, colosso della finanza, a un fondo a stelle e strisce di dimensioni più contenute, RedBird Capital di Gerry Cardinale? La violazione dell’articolo 32 comma 5 del codice di giustizia sportiva, sull’obbligo delle corrette comunicazioni per il rilascio delle licenze Figc, può comportare ammende o penalizzazioni, ma la procura federale si muoverà solo quando riceverà gli atti. Quanto all’Uefa, il fascicolo verrebbe aperto solo dopo l’eventuale sentenza Figc. Tuttavia nella sede di via Aldo Rossi più di qualche timore si è certamente insinuato. Lo dimostra il comunicato della società, “terza ed estranea all’indagine, che coinvolge anche i legali rappresentanti con potere di firma, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis, attuale e precedente Ad del club”. Il concetto di terzietà ha subito sollevato dubbi tra gli esperti di diritto sportivo, visto il ruolo apicale degli indagati nell’organigramma, ma intanto la cosa evidente è una certa presa di distanza — eufemismo — dall’ex ad e da quello attuale. In serata il fondo Elliott ha aggiunto la sua voce: «L’accusa è falsa. Dal 21 agosto 2022 Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo sul Milan». Proprio questo è però il nodo dell’indagine, originata dalla denuncia del fondo Blue Skye di Gianluca D’Avanzo e Salvatore Cerchione: attraverso l’avvocato Roberto Zingari hanno chiesto la valutazione del reato di “appropriazione indebita ai danni di Blue Skye”, che possedeva quote di minoranza, sollevando dubbi sulla cessione. La Procura ha tra l’altro ipotizzato il potenziale conflitto d’interesse, passibile di sanzioni Uefa come l’esclusione dalle coppe, se si dimostrasse che Elliott all’epoca dei fatti contestati aveva ancora “un’influenza dominante sulla società di calcio francese Losc Lille” e che il rischio di un’indagine di Nyon possa avere accelerato il cambio azionario al Milan. Nel caso, essendo i tempi di prescrizione Uefa di 5 anni, sarebbe possibile l’apertura di un’inchiesta retroattiva di Nyon per la violazione delle regole sulla multiproprietà: solo a partire dalla prossima edizione delle coppe non più contigue (cioè senza più retrocessioni dall’una all’altra) lo stesso proprietario o azionista “con influenza decisiva” potrà infatti controllare più di un club, a patto che le squadre partecipino a competizioni diverse. Un altro argomento delicato, messo a fuoco dalla GdF, riguarda il potenziale riassetto societario in vista dell’ingresso di un nuovo investitore. Nel documento uscito da Casa Milan — quante crepe in via Aldo Rossi sull’interesse di investitori arabi, anticipato da Repubblica — si prefigurano addirittura le future quote: al nuovo socio il 41,7% tramite il riacquisto per 487.5 milioni dell’80% del famoso “vendor loan”, il finanziamento concesso da Elliott a RedBird per rilevare il club. Ma il Milan ha un guaio per certi versi ancora più serio. Da ieri tutta la sua dirigenza all’americana, che ha estromesso Maldini e Massara per varare la nuova politica societaria, appare più debole: soprattutto l’ad Furlani e l’azionista di maggioranza Cardinale. Il quale si è autodipinto, nei forum organizzati ad hoc senza domande scomode, come il vate di un calcio ipermoderno, fatto di stadi fantasmagorici, e ha investito Ibrahimovic del ruolo di suo plenipotenziario. Ora si fa un po’ più di fatica a credergli.

REPUBBLICA SULL'INDAGINE DA PARTE DELLA PROCURA: fondati dubbi sull’effettiva proprietà della società Ac Milan».È un terremoto quello che si è abbattuto ieri sulla squadra di calcio italiana più titolata al mondo, con le perquisizioni eseguite negli uffici di Casa Milan da parte del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano, coordinato dai pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, che indagano sul passaggio della società dal fondo Elliott agli attuali proprietari di RedBird. L’accusa è che «il fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale della società Ac Milan, laddove all’Autorità di vigilanza Figc sarebbe, invece, stata rappresentata l’effettiva cessione nel 2022 della proprietà in favore del Fondo RedBird» di Gerry Cardinale. Emerge così che l’ex e l’attuale ad del Milan, Ivan Gazidis e Giorgio Furlani, sono indagati per ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. I due ad avrebbero «esposto fatti materiali non rispondenti al vero» e «occultato con mezzi fraudolenti fatti che avrebbero dovuto comunicare alla Figc» sulla situazione patrimoniale e finanziaria relativa all’assetto proprietario della società». L’indagine ha preso il via dall’esposto dell’ex socio di minoranza del club, Blue Skye, di Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. Con l’avvocato Roberto Zingari, lamentavano di essere stati tenuti all’oscuro ed esclusi dalla vendita ma avanzavano anche dubbi sulla cessione del club, un’operazione da 1,2 miliardi con un prestito di Elliott a RedBird di 560 milioni al 7 per cento. Perplessità in assemblea che sarebbero state «estromesse» nei verbali inviati alla Figc. Nel decreto di perquisizione notificato anche agli altri due indagati — Daniela Italia e Jean Marc Mclean, amministratori di Project Redblack, controllante di Rossoneri Sport Investment Luxembourg, che detiene le azioni del Milan — sono elencate le presunte anomalie. Già dal 24 dicembre 2021, un documento agli atti «evidenziava che i fondi Elliott e RedBird avevano cominciato a negoziare i termini della trattativa che portava al closing». Trattativa «non menzionata nella delibera di approvazione della trimestrale del Milan del 27 maggio 2022, comunicata alla Figc». Eppure, scrivono i pm, «appena il giorno precedente era stato sottoscritto il contratto preliminare di vendita tra il veicolo del fondo RedBird e Rossoneri Sport». Emerge anche che «al vertice delle stesse non si trovasse il fondo RedBird o il suo amministratore Cardinale — come dichiarato pubblicamente — ma la società americana Rb Fc Holding Genpar Llc, avente sede al medesimo indirizzo americano in Delaware della società King George Investments Llc e Genio Investment Llc, socie di maggioranza di RedBlack in quanto espressione del fondo Elliott». «Discrepanze» anche sulla «provenienza dei fondi utilizzati per l’acquisto delle azioni» del Milan. «Sembrerebbe emergere che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita di Ac Milan sia proveniente da un veicolo societario non riferibile a RedBird». E ancora: «nonostante il passaggio di proprietà, i componenti del board di Ac Milan in quota al fondo Elliott sono rimasti immutati nelle rispettive cariche sociali». Circostanze che portano i pm a credere che il fondo Elliott sia ancora il proprietario del Milan. Innescando anche una «situazione di conflitto di interesse»: Elliott risulta «avere un’influenza dominante» sul club francese del Lille, «iscritta alle medesime competizioni europee del Milan», violando le leggi Uefa. La procura cita anche una recente trattativa con investitori arabi. Il «vendor loan sottoscritto tra RedBird e Elliott» sembrerebbe confermare che «garantisca a quest’ultimo fondo la proprietà di parte del Milan». Ieri, dopo il sequestro di pc, telefoni e documenti, Ac Milan ha comunicato che «la società risulta terza ed estranea al procedimento» e che «sta prestando piena collaborazione alle autorità». «Dalla vendita del 31 agosto 2022, Elliott non ha nessuna partecipazione o controllo del club», ribadisce il fondo

