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Tuttosport: Il Milan di Massimiliano Allegri si trova in un momento critico della stagione, aggrappandosi quasi interamente al carisma e al rendimento di Adrien Rabiot per blindare una qualificazione in Champions League che fino a poco tempo fa appariva certa. Il centrocampista francese, ex Juventus e Marsiglia, è descritto come il vero motore della squadra: quando lui alza il ritmo, il gruppo lo segue, ma quando cala di intensità, come mostrato nella recente sconfitta contro il Sassuolo, l'intera manovra rossonera ne risente drasticamente. Rabiot è attualmente l'unico riferimento di caratura internazionale in mediana, specialmente data l'assenza di Luka Modric, e su di lui pesano le speranze per il prossimo scontro diretto contro l'Atalanta. Il club vive con ansia questo finale di campionato, poiché un eventuale fallimento dell'obiettivo europeo comporterebbe conseguenze pesanti sia a livello societario che tecnico, influenzando persino il futuro dello stesso Rabiot, il quale difficilmente accetterebbe di restare senza la vetrina della Champions. In vista della sfida contro i bergamaschi, Allegri è chiamato a ridisegnare il centrocampo dopo la prova deludente di Jashari come regista: le opzioni includono il ritorno di Samuele Ricci nel suo ruolo naturale o l'accentramento di Fofana con l'inserimento di Loftus-Cheek. La leadership di Rabiot è invocata non solo per la sua capacità di strappare e trascinare, ma anche per la sua insolita vena realizzativa, essendo l'autore dell'unico gol milanista nelle ultime cinque partite. Sullo sfondo rimane la situazione contrattuale di Allegri, legato a una clausola di rinnovo fino al 2028 in caso di raggiungimento dell'Europa che conta.