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Il calciomercato del Milan si chiude con un senso di incompiutezza, nonostante gli ingenti investimenti effettuati per soddisfare le richieste dell'allenatore Rúben Amorim. Il club rossonero ha infatti speso circa 150 milioni di euro per gli acquisti a titolo definitivo di Gonçalo Ramos, Mario Gila e Diego Moreira, ai quali si aggiunge l'arrivo di Omari Hutchinson in prestito oneroso con diritto di riscatto dal Nottingham Forest. Tuttavia, la rosa appare ancora incompleta in diversi reparti. Questo scarto tra acquisti e necessità residue è stato causato principalmente dalle difficoltà nel monetizzare le uscite dei giocatori fuori dal progetto tecnico: elementi come Santiago Giménez, Samuele Ricci e Christopher Nkunku sono partiti solo in prestito con diritto di riscatto, mentre le uniche entrate significative sono derivate dalla cessione di Rafael Leão (38 milioni) e dai maxi bonus incassati per Sandro Tonali e Tijjani Reijnders (24 milioni complessivi).
Le criticità principali della squadra si concentrano in tre aree tattiche. In difesa si avverte la mancanza di un centrale con caratteristiche differenti rispetto a quelle dei difensori in organico, e il tentativo last-minute dell'agente Jorge Mendes per portare Tiago Gabriel dal Lecce non si è concretizzato. A centrocampo emergono lacune sul piano fisico, dato che Musah e Rabiot sono gli unici due elementi di stazza a disposizione di Amorim, a fronte di costruttori di gioco come Modrić, Jashari e Comotto. Sulla corsia di sinistra, la coppia Estupiñán-Bartesaghi non offre ampie garanzie, anche se Diego Moreira può riadattarsi in quel ruolo; a destra, invece, Saelemaekers e Chukwueze garantiscono maggiore copertura. In attacco si registrano perplessità sulla profondità del reparto, benché Amorim ritenga la squadra al completo schierando Ramos, Camarda o Pulisic come "falso 9".
Nonostante il lungo vertice societario di cinque ore tenutosi sabato scorso al Four Seasons tra Gerry Cardinale, Amorim, Almstadt e Gardiner avesse fatto presagire un ultimo colpo in entrata, il mercato in ingresso si è chiuso senza ulteriori sorprese, confermando quanto fatto intendere dal tecnico prima della gara contro il Venezia sulla difficoltà di risolvere ogni esigenza in una sola sessione. La dirigenza e lo staff tecnico lavoreranno ora sul campo in vista della finestra di riparazione di gennaio.
Le criticità principali della squadra si concentrano in tre aree tattiche. In difesa si avverte la mancanza di un centrale con caratteristiche differenti rispetto a quelle dei difensori in organico, e il tentativo last-minute dell'agente Jorge Mendes per portare Tiago Gabriel dal Lecce non si è concretizzato. A centrocampo emergono lacune sul piano fisico, dato che Musah e Rabiot sono gli unici due elementi di stazza a disposizione di Amorim, a fronte di costruttori di gioco come Modrić, Jashari e Comotto. Sulla corsia di sinistra, la coppia Estupiñán-Bartesaghi non offre ampie garanzie, anche se Diego Moreira può riadattarsi in quel ruolo; a destra, invece, Saelemaekers e Chukwueze garantiscono maggiore copertura. In attacco si registrano perplessità sulla profondità del reparto, benché Amorim ritenga la squadra al completo schierando Ramos, Camarda o Pulisic come "falso 9".
Nonostante il lungo vertice societario di cinque ore tenutosi sabato scorso al Four Seasons tra Gerry Cardinale, Amorim, Almstadt e Gardiner avesse fatto presagire un ultimo colpo in entrata, il mercato in ingresso si è chiuso senza ulteriori sorprese, confermando quanto fatto intendere dal tecnico prima della gara contro il Venezia sulla difficoltà di risolvere ogni esigenza in una sola sessione. La dirigenza e lo staff tecnico lavoreranno ora sul campo in vista della finestra di riparazione di gennaio.