BELLINAZZO SU IL SOLE 24 ORE: Il Milan sarebbe ancora del fondo Elliott e il passaggio di proprietà avvenuto il 31 agosto del 2022 al fondo RedBird guidato da Gerry Cardinale sarebbe fittizio. Da ciò discende che le comunicazioni sull’assetto societario effettuate dai vertici rossoneri alla Figc nel 2022 e nel 2023 sarebbero irregolari. Per questi motivi i pm di Milano Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri hanno disposto un decreto di perquisizione nei confronti dell’ad del Milan, Giorgio Furlani, e dell’ex ad Ivan Gazidis. Atti di indagine eseguiti ieri dal Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza (sono indagati anche Jean-Marc McLean e Daniela Italia, manager di Elliott e amministratori della società lussemburghese Project Redblack già destinatari in passato di analoghi provvedimenti). L’ipotesi delittuosa è quella prevista dall’articolo 2638 del Codice civile («ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza»). Per i pm milanesi sarebbero stati dichiarati «fatti materiali non rispondenti al vero» rispetto alla «situazione economica, patrimoniale, finanziaria», occultandoli «con mezzi fraudolenti». Le verifiche appena effettuate rientrano nell’ambito dello scontro tra Blue Skye e il fondo Elliott sulla vendita del club rossonero. La società guidata da Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo ha avviato nei mesi scorsi una serie di contenziosi non solo in Italia, ma anche negli Usa, passando per il Lussemburgo e Hong Kong, denunciando la violazione dei propri diritti di socio di minoranza (Blue Skye deteneva il 5% di Project Redblack, contro il 95% di Elliott) nell’ambito del processo di vendita del Milan a RedBird. Ricorsi fin qui non approdati a nulla. Ora però i pm milanesi ritengono di aver messo insieme un grave quadro indiziario che testimonierebbe la perdurante proprietà del Milan in capo ad Elliott. Nell’estate del 2022, infatti, come ricostruisce il decreto di perquisizione, RedBird ha acquistato il Milan in parte versando 600 milioni e in parte sulla base di un vendor loan per 560 milioni concesso dallo stesso fondo Elliott ( che aveva un ruolo di intermediazione). Elliott in cambio di ciò ha costituito un pegno sulle azioni rossonere e confermato i manager di propria espressione nel board. Dai documenti in possesso della Procura, tuttavia, «sembrerebbe che la maggior parte del capitale usato per la compravendita del Milan sia proveniente da un veicolo societario non riferibile a RedBird». Inoltre, al vertice della catena di controllo del club non compare RedBird o Cardinale, ma la società Rb Fc Holding Genepar, che ha il medesimo indirizzo nel Delaware di due società «socie di maggioranza di Redblack in quanto espressione del fondo Elliott». La Procura cita anche un documento riservato predisposto per i colloqui intercorsi tra Cardinale e investitori arabi negli ultimi mesi da cui si evincerebbe che il prestito tra RedBird e Elliott «garantisce a quest’ultimo la proprietà di parte del Milan». Tra i moventi della presunta simulazione di vendita ci sarebbe per la Procura la volontà di Elliott di evitare sanzioni della Uefa, in quanto il fondo dalla famiglia Singer eserciterebbe un’influenza dominante sul Lille, squadra di proprietà del fondo Merlyn a cui però Elliott ha concesso un prestito di 170 milioni. In tema di conflitto di interessi peraltro RedBird ha rilevato nel 2020 l’85% del Tolosa. Il Milan ha fatto sapere di essere estraneo al procedimento in corso, mentre Elliott in serata ha ribadito attraverso un portavoce di non avere «più partecipazioni azionarie o di controllo sul Milan»
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iceman.

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Ansa: La Procura di Milano ha aperto il un'inchiesta sulla cessione del Milan da Elliott a RedBird, avvenuta formalmente per circa 1,2 miliardi di euro. Il prezzo è ritenuto troppo alto negli ambienti del calcio e gli inquirenti vogliono far luce sulla congruità del prezzo e sul motivo della presunta simulazione di compravendita. La Guardia di Finanza e i pm stanno esaminando le carte sequestrate ieri per accertare le ragioni dietro l'operazione. L'inchiesta è partita da un esposto presentato da un tifoso del Milan che aveva sollevato dubbi sulla cessione della squadra rossonera. Il Milan è stato comprato formalmente per circa 1,2 miliardi di euro, cifra che negli ambienti è da tempo ritenuta troppo alta. Le indagini puntano a far luce anche sul motivo della presunta simulazione di compravendita.

È tutto un circo, spero solo arrivi pif e basta, gli altri possono andare tutti al gabbio.
 
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Ansa: La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulla cessione del Milan da Elliott a RedBird, avvenuta formalmente per circa 1,2 miliardi di euro. Il prezzo è ritenuto troppo alto negli ambienti del calcio e gli inquirenti vogliono far luce sulla congruità del prezzo e sul motivo della presunta simulazione di compravendita. La Guardia di Finanza e i pm stanno esaminando le carte sequestrate ieri per accertare le ragioni dietro l'operazione.


Il Milan è stato comprato formalmente per circa 1,2 miliardi di euro, cifra che negli ambienti è da tempo ritenuta troppo alta. Le indagini puntano a far luce anche sul motivo della presunta simulazione di compravendita.

Palesati, eroe! :asd:

P.S Ma chi lo decide se il prezzo di vendita è troppo alto oppure no?
"negli ambienti è da tempo ritenuta troppo alta".
Ma quali ambienti?
 
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Ansa: La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulla cessione del Milan da Elliott a RedBird, avvenuta formalmente per circa 1,2 miliardi di euro. Il prezzo è ritenuto troppo alto negli ambienti del calcio e gli inquirenti vogliono far luce sulla congruità del prezzo e sul motivo della presunta simulazione di compravendita. La Guardia di Finanza e i pm stanno esaminando le carte sequestrate ieri per accertare le ragioni dietro l'operazione.


Il Milan è stato comprato formalmente per circa 1,2 miliardi di euro, cifra che negli ambienti è da tempo ritenuta troppo alta. Le indagini puntano a far luce anche sul motivo della presunta simulazione di compravendita.
Ah, quindi tutte le cose che tutti noi, con eccezione dei soliti noti, abbiamo trovato strane dal giorno 0 adesso sembrano strane? Strano…
Adesso manca solo qualche debunker che dimostri che la famosa foto di Cardinale durante la festa scudetto fosse un fake.
 

FreddieM83

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Ansa: La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulla cessione del Milan da Elliott a RedBird, avvenuta formalmente per circa 1,2 miliardi di euro. Il prezzo è ritenuto troppo alto negli ambienti del calcio e gli inquirenti vogliono far luce sulla congruità del prezzo e sul motivo della presunta simulazione di compravendita. La Guardia di Finanza e i pm stanno esaminando le carte sequestrate ieri per accertare le ragioni dietro l'operazione.. Il Milan è stato comprato formalmente per circa 1,2 miliardi di euro, cifra che negli ambienti è da tempo ritenuta troppo alta. Le indagini puntano a far luce anche sul motivo della presunta simulazione di compravendita.

