Mediaset conferma tutte le news precedenti e aggiunge: se Rangnick diventerà DT, il nuovo allenatore del Milan sarà Glasner (in pole) o Jaissle. Pochettino aveva avuto un contatto col Milan, ma con Furlani e Moncada. Quindi è un pò indietro.
La GDS in edicola conferma le news che abbiamo ampiamente riferito ieri e aggiunge: Il nuovo corso del Milan ha preso il via da pochissimi giorni in seguito ai drastici allontanamenti di Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Massimiliano Allegri, costringendo la proprietà a muoversi con estrema urgenza per rifondare la struttura decisionale. Il patron Gerry Cardinale, affiancato da Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic, è attivamente al lavoro per coprire tre ruoli chiave rimasti vacanti: l'amministratore delegato, il direttore sportivo e l'allenatore. Al momento la dirigenza rossonera si trova a valutare due precise filosofie di sviluppo calcistico, ribattezzate rispettivamente la strada tedesca e la strada spagnola. La prima opzione ha avuto un'accelerazione importante tre giorni fa a Vienna, dove Cardinale e Ibrahimovic hanno incontrato personalmente Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell'Austria e principale candidato alla guida dell'intera area sportiva del club. Il colloquio ha avuto esito positivo, riscontrando il reciproco interesse delle parti nel collaborare; qualora si giungesse a un accordo definitivo, Rangnick sceglierebbe la nuova guida tecnica in sinergia con Cardinale. In questo scenario il profilo preferito è quello del trentottenne Matthias Jaissle, attuale tecnico dell'Al Ahli a Gedda, calcisticamente cresciuto proprio sotto la guida di Rangnick che lo ha allenato all'Hoffenheim tra il 2007 e il 2011. Jaissle, reduce da due trionfi consecutivi nella Champions League asiatica alla guida della formazione saudita in cui milita l'ex milanista Franck Kessie, propone un calcio aggressivo, intenso e verticale; il giovane allenatore tedesco, legato all'Al Ahli fino al 2027, ha già manifestato un forte interesse per la panchina rossonera, sebbene per liberarlo sarà necessario un esborso economico non indifferente. Parallelamente si sviluppa la pista spagnola, che per il ruolo di direttore sportivo vede in prima fila il catalano Ramon Planes, attuale dirigente dell'Al Ittihad con importanti trascorsi al Barcellona, all'Espanyol e al Tottenham. Planes, che ha già avviato i contatti a distanza con la dirigenza del Milan, sponsorizza fortemente per la panchina il profilo di Mauricio Pochettino, cinquantiquattrenne argentino di origini piemontesi ed ex allenatore di Tottenham, Paris Saint-Germain e Chelsea, con cui ha già condiviso le esperienze lavorative in Spagna e a Londra. Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti, gode di grandissima stima da parte di Gerry Cardinale, tanto che nella giornata di ieri le parti si sono interfacciate direttamente in una videocall che ha fatto seguito a un primo colloquio conoscitivo avvenuto la scorsa settimana con Furlani. Interpellato direttamente dai giornalisti al National Training Center della federazione americana vicino ad Atlanta, Pochettino ha formalmente smentito i contatti diretti dichiarando: «No», ma ha parzialmente aperto all'ipotesi riguardo ai suoi rappresentanti ammettendo: «È possibile, perché devono fare il loro lavoro». Il ct statunitense ha poi chiarito la propria situazione contrattuale spiegando: «Abbiamo sempre detto che il nostro contratto scade a luglio, dopo il Mondiale. Ovviamente ci sono stati dei contatti, ma se venisse una squadra e mi dicesse “Mauricio ti vogliamo con noi, però inizi domani”, io risponderei “mi spiace, sono legato agli Stati Uniti”», non escludendo quindi un possibile rinnovo con la federazione americana di cui ha già discusso con il Ceo JT Batson, e aggiungendo infine: «Se avessi già preso impegni con altri, avrei perso tempo ad ascoltare?». Oltre a questi due canali principali, la dirigenza del Milan mantiene vive altre due candidature internazionali: Andoni Iraola e Oliver Glasner. Iraola rappresenta la primissima scelta e il profilo preferito in assoluto della società rossonera, ma la trattativa non è ancora decollata poiché il tecnico sembra attualmente più attratto dalle lusinghe del Crystal Palace e del Bayer Leverkusen. Di contro, l'austriaco Oliver Glasner è un profilo che piace molto per via del suo stile di gioco e si è appena messo in luce a livello internazionale conquistando la Conference League proprio sulla panchina del Crystal Palace, restando in attesa di capire se nei prossimi giorni questi sondaggi si trasformeranno in un incontro concreto.
