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Tuttosport: Gonçalo Ramos e Luka Modric rappresentano i volti simbolo della crisi tecnica del Milan allenato da Ruben Amorim, finito sotto tiro insieme alla squadra dopo le tre prestazioni negative contro Juventus, Lazio e Benfica e in attesa di un confronto con la proprietà rappresentata da Gerry Cardinale.
Gonçalo Ramos, l'acquisto record nella storia del club da 74 milioni di euro, dopo un pre-campionato brillante in cui spiccava per capacità di fare reparto, giocare di sponda e finalizzare, si è smarrito nelle gare ufficiali. Eccezione fatta per la sfida contro il Venezia — dove ha segnato il suo unico gol in campionato ma ha anche sprecato tre nitide occasioni —, il portoghese fatica a incidere in area. Pur correndo moltissimo con una media di 10,4 km a partita (dato paragonabile a quello di un mediano come Musah), Ramos risulta spesso assente nelle zone decisive, sia per mancanza di rifornimenti adeguati sia perché si defila troppo. Dal confronto con i dati del centravanti della gestione Allegri della scorsa stagione, Santiago Gimenez, emerge che il portoghese tocca più palloni (39 contro 23) e corre di più (10,4 km contro 8,9 km), ma tira meno nello specchio della porta (0,8 tiri nello specchio su 3,4 totali a partita, contro gli 1,1 su 3,2 di Gimenez), evidenziando la necessità di un intervento tattico per non svalorizzare l'investimento estivo.
Luka Modric, convinto in estate dallo stesso Amorim a rimanere, si trova in netta difficoltà atletica e tattica a 41 anni. Con Allegri il croato agiva da playmaker basso davanti alla difesa in un centrocampo a tre, dettando i ritmi ed evidenziando le sue letture da fuoriclasse; nel nuovo assetto con la mediana a due e nel modulo 3-4-2-1 proposto da Amorim, gli vengono invece richiesti sforzi dispendiosi, corsa continua e pressing costante, caratteristiche lontane dalle sue corde. Questa inadeguatezza tattica lo ha portato gradualmente ai margini: sostituito all'intervallo contro la Lazio e poi lasciato in panchina per tutti i novanta minuti senza nemmeno scaldarsi nel match di Europa League contro il Benfica, anticipato dalle dichiarazioni del tecnico sulla necessità di gestire le rotazioni di un giocatore della sua età.
Il rilancio del Milan passa inevitabilmente dalla capacità di Amorim di trovare soluzioni tattiche per valorizzare e far rendere al meglio sia il talento di Modric sia il potenziale realizzativo di Ramos.
Il CorSport sulla crisi di Ramos: Gonçalo Ramos ha iniziato la sua avventura al Milan guidato da Amorim con numeri ancora non esaltanti, inserendosi nel solco della difficoltà storicamente legata alla maglia numero 9 rossonera dopo l'era Inzaghi, eccezione fatta per la parentesi di Giroud. Alla vigilia della sfidante gara contro il Lecce, l'attaccante portoghese registra una sola rete segnata alla prima a San Siro contro il Venezia su cinque presenze complessive tra Serie A ed Europa League, portando il suo totale del 2026 a cinque gol realizzati tra PSG, nazionale (incluso un bellissimo gol al Mondiale) e Milan, pur mantenendo un'ottima media minuti-reti complessiva. Analizzando le prime quattro giornate di campionato, Ramos si distingue come il centravanti delle grandi squadre che partecipa maggiormente alla manovra collettiva, accumulando 195 palloni toccati, 24 tocchi nell'area avversaria e staccando nettamente colleghi come Kolo Muani, Malen, Esposito, Douvikas e Hojlund per volume di gioco; di contro, a fronte di 17 tiri complessivi, ne ha indirizzati soltanto 4 nello specchio della porta, condividendo questo dato negativo con il numero 9 della Juventus pur avendo disputato più minuti. Questa resa d'attacco ridotta, seppur parziale per via del periodo d'inizio stagione, è dovuta sia a una condizione fisica non ancora al top dopo le vacanze post-Mondiale, sia ai limiti tattici della squadra. Il portoghese si ritrova spesso isolato e costretto al duello spalla alla porta con i difensori avversari a causa della fatica del Milan nel creare occasioni nitide nell'ultimo terzo di campo. A complicare ulteriormente l'intesa in attacco interviene la costante rotazione dei trequartisti alle sue spalle, che ha visto alternarsi senza continuità di partita in partita accoppiate diverse composte da Cisse, Loftus-Cheek, Saelemaekers, Rabiot, Pulisic e Hutchinson, impedendo la nascita di una solida intesa di reparto che il giocatore spera di ritrovare presto, magari supportato da Pulisic contro il Lecce.