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GDS: t
erremoto a Casa Milan. Ieri la T Guardia di finanza si è presentata nella sede del club rossonero, forte del decreto di perquisizione firmato dai sostituti procuratori Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi. Contestualmente, la Procura di Milano ha notificato l’informazione di garanzia a quattro indagati: Giorgio Furlani, attuale amministratore delegato del Milan; Ivan Gazidis, a.d. del Diavolo dal 2018 al 2022; Daniela Italia e Jean Marc McLean, espressione di Elliott nel cda di Project Redblack, la società lussemburghese utilizzata ai tempi (2017) del prestito a Yonghong Li e successivamente detentrice delle azioni del club, almeno sino alla vendita a RedBird. Una cessione, secondo i magistrati milanesi, nebulosa e poco trasparente, tanto da ipotizzare che, a tutti gli effetti, «il fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale del Milan». E di cosa sarebbero accusati, in particolare, Furlani e Gazidis? Il capo d’imputazione è da ricercare nell’articolo 2638 del codice civile, in cui si fa riferimento all’ostacolo delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Nel caso specifico, la Federazione gioco calcio. In qualità di amministratori delegati, sempre secondo l’accusa, i due «esponevano fatti materiali non rispondenti al vero e comunque occultavano con mezzi fraudolenti, in tutto o in parte, fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione economica, patrimoniale e finanziaria relativa all’assetto proprietario della società». In pratica, nelle comunicazioni ufficiali alla Figc, firmate a loro tempo prima da Gazidis e poi da Furlani, non sarebbero state fornite informazioni complete e veritiere sulla proprietà del Milan, omettendo per esempio che ai vertici delle strutture societarie che controllerebbero il club non ci sarebbe RedBird o Gerry Cardinale, ma la società Rb Fc Holding Genpar Llc, avente sede nel medesimo indirizzo, nel Delaware (Usa), di King George Investments Llc e Genio Investments, socie di maggioranza in quota Elliott di Project Redblack. Su questo fatto, da Casa Milan fanno notare però che lo stesso indirizzo fa riferimento a un gigantesco polo di aziende differenti (tremila società), ovviamente non tutte riferibili alla galassia Elliott. Di chi è il club? Da Blue Skye alle perquisizioni La domanda di fondo resta sempre quella: di chi è davvero il Milan? Per la Procura di Milano, la risposta più che RedBird pare essere ancora Elliott, anche per la natura della cessione attraverso il cosiddetto “vendor loan” (il prestito dal venditore stesso) che «garantisce a quest’ultimo fondo d’investimento la proprietà di parte della società». Proprio da un esposto sulla vendita del Milan, presentato nel settembre del 2022 da Blue Skye, gli inquirenti hanno cominciato a mettere sotto la lente d’ingrandimento il passaggio da Elliott a RedBird. Blue Skye è la società lussemburghese che nel 2017 aveva concepito, unitamente a Elliott, l’operazione finanziaria per la concessione del prestito a Li, escutendo in seguito il Milan in pegno attraverso Project RedBlack. Al momento della cessione a RedBird, Blue Skye sarebbe stata estromessa, quale socio di minoranza di Project Redblack, senza delibera all’unanimità di tutti i membri del cda. Da qui l’esposto, cui la Procura di Milano ha fatto seguire l’indagine in corso, con la perquisizione a Casa Milan e l’ispezione dei dispositivi (telefoni, pc) e dei locali (uffici, residenza) a disposizione di Furlani e Gazidis. L’azione delle forze dell’ordine, come sottolineato nel decreto stesso, è stata particolarmente celere, sussistendo «particolari ragioni di urgenza dovute alla possibilità che le cose oggetto di reato o a essi pertinenti, vengano disperse anche in relazione a una possibile attività di cancellazione degli stessi». La difesa Dalla società a Elliott Naturalmente nella giornata di ieri sono arrivate anche le risposte sia del Milan che del fondo Elliott. «In merito alla perquisizione avvenuta in data odierna nella propria sede, la società Ac Milan risulta terza ed estranea al procedimento in corso che attiene all’acquisizione della stessa, perfezionata nell’agosto 2022». La difesa di Furlani verterà, comunque, sull’assoluta trasparenza e correttezza delle informazioni fornite alla Figc (anche nel caso, indicato nel decreto, in cui si fa riferimento a una non comunicata cessione del club nel maggio 2022, quando in realtà era stato solamente sottoscritto un preliminare di vendita). Mentre nella serata di ieri un portavoce di Elliott ha puntualizzato. «Prendiamo atto delle notizie che riportano indagini che riguardano l’attuale e l’ex amministratore delegato del Milan in relazione all’accusa secondo cui il club “appartiene ancora a Elliott e che questo è stato nascosto alla Federcalcio”. Questa accusa è falsa. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022. A partire da quella data, Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo su Ac Milan».

GDS: il decreto e PIF che era pronto ad entrare col 47%: idea di un Milan globale, cioè con una proprietà divisa tra l’America e il Medio Oriente, non era un’indiscrezione giornalistica. Nel decreto di perquisizione a carico dei quattro indagati la realtà emerge nel dettaglio. Numeri nero su bianco, il fondo Pif indicato come l’investitore destinato a entrare nella proprietà del club. In un documento specifico («Ac Milan Investor Presentation») si fa riferimento a un finanziatore, Pif, a cui andrebbero «il 47,1% delle quote tramite il riacquisto dell’80% del Vendor Loan per 487,5 milioni di dollari». Servono due specifiche: Pif, fondo sovrano dell’Arabia Saudita, ha un patrimonio netto di 861 miliardi di dollari (10 quelli in gestione a RedBird) e l’obiettivo di raggiungere quota mille miliardi entro la fine del 2025 grazie a investimenti in diverse aree economiche del regno. Nel 2021 Pif ha rilevato il Newcastle per 350 milioni di euro e ha il controllo dei quattro grandi club della Saudi Pro League. Due: il Vendor Loan è un prestito da 550 milioni, rimborsabile in 3 anni con un tasso d’interesse del 7%, che RedBird ha ricevuto da Elliott; significa che Cardinale, entro fine 2025, dovrà restituire al fondo di Singer circa 665 milioni, interessi compresi. La quota che Pif avrebbe rilevato da Elliott sarebbe stata convertita in equity - possibilità questa che non compare negli atti -, facendo del gigante saudita il secondo azionista del Milan. Il fronte Figc Altre contestazioni presenti nell’atto di perquisizione che interessano i milanisti sono quelle che vedono Gazidis e Furlani interfacciarsi con Figc e Uefa. Istituzioni che verificano la solidità finanziaria di chi detiene il controllo delle società, e devono essere informate dei passaggi di proprietà. Il Milan non sarebbe stato così puntuale. «Il 27 maggio 2022 nella delibera di approvazione della relazione trimestrale di Ac Milan comunicata alla Figc non veniva menzionata la circostanza che appena il giorno precedente, 26 maggio, era stato sottoscritto un contratto preliminare di vendita». Inoltre la Procura «analizzava la struttura societaria dell’acquirente fornita al board Milan dopo il closing del 31 agosto 2022 e la confrontava con quella comunicata alla Figc il 15 settembre 2022 rivelando significative differenze». Per arrivare «all’ipotesi che il fondo Elliott conservi il controllo sostanziale della società laddove all’Autorità di vigilanza Figc sarebbe stata rappresentata l’effettiva cessione delle proAl vertice di Elliott Gordon Singer è il figlio di Paul, proprietario del fondo Elliott. Si vede spesso in tribuna a San Siro seduto vicino agli attuali dirigenti rossoneri. Tifoso del Milan e dell’Arsenal, è Equity partner e Managing partner del fondo americano di proprietà del padre. Prima di entrare in Elliott, Gordon ha lavorato in Lehman Brothers LAPRESSE prietà in favore di RedBird», in generale «con una non esaustiva e trasparente comunicazione alla Figc». E’ ciò che potrebbe portare a conseguenze come multa o penalità. Il fronte Uefa Circostanza che, se accertata, contrasterebbe con le norme Uefa. «Determinerebbe una situazione di conflitto di interesse dal momento che il fondo Elliott risulta avere un’influenza dominante su un’ulteriore società di calcio francese Lilla iscritta alle medesima competizioni europee del Milan. Il controllo sulle due società violerebbe quanto previsto dall’articolo 5 del regolamento Uefa sulle competizioni continentali che impedisce che uno stesso soggetto possa esercitare il controllo o l’influenza su più club iscritti alle competizioni europee». Di chi è il capitale? Ancora dall’ordinanza: «Le azioni del Milan sarebbero state acquistate tramite il Footballco Intermediate Cooperatief con capitale fornito da fondi gestiti da RedBird. Lo stesso RedBird aveva destinato 600 milioni circa all’operazione di acquisto delle azioni Milan e che di questo importo circa 200 milioni sarebbero stati forniti da Kaiser Permanente, consorzio americano del settore medico con sede in Oakland, California; la restante parte, 400 milioni, da un ulteriore private found gestito da RedBird... In altri termini sembrerebbe emergere la circostanza che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita di Ac Milan sia proveniente da un veicolo societario non riferibile a RedBird

