Milan: è un Modric fuori giri. I numeri.

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GDS: il rendimento di Luka Modric nel Milan è cambiato radicalmente tra la scorsa e l'attuale stagione, con il croato entrato in forte difficoltà nel nuovo assetto tattico di Rúben Amorim. Nella gestione di Massimiliano Allegri, con il modulo 3-5-2, Modric era protetto da due mezzali ed eseguiva compiti di gestione del possesso e schermatura della difesa con coperture di spazio ridotte; al contrario, il sistema a quattro di Amorim impone ritmi frenetici, verticalizzazioni continue e transizioni rapide che costringono il centrocampista quarantunenne a coprire porzioni di campo molto più ampie. La prova di questa incompatibilità con le gare ad alta intensità si è avuta nell'intervallo di Lazio-Milan, quando il tecnico portoghese ha sostituito l'ex Pallone d'Oro prendendo atto che la squadra era spezzata in due e ammettendo nel post-partita che per Modric è impossibile rendere se la partita si trasforma in continui capovolgimenti di fronte. Le dichiarazioni e il cambio all'Olimpico hanno scosso il fuoriclasse, il quale al 28' della sfida contro i biancocelesti era arrivato persino a servire un involontario retropassaggio a Frattesi a causa della poca lucidità accumulata rincorrendo gli avversari in ripartenza. Il calo rispetto al passato è evidente anche dai numeri delle prime quattro giornate: nel 2025-26 Modric vantava 4 presenze da titolare su 4, 335 minuti giocati, 1 gol, 1 assist, 246 passaggi riusciti e una media voto di 7,25; nel 2026-27 registra invece 3 titolarità, 235 minuti, 0 gol, 0 assist, 178 passaggi riusciti e una media voto scesa a 6. Amorim ha precisato che il croato resta una risorsa fondamentale nei match caratterizzati da un dominio prolungato del possesso palla e del controllo, ma in partite di dinamismo la squadra non può prescindere da Yunus Musah, oltre al fatto di dover inserire nelle rotazioni Ardon Jashari.

Tuttosport: Modric il rebus di Amorim
. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.

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Tuttosport: Modric il rebus di Amorim. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.
 

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GDS: il rendimento di Luka Modric nel Milan è cambiato radicalmente tra la scorsa e l'attuale stagione, con il croato entrato in forte difficoltà nel nuovo assetto tattico di Rúben Amorim. Nella gestione di Massimiliano Allegri, con il modulo 3-5-2, Modric era protetto da due mezzali ed eseguiva compiti di gestione del possesso e schermatura della difesa con coperture di spazio ridotte; al contrario, il sistema a quattro di Amorim impone ritmi frenetici, verticalizzazioni continue e transizioni rapide che costringono il centrocampista quarantunenne a coprire porzioni di campo molto più ampie. La prova di questa incompatibilità con le gare ad alta intensità si è avuta nell'intervallo di Lazio-Milan, quando il tecnico portoghese ha sostituito l'ex Pallone d'Oro prendendo atto che la squadra era spezzata in due e ammettendo nel post-partita che per Modric è impossibile rendere se la partita si trasforma in continui capovolgimenti di fronte. Le dichiarazioni e il cambio all'Olimpico hanno scosso il fuoriclasse, il quale al 28' della sfida contro i biancocelesti era arrivato persino a servire un involontario retropassaggio a Frattesi a causa della poca lucidità accumulata rincorrendo gli avversari in ripartenza. Il calo rispetto al passato è evidente anche dai numeri delle prime quattro giornate: nel 2025-26 Modric vantava 4 presenze da titolare su 4, 335 minuti giocati, 1 gol, 1 assist, 246 passaggi riusciti e una media voto di 7,25; nel 2026-27 registra invece 3 titolarità, 235 minuti, 0 gol, 0 assist, 178 passaggi riusciti e una media voto scesa a 6. Amorim ha precisato che il croato resta una risorsa fondamentale nei match caratterizzati da un dominio prolungato del possesso palla e del controllo, ma in partite di dinamismo la squadra non può prescindere da Yunus Musah, oltre al fatto di dover inserire nelle rotazioni Ardon Jashari.

