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GDS: il Milan ha deciso di rinviare ogni valutazione strategica a fine stagione, in attesa di definire il proprio piazzamento europeo, ma il mercato dei dirigenti è già in pieno fermento e potrebbe rimettere in discussione l'attuale organigramma rossonero. Al centro del dibattito c'è la posizione del direttore sportivo Tare, la cui gestione è sotto esame: nonostante l'innesto di un leader come Modric, i pesanti investimenti economici effettuati non hanno portato i risultati sperati, aprendo così la strada a possibili cambiamenti. In questo scenario emerge con forza la figura di Tony D’Amico, attuale ds dell'Atalanta e già cercato in passato dall'amministratore delegato Furlani. D’Amico sembra ormai prossimo all'addio al club bergamasco, come confermato dalle parole di stima ma dai toni conclusivi dell'ad nerazzurro Luca Percassi, e rappresenta un profilo ideale per chi cerca successi sportivi coniugati alla sostenibilità finanziaria. La sua carriera è costellata di operazioni magistrali: al Verona ha generato enormi plusvalenze con le cessioni di Kumbulla, Rrahmani e Amrabat, mentre a Bergamo ha alzato l'asticella portando l'Atalanta al trionfo in Europa League e in Champions League attraverso acquisti mirati come Ederson, Scamacca, Kolasinac e soprattutto Retegui, rivenduto a cifre record dopo un solo anno. La sua capacità di generare valore tecnico ed economico lo rende il candidato naturale per la poltrona rossonera qualora si liberasse un posto, sebbene la concorrenza sia elevata: il nome di D’Amico circola infatti anche in orbita Roma, dove potrebbe ritrovare Gasperini, o Napoli, all'interno di un valzer di direttori sportivi che coinvolge anche profili come Manna e Giaretta. Il Milan osserva dunque con estrema attenzione l'evoluzione della situazione di D’Amico, consapevolmente pronto a cogliere l'opportunità di inserire un dirigente specializzato nel mercato ad alta sostenibilità per correggere la rotta della propria area tecnica.