GDS: COSA RISCHIA IL MILAN a domanda che rimbalzava nelle chat rossonere così come sui social o nei bar, ieri è stata più o meno sempre la stessa: che cosa succede adesso al Milan? La prima cosa che occorre precisare quando ci si avventura in questo tipo di risposte è che siamo soltanto all’inizio di una storia che - sia per la giustizia ordinaria sia per quella sportiva - sarà lunga e che al momento non ci sono certezze. Ma è vero pure che le conseguenze “sul campo” dell’inchiesta della Procura di Milano su Gazidis e Furlani rischiano di essere pesanti. I due, ex e attuale a.d. del club rossonero, sono accusati di «ostacolo all’esercizio delle funzioni pubbliche dell’autorità di vigilanza», ovvero - come specificato anche dal decreto di perquisizione firmato dai sostituti Cavalleri e Polizzi - la Figc. La Procura federale aprirà dunque un fascicolo e chiederà subito di ottenere gli atti da Milano, per poi stabilire se ci siano gli estremi per procedere. Vediamo dunque le possibili contestazioni e le conseguenti sanzioni che i rossoneri rischiano in Italia e in Europa. In campionato L’eventuale alterazione di informazioni sulla proprietà da parte del club comporterebbe la violazione dell’articolo 32 comma 5 del Codice di giustizia sportiva che punisce «la società che non adempie agli obblighi di comunicazione e di deposito nei termini fissati dalle disposizioni federali in materia di controllo delle società professionistiche o di ammissione ai campionati professionistici o di rilascio delle licenze Figc». Le possibili sanzioni, che come noto lasciano ampio margine di manovra a Procura e giudici, vanno dall’ammenda ai punti di penalizzazione in classifica. A questo potrebbe essere affiancato o contestato in alternativa l’articolo 31 comma 1 sulle violazioni in materia gestionale ed economica: «Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (Covisoc) e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze Uefa e Figc, ovvero il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali». Anche qui le sanzioni vanno dalla multa alla penalizzazione. Il procuratore capo Giuseppe Chinè, una volta studiate con la massima attenzione tutte le carte acquisite dalla Procura milanese, potrebbe anche contestare l’articolo 4, quello che obbliga anche società e dirigenti a osservare «i principi della lealtà, della correttezza e della probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva», mentre il Milan, in base all’articolo 6, può essere accusato per responsabilità diretta, visto che parliamo di due amministratori delegati: gli effetti sulle sanzioni potrebbero essere dunque i più pesanti. Direttamente collegato all’eventuale illecito in questione è anche l’articolo 20 bis delle Noif, che regola le «Acquisizioni e cessioni di partecipazioni societarie in ambito professionistico». Qui emerge anche il ruolo di controllo della Co.A.P.S. - Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie, organo senza valore pubblicistico (al contrario della Covisoc) deputato a verificare i requisiti dei nuovi acquirenti. Le sanzioni per un’alterazione di questo tipo di documentazione si rifanno espressamente al già citato articolo 32 del Codice di giustizia sportiva: i commi dal bis all’octies in base a come si declina la violazione definiscono il numero di punti di penalizzazione da assegnare che tra l’altro possono essere anche cumulabili. Insomma, la sintesi di questo lungo elenco di articoli e norme è semplice: il rischio penalizzazione è molto alto, ma in questa fase è meglio essere prudenti.

GDS: L'OPERAZIONE FINANZARIA, LA VALUTAZIONE ALTA E I DUBBI SULLA VENDITA: dalla Fininvest allo sconosciuto imprenditore cinese Li Yonghong, dall’escussione del pegno da parte del fondo Elliott al passaggio di quote all’altro fondo RedBird. Il Milan, una volta tramontata l’epopea berlusconiana, è salito sulle montagne russe della globalizzazione e della finanziarizzazione del calcio e non è più sceso. Nella primavera del 2022 i rossoneri stavano per passare a Investcorp, fondo del Bahrain che negli anni Novanta aveva rilanciato Gucci. Poi il blitz a sorpresa di RedBird. Quando, il 31 agosto 2022, venne annunciato ufficialmente il closing dell’operazione, due circostanze balzarono all’occhio: la valutazione data al club rossonero, cioè 1,2 miliardi di euro, e il vendor loan da 550 milioni concesso da Elliott a RedBird che, prima di concludere l’affare, gestiva un patrimonio di 6 miliardi di dollari (oggi saliti a 10). Calcoli È vero che il Milan era stato risanato, con l’Ebitda in territorio positivo e i debiti finanziari sostanzialmente azzerati, ma il prezzo della transazione esprimeva pur sempre un multiplo dei ricavi superiore a 4,5, al livello dei club più ricchi al mondo nonostante mancassero grandi asset patrimoniali. Non a caso l’algoritmo della società di consulenza Football Benchmark assegnava, a quel tempo, un enterprise value di 578 milioni al Milan. D’altra parte, quasi metà del valore ufficiale della transazione era generato da un prestito dello stesso venditore, a un tasso di interesse del 7% annuo che dovrà essere rimborsato da RedBird entro il 2025. A fronte di tale finanziamento Elliott si è assicurata il pegno sul 99,93% delle azioni cedute ad Acm Bidco (il veicolo olandese utilizzato da Gerry Cardinale per rilevare il Milan), «quale credito garantito, in forza del contratto denominato Pledge Agreement over Shares». Per la verità, in base a un comunicato del giugno 2022, l’accordo prevedeva che Elliott mantenesse una partecipazione finanziaria di minoranza nel club. Successivamente, a closing avvenuto, si è chiarito come il passaggio di quote riguardasse la totalità del pacchetto detenuto da Elliott. Si è comunque materializzata una delle clausole previste a garanzia del prestito: il mantenimento, da parte del fondo gestito da Paul Singer, di propri rappresentanti nel consiglio d’amministrazione. Uomini Così a settembre 2022, quando s’insediò il nuovo board, si sedettero al loro posto Gordon Singer, cioè il figlio del fondatore di Elliott, Giorgio Furlani e Stefano Cocirio, per anni rispettivamente portfolio manager e associate portfolio manager di Elliott. Ruoli poi abbandonati. Nel giro di qualche mese, infatti, Furlani è stato nominato amministratore delegato del Milan e Cocirio ha assunto la carica di chief financial officer. Dirà Cardinale al Financial Times: «Ho un enorme rispetto per Paul e Gordon Singer. Ho detto loro: “Quando faremo questa cosa, voglio che voi continuiate a essere coinvolti e quindi vi metteremo in una parte diversa della struttura del capitale”. Abbiamo preso due dei loro uomini migliori di loro spontanea volontà. Non l’ho fatto io. Hanno alzato la mano. Li abbiamo esaminati insieme a tutti gli altri e, sorpresa delle sorprese, sono ottimi, sia come Ceo che come Cfo». Adesso, a distanza di un po’ di tempo, da Elliott fanno notare come nel cda rossonero sia rimasto un solo rappresentante, perché Furlani e Cocirio sono diventati dipendenti del Milan. Resta, dunque, soltanto Gordon Singer, ma la sua è una presenza per nulla marginale: coinvolto nel dossier rossonero sin dagli inizi dell’avventura di Elliott, è un consigliere ascoltatissimo che Cardinale consulta sicuramente per tutte le decisioni strategiche. Va ricordato, poi, come Paolo Scaroni, presidente del Milan dal 2018 e deputy chairman di Rothschild ai tempi in cui la banca era advisor di Li Yonghong, sia stato nominato di recente da Cardinale presidente di RedBird International. Nomi che ricorrono, intrecci inestricabili.

