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GDS: il Milan si trova in un momento cruciale di rifondazione societaria e tecnica in cui deve colmare un organigramma attualmente vuoto, partendo dalle due nomine più importanti: il nuovo direttore tecnico e l'allenatore. Da Casa Milan filtra l'indicazione di non voler affrettare i tempi, poiché le decisioni avranno un impatto profondo non solo sulla prossima stagione ma sul futuro a lungo termine del club, motivo per cui il fondatore di RedBird, Gerry Cardinale, sceso in campo in prima persona in questa primavera-estate, intende valutare ogni opzione con estrema attenzione, anche se il tempo stringe e i candidati aspettano una risposta. Per il ruolo di direttore tecnico, il commissario tecnico dell'Austria Ralf Rangnick ha già avuto due colloqui con Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Calvelli, dicendosi disposto a sposare il progetto rossonero ma imponendo precise condizioni non trattabili che configurano un "pacchetto completo", tra cui la scelta dell'allenatore, del direttore sportivo, della filosofia calcistica delle giovanili, dello staff di osservatori con l'inserimento di oltre dieci suoi uomini di fiducia, e soprattutto un'ampia autonomia decisionale sul mercato senza dover interferire con Ibrahimovic, che opera come socio di Cardinale in RedBird e suo consigliere personale. Rangnick pretende ora massima chiarezza e ha lanciato un vero e proprio ultimatum al Milan per chiudere la vicenda con un sì o con un no definitivo prima del debutto mondiale dell'Austria contro la Giordania tra dieci giorni, specialmente dopo che la federazione austriaca, attualmente in ritiro a Santa Barbara in California, gli ha proposto pubblicamente un prolungamento di contratto fino all'Europeo 2028. Qualora l'accordo con il tedesco dovesse saltare, la principale alternativa per la dirigenza del Milan è rappresentata dall'ex Barcellona Ramon Planes. Sul fronte della panchina, lo stesso Rangnick ha indicato Oliver Glasner come profilo ideale, ma l'ormai ex allenatore del Crystal Palace mantiene ottime chance di guidare i rossoneri anche in caso di mancato arrivo del dirigente tedesco, mostrandosi entusiasta all'idea di allenare la prima grande squadra della sua carriera, tanto da non essersi rammaricato per la scelta del Bayer Leverkusen di virare su Carles Martínez Novell. Glasner si è presentato a un faccia a faccia decisivo con Cardinale e Ibrahimovic dopo aver studiato approfonditamente la rosa milanista per illustrare le sue idee tattiche, ed è ora in attesa di un'investitura ufficiale, senza la quale preferirà prendersi una pausa dedicandosi al golf a Maiorca in attesa di una chiamata a stagione in corso da parte di un top club. L'alternativa principale a Glasner per la panchina rossonera è invece Mauricio Pochettino, il quale però, esattamente come Rangnick con l'Austria, condivide il vincolo e la complicazione di dover gestire l'impegno del Mondiale come attuale commissario tecnico degli Stati Uniti.
Tuttosport su Rangnick tra Austria e Milan e Spors DS e le alternative: Ralf Rangnick si trova attualmente a metà strada in una sfida a due che vede contrapposte la nazionale dell'Austria e il Milan per il suo futuro. La federazione austriaca sta facendo il massimo per convincere l'attuale commissario tecnico a rimanere alla guida della squadra anche dopo il Mondiale, offrendogli un rinnovo di contratto che lo legherebbe alla panchina almeno fino all'Europeo del 2028. L'Austria ha già ascoltato e si è detta pronta a soddisfare le richieste del tecnico tedesco, da cui si aspetta una risposta definitiva all'inizio della settimana, a soli nove giorni dal debutto mondiale contro la Giordania fissato per il 16 giugno. Dal canto suo, Rangnick attende invece una decisione da parte di Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, al quale nelle ultime due settimane ha già esposto dettagliatamente il proprio progetto triennale per capire se il Milan intenda affidargli la sua ricostruzione complessiva. Tuttavia il tempo stringe, poiché la federazione austriaca non gradirebbe avere un commissario tecnico distratto dalle pianificazioni per il club rossonero durante lo svolgimento dei Mondiali e potrebbe tentare l'allungo decisivo per trattenerlo. Qualora Cardinale desse il via libera, Rangnick assumerebbe la gestione totale dell'area tecnica rossonera, portando con sé Johannes Spors nel ruolo di direttore sportivo e indicando Oliver Glasner come candidato principale per la panchina. Come seconda opzione per la guida tecnica ci sarebbe Matthias Jaissle, profilo che però risulta molto costoso a causa del suo legame con l'Al-Ahli, ma che Cardinale e Zlatan Ibrahimovic hanno comunque già incontrato e potrebbero decidere di ingaggiare a prescindere dal destino dello stesso Rangnick. L'alternativa per la panchina in questo momento è rappresentata da Mauricio Pochettino, sebbene l'allenatore argentino sia a sua volta atteso dal Mondiale alla guida degli Stati Uniti, con l'esordio programmato per il 12 giugno contro il Paraguay. Pochettino ha già avuto diversi colloqui con la dirigenza milanista, ma la sua candidatura sconta il fatto che l'impegno con la nazionale di Pulisic lo terrà occupato almeno fino alla fine di giugno, lasciandogli pochissimi giorni di riposo prima del raduno del Milan fissato per il 12 luglio. Infine, nel caso in cui la scelta definitiva del club rossonero ricadesse proprio su Pochettino, il ruolo di direttore sportivo verrebbe affidato allo spagnolo Ramon Planes, attualmente in pole position per quella carica.