CorSera: mentre la dirigenza rossonera si appresta a chiarire definitivamente le proprie idee per la gestione della panchina, è tramontata in modo definitivo la pista che portava a Andoni Iraola. In questo momento restano calde due opzioni principali: la prima riguarda Mathias Jaissle, attuale tecnico dell’Al-Ahli, caldeggiato e proposto da Ralf Rangnick, con il quale il Milan sta portando avanti una trattativa parallela per affidargli il ruolo di responsabile di tutta l’area tecnica; la seconda opzione è rappresentata da Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico della nazionale degli Stati Uniti, il quale ha già avuto un incontro con la dirigenza rossonera la scorsa settimana, in un vertice avvenuto prima della sfida di campionato tra Milan e Cagliari, mentre sullo sfondo rimane la figura di Massimiliano Allegri.
Tuttosport conferma le piste Rangnick Jaissle (o Glasner) e Pochettino con Planes e le eventuali alternative: Il Milan si trova in una fase di profonda rifondazione tecnica e dirigenziale dopo la decisione del proprietario Gerry Cardinale di licenziare improvvisamente l'allenatore Massimiliano Allegri e l'intera dirigenza composta da Furlani, Tare e Moncada, una scelta maturata a seguito del fallimentare quinto posto in classifica. La gestione di questa rivoluzione, condotta da Cardinale insieme a Zlatan Ibrahimovic e al dirigente Calvelli, sta tuttavia mostrando evidenti difficoltà e ritardi nella programmazione, costringendo il club a rincorrere diverse opzioni senza avere ancora in mano un accordo definitivo e rischiando di dover ripiegare su terze o quarte scelte. Dopo i mancati affondi per Xabi Alonso e Maresca, la prima scelta sembrava essere Andoni Iraola, ma il tecnico basco, dopo l'addio al Bournemouth, ha messo in stand-by la proposta rossonera poiché valuta un inserimento al Bayer Leverkusen, un'offerta del Crystal Palace in Premier League o le mosse del Liverpool su Slot. Davanti a questa situazione di stallo, Cardinale e Ibrahimovic hanno incontrato a Vienna l'attuale ct dell'Austria Ralf Rangnick, proponendogli il ruolo di direttore dell'area tecnica; il sessantasettenne tedesco, impegnato al Mondiale fino a fine giugno, ha però chiesto la massima autonomia gestionale, che include la facoltà di scegliere personalmente il direttore sportivo, l'allenatore e circa dieci collaboratori, oltre alla gestione del settore giovanile, area che Ibrahimovic presiede dal 2024 tramite il dirigente statunitense Kirovski. Se il Milan accetterà i compromessi richiesti da Rangnick, i favoriti per la panchina sarebbero Oliver Glasner, fresco vincitore della Conference League con il Crystal Palace, o il trentottenne tedesco Matthias Jaissle, attuale tecnico dell'Al-Ahli e vincitore delle ultime due Champions League asiatiche. Qualora l'accordo con Rangnick dovesse sfumare, la principale alternativa porta a Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti impegnato anch'egli al Mondiale, il cui eventuale sbarco a Milano potrebbe favorire l'arrivo del ds Ramon Planes dall'Al-Ittihad. Sullo sfondo restano sempre vive le candidature di profili stimati da Ibrahimovic come Xavi, Thiago Motta e Mark van Bommel, mentre appare più remota la pista a sorpresa che conduce a Vincenzo Italiano, ex allenatore del Bologna che rappresentava la prima scelta della passata dirigenza guidata da Furlani.