CORRIERE DELLA SERA: otto inedite circostanze — nel raffronto tra dati forniti alla Sec e alla Federcalcio, in sequestri in Lussemburgo, e in un recentissimo documento interno al Milan rivolto a possibili investitori arabi — hanno spinto ieri la Procura di Milano a coltivare «l’ipotesi che il fondo Elliott» del finanziere americano Paul Singer «conservi attualmente il controllo sostanziale del Milan, laddove all’autorità di vigilanza Federcalcio sarebbe invece stata rappresentata l’effettiva cessione della proprietà in favore del fondo RedBird» del connazionale Gerry Cardinale, apparente acquirente il 31 agosto 2022 per quasi 1,2 miliardi di euro: 600 milioni con soldi propri e 560 milioni con soldi prestatigli proprio dal venditore Elliott tramite emissione di prodotti finanziari (vendor loan). Il che ha portato ieri il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri a perquisire la sede del Milan e indagare l’amministratore delegato dal 2022, Giorgio Furlani, e il suo predecessore, dal 2018 al 2022, Ivan Gazidis, per l’ipotesi di ostacolo all’attività della Federazione italiana giuoco calcio, ente pubblicistico nella vigilanza sui requisiti di legge dei titolari di club di calcio. «È falso — reagisce Elliott —. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022, da allora non abbiamo più alcuna partecipazione o controllo». Tra gli indizi d’accusa c’è la relazione trimestrale del Milan il 27 maggio 2022 alla Figc, silente sul preliminare di vendita sottoscritto appena 24 ore prima, per di più senza la parte di verbale d’assemblea in cui il socio di minoranza Blue Skye chiedeva lumi sulle voci di vendita. Un documento nello studio «Legance Associati» (consulente di RedBird) mostrerebbe che, quando Gordon Singer (figlio del fondatore di Elliott) giurava non ci fossero trattative di vendita del Milan, non diceva il vero a Blue Skye, perché invece almeno già da fine 2021 stava contrattando con RedBird l’affare concluso il 31 agosto 2022 da Cardinale. Che peraltro in cima alla propria catena di società ne issava una collocata nel Delaware allo stesso indirizzo di due società che per Elliott avevano controllato la società usata per rilevare il Milan, «Project RedBlack». In più, mentre RedBird nelle comunicazioni alla Figc attesta che la metà di pagamento del Milan (in soldi) venga da un certo proprio fondo, in quelle alla Sec (che vigila sulla Borsa americana) «sembra emergere che la maggior parte del capitale usato per la compravendita venga da un veicolo societario non riferibile» a RedBird. E poi c’è il documento più nuovo, finito in mano agli inquirenti non si sa come: una «presentazione» dell’attuale assetto rossonero preparata dalla dirigenza del Milan per i colloqui avuti a fine 2023 con «investitori del mondo arabo», e che al Nucleo di polizia valutaria GdF fa concludere «che il vendor loan», cioè il controverso prestito fatto nel 2022 dal venditore Elliott al compratore RedBird, tutt’oggi «garantisca a Elliott la proprietà di parte del Milan». E questo perché, nello schema proposto dal Milan agli arabi, RedBird (100% del Milan con 679,5 milioni al 31 dicembre 2023) scenderebbe al 58,2% (ma a fronte di un investimento che rimarrebbe immutato) nel caso in cui un nuovo investitore acquisisse il 41,7% del Milan ricomprando per 487,5 milioni l’80% del famoso prestito, di cui resterebbe una parte pari a 121,9 milioni. Le omissioni alla Federcalcio, se provate, potrebbero fare scattare sanzioni sportive per il Milan, come pure il «conflitto di interessi» di Elliott per la sua «influenza dominante» (a detta dei pm sempre tramite un prestito) già sulla squadra francese del Lille: intreccio vietato dall’Uefa in caso di squadre iscritte alle medesime competizioni europee (cosa però in concreto non verificatasi nei tornei 2022-2024). Ma questi elementi nuovi si aggiungono comunque alla già rilevata permanenza al vertice (anche dopo l’apparente vendita) dei dirigenti in quota Elliott (Furlani divenuto ad, Paolo Scaroni rimasto presidente e oggi non indagato perché le comunicazioni alla Figc spettano per legge all’ad). Inoltre nel 2022, per consentire la vendita a RedBird, il pegno sulle azioni del Milan fu cancellato dagli uomini di Elliott senza informarne (come previsto dalle intese) il socio minoritario Blue Skye. E resta la singolarità tempistica dello spostamento (poche ore dopo le prime perquisizioni ordinate dai pm il 26 gennaio 2023) alle Isole Cayman e in Delaware, nel patrimonio di altre due società riconducibili sempre al fondo Elliott, di 515 milioni di euro in denaro e di altri 541 milioni in obbligazioni

CORSERA: ECCO COSA RISCHIA IL MILAN: poche righe di commento, a sottolineare che il Milan è l’oggetto della transazione tra Elliott e RedBird — e quindi oggi dell’inchiesta che ne mette in discussione la veridicità —, e di conseguenza la società risulta «terza ed estranea al procedimento». Nessuno del club ha partecipato, come ovvio, al passaggio di proprietà, nemmeno i due dirigenti (uno del passato, Ivan Gazidis, e uno di oggi, Giorgio Furlani, al lavoro a Casa Milan ostentando una certa serenità), oggi indagati perché hanno firmato i documenti che comunicavano il cambio di proprietà alla Figc. Quello che invece al Milan è successo è che il consiglio, essendoci una clausola di gradimento da esprimere per approvare l’acquisizione (non sempre prevista), è entrato in tutti i dettagli della vendita. Ed è soprattutto per questo che, anche se rigorosamente off the records, si respira una buona dose di stupore verso l’inchiesta che ha portato ieri alle perquisizioni in società. E anche perché l’impressione comune è che Gerry Cardinale, che ha appena versato 40 milioni per comprare i terreni dello stadio, si comporti da proprietario vero e proprio e non da prestanome. In serata, è un portavoce di Elliott a fornire una smentita secca rispetto «all’accusa che il club “appartiene ancora a Elliott, e che questo è stato nascosto alla Federcalcio”. Questa accusa è falsa. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022. A partire da quella data, Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo su Ac Milan». Alle tesi dell’accusa si obietta poi che il vendor loan (il prestito di Elliott) è pratica comune nelle operazioni di private equity, i cui accordi consentono a Elliott di nominare due amministratori (a oggi ce n’è uno solo, Gordon Singer). Quanto al fatto che i due fondi condividano lo stesso indirizzo nel Delaware (1209 North Orange Street, Delaware), è perché è la sede del Corporation Trust Center, un centro che fornisce servizi alle imprese e che funge da indirizzo registrato di molte migliaia di società. Detto tutto ciò, è chiaro che un’inchiesta simile non possa far bene al club, anche solo per la confusione mediatica. Se poi invece l’accusa fosse dimostrata, allora il Milan rischierebbe anche sul piano della giustizia sportiva. Oggi la procura Figc chiederà gli atti. Quando c’è un cambio di proprietà le informazioni vanno inviate alla Commissione consultiva Co.A.P.S. (Commissione acquisizione partecipazioni societarie) di cui si avvale la Figc: chi compra deve rispettare requisiti di onorabilità. Gli articoli 31 («Violazioni in materia gestionale ed economica») e 32 («Doveri e divieti in materia di tesseramenti, trasferimenti, cessioni e controlli societari») comma 5, normano la materia: «Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva» e poi «la società che non adempie agli obblighi di comunicazione e di deposito nei termini fissati (...) è punita, con le sanzioni previste ovvero, in mancanza, con quelle dell’ammenda o della penalizzazione di uno o più punti in classifica». Potrebbe essere contestato poi l’articolo 4 che impone la lealtà sportiva. C’è infine la questione delle norme Uefa che vietano le multiproprietà per squadre che partecipano alle competizioni europee, la cui violazione può portare all’esclusione dalle Coppe: in questo caso, bisognerebbe dimostrare, oltre che Elliott è proprietario del Milan, che lo sia mai stato del Lille (al precedente presidente, Elliott e Jp Morgan avevano prestato nel 2018 140 milioni, ma la proprietà è cambiata nel 2020, prima dell’acquisto del Milan da parte di RedBird).

