Milan: rischio San Siro senza milanisti. APA contro Cardinale.

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Tuttosport: il tifo del Milan sta portando avanti una contestazione di portata storica e senza precedenti recenti, persino superiore a quella dei tempi della doppia retrocessione in Serie B, indirizzata principalmente verso Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic dopo il licenziamento di Giorgio Furlani. La tifoseria accusa la proprietà di aver azzerato i vertici operativi senza avere una struttura alternativa pronta e contesta la discrepanza tra le dichiarazioni pubbliche e i fatti reali, vivendo questo periodo di totale rivoluzione societaria con profonda apprensione e totale assenza di entusiasmo. Il malcontento, espresso fermamente sia dalla Curva Sud che dal gruppo Old Clan tramite comunicati e striscioni, ha ormai contagiato l'intera tifoseria organizzata e non, mentre lo stadio di San Siro viene percepito come sempre più riempito da turisti anziché da veri sostenitori. In questo clima di forte tensione si inserisce anche un duro comunicato dell'APA (l'associazione dei piccoli azionisti), il quale definisce patetico il tentativo di RedBird di sottrarsi alle proprie responsabilità attraverso la rimozione della prima linea manageriale; i piccoli azionisti accusano inoltre la proprietà di aver presentato in modo presuntuoso una presunta nuova filosofia calcistica mondiale che, in realtà, punta esclusivamente a ottenere una plusvalenza miliardaria con la futura rivendita del club, separando gli obiettivi finanziari della società dalle storiche ambizioni sportive e culturali dei supporter. La protesta si sta allargando progressivamente a numerosi Milan Club e rischia di riflettersi pesantemente sulla campagna abbonamenti e sulla vendita dei biglietti per le partite casalinghe, una voce di ricavo fondamentale per le casse societarie. Prima della sfida contro il Cagliari erano emerse indiscrezioni riguardo a un possibile aumento dei prezzi delle tessere stagionali, un'ipotesi che ad oggi appare del tutto impraticabile alla luce della mancata qualificazione del Milan alla Champions League e del clima ostile circostante. Il rischio concreto è che una contestazione compatta e duratura, sulla falsariga di quanto già avvenuto in piazze come Torino e Lazio, possa danneggiare l'immagine internazionale del club e della proprietà; già lo scorso anno lo striscione "Go home" esposto dalla Curva Sud ottenne una vastissima eco mediatica negli Stati Uniti, venendo ripreso da testate di rilievo monitorate direttamente da Cardinale come The Athletic, New York Times e CBS. La spaccatura all'interno dell'ambiente rossonero appare ormai talmente profonda che persino l'inizio dell'imminente calciomercato estivo sembra non essere più sufficiente a placare gli animi o a invertire una tendenza decisamente critica.

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Tuttosport: il tifo del Milan sta portando avanti una contestazione di portata storica e senza precedenti recenti, persino superiore a quella dei tempi della doppia retrocessione in Serie B, indirizzata principalmente verso Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic dopo il licenziamento di Giorgio Furlani. La tifoseria accusa la proprietà di aver azzerato i vertici operativi senza avere una struttura alternativa pronta e contesta la discrepanza tra le dichiarazioni pubbliche e i fatti reali, vivendo questo periodo di totale rivoluzione societaria con profonda apprensione e totale assenza di entusiasmo. Il malcontento, espresso fermamente sia dalla Curva Sud che dal gruppo Old Clan tramite comunicati e striscioni, ha ormai contagiato l'intera tifoseria organizzata e non, mentre lo stadio di San Siro viene percepito come sempre più riempito da turisti anziché da veri sostenitori. In questo clima di forte tensione si inserisce anche un duro comunicato dell'APA (l'associazione dei piccoli azionisti), il quale definisce patetico il tentativo di RedBird di sottrarsi alle proprie responsabilità attraverso la rimozione della prima linea manageriale; i piccoli azionisti accusano inoltre la proprietà di aver presentato in modo presuntuoso una presunta nuova filosofia calcistica mondiale che, in realtà, punta esclusivamente a ottenere una plusvalenza miliardaria con la futura rivendita del club, separando gli obiettivi finanziari della società dalle storiche ambizioni sportive e culturali dei supporter. La protesta si sta allargando progressivamente a numerosi Milan Club e rischia di riflettersi pesantemente sulla campagna abbonamenti e sulla vendita dei biglietti per le partite casalinghe, una voce di ricavo fondamentale per le casse societarie. Prima della sfida contro il Cagliari erano emerse indiscrezioni riguardo a un possibile aumento dei prezzi delle tessere stagionali, un'ipotesi che ad oggi appare del tutto impraticabile alla luce della mancata qualificazione del Milan alla Champions League e del clima ostile circostante. Il rischio concreto è che una contestazione compatta e duratura, sulla falsariga di quanto già avvenuto in piazze come Torino e Lazio, possa danneggiare l'immagine internazionale del club e della proprietà; già lo scorso anno lo striscione "Go home" esposto dalla Curva Sud ottenne una vastissima eco mediatica negli Stati Uniti, venendo ripreso da testate di rilievo monitorate direttamente da Cardinale come The Athletic, New York Times e CBS. La spaccatura all'interno dell'ambiente rossonero appare ormai talmente profonda che persino l'inizio dell'imminente calciomercato estivo sembra non essere più sufficiente a placare gli animi o a invertire una tendenza decisamente critica.

