Mi hanno svuotato.
Non è più solo rabbia. È qualcosa di più freddo.
Vedere vincere l’Inter non mi fa solo rosicare: mi lascia addosso una sensazione pesante, costante.
Apri Instagram ed è un bombardamento continuo: stemmi, sfottò, celebrazioni.
Non puoi evitarli. Anche se non vuoi, ti entrano in testa.
E nel frattempo costruiscono narrazioni:
Chivu trasformato in un messia, in un predestinato…
quando, ad oggi, non ha ancora dimostrato nulla, dovrebbe asciugare i parabrezza negli autolavaggi.
Ma funziona così: chi vince racconta la storia.
Poi guardi i numeri, e lì non puoi mentire a te stesso:
negli ultimi 20 anni loro 7 scudetti, noi 2.
Qualche coppa qui e là… sempre dietro.
Non è un caso. È struttura.
Ed è questo che fa più male.
Perché nel 2022 io ci credevo davvero.
Non era solo uno scudetto: era un punto di partenza.
Dopo anni di buio, ero convinto che avremmo aperto un ciclo.
E invece ho sbagliato lettura.
Quello non era un inizio. Era un picco. Da lì in poi, smantellamento.
Scelte fredde, scollegate dal campo, senza una vera visione sportiva.
È arrivata questa gestione e ha spento tutto, senza nemmeno fare rumore.
E mentre noi ci fermiamo, loro continuano a vincere.
E ridono.
E tu sei lì a guardare.
Qui arriva la parte scomoda.
“Finché c’è Furlani non si vince” lo pensano tutti, ma poi non lo dice nessuno, a parte qui.
Intanto noi restiamo agonizzanti.
La verità è più dura:
oggi il modello dell’AC Milan non è costruito per dominare, ma per sostenersi.
E se l’obiettivo è sostenibilità,
vincere diventa un’eccezione, non una conseguenza.
E allora resti in mezzo.
Non abbastanza forti per comandare,
non abbastanza deboli per rifondare davvero.
Una terra di mezzo che consuma più delle sconfitte.
E tu resti agganciato.
Vorresti viverla più leggera, dirti “è solo calcio”…
ma non funziona. Perché non è solo calcio.
Quando senti dire
“il Milan è fede”,
"il Milan non si abbandona”,
“ci sarò sempre”…
suona tutto giusto.
Ma la verità è più sporca:
tu non riesci ad abbandonare il Milan,
anche quando sembra che il Milan abbia già mollato te.
Mi sento abbandonato dal Milan.