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Tuttosport: l'umiliante sconfitta per 0-7 subita dalla Croazia contro l'Inghilterra a Fiume ha messo sotto la lente d'ingrandimento Luka Modric, travolto dalle critiche locali per una prestazione condizionata dall'impatto fisico e dai ritmi elevati degli avversari inglesi. Nel 4-2-3-1 della sua nazionale, affiancato da Kovacic, il quarantunenne centrocampista del Milan è apparso inerme di fronte all'intensità della gara, evidenziando una palese assenza di filtro a centrocampo sottolineata anche dalla mimica stizzita del compagno Perisic in occasione del terzo gol di Bellingham. Sebbene resti una leggenda indiscussa in patria ed eguagli l'eccellenza tecnica dimostrata solo pochi giorni prima con il gol decisivo alla Repubblica Ceca, la sua prestazione ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità dei ritmi internazionali ad alti livelli e sul tipo di modulo adatto a proteggerlo, a differenza del 3-5-2 più compatto utilizzato da Allegri nella passata stagione rossonera. La gestione fisica del giocatore diventa ora un fattore cruciale per il tecnico del Milan, Ruben Amorim, che in più occasioni ne ha elogiato l'entusiasmo e l'impegno in allenamento pur evidenziando l'impossibilità di impiegarlo con continuità ad altissima intensità. In vista dell'imminente tour de force che vedrà il Milan impegnato in nove partite in ventinove giorni tra l'11 ottobre e l'8 novembre — affrontando avversari come Sassuolo, Salisburgo, Atalanta e Genoa —, Modric dovrà necessariamente essere centellinato e ruotato con compagni di reparto come Jashari, Musah e il giovane Comotto, al fine di preservarne l'apporto qualitativo senza sovraccaricarne la tenuta atletica.