Milan: obiettivo seconda stella. 160 mln spesi ma...

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CorSera: Il Milan ha intrapreso un mercato importante con l'obiettivo di colmare il divario con l'Inter e puntare alla seconda stella, spinto dalla svolta societaria voluta dal patron Cardinale che, dopo l'azzeramento dei vertici a maggio, ha deciso di assumere direttamente la guida delle scelte strategiche. La prima decisione rilevante è stata l'esonero immediato di Allegri, legato a un calcio più tradizionale e condannato dal tracollo che è costato la qualificazione in Champions League, per fare spazio ad Amorim. Il tecnico portoghese porta con sé un'idea di gioco offensiva, dominante e basata su ritmi alti e pressing avanzato, concretizzata da un modulo ambizioso con due trequartisti e due esterni d'attacco dietro la punta, un sistema che necessiterà tuttavia di tempo per essere rodato, soprattutto in fase difensiva. Per sostenere questa rivoluzione sono stati investiti oltre 160 milioni di euro nei vari reparti, acquistando l'attaccante Gonçalo Ramos dal PSG per 74 milioni, il difensore Gila dalla Lazio per 30 milioni e l'esterno sinistro Moreira dallo Strasburgo per circa 60 milioni. Nonostante questo innalzamento della qualità complessiva, la rosa necessita ancora di un ulteriore difensore centrale per gestire le rotazioni tra campionato ed Europa League, ma la priorità immediata resta lo sfoltimento dell'organico, che vede giocatori come Tomori, Nkunku, Fofana e Gimenez ormai fuori dal progetto societario. Rimane aperto anche l'enigma relativo a Leao, che desidererebbe restare a Milano mentre l'allenatore ne preferirebbe la cessione, purché si trovi un acquirente sul mercato. In questo contesto di profondo cambiamento ed esperimenti tattici, si inserisce la permanenza del quarantunenne Modrić: pur non potendo disputare tutti gli incontri a causa dell'elevato dispendio atletico richiesto dal gioco di Amorim, la sua figura ed esperienza si preannunciano preziose, in attesa del primo banco di prova stagionale rappresentato dalla trasferta contro il Torino.

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Dalla stella alle stalle è un passo se in difesa restiamo così.
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Se sbagli l'allenatore sei morto in partenza.
Per il resto la rosa ha delle carenze che saranno ancor più evidenti appena cambierà l'allenatore.
 

numero 3

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160 mln spesi e alla prima di campionato ci presentiamo con De Winter centrale titolare ed Estupinian a sinistra (per mancanza di alternative di livello), Cissè e Loftus dietro Ramos, e come primo sostituto di Ramos, Camarda. Inoltre come riserve in rosa abbiamo gente del livello di Terracciano e Musah.
Se questa è una rosa da scudetto, io sono il Re d’Inghilterra.

Mah..io notoriamente sono sempre abbastanza ottimista, qui dentro praticamente tutti dicono che la serie A è un campionato ridicolo e allora perché non avete ambizioni? Non incontriamo in campionato il ManCity il Barca e il Bayern , ma il Frosinone dei fratelli Oyono e il Venezia di Yeboah, in Coppa Italia usciremo sicuramente al primo turno , l'EuropaL dite che è una competizione ridicola e allora io sono convinto che faremo bene, che per me significa giocarsela tutta l'anno fra il primo e terzo posto, ovviamente non qualifarsi in CL non è contemplato.
Tolta l'Inter e il Napoli che cmq avrà i suoi problemi con il pur bravo Allegri noi siamo lì , estupinan o non estupinan, le altre Roma compresa sono a nostro livello.
 

Djerry

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Al di là delle emozioni ma provando (non è detto riuscendoci) ad agire con logica, io qui non posso non notare un tentativo di coerenza tecnico-tattica e l'aspirazione di provare a sposare un progetto che nel passato anche recente era del tutto assente.

La paura che giustamente sottolineano i pessimisti è reale: essendo il punto di partenza talmente lontano dal punto di arrivo del progetto Amorim, ora si stagna nel bel mezzo di un bagnomaria preoccupante per incertezza e funzionalità.

Però a me interessa il percorso e la costruzione, non posso certo dare ascolto a chi è interessato ad essere a -2 dall'Inter a dicembre per poi ritrovarsi con Conte a luglio che prova ad uscire ai preliminari di Conference :lol:
Mi interessa che la dirigenza non guardi solo la classifica ma guardi il campo e la crescita, in funzione dell'essere da titolo con due innesti sempre voluti dal sistema Amorim nel 2027-28: questo è il target.

Io non sopporto i metodi (le pacchianate di Cardinale), non sopporto la comunicazione che prova a coglionare, non sopporto le modalità operative (parte sportiva demandata a Mendes), non sopporto il rapporto qualità/prezzo, non sopporto le aspettative che spendere così tanto inesorabilmente genera.
Ma non posso anche non evidenziare una logica ed un'ambizione del progetto.

Questa dirigenza è in grado ed ha le spalle forti per dare una volta tanto continuità ad un manifesto filosofico di calcio e agli uomini di questo progetto, fregandosene del rapporto iniziale investimenti/risultati e delle emozioni della piazza?
Farà più come Berlusconi con Sacchi o come Malagò con Maldini?
Non mi fido, ma osservo.
 

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