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La GDS analizza il big match tra Milan e Juventus, mettendo a confronto le filosofie opposte di Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti nella corsa alla zona Champions League. L'articolo descrive la partita come uno scontro tra il pragmatismo rossonero e la spinta dei bianconeri. Nonostante un momento di calo in classifica per entrambe, le due squadre si giocano punti fondamentali per l'Europa. Il Milan di Allegri, pur avendo perso terreno, cerca di far valere l'esperienza del suo tecnico, mentre la Juventus di Spalletti punta su un gioco più verticale e sull'entusiasmo della risalita.
Allegri si affida nuovamente alla coppia Leao-Pulisic. Nonostante i numeri stagionali siano deludenti (solo 5 gol segnati con i due in campo insieme), il tecnico ritiene che la classe del portoghese e dell'americano sia l'unica chiave per uscire dall'incubo della sterilità offensiva. In mediana, Rabiot agisce da riferimento assoluto.
Spalletti risponde puntando su Jonathan David, obiettivo di mercato anche del Milan. L'attaccante canadese è in cerca di riscatto dopo alcune prove opache, affiancato da Vlahovic (che rientra titolare) e Yildiz.
CorSera: il Milan si prepara al big match contro la Juventus con un unico obiettivo: blindare la qualificazione in Champions League, traguardo che Allegri definisce a portata di mano (servono 7 punti in 5 partite). Nonostante le voci su un suo possibile futuro in Nazionale, il tecnico livornese ribadisce la solidità della base rossonera e la volontà di continuare il progetto, puntando a trasformarsi in un allenatore-manager supportato da un mercato che porti tre innesti di esperienza e personalità. Il vero nodo resta l'attacco, attualmente "in tilt": Allegri conferma la fiducia a Leao e Pulisic per la sfida di stasera, nonostante entrambi non segnino da mesi e le statistiche certifichino un'intesa mai decollata (solo 5 gol con i due in campo contemporaneamente). Se per Pulisic il dialogo sul rinnovo resta congelato, per Leao il messaggio è chiaro: «Chi è bravo resta bravo», ma per restare al centro del progetto deve tornare a essere decisivo, altrimenti il club valuterà offerte tra i 50 e i 60 milioni. Parallelamente, la dirigenza sonda il mercato per un nuovo centravanti (Sørloth il nome caldo accanto ai sogni Lewandowski e Vlahović) e pianifica la cessione di Fofana per finanziare l'arrivo di Goretzka.
CorSport: Milan-Juve torna a San Siro in una veste diversa rispetto al passato, non mettendo più in palio lo scudetto come nel celebre precedente del 2012, ma puntando tutto sulla qualificazione Champions, un obiettivo che garantisce 60-70 milioni fondamentali per il mercato. Allegri sposta il focus unicamente sul risultato e sul quarto posto, consapevole che una vittoria gli permetterebbe di raggiungere quota 69 punti e agganciare il Napoli al secondo posto, nonostante un girone di ritorno caratterizzato da un calo di ritmo con quattro sconfitte. Dall'altra parte, Spalletti predica calma e "camomilla", tentando di smorzare gli entusiasmi per non distrarre la Juventus, che con un successo aggancerebbe proprio il Milan al terzo posto ma che, in caso di ko, rischierebbe di essere riassorbita nella lotta dal Como e dalla Roma. La sfida si presenta come uno scontro tattico tra due filosofie opposte: Allegri si affida all'orgoglio di Leao, a secco da 55 giorni, e spera nel risveglio di Pulisic, mai a segno nel 2026, mentre Modrić resta il fuoriclasse in grado di orientare gli equilibri. Spalletti, che ha saputo risollevare i bianconeri con una difesa solidissima (un solo gol subito nelle ultime sei gare), valuterà fino all'ultimo il recupero di Yildiz, pronto a schierare Boga o McKennie in posizione avanzata per contrastare il centrocampo rossonero. In un campionato dove la corsa Champions potrebbe risolversi solo all'ultima giornata, questa partita rappresenta un crocevia decisivo per entrambe le squadre per misurare le proprie ambizioni e garantire stabilità economica per la prossima stagione.
Repubblica: Il big match di stasera a San Siro tra Milan e Juventus segna il passaggio da un'epoca in cui i due club dominavano il calcio italiano per bellezza e ricchezza a una fase attuale caratterizzata dall'ambizione massima per l'obiettivo minimo, ovvero la qualificazione in Champions League per ragioni puramente economiche. Massimiliano Allegri, con il suo consueto pragmatismo, ha ribadito che l'unico traguardo fondamentale è entrare tra le prime quattro, sottolineando che ai rossoneri mancano solo sette punti per la certezza matematica. Questa visione di puro galleggiamento finanziario è stata però contestata dal difensore bianconero Bremer, il quale ha dichiarato che un club come la Juventus non può accontentarsi del quarto posto ma deve puntare allo scudetto, pur ammettendo che molto dipenderà dalle prossime mosse di mercato. Proprio sul fronte dei trasferimenti le due società si trovano a seguire strategie speculari, orientate alla creazione di "instant team" attraverso l'ingaggio di parametri zero di lusso e giocatori d'esperienza, ricalcando il modello adottato dal Milan lo scorso anno con l'innesto di Modric e Rabiot. Questa identità di vedute porterà a un inevitabile scontro su numerosi obiettivi comuni, primo fra tutti Robert Lewandowski, il cui agente Pini Zahavi è atteso in tribuna a San Siro, ma anche su profili come Kim del Bayern Monaco, l'argentino Senesi e i parametri zero Celik e Pellegrini. La sfida di mercato più accesa riguarda però Dusan Vlahovic, libero di firmare per entrambe le squadre e stasera presente in panchina come spettatore interessato, mentre la Juventus sembra essersi inserita con forza anche nella trattativa per Goretzka, su cui il Milan sta allentando la presa, e resta l'unica pretendente per Bernardo Silva.
