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GDS: il paradosso del mercato del Milan per la stagione 2025-26 risiede nel fatto che il rendimento dei nuovi acquisti è inversamente proporzionale all'entità dell'investimento economico sostenuto dalla dirigenza. Analizzando la campagna acquisti in ordine di spesa, si nota come le note più liete arrivino dai colpi a basso costo o a parametro zero, mentre i grandi investimenti si sono rivelati, per ragioni diverse, dei fallimenti o dei comprimari di lusso. I veterani Luka Modric e Adrien Rabiot rappresentano il successo dell'intuizione dirigenziale: il primo è arrivato svincolato dal Real Madrid e il secondo a prezzo di saldo dal Marsiglia dopo una rottura interna al club francese, diventando entrambi pilastri della squadra. Al contrario, il club ha investito circa 150 milioni di euro in giocatori che Massimiliano Allegri ha finito per relegare sistematicamente in panchina. Il trio composto da Nkunku, Jashari ed Estupinan, costato quasi 90 milioni, non è riuscito a imporsi come asse portante della formazione titolare. Le attenuanti non mancano, come nel caso di Ardon Jashari, la cui stagione è stata compromessa dalla rottura del perone ad agosto e da un modulo, il 3-5-2, che ne penalizza le caratteristiche tecniche. Anche Christopher Nkunku, l'acquisto più oneroso, ha sofferto di una crisi d'identità tattica: impiegato con scarsi risultati come prima o seconda punta, ha espresso il suo potenziale solo quando ha potuto agire da trequartista, un ruolo però non previsto stabilmente nello scacchiere di Allegri. I numeri di Nkunku sono impietosi, con soli sei gol di cui quattro su rigore. Non meglio è andata a Pervis Estupinan, apparso lontano dai fasti della Premier League e presto scalzato dal giovane Bartesaghi, né a Koni De Winter, protagonista di prestazioni altalenanti e momenti di profonda crisi difensiva. Anche Samuele Ricci, costato 23 milioni, non ha inciso come sperato, mentre l'innesto di gennaio Niclas Füllkrug si è rivelato un flop, con un solo gol all'attivo e la certezza che il suo prestito non verrà riscattato. In definitiva, il Milan si ritrova con una rosa dove i calciatori destinati a fare la differenza sono diventati costose riserve, lasciando la squadra priva del salto di qualità atteso dopo una campagna trasferimenti così dispendiosa.