Tuttosport: Modric il rebus di Amorim. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.
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GDS: il rendimento di Luka Modric nel Milan è cambiato radicalmente tra la scorsa e l'attuale stagione, con il croato entrato in forte difficoltà nel nuovo assetto tattico di Rúben Amorim. Nella gestione di Massimiliano Allegri, con il modulo 3-5-2, Modric era protetto da due mezzali ed eseguiva compiti di gestione del possesso e schermatura della difesa con coperture di spazio ridotte; al contrario, il sistema a quattro di Amorim impone ritmi frenetici, verticalizzazioni continue e transizioni rapide che costringono il centrocampista quarantunenne a coprire porzioni di campo molto più ampie. La prova di questa incompatibilità con le gare ad alta intensità si è avuta nell'intervallo di Lazio-Milan, quando il tecnico portoghese ha sostituito l'ex Pallone d'Oro prendendo atto che la squadra era spezzata in due e ammettendo nel post-partita che per Modric è impossibile rendere se la partita si trasforma in continui capovolgimenti di fronte. Le dichiarazioni e il cambio all'Olimpico hanno scosso il fuoriclasse, il quale al 28' della sfida contro i biancocelesti era arrivato persino a servire un involontario retropassaggio a Frattesi a causa della poca lucidità accumulata rincorrendo gli avversari in ripartenza. Il calo rispetto al passato è evidente anche dai numeri delle prime quattro giornate: nel 2025-26 Modric vantava 4 presenze da titolare su 4, 335 minuti giocati, 1 gol, 1 assist, 246 passaggi riusciti e una media voto di 7,25; nel 2026-27 registra invece 3 titolarità, 235 minuti, 0 gol, 0 assist, 178 passaggi riusciti e una media voto scesa a 6. Amorim ha precisato che il croato resta una risorsa fondamentale nei match caratterizzati da un dominio prolungato del possesso palla e del controllo, ma in partite di dinamismo la squadra non può prescindere da Yunus Musah, oltre al fatto di dover inserire nelle rotazioni Ardon Jashari.

Tuttosport: Modric il rebus di Amorim. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.

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Un centrocampo a due Modric/Rabiot soprattutto se poi a dargli una mano dovrebbe essere Loftus-Cheek al momento non va bene.
Per Modric sicuramente meglio il 3-5-2.
Comunque è anche da vedere quando saranno tutti in forma.
 

iceman.

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GDS: il rendimento di Luka Modric nel Milan è cambiato radicalmente tra la scorsa e l'attuale stagione, con il croato entrato in forte difficoltà nel nuovo assetto tattico di Rúben Amorim. Nella gestione di Massimiliano Allegri, con il modulo 3-5-2, Modric era protetto da due mezzali ed eseguiva compiti di gestione del possesso e schermatura della difesa con coperture di spazio ridotte; al contrario, il sistema a quattro di Amorim impone ritmi frenetici, verticalizzazioni continue e transizioni rapide che costringono il centrocampista quarantunenne a coprire porzioni di campo molto più ampie. La prova di questa incompatibilità con le gare ad alta intensità si è avuta nell'intervallo di Lazio-Milan, quando il tecnico portoghese ha sostituito l'ex Pallone d'Oro prendendo atto che la squadra era spezzata in due e ammettendo nel post-partita che per Modric è impossibile rendere se la partita si trasforma in continui capovolgimenti di fronte. Le dichiarazioni e il cambio all'Olimpico hanno scosso il fuoriclasse, il quale al 28' della sfida contro i biancocelesti era arrivato persino a servire un involontario retropassaggio a Frattesi a causa della poca lucidità accumulata rincorrendo gli avversari in ripartenza. Il calo rispetto al passato è evidente anche dai numeri delle prime quattro giornate: nel 2025-26 Modric vantava 4 presenze da titolare su 4, 335 minuti giocati, 1 gol, 1 assist, 246 passaggi riusciti e una media voto di 7,25; nel 2026-27 registra invece 3 titolarità, 235 minuti, 0 gol, 0 assist, 178 passaggi riusciti e una media voto scesa a 6. Amorim ha precisato che il croato resta una risorsa fondamentale nei match caratterizzati da un dominio prolungato del possesso palla e del controllo, ma in partite di dinamismo la squadra non può prescindere da Yunus Musah, oltre al fatto di dover inserire nelle rotazioni Ardon Jashari.