Allegri si affida nuovamente alla coppia Leao-Pulisic. Nonostante i numeri stagionali siano deludenti (solo 5 gol segnati con i due in campo insieme), il tecnico ritiene che la classe del portoghese e dell'americano sia l'unica chiave per uscire dall'incubo della sterilità offensiva. In mediana, Rabiot agisce da riferimento assoluto.
Spalletti risponde puntando su Jonathan David, obiettivo di mercato anche del Milan. L'attaccante canadese è in cerca di riscatto dopo alcune prove opache, affiancato da Vlahovic (che rientra titolare) e Yildiz.
CorSera: il Milan si prepara al big match contro la Juventus con un unico obiettivo: blindare la qualificazione in Champions League, traguardo che Allegri definisce a portata di mano (servono 7 punti in 5 partite). Nonostante le voci su un suo possibile futuro in Nazionale, il tecnico livornese ribadisce la solidità della base rossonera e la volontà di continuare il progetto, puntando a trasformarsi in un allenatore-manager supportato da un mercato che porti tre innesti di esperienza e personalità. Il vero nodo resta l'attacco, attualmente "in tilt": Allegri conferma la fiducia a Leao e Pulisic per la sfida di stasera, nonostante entrambi non segnino da mesi e le statistiche certifichino un'intesa mai decollata (solo 5 gol con i due in campo contemporaneamente). Se per Pulisic il dialogo sul rinnovo resta congelato, per Leao il messaggio è chiaro: «Chi è bravo resta bravo», ma per restare al centro del progetto deve tornare a essere decisivo, altrimenti il club valuterà offerte tra i 50 e i 60 milioni. Parallelamente, la dirigenza sonda il mercato per un nuovo centravanti (Sørloth il nome caldo accanto ai sogni Lewandowski e Vlahović) e pianifica la cessione di Fofana per finanziare l'arrivo di Goretzka.
CorSport: Milan-Juve torna a San Siro in una veste diversa rispetto al passato, non mettendo più in palio lo scudetto come nel celebre precedente del 2012, ma puntando tutto sulla qualificazione Champions, un obiettivo che garantisce 60-70 milioni fondamentali per il mercato. Allegri sposta il focus unicamente sul risultato e sul quarto posto, consapevole che una vittoria gli permetterebbe di raggiungere quota 69 punti e agganciare il Napoli al secondo posto, nonostante un girone di ritorno caratterizzato da un calo di ritmo con quattro sconfitte. Dall'altra parte, Spalletti predica calma e "camomilla", tentando di smorzare gli entusiasmi per non distrarre la Juventus, che con un successo aggancerebbe proprio il Milan al terzo posto ma che, in caso di ko, rischierebbe di essere riassorbita nella lotta dal Como e dalla Roma. La sfida si presenta come uno scontro tattico tra due filosofie opposte: Allegri si affida all'orgoglio di Leao, a secco da 55 giorni, e spera nel risveglio di Pulisic, mai a segno nel 2026, mentre Modrić resta il fuoriclasse in grado di orientare gli equilibri. Spalletti, che ha saputo risollevare i bianconeri con una difesa solidissima (un solo gol subito nelle ultime sei gare), valuterà fino all'ultimo il recupero di Yildiz, pronto a schierare Boga o McKennie in posizione avanzata per contrastare il centrocampo rossonero. In un campionato dove la corsa Champions potrebbe risolversi solo all'ultima giornata, questa partita rappresenta un crocevia decisivo per entrambe le squadre per misurare le proprie ambizioni e garantire stabilità economica per la prossima stagione.
Repubblica: Il big match di stasera a San Siro tra Milan e Juventus segna il passaggio da un'epoca in cui i due club dominavano il calcio italiano per bellezza e ricchezza a una fase attuale caratterizzata dall'ambizione massima per l'obiettivo minimo, ovvero la qualificazione in Champions League per ragioni puramente economiche. Massimiliano Allegri, con il suo consueto pragmatismo, ha ribadito che l'unico traguardo fondamentale è entrare tra le prime quattro, sottolineando che ai rossoneri mancano solo sette punti per la certezza matematica. Questa visione di puro galleggiamento finanziario è stata però contestata dal difensore bianconero Bremer, il quale ha dichiarato che un club come la Juventus non può accontentarsi del quarto posto ma deve puntare allo scudetto, pur ammettendo che molto dipenderà dalle prossime mosse di mercato. Proprio sul fronte dei trasferimenti le due società si trovano a seguire strategie speculari, orientate alla creazione di "instant team" attraverso l'ingaggio di parametri zero di lusso e giocatori d'esperienza, ricalcando il modello adottato dal Milan lo scorso anno con l'innesto di Modric e Rabiot. Questa identità di vedute porterà a un inevitabile scontro su numerosi obiettivi comuni, primo fra tutti Robert Lewandowski, il cui agente Pini Zahavi è atteso in tribuna a San Siro, ma anche su profili come Kim del Bayern Monaco, l'argentino Senesi e i parametri zero Celik e Pellegrini. La sfida di mercato più accesa riguarda però Dusan Vlahovic, libero di firmare per entrambe le squadre e stasera presente in panchina come spettatore interessato, mentre la Juventus sembra essersi inserita con forza anche nella trattativa per Goretzka, su cui il Milan sta allentando la presa, e resta l'unica pretendente per Bernardo Silva.