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Il Milan rischia un vero e proprio esodo delle sue stelle a causa dell'attuale caos societario e della mancanza di un management definito. La rottura con Leao è ormai certa, mentre Modric e Rabiot sono fortemente demotivati dall'addio dell'allenatore e dall'assenza di un progetto chiaro. Persino il portiere Maignan, nonostante il recente rinnovo, è finito nel mirino della Juventus. Se la proprietà non interverrà rapidamente per ricostruire la dirigenza, il club rischia di perdere contemporaneamente i suoi quattro giocatori più importanti, lasciando la squadra priva di pilastri fondamentali in ogni reparto. GDS.
Anche il CorSport sul rischio fuga dal Milan: lo stallo societario in casa Milan sta avendo pesanti ripercussioni sulla squadra, determinando una fase di totale standby sul calciomercato a causa del vuoto di potere e dell’assenza della dirigenza. Se le operazioni in entrata e in uscita sono attualmente bloccate, diversi calciatori stanno iniziando a guardarsi intorno; il primo a mettersi di fatto in vendita è Rafael Leao, arrivato alla rottura con l'ambiente dopo sette anni e desideroso di trasferirsi in Premier League o nella Liga spagnola. Nonostante le sue dichiarazioni pubbliche rischino di svalutarne il cartellino e di danneggiare il Milan, per il portoghese non sarà semplice trovare una sistemazione nei top club europei da lui preferiti, avendo finora ricevuto proposte economicamente allettanti soltanto dalla Turchia e dall'Arabia Saudita. Leao non è l'unico caso spinoso, poiché anche il capitano Mike Maignan potrebbe lasciare i rossoneri nonostante il recente rinnovo contrattuale fino al 2031: gli addii di Tare e Allegri, artefici del suo prolungamento, lo hanno privato di certezze, spingendolo a valutare eventuali nuove offerte. Parallelamente, restano da decifrare i destini di Adrien Rabiot e Luka Modric; il centrocampista francese, storicamente legato a Massimiliano Allegri, potrebbe seguire il tecnico toscano nella sua nuova avventura sulla panchina del Napoli, mentre il croato, contattato da Zlatan Ibrahimovic, ha preso tempo per valutare l'assetto della nuova dirigenza e il nome del prossimo allenatore, non escludendo l'addio dopo una sola stagione. Sul fronte delle cessioni figurano anche i nomi di Youssouf Fofana e Ruben Loftus-Cheek, reduci da un'annata al di sotto delle aspettative in termini realizzativi, ma la mancanza di interlocutori societari impedisce persino ai loro agenti di stabilire le cifre necessarie per trattare con i potenziali acquirenti. Discorso simile per Christopher Nkunku e Santiago Gimenez, entrambi considerati deludenti e sul mercato, anche se spetterà al nuovo allenatore decidere chi trattenere tra i due per evitare una rivoluzione totale che costringerebbe il club a investimenti ancora più massicci in entrata. Sul fronte della guida tecnica, la prima scelta per il ruolo di direttore tecnico resta Ralf Rangnick, ma il suo impegno all'Europeo come commissario tecnico dell'Austria comporterebbe l'impossibilità di operare per il Milan prima di metà luglio, ammesso che decida di accettare la proposta rossonera rinunciando alla panchina della sua nazionale. In questo scenario complessivamente pessimo e imbarazzante per la storia del club, il proprietario Gerry Cardinale si dimostra assente, facendosi vedere solo per brevissimi momenti nei lussuosi hotel della zona di Montenapoleone a Milano e comunicando solo per interposta persona. Sebbene avesse promesso la nomina del nuovo allenatore entro sette o dieci giorni, sono ormai trascorse due settimane senza che vi sia alcuna traccia del tecnico, del direttore sportivo o del nuovo amministratore delegato. Cardinale ha scelto di affidarsi esclusivamente alle proprie idee e alla propria visione per cambiare il calcio italiano, convinto di avere la soluzione a ogni problema del sistema sportivo nazionale, ma la realtà mostra un Milan simile a un enorme cantiere in ristrutturazione, bloccato da profonde criticità interne che richiederebbero soluzioni immediate.
Anche il CorSport sul rischio fuga dal Milan: lo stallo societario in casa Milan sta avendo pesanti ripercussioni sulla squadra, determinando una fase di totale standby sul calciomercato a causa del vuoto di potere e dell’assenza della dirigenza. Se le operazioni in entrata e in uscita sono attualmente bloccate, diversi calciatori stanno iniziando a guardarsi intorno; il primo a mettersi di fatto in vendita è Rafael Leao, arrivato alla rottura con l'ambiente dopo sette anni e desideroso di trasferirsi in Premier League o nella Liga spagnola. Nonostante le sue dichiarazioni pubbliche rischino di svalutarne il cartellino e di danneggiare il Milan, per il portoghese non sarà semplice trovare una sistemazione nei top club europei da lui preferiti, avendo finora ricevuto proposte economicamente allettanti soltanto dalla Turchia e dall'Arabia Saudita. Leao non è l'unico caso spinoso, poiché anche il capitano Mike Maignan potrebbe lasciare i rossoneri nonostante il recente rinnovo contrattuale fino al 2031: gli addii di Tare e Allegri, artefici del suo prolungamento, lo hanno privato di certezze, spingendolo a valutare eventuali nuove offerte. Parallelamente, restano da decifrare i destini di Adrien Rabiot e Luka Modric; il centrocampista francese, storicamente legato a Massimiliano Allegri, potrebbe seguire il tecnico toscano nella sua nuova avventura sulla panchina del Napoli, mentre il croato, contattato da Zlatan Ibrahimovic, ha preso tempo per valutare l'assetto della nuova dirigenza e il nome del prossimo allenatore, non escludendo l'addio dopo una sola stagione. Sul fronte delle cessioni figurano anche i nomi di Youssouf Fofana e Ruben Loftus-Cheek, reduci da un'annata al di sotto delle aspettative in termini realizzativi, ma la mancanza di interlocutori societari impedisce persino ai loro agenti di stabilire le cifre necessarie per trattare con i potenziali acquirenti. Discorso simile per Christopher Nkunku e Santiago Gimenez, entrambi considerati deludenti e sul mercato, anche se spetterà al nuovo allenatore decidere chi trattenere tra i due per evitare una rivoluzione totale che costringerebbe il club a investimenti ancora più massicci in entrata. Sul fronte della guida tecnica, la prima scelta per il ruolo di direttore tecnico resta Ralf Rangnick, ma il suo impegno all'Europeo come commissario tecnico dell'Austria comporterebbe l'impossibilità di operare per il Milan prima di metà luglio, ammesso che decida di accettare la proposta rossonera rinunciando alla panchina della sua nazionale. In questo scenario complessivamente pessimo e imbarazzante per la storia del club, il proprietario Gerry Cardinale si dimostra assente, facendosi vedere solo per brevissimi momenti nei lussuosi hotel della zona di Montenapoleone a Milano e comunicando solo per interposta persona. Sebbene avesse promesso la nomina del nuovo allenatore entro sette o dieci giorni, sono ormai trascorse due settimane senza che vi sia alcuna traccia del tecnico, del direttore sportivo o del nuovo amministratore delegato. Cardinale ha scelto di affidarsi esclusivamente alle proprie idee e alla propria visione per cambiare il calcio italiano, convinto di avere la soluzione a ogni problema del sistema sportivo nazionale, ma la realtà mostra un Milan simile a un enorme cantiere in ristrutturazione, bloccato da profonde criticità interne che richiederebbero soluzioni immediate.