Tuttosport: Modric il rebus di Amorim. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.

Luka%20Modric%20Milan.jpg
Comunque, vado controcorrente e mi prenderò un sacco di insulti.
Da quando è qui non mi ha mai impressionato.

Nulla che mi abbia fatto restare a bocca aperta, poi è sicuramente il più forte della rosa con la palla tra i piedi.

Purtroppo ha 40 anni e i giocatori attorno a lui sono quelli che sono.
 
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GDS: il rendimento di Luka Modric nel Milan è cambiato radicalmente tra la scorsa e l'attuale stagione, con il croato entrato in forte difficoltà nel nuovo assetto tattico di Rúben Amorim. Nella gestione di Massimiliano Allegri, con il modulo 3-5-2, Modric era protetto da due mezzali ed eseguiva compiti di gestione del possesso e schermatura della difesa con coperture di spazio ridotte; al contrario, il sistema a quattro di Amorim impone ritmi frenetici, verticalizzazioni continue e transizioni rapide che costringono il centrocampista quarantunenne a coprire porzioni di campo molto più ampie. La prova di questa incompatibilità con le gare ad alta intensità si è avuta nell'intervallo di Lazio-Milan, quando il tecnico portoghese ha sostituito l'ex Pallone d'Oro prendendo atto che la squadra era spezzata in due e ammettendo nel post-partita che per Modric è impossibile rendere se la partita si trasforma in continui capovolgimenti di fronte. Le dichiarazioni e il cambio all'Olimpico hanno scosso il fuoriclasse, il quale al 28' della sfida contro i biancocelesti era arrivato persino a servire un involontario retropassaggio a Frattesi a causa della poca lucidità accumulata rincorrendo gli avversari in ripartenza. Il calo rispetto al passato è evidente anche dai numeri delle prime quattro giornate: nel 2025-26 Modric vantava 4 presenze da titolare su 4, 335 minuti giocati, 1 gol, 1 assist, 246 passaggi riusciti e una media voto di 7,25; nel 2026-27 registra invece 3 titolarità, 235 minuti, 0 gol, 0 assist, 178 passaggi riusciti e una media voto scesa a 6. Amorim ha precisato che il croato resta una risorsa fondamentale nei match caratterizzati da un dominio prolungato del possesso palla e del controllo, ma in partite di dinamismo la squadra non può prescindere da Yunus Musah, oltre al fatto di dover inserire nelle rotazioni Ardon Jashari.

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Non è un mediano. Il pazzo in panchina gioca con solo 3 difensori e 4/5 giocatori offensivi. Se proprio vuoi fare quella roba a centrocampo servono dighe...
 

