- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 268,831
- Reaction score
- 56,910
GDS: il rendimento di Luka Modric nel Milan è cambiato radicalmente tra la scorsa e l'attuale stagione, con il croato entrato in forte difficoltà nel nuovo assetto tattico di Rúben Amorim. Nella gestione di Massimiliano Allegri, con il modulo 3-5-2, Modric era protetto da due mezzali ed eseguiva compiti di gestione del possesso e schermatura della difesa con coperture di spazio ridotte; al contrario, il sistema a quattro di Amorim impone ritmi frenetici, verticalizzazioni continue e transizioni rapide che costringono il centrocampista quarantunenne a coprire porzioni di campo molto più ampie. La prova di questa incompatibilità con le gare ad alta intensità si è avuta nell'intervallo di Lazio-Milan, quando il tecnico portoghese ha sostituito l'ex Pallone d'Oro prendendo atto che la squadra era spezzata in due e ammettendo nel post-partita che per Modric è impossibile rendere se la partita si trasforma in continui capovolgimenti di fronte. Le dichiarazioni e il cambio all'Olimpico hanno scosso il fuoriclasse, il quale al 28' della sfida contro i biancocelesti era arrivato persino a servire un involontario retropassaggio a Frattesi a causa della poca lucidità accumulata rincorrendo gli avversari in ripartenza. Il calo rispetto al passato è evidente anche dai numeri delle prime quattro giornate: nel 2025-26 Modric vantava 4 presenze da titolare su 4, 335 minuti giocati, 1 gol, 1 assist, 246 passaggi riusciti e una media voto di 7,25; nel 2026-27 registra invece 3 titolarità, 235 minuti, 0 gol, 0 assist, 178 passaggi riusciti e una media voto scesa a 6. Amorim ha precisato che il croato resta una risorsa fondamentale nei match caratterizzati da un dominio prolungato del possesso palla e del controllo, ma in partite di dinamismo la squadra non può prescindere da Yunus Musah, oltre al fatto di dover inserire nelle rotazioni Ardon Jashari.
Tuttosport: Modric il rebus di Amorim. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.
Tuttosport: Modric il rebus di Amorim. La sostituzione nell'intervallo della gara contro la Lazio ha aperto un profondo dibattito attorno all'impiego di Luka Modric nello scacchiere del Milan. A differenza del modulo di Massimiliano Allegri, che schermava il fuoriclasse croato con due mezzali, il sistema di gioco proposto da Rúben Amorim non prevede questa protezione e richiede ritmi e intensità altissimi fin dai primi minuti, nei quali Modric rischia di andare in sofferenza rispetto a un profilo dinamico come Yunus Musah. Gestire un leader quarantunenne di tale spessore — tra i pochi in rosa capaci di prendersi la responsabilità della palla — non è semplice, ma una condizione fisica non ancora ottimale ne condiziona la resa dall'inizio. La soluzione più concreta per Amorim potrebbe essere quella di trasformare Modric in un jolly da inserire a gara in corso: subentrando dalla panchina contro avversari energeticamente calati, il croato garantirebbe infatti una lucidità e un impatto qualitativo nettamente superiori, permettendo al contempo di concedere spazio anche a giovani come Jashari e Comotto. Inoltre, con la presenza di esterni d'attacco molto offensivi come Chukwueze e Diego Moreira (entrato al posto di uno scontentante Estupiñán), si rende necessaria una diga mediana particolarmente solida, configurazione che si adatta meglio alla coppia Musah-Rabiot. Poco percorribile appare anche l'ipotesi di avanzarlo sulla linea dei trequartisti, dove Amorim esige la pressione feroce di giocatori come Pulisic e Cisse per sollevare Gonçalo Ramos da compiti di rientro difensivo. Con la sosta per le Nazionali alle porte, il tecnico portoghese dovrà approfittare della pausa per trovare la quadratura tattica ideale nella gestione del fuoriclasse.