CorSport: il progetto di rilancio del Milan potrebbe essere interamente affidato a Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell'Austria, il quale nelle scorse ore ha incontrato Zlatan Ibrahimovic, Massimo Calvelli e Gerry Cardinale per ascoltare la proposta dei rossoneri, prendendosi qualche giorno di tempo per riflettere. Il manager tedesco, che compirà a breve 68 anni e sarà impegnato con la propria nazionale ai Mondiali almeno fino alla fine di giugno, rappresenterebbe la figura chiave per la ricostruzione del club dopo il licenziamento in tronco della dirigenza e dello staff tecnico composto da Furlani, Moncada, Allegri e Tare. Nei piani di Ibrahimovic e Cardinale, Rangnick andrebbe a ricoprire il ruolo di direttore dell'area tecnica, una posizione per la quale il tedesco ha però richiesto carta bianca e pieni poteri decisionali nell'organigramma societario, dalla scelta del nuovo direttore sportivo e dell'allenatore fino alla gestione del settore giovanile. Questa impostazione ricalcherebbe il modello da lui già guidato per mesi all'interno del progetto Red Bull tra Lipsia e Salisburgo, incentrato sulla valorizzazione dei giovani talenti e sulla generazione di plusvalenze tramite le loro cessioni. Le parti si riaggiorneranno a breve, ma qualora l'accordo andasse in porto andrebbe gestito il nodo legato alla sua assenza fisica fino a luglio, fattore che costringerebbe il Milan a una riorganizzazione e a una pianificazione del calciomercato inizialmente a distanza. Per quanto riguarda la panchina, Rangnick ha già in mente una serie di profili da suggerire alla proprietà, a partire dal trentottenne tedesco Matthias Jaissle, attuale tecnico dell'Al Ahli, reduce dalla vittoria di due Champions League asiatiche e fautore di un calcio spiccatamente offensivo basato su ritmi elevati, pressing e transizioni rapide in perfetto stile Red Bull, una filosofia opposta a quella espressa da Massimiliano Allegri nella scorsa stagione e in linea con la volontà di Ibrahimovic e Cardinale di allinearsi agli standard europei, sebbene Jaissle sia legato a Gedda da un contratto molto oneroso. Un'altra opzione caldeggiata da Rangnick è l'austriaco Oliver Glasner, fresco vincitore della Conference League e di altri due trofei storici con il Crystal Palace, dato in uscita dal club inglese e propenso a una nuova esperienza all'estero. Restano invece sullo sfondo altre piste, come quella che porta a Xavi, profilo internazionale già contattato da Ibrahimovic prima che emergesse la candidatura di Rangnick, mentre si è defilato Andoni Iraola, il quale ha salutato il Bournemouth ma ha escluso il Milan dalle sue priorità, preferendo trattare con club capaci di garantirgli investimenti economici superiori e non convinto dalla confusione societaria che regna a Casa Milan. Infine, resta viva l'idea legata a Maurizio Pochettino, incontrato personalmente dal patron Gerry Cardinale, un profilo che tuttavia risponderebbe principalmente a una logica di consolidamento e sviluppo del brand del Milan all'interno del mercato statunitense.
Repubblica: Andoni Iraola ha rifiutato la panchina rossonera, trovandosi ora conteso tra Crystal Palace e Bayer Leverkusen. Nel frattempo, la dirigenza milanista porta avanti i colloqui con Ralf Rangnick, una figura che tuttavia non convince del tutto Zlatan Ibrahimovic; nei piani societari, l'austriaco andrebbe a ricoprire il ruolo di direttore tecnico, assumendo il controllo totale dell'area sportiva, dalle attività di scouting fino al settore giovanile. Nel caso in cui l'accordo con Rangnick andasse a buon fine, come nuovo allenatore potrebbe arrivare il tedesco Matthias Jaissle, attualmente alla guida dell'Al-Ahli. Al Milan è stato inoltre proposto l'attuale commissario tecnico degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, destinato a lasciare la guida della nazionale americana dopo il Mondiale; l'eventuale ingaggio del tecnico argentino vedrebbe Ramón Planes come candidato favorito per ricoprire la carica di direttore sportivo. Sullo sfondo di tutte queste trattative resta infine alla finestra Vincenzo Italiano, pronto a inserirsi nella corsa per la panchina.