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CorSport: le critiche dei tifosi del Milan nei confronti della gestione firmata RedBird si concentrano principalmente sulla discrepanza tra i numerosi slogan lanciati nel corso degli anni e la mancanza di azioni concrete, evidenziando una forte incoerenza tra le promesse fatte e la realtà dei fatti. Questa situazione di instabilità ha colpito direttamente anche l'allenatore Allegri, il quale, nonostante fosse partito con ottimi auspici, si è trovato a subire decisioni drastiche già prese dalla società, come le cessioni eccellenti di Reijnders, reduce da un'ottima stagione, e di Theo Hernandez, oltre all'innesto a centrocampo di Ricci. Allegri è riuscito a opporsi soltanto alla partenza del portiere Maignan, che ha poi rinnovato il contratto in extremis. Anche le strategie di mercato hanno mostrato evidenti limiti: a fronte della richiesta del tecnico di avere un centravanti d'area esperto e pronto per la Serie A, la dirigenza ha scartato Vlahovic per i costi eccessivi e Hojlund per l'incertezza sulla formula del prestito, mentre le trattative per Boniface e Harder sono sfumate e l'acquisto di Nkunku non ha risposto alla necessità di una punta centrale, portando infine al ripiego invernale su Fullkrug per mancanza di fondi e al successivo dietrofront su Mateta gestito direttamente dall'amministratore delegato Furlani. Attualmente il club si trova in una situazione di totale caos nel momento cruciale della stagione, aggravata dalle tensioni con Ibrahimovic, dall'esonero del direttore sportivo Tare — che era stato il principale sostenitore di Allegri — e dalle dure dichiarazioni del proprietario Gerry Cardinale, il quale ha parlato di delusione e fallimento mettendo tutti sotto esame. Sebbene l'allenatore abbia le proprie responsabilità per il calo di prestazioni della squadra sul campo, il principale bersaglio delle critiche rimane proprio Cardinale, la cui presenza in Italia è coincisa con una serie di risultati negativi; secondo la tifoseria, la reale volontà di vincere dovrebbe essere dimostrata affidandosi a professionisti competenti, presenziando attivamente, comprendendo le dinamiche del calcio italiano e del DNA del club, e soprattutto sostituendo i continui proclami con fatti concreti e con l'ammissione consapevole dei propri errori gestionali.