-Lionard-

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GDS: il rendimento di Luka Modric nel Milan è cambiato radicalmente tra la scorsa e l'attuale stagione, con il croato entrato in forte difficoltà nel nuovo assetto tattico di Rúben Amorim. Nella gestione di Massimiliano Allegri, con il modulo 3-5-2, Modric era protetto da due mezzali ed eseguiva compiti di gestione del possesso e schermatura della difesa con coperture di spazio ridotte; al contrario, il sistema a quattro di Amorim impone ritmi frenetici, verticalizzazioni continue e transizioni rapide che costringono il centrocampista quarantunenne a coprire porzioni di campo molto più ampie. La prova di questa incompatibilità con le gare ad alta intensità si è avuta nell'intervallo di Lazio-Milan, quando il tecnico portoghese ha sostituito l'ex Pallone d'Oro prendendo atto che la squadra era spezzata in due e ammettendo nel post-partita che per Modric è impossibile rendere se la partita si trasforma in continui capovolgimenti di fronte. Le dichiarazioni e il cambio all'Olimpico hanno scosso il fuoriclasse, il quale al 28' della sfida contro i biancocelesti era arrivato persino a servire un involontario retropassaggio a Frattesi a causa della poca lucidità accumulata rincorrendo gli avversari in ripartenza. Il calo rispetto al passato è evidente anche dai numeri delle prime quattro giornate: nel 2025-26 Modric vantava 4 presenze da titolare su 4, 335 minuti giocati, 1 gol, 1 assist, 246 passaggi riusciti e una media voto di 7,25; nel 2026-27 registra invece 3 titolarità, 235 minuti, 0 gol, 0 assist, 178 passaggi riusciti e una media voto scesa a 6. Amorim ha precisato che il croato resta una risorsa fondamentale nei match caratterizzati da un dominio prolungato del possesso palla e del controllo, ma in partite di dinamismo la squadra non può prescindere da Yunus Musah, oltre al fatto di dover inserire nelle rotazioni Ardon Jashari.

Tuttosport: Modric il rebus di Amorim. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.

Luka%20Modric%20Milan.jpg
Contro la Juve è stato il migliore in campo per distacco e contro il Torino ha contribuito a cambiare la partita dalla panchina. Per 45 minuti sotto tono in una squadra completamente allo sbando deve essere definito "fuori giri"?

Chiaramente l'articolo è una "velina" per convogliare la rabbia e le critiche del tifoso milanista nei confronti del croato invece che del cialtrone in panchina. Sapevamo tutti che un 41enne non fosse coerente con un'idea di pressing alto e feroce ma non è stato Luka a presentarsi con un fucile in sede e obbligarli a rinnovarlo. Un allenatore di personalità lo avrebbe fatto presente ma sulla nostra panchina siede un mediocre che ha definito "da 10 e lode" un mercato incompleto e incoerente con i suoi principi.

Tra l'altro vorrei chiedere all'autore dell'articolo di definirmi "le partite di possesso". Intende quelle a San Siro con 11 sotto palla racchiusi in 30 metri davanti alla porta? In queste partite cosa dovrebbe fare Modric? Aiutare a passare la palla velocemente da sinistra a destra?
 
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Non esiste per principio di girare con un 42enne come perno del centrocampo, anche se si chiama Modric.
Se poi l'idea è quella di fare pressing e riaggressione, con preventive aggressive, allora men che meno.
Il problema è che poi ti guardi intorno e vedi Jashari, Musah e Comotto.
 
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Comunque, vado controcorrente e mi prenderò un sacco di insulti.
Da quando è qui non mi ha mai impressionato.

Nulla che mi abbia fatto restare a bocca aperta, poi è sicuramente il più forte della rosa con la palla tra i piedi.

Purtroppo ha 40 anni e i giocatori attorno a lui sono quelli che sono.

Perchè insulti? È la verità.
Diciamo che l'unica cosa in cui lo scorso anno ha impressionato sono state le letture difensive.
Quando gli avversari attaccavano lui era sempre nel posto giusto al momento giusto, e proprio grazie alle sue letture difensive abbiamo evitato di prendere molti goal e di perdere tanti punti per strada.

Ma oltre a quello non è che abbia poi brillato...
Certo, forse alla fine è anche colpa nostra che pretendiamo miracoli da un 42enne.
Non si può dire neanche che la sua permanenza serva a far crescere i giovani in vista della prossima stagione quando appenderà le scarpette al chiodo...perchè di quali giovani parliamo?
Di jashari?
Di Musah?
 

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