Milan: Modric insostituibile. E la Croazia non molla.

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GDS: Luka Modric dimostra ancora una volta come l'età sia solo un numero: a quasi 41 anni (che compirà a inizio settembre) continua a essere un elemento imprescindibile sia per il Milan sia per la propria nazionale. In estate la sua permanenza a Milano è stata incerta e si è ipotizzato anche un suo possibile ritiro, ma alla fine il centrocampista croato ha scelto di rinnovare il contratto spinto dalla voglia di vincere, facendo una scelta puramente professionale, dal momento che la sua famiglia si trasferirà a Madrid per motivi scolastici dei figli. Dopo essere rientrato dalle vacanze post-Mondiale direttamente durante la tournée in Australia il 2 agosto, Modric ha subito disputato le amichevoli pre-stagionali contro Inter, Chelsea (da titolare) e Manchester United, dove è entrato dalla panchina a causa di un piccolo problema fisico incidendo subito sul risultato finale e indossando persino la fascia da capitano vista l'assenza di Mike Maignan. Nonostante l'avvicendamento in panchina da Massimiliano Allegri a Ruben Amorim e l'adozione di filosofie di gioco del tutto opposte, il ruolo di Modric al centro del progetto rossonero non è cambiato. Il nuovo tecnico portoghese — che tra l'altro è un suo coetaneo, essendo entrambi nati nel 1985 — considera l'ex Pallone d'Oro fondamentale per la sua esperienza, intelligenza tattica e leadership, qualità indispensabili per far assimilare velocemente la sua idea di calcio alla squadra. Per questo motivo, Amorim intende schierarlo titolare già nell'esordio stagionale contro il Torino, affiancandogli verosimilmente uno tra Musah e Jashari. Nel frattempo, in Croazia si sta lavorando per convincere il giocatore a tornare sui suoi passi rispetto alla decisione di ritirarsi dalla nazionale: il nuovo commissario tecnico Slaven Bilic, che lo ha già allenato dal 2006 al 2012, ha dichiarato pubblicamente di voler proseguire con lui e lo ha incontrato di persona per chiedergli ufficialmente di indossare ancora la maglia scaccata. Qualora Modric accettasse l'invito di Bilic, andrebbe ad appesantire un calendario già ricco di impegni tra Serie A ed Europa League, un carico di lavoro ulteriore che il Milan preferirebbe evitare, pur lasciando totale autonomia decisionale al giocatore, di cui la società e l'ambiente rossonero si fidano ciecamente per via della sua eccezionale capacità di autogestione.

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