TUTTOSPORT: IL MILAN ORA RISCHIA GROSSO: Casa Milan perquisita, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis indagati. È il risultato di una giornata che potrebbe produrre conseguenze dirompenti per il club rossonero: la Guardia di Finanza si è presentata nel primo pomeriggio nella sede di Via Aldo Rossi (e presso uffici e abitazioni delle persone coinvolte) per cercare documenti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano, condotta dai pubblici ministeri Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi. Sono stati portati via computer e telefoni: non sono mancati momenti di tensione. L’ipotesi di reato è quella di «ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza», prevista dall’articolo 2638 del codice civile. La norma sanziona gli amministratori che «espongono fatti materiali non rispondenti al vero, occultano con altri mezzi fraudolenti fatti che avrebbero dovuto comunicare» ostacolando l’attività di controllo. In questo caso della Figc, anche se potrebbe esserci ricadute anche a livello Uefa. Le sanzioni previste vanno da uno a quattro anni di reclusione. Il reato si configura in capo ai dirigenti che hanno la responsabilità di effettuare le comunicazioni. Per questo motivo sono indagati l’attuale a.d. rossonero Giorgio Furlani e il suo predecessore Ivan Gazidis. Non lo è invece il presidente rossonero Paolo Scaroni che non ha questi poteri, pur essendo protagonista di questa vicenda fin dall’inizio (era stato advisor del fantomatico Yonghong Li da vice-presidente della banca d’affari Rothschild nel 2017). L’ipotesi investigativa, contenuta nel decreto di perquisizione eseguito dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, è che il reale proprietario del Milan sia ancora il fondo Elliott, non RedBird, nonostante la cessione di agosto 2022. Dall’analisi dei documenti visionati dagli agenti «sembrerebbe emergere la circostanza che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita sia proveniente da un veicolo societario non riferibile» a RedBird. La Procura sostiene che «nonostante il passaggio di proprietà, i componenti del board del Milan in quota a Elliott sono rimasti immutati nelle rispettive cariche sociali», mentre all’autorità di vigilanza della Figc «sarebbe stata rappresentata l’effettiva cessione della proprietà in favore di RedBird». In questo scenario, secondo gli inquirenti, l’operazione di compravendita non sarebbe stata corredata da una «esaustiva e trasparente comunicazione alla Figc» con un’omissione di «circostanze rilevanti circa la effettiva proprietà della società». Inoltre emergerebbe una identità di indirizzo tra il veicolo a monte della catena di controllo attuale del Milan con la sede di società riconducibili a Elliott nel Delaware, uno degli stati Usa con la legislazione più favorevole alle società. Da ultimo gli ufficiali della Finanza hanno rintracciato un documento interno al Milan dal quale la situazione proprietaria verrebbe raffigurata in modo differente a quella di un pieno controllo di RedBird nel corso dei colloqui con gli investitori arabi portati avanti da Gerry Cardinale. La Procura, secondo quanto rivela Radiocor, cita un documento denominato «Ac Milan Investor Presentation» che spiegherebbe come Redbird con l’ingresso di un nuovo investitore scenderebbe dall’attuale 99,9% al 58,2% del club, mentre il nuovo soggetto entrerebbe con il 41,7% tramite il riacquisto per 487,5 milioni dell’80% del citato `vendor loan´ - cioé il finanziamento che la stessa Elliott aveva concesso a Redbird per rilevare il club. «In conclusione - scrive la procura - l’analisi del documento sembrerebbe confermare che il ´vendor loan’ sottoscritto tra Redbird e Elliott garantisca a quest’ultimo fondo d’investimento la proprietà di parte della società». Per questo «le informazioni fornite alla Figc da parte delle società coinvolte nell’intera operazione devono ritenersi non corrispondenti al vero». L’inchiesta si incrocia con gli accertamenti effettuati in seguito alla denuncia di Blue Skye, la società che aveva assunto un notevole potere nel Milan nel 2017 perdendolo con la cessione da Elliott a RedBird. Pur essendo molto piccola rispetto a un colosso come Elliott, esprimeva due componenti del Cda e addirittura il consigliere delegato, Gianluca D’Avanzo, in pratica il terzo in grado dopo Scaroni e Gazidis. Figura piuttosto misteriosa, è uscito di scena dopo un’inchiesta di Report. Ma insieme all’altro consigliere di amministrazione Salvatore Cerchione ha avviato una causa contro Elliott in Italia e Lussemburgo, sostenendo di essere stato tenuto all’oscuro della cessione da Elliott a RedBird. Non a caso sono indagati anche Daniela Italia e Jean Marc Mclean, amministratori della società lussemburghese Project Redblack, che controlla la Rossoneri Sport Investment, il veicolo creato fin dal 2017 e che ha registrato tutti i cambiamenti di questa girandola di vendite del Milan negli ultimi sette anni. Elliott aveva definito le azioni legali di BlueSkye come futili e temerarie, volte solo a ottenere risarcimenti non dovuti, ma queste cause hanno azionato l’inchiesta che ha portato alle perquisizioni di ieri. Saranno i prossimi passaggi a dire se l’ipotesi di reato può reggere per fatti simili, visto che l’impianto legale intende proteggere risparmiatori e investitori da danni economici. Qui lo scenario sembra differente. Resta il fatto che siamo di fronte all’ennesima puntata controversa di una storia piena di ambiguità fin dall’inizio, da quando Fininvest ha ceduto il Milan a un faccendiere cinese di fatto privo di un patrimonio riconoscibile. Fino a questo ultimo passaggio caratterizzato dall’ingente prestito del venditore Elliott al compratore RedBird, un fondo che ha comprato il Milan per 1,2 miliardi di euro, pur gestendo all’epoca asset per 8,6 miliardi di dollari. Con la nomina alla carica di a.d. del Milan di Giorgio Furlani, manager di Elliott.


