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L'inchiesta «Arbitropoli», che ha portato alle dimissioni di Rocchi e Gervasoni e sollevato ombre su presunte scelte di arbitri graditi per determinati match, sta infiammando la volata finale per il secondo posto in Serie A, alimentando la suggestione che la piazza d'onore possa trasformarsi in uno scudetto nel caso di una clamorosa (e al momento infondata) penalizzazione dell'Inter. Antonio Conte sembra rivedere il suo mantra secondo cui «il secondo posto è il primo dei perdenti», traendo motivazione per il suo Napoli dalle voci di corridoio su possibili illeciti sportivi, mentre Massimiliano Allegri affronta il tema con la consueta ironia a Milanello, dove però i giocatori iniziano a pensare di doversi far trovare pronti a ogni evenienza. Nonostante la Procura di Milano e il presidente Marotta abbiano chiarito che «nessun club è coinvolto» e che l'Inter, a cui mancano solo tre punti per il 21esimo titolo, possa dormire sonni tranquilli, la mancanza di prove documentali pubbliche spinge Napoli, Milan e Juve a non voler avere rimpianti, puntando alla posizione più alta possibile. La rincorsa al secondo posto assume però un valore molto concreto e reale al di là delle ipotesi giudiziarie: garantisce infatti un vantaggio economico di 1,9 milioni di euro dai diritti tv, cifra pari a «uno stipendio medio di un calciatore di Napoli e Milan», e assicura la partecipazione alla Supercoppa nel caso venga confermato il format a quattro squadre. Sul fronte rossonero, la missione è resa più difficile dall'infortunio di Luka Modric, che ha riportato la frattura dello zigomo contro la Juve chiudendo anzitempo la stagione; Allegri dovrà dunque fare a meno del croato per blindare un piazzamento che, per dirla con le voci che animano l'ambiente, «non si sa mai» cosa potrebbe riservare. CorSera.