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Tuttosport: La parabola di Alex Jimenez rappresenta un caso emblematico di come le dinamiche del calciomercato possano trasformare una promessa tecnica in una preziosa risorsa economica nel giro di un solo anno. Inizialmente designato come l'erede naturale di Theo Hernandez dopo le brillanti prestazioni sotto le gestioni Fonseca e Conceicao, il terzino spagnolo classe 2005 ha subito una brusca frenata a causa di comportamenti extracampo non graditi alla dirigenza rossonera, che hanno portato Massimiliano Allegri a escluderlo dalle tournée estive e a sancirne la cessione. Il trasferimento al Bournemouth, avvenuto inizialmente in prestito oneroso per 2 milioni di euro, si è rivelato una mossa vincente per tutte le parti coinvolte: il giocatore è rinato in Premier League, trovando persino la rete contro il Liverpool, mentre il direttore sportivo Tiago Pinto ha già comunicato l'intenzione del club inglese di riscattare il cartellino per 20 milioni di euro. Sebbene il Real Madrid incasserà il 50% di questa cifra come pattuito negli accordi precedenti, il Milan realizzerà comunque una robusta plusvalenza che andrà a rimpinguare il budget per il mercato in entrata. Nonostante l'esplosione di Jimenez oltremanica, l'ambiente rossonero non nutre rimpianti, forte della crescita costante di Davide Bartesaghi, giudicato più affidabile sul piano comportamentale, e del recupero tattico di Saelemaekers sulla fascia destra, ormai diventato un punto fermo del progetto di Allegri. Il club inglese punta a valorizzare ulteriormente lo spagnolo per una futura rivendita milionaria, seguendo il modello già attuato con successi finanziari come Huijsen, confermando che la separazione tra il Diavolo e il giovane laterale è stata la soluzione più redditizia per entrambi.