TUTTOSPORT: COSA RISCHIA IL MILAN: difficile rimanere freddi e tranquilli. I tifosi rossoneri ovviamente si sono molto allarmati, sui social e non solo, per quanto accaduto ieri. Il fulmine che ha squarciato il pomeriggio milanese, però, non ha - almeno pubblicamente - agitato il club rossonero che intorno alle 17.30 ha reso nota la propria posizione: «In merito alla perquisizione avvenuta in data odierna nella propria sede, la società Ac Milan risulta terza ed estranea al procedimento in corso che attiene all’acquisizione della stessa, perfezionata nell’agosto 2022. L’indagine, che coinvolge anche i legali rappresentanti con potere di firma, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis, attuale e precedente ad del club, ipotizza non corrette comunicazioni alla competente autorità di vigilanza. La società sta prestando piena collaborazione all’autorità inquirente». Da Casa Milan ritengono di non rischiare a livello sportivo; mentre Furlani e Gazidis potrebbero incorrere nelle sanzioni previste dall’art. 2638 del codice civile (in caso di accertamento, si può essere puniti anche con la reclusione da uno a quattro anni). Per capire, però, se il Milan sarà davvero escluso da potenziali sanzioni a livello sportivo, bisognerà attendere lo sviluppo dell’indagine. Figc (tramite la Procura federale) e Uefa (con i suoi organi preposti) prima di muoversi attendono gli atti. Cosa potrebbe rischiare il Milan nel caso in cui venisse invece ritenuto parte in causa? In Italia, dal punto di vista della giustizia sportiva al Milan potrebbe essere contestata la violazione dell’art. 32 comma 5 del codice di giustizia sportiva (“Doveri e divieti in materia di tesseramenti, trasferimenti, cessioni e controlli societari”; in cui si parla di società che devono adempiere agli obblighi di comunicazione alla Figc) e pure l’art. 4 (“Lealtà sportiva”): in entrambi i casi le azioni variano da un’ammenda a una penalizzazione di uno o più punti in classifica. Per quanto concerne la Uefa, invece, nel caso in cui fosse certificato che dietro al club rossonero c’è ancora l'influenza diretta di Elliott, potrebbe essere riaperto il faldone legato al Lille e la questione multiproprietà (art. 5). Qualche anno fa la Uefa aveva infatti ipotizzato che Elliott esercitasse indirettamente un potere decisionale sul club francese visto che la società della famiglia Singer era uno dei maggiori creditori di Merlyn Partners, fondo di investimento che aveva rilevato il Lille nel dicembre 2020 da Gerard Lopez, a cui lo stesso Elliott aveva prestato 140 milioni. Con il passaggio al Milan da Elliott e RedBird e la mancata partecipazione del Lille alle coppe europee nel ’22-23, il dossier era stato congelato. La Uefa dunque attenderà per aprire un'inchiesta e l'eventuale sanzione potrebbe essere quella dell’esclusione del Milan (e del Lille) dalle coppe europee. Questa la replica di Elliott: «Prendiamo atto di notizie che riportano su indagini che riguardano l’attuale e l’ex ad del Milan in relazione all’accusa secondo cui il club “appartiene ancora a Elliott, e che questo è stato nascosto alla Federcalcio". Questa accusa è falsa. Il Milan è stato venduto a RedBird il 31 agosto 2022. A partire da quella data, Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo su Ac Milan».

CorSport: sanzioni, carte e tempi dell'indagine: «Violazioni in materia gestionale ed economica». In due pagine del codice di giustizia sportiva della Federcalcio è tratteggiato il rischio al quale va incontro il Milan, qualora fossero rintracciate anomalie sul passaggio da Elliott a RedBird. Fornire informazioni «mendaci, reticenti o parziali» in merito a una cessione di proprietà spalanca gli orizzonti punitivi tratteggiati nell’articolo 31 e approfonditi nell’articolo 8, dalla penalizzazione di uno o più punti in classifi ca (sanzione minima) alla retrocessione, fi no all’esclusione dal campionato. A tutto questo bisognerebbe poi includere quanto prevede l’art. 4 che impone «lealtà, probità e correttezza». Insomma, lo scenario è complesso e ricco di sfaccettature normative. Il sospetto degli inquirenti è che il club possa aver in qualche modo ostacolato l’esercizio delle funzioni dell’autorità di vigilanza, nel caso del pallone professionistico affi date alla Covisoc per la gestione ordinaria e, quando c’è un cambio di proprietà, pure alla Coaps, la commissione che stabilisce se i nuovi investitori posseggano determinati requisiti di onorabilità e di solidità fi nanziaria. LE CARTE. I sostituti Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi ipotizzano «che il Fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale della società Ac Milan, laddove all’autorità di vigilanza Figc sarebbe, invece, stata rappresentata l’eff ettiva cessione della proprietà in favore del Fondo Redbird» di Cardinale nel 2022. Tale circostanza determinerebbe pure «un confl itto di interesse» dal momento che il fondo Elliott risulta avere «un’infl uenza pure sul Lille, iscritta alle medesime competizioni europee» dei rossoneri. La fattispecie è prevista dall’art.5 del regolamento Uefa sulle competizioni continentali. Alcuni sono scenari apocalittici, eppure previsti dalle norme. La procura della Figc richiederà nelle prossime ore a quella della Repubblica l’atto di perquisizione e gli altri materiali probatori una volta analizzati i documenti e i dispositivi elettronici sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. È quanto avvenne pure nel caso plusvalenze della Juventus, che ha portato al -10 in classifica. TEMPI. Carte alla mano, il procuratore federale Chiné potrà valutare se ci siano state “false comunicazioni” tali da eludere i controlli finanziari e, in caso di risposta affermativa, aprire un’indagine con possibilità di deferimento per i soggetti coinvolti. I tempi non saranno brevi. Finché non arriverà il plico da Milano, Chiné potrebbe comunque attendere. Questo, almeno, suggerisce la prassi. La giustizia sportiva sarà anche celere, ma la fretta in casi simili è se

REPUBBLICA: RISCHIO PENALIZZAZIONE, ARABI E RUOLO DI BLUE SKYE: quali possono essere le conseguenze dell’indagine penale della Procura di Milano sull’intricato e nebuloso passaggio azionario che nel 2022 ha trasferito il controllo del Milan dal fondo anglo-statunitense Elliott della famiglia Singer, colosso della finanza, a un fondo a stelle e strisce di dimensioni più contenute, RedBird Capital di Gerry Cardinale? La violazione dell’articolo 32 comma 5 del codice di giustizia sportiva, sull’obbligo delle corrette comunicazioni per il rilascio delle licenze Figc, può comportare ammende o penalizzazioni, ma la procura federale si muoverà solo quando riceverà gli atti. Quanto all’Uefa, il fascicolo verrebbe aperto solo dopo l’eventuale sentenza Figc. Tuttavia nella sede di via Aldo Rossi più di qualche timore si è certamente insinuato. Lo dimostra il comunicato della società, “terza ed estranea all’indagine, che coinvolge anche i legali rappresentanti con potere di firma, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis, attuale e precedente Ad del club”. Il concetto di terzietà ha subito sollevato dubbi tra gli esperti di diritto sportivo, visto il ruolo apicale degli indagati nell’organigramma, ma intanto la cosa evidente è una certa presa di distanza — eufemismo — dall’ex ad e da quello attuale. In serata il fondo Elliott ha aggiunto la sua voce: «L’accusa è falsa. Dal 21 agosto 2022 Elliott non ha più alcuna partecipazione azionaria o controllo sul Milan». Proprio questo è però il nodo dell’indagine, originata dalla denuncia del fondo Blue Skye di Gianluca D’Avanzo e Salvatore Cerchione: attraverso l’avvocato Roberto Zingari hanno chiesto la valutazione del reato di “appropriazione indebita ai danni di Blue Skye”, che possedeva quote di minoranza, sollevando dubbi sulla cessione. La Procura ha tra l’altro ipotizzato il potenziale conflitto d’interesse, passibile di sanzioni Uefa come l’esclusione dalle coppe, se si dimostrasse che Elliott all’epoca dei fatti contestati aveva ancora “un’influenza dominante sulla società di calcio francese Losc Lille” e che il rischio di un’indagine di Nyon possa avere accelerato il cambio azionario al Milan. Nel caso, essendo i tempi di prescrizione Uefa di 5 anni, sarebbe possibile l’apertura di un’inchiesta retroattiva di Nyon per la violazione delle regole sulla multiproprietà: solo a partire dalla prossima edizione delle coppe non più contigue (cioè senza più retrocessioni dall’una all’altra) lo stesso proprietario o azionista “con influenza decisiva” potrà infatti controllare più di un club, a patto che le squadre partecipino a competizioni diverse. Un altro argomento delicato, messo a fuoco dalla GdF, riguarda il potenziale riassetto societario in vista dell’ingresso di un nuovo investitore. Nel documento uscito da Casa Milan — quante crepe in via Aldo Rossi sull’interesse di investitori arabi, anticipato da Repubblica — si prefigurano addirittura le future quote: al nuovo socio il 41,7% tramite il riacquisto per 487.5 milioni dell’80% del famoso “vendor loan”, il finanziamento concesso da Elliott a RedBird per rilevare il club. Ma il Milan ha un guaio per certi versi ancora più serio. Da ieri tutta la sua dirigenza all’americana, che ha estromesso Maldini e Massara per varare la nuova politica societaria, appare più debole: soprattutto l’ad Furlani e l’azionista di maggioranza Cardinale. Il quale si è autodipinto, nei forum organizzati ad hoc senza domande scomode, come il vate di un calcio ipermoderno, fatto di stadi fantasmagorici, e ha investito Ibrahimovic del ruolo di suo plenipotenziario. Ora si fa un po’ più di fatica a credergli.