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Ma contestare contro chi e contro cosa?

Contro la stupidità?
 
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Tuttosport: il tifo del Milan sta portando avanti una contestazione di portata storica e senza precedenti recenti, persino superiore a quella dei tempi della doppia retrocessione in Serie B, indirizzata principalmente verso Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic dopo il licenziamento di Giorgio Furlani. La tifoseria accusa la proprietà di aver azzerato i vertici operativi senza avere una struttura alternativa pronta e contesta la discrepanza tra le dichiarazioni pubbliche e i fatti reali, vivendo questo periodo di totale rivoluzione societaria con profonda apprensione e totale assenza di entusiasmo. Il malcontento, espresso fermamente sia dalla Curva Sud che dal gruppo Old Clan tramite comunicati e striscioni, ha ormai contagiato l'intera tifoseria organizzata e non, mentre lo stadio di San Siro viene percepito come sempre più riempito da turisti anziché da veri sostenitori. In questo clima di forte tensione si inserisce anche un duro comunicato dell'APA (l'associazione dei piccoli azionisti), il quale definisce patetico il tentativo di RedBird di sottrarsi alle proprie responsabilità attraverso la rimozione della prima linea manageriale; i piccoli azionisti accusano inoltre la proprietà di aver presentato in modo presuntuoso una presunta nuova filosofia calcistica mondiale che, in realtà, punta esclusivamente a ottenere una plusvalenza miliardaria con la futura rivendita del club, separando gli obiettivi finanziari della società dalle storiche ambizioni sportive e culturali dei supporter. La protesta si sta allargando progressivamente a numerosi Milan Club e rischia di riflettersi pesantemente sulla campagna abbonamenti e sulla vendita dei biglietti per le partite casalinghe, una voce di ricavo fondamentale per le casse societarie. Prima della sfida contro il Cagliari erano emerse indiscrezioni riguardo a un possibile aumento dei prezzi delle tessere stagionali, un'ipotesi che ad oggi appare del tutto impraticabile alla luce della mancata qualificazione del Milan alla Champions League e del clima ostile circostante. Il rischio concreto è che una contestazione compatta e duratura, sulla falsariga di quanto già avvenuto in piazze come Torino e Lazio, possa danneggiare l'immagine internazionale del club e della proprietà; già lo scorso anno lo striscione "Go home" esposto dalla Curva Sud ottenne una vastissima eco mediatica negli Stati Uniti, venendo ripreso da testate di rilievo monitorate direttamente da Cardinale come The Athletic, New York Times e CBS. La spaccatura all'interno dell'ambiente rossonero appare ormai talmente profonda che persino l'inizio dell'imminente calciomercato estivo sembra non essere più sufficiente a placare gli animi o a invertire una tendenza decisamente critica.

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Figuriamoci, i gruppi organizzati vivono di dipendenza, per quest'anno si abboneranno tutti come sempre. I turisti ci saranno. Però le prime crepe del degrado cominceranno a vedersi pure allo stadio. Siamo alla fine dell'impero, dritti verso la rovina.
 
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