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CorSport: Rafael Leao viene spesso paragonato dai tifosi e dai critici al personaggio letterario Oblomov, simbolo di una pigrezza cronica e di un'incapacità di agire con fermezza, a causa del suo atteggiamento in campo giudicato svogliato, ciondolante e poco incline al sacrificio. Nonostante i fischi di San Siro e le difficoltà nel saltare l'uomo — con statistiche sui dribbling in netto calo anche per ragioni fisiche — emerge però un'evidente aporia: il numero 10 resta, dati alla mano, il calciatore più determinante del Milan, avendo garantito alla squadra ben 15 punti grazie a nove gol e tre assist. Solo Hojlund al Napoli ha fatto meglio in termini di punti portati alla propria causa, mentre il portoghese è stato decisivo in sfide chiave contro Fiorentina, Lazio, Cagliari e Verona, dove ha servito l'ultimo assist per Rabiot. Sebbene Allegri lo sostituisca frequentemente e nonostante la continuità di leader come Modric o Maignan sia superiore, Leao rimane l'unico attaccante rossonero realmente presente nel tabellino, pur soffrendo nel nuovo ruolo di punta centrale che ne limita lo spunto atletico. Questa sua capacità di essere contemporaneamente l'imputato principale e l'unico uomo in grado di risolvere le partite giustifica la fiducia del tecnico, che continua a schierarlo titolare nonostante le critiche e un futuro di mercato che lo vede ormai protagonista sul fronte delle possibili cessioni in vista della prossima estate, con una dote di punti che rimane comunque nobile.