REPUBBLICA SULL'INDAGINE DA PARTE DELLA PROCURA: fondati dubbi sull’effettiva proprietà della società Ac Milan».È un terremoto quello che si è abbattuto ieri sulla squadra di calcio italiana più titolata al mondo, con le perquisizioni eseguite negli uffici di Casa Milan da parte del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano, coordinato dai pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, che indagano sul passaggio della società dal fondo Elliott agli attuali proprietari di RedBird. L’accusa è che «il fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale della società Ac Milan, laddove all’Autorità di vigilanza Figc sarebbe, invece, stata rappresentata l’effettiva cessione nel 2022 della proprietà in favore del Fondo RedBird» di Gerry Cardinale. Emerge così che l’ex e l’attuale ad del Milan, Ivan Gazidis e Giorgio Furlani, sono indagati per ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. I due ad avrebbero «esposto fatti materiali non rispondenti al vero» e «occultato con mezzi fraudolenti fatti che avrebbero dovuto comunicare alla Figc» sulla situazione patrimoniale e finanziaria relativa all’assetto proprietario della società». L’indagine ha preso il via dall’esposto dell’ex socio di minoranza del club, Blue Skye, di Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. Con l’avvocato Roberto Zingari, lamentavano di essere stati tenuti all’oscuro ed esclusi dalla vendita ma avanzavano anche dubbi sulla cessione del club, un’operazione da 1,2 miliardi con un prestito di Elliott a RedBird di 560 milioni al 7 per cento. Perplessità in assemblea che sarebbero state «estromesse» nei verbali inviati alla Figc. Nel decreto di perquisizione notificato anche agli altri due indagati — Daniela Italia e Jean Marc Mclean, amministratori di Project Redblack, controllante di Rossoneri Sport Investment Luxembourg, che detiene le azioni del Milan — sono elencate le presunte anomalie. Già dal 24 dicembre 2021, un documento agli atti «evidenziava che i fondi Elliott e RedBird avevano cominciato a negoziare i termini della trattativa che portava al closing». Trattativa «non menzionata nella delibera di approvazione della trimestrale del Milan del 27 maggio 2022, comunicata alla Figc». Eppure, scrivono i pm, «appena il giorno precedente era stato sottoscritto il contratto preliminare di vendita tra il veicolo del fondo RedBird e Rossoneri Sport». Emerge anche che «al vertice delle stesse non si trovasse il fondo RedBird o il suo amministratore Cardinale — come dichiarato pubblicamente — ma la società americana Rb Fc Holding Genpar Llc, avente sede al medesimo indirizzo americano in Delaware della società King George Investments Llc e Genio Investment Llc, socie di maggioranza di RedBlack in quanto espressione del fondo Elliott». «Discrepanze» anche sulla «provenienza dei fondi utilizzati per l’acquisto delle azioni» del Milan. «Sembrerebbe emergere che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita di Ac Milan sia proveniente da un veicolo societario non riferibile a RedBird». E ancora: «nonostante il passaggio di proprietà, i componenti del board di Ac Milan in quota al fondo Elliott sono rimasti immutati nelle rispettive cariche sociali». Circostanze che portano i pm a credere che il fondo Elliott sia ancora il proprietario del Milan. Innescando anche una «situazione di conflitto di interesse»: Elliott risulta «avere un’influenza dominante» sul club francese del Lille, «iscritta alle medesime competizioni europee del Milan», violando le leggi Uefa. La procura cita anche una recente trattativa con investitori arabi. Il «vendor loan sottoscritto tra RedBird e Elliott» sembrerebbe confermare che «garantisca a quest’ultimo fondo la proprietà di parte del Milan». Ieri, dopo il sequestro di pc, telefoni e documenti, Ac Milan ha comunicato che «la società risulta terza ed estranea al procedimento» e che «sta prestando piena collaborazione alle autorità». «Dalla vendita del 31 agosto 2022, Elliott non ha nessuna partecipazione o controllo del club», ribadisce il fondo

Più leggo il tutto, e più la cosa mi sembra paradossale. Ma esattamente come possono essere provate le accuse? La cosa mi sfugge
Il fatto che sia praticamente confermato che PIF fosse pronta a rilevare una quota rilevante, mi spinge a pensare che l'indagine sia pilotata per distrurbare l'operazione da chi non vuole che questo accada. Dunque, Elliot stessa o, idea che mi frulla da un pò, qualcuno con le mani in pasta dappertutto e un leggerissimo strabismo di venere.
 

Toby rosso nero

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Sbrigatevi per cortesia, entro maggio vorremmo che arrivasse la nuova proprietà. Grazie.

Conta solo questo ormai, è la cosa prioritaria, anche a costo dell'esclusione della coppa (farsi la coppa con Pioli? Ancora con fuffani dirigente? Senza leao e Theo, venduti? Sai che roba.)

Ma se la cessione viene bloccata, è la fine davvero.
 
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Il fatto che sia praticamente confermato che PIF fosse pronta a rilevare una quota rilevante, mi spinge a pensare che l'indagine sia pilotata per distrurbare l'operazione da chi non vuole che questo accada. Dunque, Elliot stessa o, idea che mi frulla da un pò, qualcuno con le mani in pasta dappertutto e un leggerissimo strabismo di venere.
Stesse dinamiche del calciomercato... nel dubbio punto un millino sul futuro allontanamento di PIF dal Milan per evidenti impedimenti extracalcistici e conseguente acquisto dell'F.C. Merdinter con conferma dell'A.D. che tanto bene sta facendo e potrà smiliardare a piacimento.
 

Lorenzo 89

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Non so se Forbes rientri nelle fonti "zoomate" e da non prendere in considerazione, ma se non sbaglio nel Maggio 2023 avevano fatto una stima del valore delle società di calcio e il Milan era stimato attorno a 1,4 miliardi di euro.
Il valore che girava intorno a 500 milioni di euro data da Football Benchmark nel 2022 era solo da attribuire al valore della rosa dei giocatori.
 
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Il fatto che sia praticamente confermato che PIF fosse pronta a rilevare una quota rilevante, mi spinge a pensare che l'indagine sia pilotata per distrurbare l'operazione da chi non vuole che questo accada. Dunque, Elliot stessa o, idea che mi frulla da un pò, qualcuno con le mani in pasta dappertutto e un leggerissimo strabismo di venere.
Anche io ci ho pensato.
Il timing di questa escursione della GdF mi fa riflettere, simile al caso Tonali (sempre a ridosso di sfide importanti in Europa, prima della pausa nazionali e in momenti chiave a livello di strategia societaria).

Poi, razionalmente, penso. Possibile che un uomo sia talmente tanto ammanicato da avere la possibilità di indirizzare indagini quando e come vuole lui, e al contempo avere l'immunità pressoché totale su qualsiasi cosa riguardi il club che dirige?
Se sì, come la dimostri una cosa del genere?

Però sembra sempre essere ad hoc, che in qualche modo qualsiasi cosa li favorisca.
 
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