CorSera: il futuro del Milan appare fortemente incerto e avvolto da una coltre di nebbia, dato che a sole due settimane dalla conclusione del campionato la società si ritrova ancora priva di vertici aziendali e sportivi, bloccata da profondi dubbi sulla strada tecnica da intraprendere. Da un lato c'è la fazione guidata da Gerry Cardinale e Massimo Calvelli, che spinge per un progetto tecnico affidato a Ralf Rangnick nel ruolo di direttore e a Oliver Glasner come allenatore; dall'altro lato c'è invece la visione di Zlatan Ibrahimovic, che punta deciso sulla combinazione composta da Mauricio Pochettino in panchina e Ramon Planes come direttore sportivo. Mentre il tempo scorre, la federazione austriaca si è mossa per blindare Rangnick, con il presidente Josef Proll che ha dichiarato l'intenzione di trattenerlo nel ruolo di commissario tecnico della nazionale fino all'Europeo 2028, lasciando la decisione finale nelle mani dell'allenatore tedesco. In questo limbo di totale attesa e incertezza, le date per l'avvio della prossima stagione dovrebbero comunque ricalcare la pianificazione originariamente decisa da Massimiliano Allegri, che prevede il raduno dei giocatori a Milanello il 12 luglio per le visite mediche e il primo allenamento il giorno successivo. Questo programma, insieme a un piano di amichevoli già definito, verrà sottoposto al nuovo tecnico, anche se la composizione della rosa resta un'incognita a causa di numerosi malumori e possibili addii.
Tuttosport su Rangnick tra Austria e Milan e Spors DS e le alternative: Ralf Rangnick si trova attualmente a metà strada in una sfida a due che vede contrapposte la nazionale dell'Austria e il Milan per il suo futuro. La federazione austriaca sta facendo il massimo per convincere l'attuale commissario tecnico a rimanere alla guida della squadra anche dopo il Mondiale, offrendogli un rinnovo di contratto che lo legherebbe alla panchina almeno fino all'Europeo del 2028. L'Austria ha già ascoltato e si è detta pronta a soddisfare le richieste del tecnico tedesco, da cui si aspetta una risposta definitiva all'inizio della settimana, a soli nove giorni dal debutto mondiale contro la Giordania fissato per il 16 giugno. Dal canto suo, Rangnick attende invece una decisione da parte di Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, al quale nelle ultime due settimane ha già esposto dettagliatamente il proprio progetto triennale per capire se il Milan intenda affidargli la sua ricostruzione complessiva. Tuttavia il tempo stringe, poiché la federazione austriaca non gradirebbe avere un commissario tecnico distratto dalle pianificazioni per il club rossonero durante lo svolgimento dei Mondiali e potrebbe tentare l'allungo decisivo per trattenerlo. Qualora Cardinale desse il via libera, Rangnick assumerebbe la gestione totale dell'area tecnica rossonera, portando con sé Johannes Spors nel ruolo di direttore sportivo e indicando Oliver Glasner come candidato principale per la panchina. Come seconda opzione per la guida tecnica ci sarebbe Matthias Jaissle, profilo che però risulta molto costoso a causa del suo legame con l'Al-Ahli, ma che Cardinale e Zlatan Ibrahimovic hanno comunque già incontrato e potrebbero decidere di ingaggiare a prescindere dal destino dello stesso Rangnick. L'alternativa per la panchina in questo momento è rappresentata da Mauricio Pochettino, sebbene l'allenatore argentino sia a sua volta atteso dal Mondiale alla guida degli Stati Uniti, con l'esordio programmato per il 12 giugno contro il Paraguay. Pochettino ha già avuto diversi colloqui con la dirigenza milanista, ma la sua candidatura sconta il fatto che l'impegno con la nazionale di Pulisic lo terrà occupato almeno fino alla fine di giugno, lasciandogli pochissimi giorni di riposo prima del raduno del Milan fissato per il 12 luglio. Infine, nel caso in cui la scelta definitiva del club rossonero ricadesse proprio su Pochettino, il ruolo di direttore sportivo verrebbe affidato allo spagnolo Ramon Planes, attualmente in pole position per quella carica.
CorSera: il futuro del Milan appare fortemente incerto e avvolto da una coltre di nebbia, dato che a sole due settimane dalla conclusione del campionato la società si ritrova ancora priva di vertici aziendali e sportivi, bloccata da profondi dubbi sulla strada tecnica da intraprendere. Da un lato c'è la fazione guidata da Gerry Cardinale e Massimo Calvelli, che spinge per un progetto tecnico affidato a Ralf Rangnick nel ruolo di direttore e a Oliver Glasner come allenatore; dall'altro lato c'è invece la visione di Zlatan Ibrahimovic, che punta deciso sulla combinazione composta da Mauricio Pochettino in panchina e Ramon Planes come direttore sportivo. Mentre il tempo scorre, la federazione austriaca si è mossa per blindare Rangnick, con il presidente Josef Proll che ha dichiarato l'intenzione di trattenerlo nel ruolo di commissario tecnico della nazionale fino all'Europeo 2028, lasciando la decisione finale nelle mani dell'allenatore tedesco. In questo limbo di totale attesa e incertezza, le date per l'avvio della prossima stagione dovrebbero comunque ricalcare la pianificazione originariamente decisa da Massimiliano Allegri, che prevede il raduno dei giocatori a Milanello il 12 luglio per le visite mediche e il primo allenamento il giorno successivo. Questo programma, insieme a un piano di amichevoli già definito, verrà sottoposto al nuovo tecnico, anche se la composizione della rosa resta un'incognita a causa di numerosi malumori e possibili addii.