Gonçalo Ramos, l'acquisto record nella storia del club da 74 milioni di euro, dopo un pre-campionato brillante in cui spiccava per capacità di fare reparto, giocare di sponda e finalizzare, si è smarrito nelle gare ufficiali. Eccezione fatta per la sfida contro il Venezia — dove ha segnato il suo unico gol in campionato ma ha anche sprecato tre nitide occasioni —, il portoghese fatica a incidere in area. Pur correndo moltissimo con una media di 10,4 km a partita (dato paragonabile a quello di un mediano come Musah), Ramos risulta spesso assente nelle zone decisive, sia per mancanza di rifornimenti adeguati sia perché si defila troppo. Dal confronto con i dati del centravanti della gestione Allegri della scorsa stagione, Santiago Gimenez, emerge che il portoghese tocca più palloni (39 contro 23) e corre di più (10,4 km contro 8,9 km), ma tira meno nello specchio della porta (0,8 tiri nello specchio su 3,4 totali a partita, contro gli 1,1 su 3,2 di Gimenez), evidenziando la necessità di un intervento tattico per non svalorizzare l'investimento estivo.
Luka Modric, convinto in estate dallo stesso Amorim a rimanere, si trova in netta difficoltà atletica e tattica a 41 anni. Con Allegri il croato agiva da playmaker basso davanti alla difesa in un centrocampo a tre, dettando i ritmi ed evidenziando le sue letture da fuoriclasse; nel nuovo assetto con la mediana a due e nel modulo 3-4-2-1 proposto da Amorim, gli vengono invece richiesti sforzi dispendiosi, corsa continua e pressing costante, caratteristiche lontane dalle sue corde. Questa inadeguatezza tattica lo ha portato gradualmente ai margini: sostituito all'intervallo contro la Lazio e poi lasciato in panchina per tutti i novanta minuti senza nemmeno scaldarsi nel match di Europa League contro il Benfica, anticipato dalle dichiarazioni del tecnico sulla necessità di gestire le rotazioni di un giocatore della sua età.
Il rilancio del Milan passa inevitabilmente dalla capacità di Amorim di trovare soluzioni tattiche per valorizzare e far rendere al meglio sia il talento di Modric sia il potenziale realizzativo di Ramos.
Il CorSport sulla crisi di Ramos: Gonçalo Ramos ha iniziato la sua avventura al Milan guidato da Amorim con numeri ancora non esaltanti, inserendosi nel solco della difficoltà storicamente legata alla maglia numero 9 rossonera dopo l'era Inzaghi, eccezione fatta per la parentesi di Giroud. Alla vigilia della sfidante gara contro il Lecce, l'attaccante portoghese registra una sola rete segnata alla prima a San Siro contro il Venezia su cinque presenze complessive tra Serie A ed Europa League, portando il suo totale del 2026 a cinque gol realizzati tra PSG, nazionale (incluso un bellissimo gol al Mondiale) e Milan, pur mantenendo un'ottima media minuti-reti complessiva. Analizzando le prime quattro giornate di campionato, Ramos si distingue come il centravanti delle grandi squadre che partecipa maggiormente alla manovra collettiva, accumulando 195 palloni toccati, 24 tocchi nell'area avversaria e staccando nettamente colleghi come Kolo Muani, Malen, Esposito, Douvikas e Hojlund per volume di gioco; di contro, a fronte di 17 tiri complessivi, ne ha indirizzati soltanto 4 nello specchio della porta, condividendo questo dato negativo con il numero 9 della Juventus pur avendo disputato più minuti. Questa resa d'attacco ridotta, seppur parziale per via del periodo d'inizio stagione, è dovuta sia a una condizione fisica non ancora al top dopo le vacanze post-Mondiale, sia ai limiti tattici della squadra. Il portoghese si ritrova spesso isolato e costretto al duello spalla alla porta con i difensori avversari a causa della fatica del Milan nel creare occasioni nitide nell'ultimo terzo di campo. A complicare ulteriormente l'intesa in attacco interviene la costante rotazione dei trequartisti alle sue spalle, che ha visto alternarsi senza continuità di partita in partita accoppiate diverse composte da Cisse, Loftus-Cheek, Saelemaekers, Rabiot, Pulisic e Hutchinson, impedendo la nascita di una solida intesa di reparto che il giocatore spera di ritrovare presto, magari supportato da Pulisic contro il Lecce.